sabato 6 novembre 2010

Olive!


Stiamo cogliendo le olive, o meglio : sto cogliendo le olive. Cavoli , sono quasi sempre sola! Stamani c'era la nebbia e gli olivi non si toccano quando sono bagnati, così mi sono messa a zappare l'asparagiaia e ho piantato altre quattro piantine di asparagi che avevo nei vasetti. Le fronde degli asparagi, sottili e felciose, sono diventate giallo oro e finchè sono tanto belle non le taglio. Poi mi son messa a pulire sotto l'altra ficaia e intanto sono arrivate le undici e mezzo. A mezzogiorno si è aperto il cielo ed è apparso il sole novembrino, allegro e festoso. Le fronde finalmente erano asciutte. Avevo pronto il telo, il rastrellino e la scala, ho teso il telo , sono salita sulla scala e ho cominciato a cogliere. Poi, come sempre, ho lasciato cadere il rastrellino, perché quando sono sulla scala una mano la devo usare per tenermi, quelle malefiche scale di alluminio sono leggere, ma si girano come anguille. E' proprio bello cogliere dai rami che quest'anno sono carichi e pendono per il peso. Ogni anno quando faccio questo lavoro mi viene in mente una poesia di Garcia Lorca, i primi versi :" La nina dal belo rostro esta cojendo aceitunas, el viento, galan de torres, la prende por la cintura.." Chissà se me la ricordo bene . Ma la traduzione sì " La ragazza dal bel viso sta cogliendo olive, il vento, corteggiatore di torri, la prende per la vita.. " C'era un sacco di gente che coglieva nei campi vicini e quasi tutti parlavano, indovinate un pò ?, di soldi.

1 commento:

  1. Ecco come l'ho tradotta, quella poesia di Garcia Lorca.
    Ciao!

    Paola



    Alberò alberò,
    secco e fruttò.

    La giovane dal bel viso
    sta raccogliendo le olive.
    Il vento, amante di torri,
    la prende per la cintura.
    Passano quattro scudieri
    sopra cavalli andalusi:
    con abiti azzurri e verdi,
    con grandi mantelli scuri.
    “Vièntene a Cordoba, bella”.
    Ma lei non li sta a sentire.
    Passano tre bei toreri,
    molto snelli alla cintura,
    con vesti color d’arancia
    con spade d’argento antico.
    “Vièntene a Siviglia, bella”.
    Ma lei non li sta a sentire.
    Quando la sera discende
    con la sua luce soffusa,
    passa un ragazzo che porta
    le rose e i mirti di luna.
    “Vièntene a Granada, bella”.
    Ma lei non lo sta a sentire.
    La giovane dal bel viso
    séguita a cogliere olive,
    il braccio grigio del vento
    avvolto alla sua cintura.

    Alberò alberò,
    secco e fruttò.

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