lunedì 17 maggio 2010

su come il "deva" delle iris intinga il suo pennello in tutti i colori eccetto il rosso primario





Mia figlia diceva: devi trovare un nome per questo blog! Ne ho tirati fuori diversi, ma non si capiva affatto che volevo parlare di giardini, orti, terra e affini. "Un nome che richiami il giardino, mamma, svelta!" Stava impostando il blog per me  e aveva fretta. I ragazzi hanno sempre fretta: ho guardato fuori dalla finestra, il cielo grigio e l'acqua che fa marcire tutto, poi ho avuto un flash, iris e libellule. "Chiamiamolo così, ho detto, Iris e libellule."
Cominciamo dalle, o dagli, iris . Chi sa se sono maschi o femmine. Di sicuro alcuni caratteri sono maschili: gli steli eretti, le foglie a spada, l'ergersi dei tre petali superiori che si chiamano vessilli. Nelle varietà che si trovano in campagna qui da noi (provincia di Arezzo) praticamente dappertutto e sono a fiore viola, gli altri tre petali sono ricadenti, mentre nelle varietà più moderne sono spesso orizzontali. Si chiamano ali. Ali e vessilli e al centro delle ali una barba di peli colorati.  Da cui il nome Iris barbata. A Firenze, a Piazzale Michelangelo, ponendosi verso il panorama della città, sulla destra si trova il piccolo ingresso del Giardino degli Iris, che apre per un mese all'anno durante il periodo di fioritura. L'ingresso è gratuito. Ne ho ignorato l'esistenza fino al 1996, quando ci sono andata per la prima volta con un'amica e le nostre bambine. Ogni anno cerco di tornarci, perché l'esperienza delle iris fiorite, che vanno ogni volta in concorso per la più bella del mondo, è imperdibile e fa bene al cuore. Ibridatori di tutto il mondo inviano rizomi, anche dagli USA, dalla Nuova Zelanda, attraversano i cieli, mezzo pianeta per venire a fiorire in un piccolo oliveto di Firenze dove può accadere di incontrare signore e signori di età più o meno avanzata con cappelli di paglia taccuino e matita che prendono appunti e discutono animatamente, litigando anche ad alta voce: sono i severi giudici, gli unici che possono entrare nelle aiuole cintate. Non so mai quale fra i meravigliosi fiori abbia vinto alla fine il concorso, so che lì, in quei giorni, ci si immerge nel colore, se ne fa un'abbuffata e non si verrebbe mai via. E'come se il"Deva" degli Iris, lo spirito di questa pianta, avesse intinto il suo pennello nei vari colori e diluito e mescolato ottenendo tantissime sfumature e tonalità diverse, con in più il gioco delle barbe, che spesso sono in contrasto. Negli ultimi anni poi sono riusciti a far staccare e alzare l'ultimo segmento della barba, quest'anno ne ho visto uno con la barba alzata e sfrangiata, cosa che conferisce ulteriore interesse alla forma già complessa del fiore.
Ormai tanta gente conosce i fiori di Bach, nei quali non c'è l'iris, c'è invece nei fiori californiani, in cui se ne consiglia l'uso per risvegliare la creatività.
Questi fiori sono effimeri, si sciupano con la pioggia e con luce e calore forte i loro colori si smontano, sono tipici fiori di primavera, anche se so che qualche ibridatore ha ottenuto la rifiorenza autunnale. La loro presenza nel mio giardino mi sembra necessaria, sono molto adatti ai nostri terreni siccitosi e poveri, nelle lunghe estati non soffrono e hanno una fioritura interessante ed elegante, soprattutto quando cominciano a formare macchie piuttosto grandi. Io ne ho ormai tante varietà e la mia amica più di me, perché al giardino degli iris ogni anno vengono venduti vasetti con piccole piante per cifre irrisorie, per sostenere il giardino.
Ogni primavera chiamo le mie figlie e mio marito a vedere appena se ne apre uno nuovo. Gli iris esplorano il territorio del colore e gli ibridatori si divertono ad incrociare, mescolare, spennellare i petali, ma un colore è loro vietato ed è il rosso primario. Ci si avvicinano molto, attraverso tutte le tonalità del ruggine, del vinaccia, del vino rosso, provano ad arrivarci dal viola e dal marrone, ma non ci riescono mai. Ogni fiore ha un colore vietato, le rose hanno il blu, anche i tulipani hanno il blu, d'altra parte trovo patetiche le rose vendute come blu che raggiungono a malapena un viola spento sbiadito e mi sembrerebbero volgari delle iris rosso papavero. Queste foto sono di alcune iris che crescono nel mio giardino. Quella immediatamente qui sopra sembra quasi non colorata, come certe orchidee .La prima in alto è di un rosa poco definito con le ali venate di viola copiativo, ricorda una signora anziana ingioiellata. Non chiedetemi perché. E poi ci sarebbe il profumo, che varia per ogni varietà .

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