sabato 12 giugno 2010

San Giovanni.

Diceva mia madre :"Quando sente San Giovanni venire la lavanda o è fiorita o vuol fiorire", chissà da dove veniva questo proverbio, forse dalle zie del Molinnuovo , che coltivavano bordi di lavanda, o spigo, nel piccolo giardino della casa lungo la strada per Sansepolcro. Stiamo attraversando un tempo specialissimo dell'anno , i giorni che si avvicinano al solstizio d'estate .
Come in inverno questo tempo non viene celebrato il giorno stesso, cioè il 21 giugno, ma qualche giorno dopo, il 24. E' una celebrazione antichissima, quella del giorno più lungo dell'anno, solstizio, da sol - sta , il Sole raggiunge il massimo della sua forza irradiata sulla Terra e tutta questa energia anche nella forma spirituale viene accumulata in questi giorni dagli esseri viventi , terra , acqua , piante e animali . Passando accanto alla maggiorana ho sentito che il suo odore si è fatto fortissimo, ho pensato "Certo, arriva San Giovanni!" I profumi e gli oli essenziali nelle piante si formano e si concentrano, è il momento di raccogliere per preparare unguenti, medicine, o far seccare le erbe, questo per molte piante è il "tempo balsamico". Tutto ciò avviene da noi, in questo mese, in questo emisfero, a queste latitudini . La mia amica Antoinette, che viene dalla Costa d'Avorio, ha sperimentato questa cosa vivendo qui come una grande novità, a casa sua è una lunga estate con poche variazioni . In inverno soffre di geloni e sopporta male la nostra lunga stagione fredda, cerca sempre qualche nuova pianta che fiorisca e rallegri i mesi invernali, è felice degli ellebori, degli anemoni, dei numerosi sedum, ma una volta mi ha detto che, nonostante le difficoltà del freddo e della diminuzione della luce diurna, comincia a piacerle il ritmo stagionale, e il rinascere di se stessa e della natura a primavera. Il nostro piccolo pianeta, la preziosa palla blu brulicante di vita, sempre minacciata dalla presenza umana, offre condizioni di vita davvero diverse nelle sue varie zone. Gli uomini antichi, che vivevano una vita meno artificiale, avvertivano con forza , e per questo celebravano , gli eventi naturali . Persistono ancora alcuni riti, o almeno la loro memoria, come la raccolta delle erbe magiche di San Giovanni, o quella della rugiada, ma la celebrazione più grande è quella che la natura fa di se stessa, ad esempio con la comparsa delle lucciole . Le lanternine magiche compaiono proprio in questi giorni e a casa mia, quando torno di notte dal lavoro, mi piace osservarle, alzare gli occhi alle stelle, che qui si vedono bene, mentre ascolto il gracidio delle rane sedute sulle foglie di ninfea e, più lontano nel bosco, il canto degli usignoli, ognuno nel suo territorio.

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