giovedì 3 giugno 2010

Il giardino di Dio.

In questo periodo dell'anno chi si occupa di un giardino non ha tempo da dedicare ad altre cose, c'è un sacco di lavoro, basta guardarsi intorno, erbacce che crescono velocemente e devono essere tolte, qualcosa da trapiantare, rami o steli troppo alti che vanno sostenuti con tutori ai quali non abbiamo pensato prima, terreno da zappettare delicatamente per non far danno alle radici di chi ci cresce ecc. ecc. ecc. Molto altro "eccetera". Tempo fa , a "Che tempo che fa" (senti bellino!)ci fu un signore che si occupa di giardini . Fazio gentilmente gli chiese cosa è secondo lui il giardinaggio . Rispose che è soprattutto osservazione di ciò che avviene in un terreno. Originale e certamente vero, anche se molto parziale . A me, da una domanda del genere, verrebbe una risposta lunghissima e molto complessa. L'osservazione è essenziale, tutti usano molto tempo nel percorrere ogni giorno il loro spazio coltivato per vedere che succede : vedi malattie che insorgono, vedi insetti che rodono, vedi una pianta che lì proprio non sta bene , ne vedi un'altra che ci è nata da sé, lì dove sta, e cresce a occhiate, ogni volta che la guardi sembra più alta. L'osservazione si fa lentamente, gli esseri umani , in questa fase storica , vivono di corsa , tutti lo dicono , ma chi ha un giardino lo sperimenta perchè vede la differenza; questo lavoro, condotto con le mani e la testa , ha dei tempi naturali necessari . Ti prende e ti costringe al "suo" ritmo, il tempo rallenta, può assomigliare ad una meditazione, non è fatto per chi ha fretta. Poi, quando osservi , ti vengono delle idee. Ti immagini cose che potrai realizzare la prossima stagione, perché questo starebbe bene vicino a questo, e quest'altro è da spostare ... Certamente fare giardino e orto tiene in forma , anche troppo , qui ad Arezzo c'è un proverbio che dice " l'orto vuol l'uomo morto", ma, per equilibrare, nell'introduzione di un libro di agricoltura biodinamica si dice " se vuoi fare felice un uomo per un giorno dagli da mangiare, ma se vuoi farlo felice per tutta la vita insegnagli a coltivare un orto ". E' un tipo di felicità che non tutti condividono, lo capisco, ma è per questo che le cose vanno come vanno. Torniamo all'origine : avendo del tempo in questi giorni si può osservare il Giardino di Dio . Noi qui abbiamo dei campi da tempo abbandonati che stanno diventando bosco, in primavera sono il Giardino di Dio, ci crescono tanti fiori, provo a nominarne alcuni , cerastium , silene , ho trovato perfino un'aristolochia e una specie di lupino selvatico dai fiori azzurri, sono già sfiorite alcune orchidee , sopravvissute alle ricerche dei cinghiali, si sente il profumo dei fiori del ligustro spontaneo che si scioglie nell'aria calda come un balsamo, qua e là diversi tipi di felci rendono elegante il sottobosco. Al sole masse di leguminose (ora papilionacee) meliloto giallo, trifoglio viola, galega rosa chiarissimo, grandi cespugli di roselline selvatiche , a fiori rosa e bianchi e poi tutti i fiori dell'"erba", dalle varie cicorie selvatiche alle numerose graminacee, in particolare da me la bellissima "briza" , indicatrice di ottimo terreno. Aggrappati alle rocce fioriscono due varietà di cisti , uno a fiori rosa e uno a fiori bianchi, macchie colorate di fiori appena stropicciati che si aprono per un solo giorno, passandogli davanti si rimane senza fiato, sorpresi per tanta bellezza nascosta tra il verde . Mi sorprende un pensiero : tanta bellezza per chi ? Nessuno passerà di qua in questi giorni ! Alzeranno gli occhi i cinghiali ? I caprioli e le gazze percepiranno questi colori? Si pensa che sempre la bellezza sia fatta perché l'uomo la veda , ma non è così, il mondo è pieno di significato anche senza di noi. Una passeggiata nel silenzio rumoroso del bosco pieno di vita , fa sentire , nel concerto delle voci viventi, l'eco della voce di Dio, per crede e per chi non crede, o per chi, come me, spera che Dio creda in lui.

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