martedì 30 novembre 2010

La mano di Venere e il pisello di Marte , la globalizzazione e la clematis Armandii.

Qualche anno fa ho lavorato con un ragazzo del Bangladesh. Era proprio un ragazzo , per l'età poteva essere mio figlio. Era piccolo e brutto, credo anche per gli standard del suo paese. Parlava diverse lingue dei suoi posti (hindi, hurdu, parsi ) , a scuola aveva studiato inglese, diceva, e aveva trascorso alcuni mesi in Belgio , lavorando in un ristorante con dei pakistani , dove si cucinavano , fra l'altro, cozze con miele e panna . Voleva cucinarle anche da me. Lavoravamo in un ristorante, io cuoca lui lavapiatti e aiuto, si fa per dire, e quando c'era poca gente , cioè spesso, gli insegnavo qualche parola in italiano. Scrivevo la parola italiana accanto a quella inglese e a quella francese con lo stesso significato e lui mi guardava stupito . Capii che la sua conoscenza era solo della lingua parlata , se poi si riusciva a capirlo. Immaginate un bengalese che ha imparato il francese da un pakistano. Nonostante questo , con due parole si avventurava in discorsi molto complessi. Esordiva sempre con "Lorenza! Ecoute moi!" Imperioso. Lorenza ascoltami! Lo ascoltavo. " Io mamma!" disse una volta battendosi il petto. I gesti chiarivano parecchio il significato."Io mamma.... lui mamma, lui mamma, lui mamma, lui mamma, lui mamma...-Con la mano accennava in alto- ..dove finito questo?" Con molto sforzo fui in grado di tradurre: la mia mamma , la mamma della mia mamma , la mamma della mamma della mia mamma,  la mamma della mamma della mamma della mia mamma.. cioè le generazioni precedenti, fino all'inizio della storia dell'uomo. Chi c'è all'inizio? Forse voleva saggiare le mie conoscenze religiose. Boh ! Risposi. Un'altra volta mi disse:
"Lorenza !Ecoute moi! Italia , tutto prime prime prime . Belgio, tutto changè . Perchè Italia no changè?"
Traduco: in Italia è tutto molto vecchio, antico , (il ristorante si trovava nel centro storico) , in Belgio è tutto nuovo, moderno . Perchè non buttate giù tutto e non fate tutto nuovo anche voi?
Una notazione sulla lingua: la parola "prime" l'aveva usata per dire molto vecchio, ripetendola diverse volte per rafforzarla, ma gli serviva anche per dire un quarto d'ora fa, ieri , prima di me ecc. La parola changè , cambiato , l'aveva usata per dire nuovo, moderno . Aveva esteso molto il significato.
Tentai , senza riuscirci , di fargli capire il valore di tutto quel vecchiume . Ottenni di avere visioni angosciose di folle di indiani e asiatici che arrivavano e rifacevano tutto nuovo.
Mi raccontò che un pò di francese l'aveva imparato dalla sua "copine" belga , la fidanzata. Ah! Dissi. E ora, quando la rivedi? Non la vedo più , si è sposata. Che fidanzata era ? Dissi io. Andavamo a letto , disse lui, ma lei era già fidanzata. Non è mica una bella cosa! Dissi ancora io. Europee tutte puttane .
Mi arrabbiai , ma mi vennero in mente parecchie ragazzine ubriache fuori dai ristoranti e certe storie di sesso e droga sentite in treno la mattina dagli studenti che andavano a scuola.
Mi chiese dei soldi in prestito per le sigarette, 10 euro, glieli diedi e in seguito me li rese.
Una sera  disse che io, da giovane, dovevo essere molto carina. Sì, lo ero stata . Ma anche ora non ero male . E chiaramente mi disse che ne avrebbe volentieri approfittato . Mi irritai parecchio. Sono il tuo capo e sono molto più vecchia di te, dissi. Ma a me non importa.  Sono sposata! Fa niente , disse stringendosi nelle spalle . Potrei essere tua madre! Ma non sei mia madre.
I rapporti si gelarono. Dopo qualche tempo dato che il ristorante arrancava e lui puliva molto male fu licenziato. L'estate successiva andò a lavorare in un posto di mare e lo arrestarono, non so perchè.
Una sera andando al ristorante staccai un pezzettino di una Clematis Armandii che ricadeva a cascata da un muro, con cui feci una talea e ora ho una bella pianta, che mi ricorda quell'anno di lavoro e tutto ciò che è successo.

Come mi è tornato in mente ? Ho letto un post su "Alberto cane blog" che riguardava la mano di Venere e il pisello di Marte, le due statue a cui sono state sostituite le parti mancanti senza tener conto di decenni di studi e dibattiti sul modus operandi nel trattare oggetti antichi. Il mio giovane collega bengalese si sarebbe comportato nello stesso modo. Ma lui non era presidente del Consiglio, e neppure restauratore esperto di storia dell'arte. Il mio cervello ha fatto il link, ne fa un pò troppi di link in questo periodo. Mi vengono in mente troppe cose da scrivere.Concludo con "est modus in rebus", ma bisogna conoscerlo , il modus.

1 commento:

  1. Ma quanto è bella e simbolica questa storia?!
    Ciao Lorenza! Ho letto il tuo commento al nostro blog e sono subito venuta a trovarti da queste parti.
    Vedo che ti aveva scoperta mia sorella Delia e mi sono incuriosita a leggere i tuoi ultimi post.
    Questa storia, descritta in modo un pò rocambolesco, mi ha divertita molto ma nello stesso tempo mi ha fatto riflettere.
    Hai ragione, in molti tendono a dimenticare la nostra storia passata e vogliono lasciarsi tutto alle spalle e modernizzarsi.
    Il nostro è un paese ricco di storia, è uno dei più antichi, e purtroppo ci troviamo in questo momento sotto le fauci di un pseudo-dittatore che calpesta tutto ciò che trova sul suo cammino, dimenticando che se la nostra Italia fino a questo momento sopravvive è proprio grazie al turismo, grazie alle tantissime persone che amano la storia e amano la nostra cultura.
    Grazie per questo racconto e per la sua metafora molto azzeccata!
    Abbracci!

    RispondiElimina