domenica 31 ottobre 2010

Hobby , passione o necessità?

Mi sono messa a dare un'occhiata a vari blog di giardinaggio , alcuni davvero interessanti, alcuni pretenziosi e alcuni litigiosi e polemici . Io sono per natura polemica, in casa da piccola mi chiamavano "il cittadino che protesta" , però , non so , questa attività di lavoro della terra fatta come la so fare con un 'esperienza ormai lunga , che mi sembra sempre insufficente , non mi stimola polemiche . Semmai mi rimette in pace , in contatto con i miei limiti fisici, mentali e culturali e mi stimola a lavorare . Chiamare questa cosa "giardinaggio" mi sembra una definizione alla moda e io odio le mode , chiamarla un'hobby mi fa rizzare i capelli , chiamarla agricoltura è da parte mia presuntuoso . In questi giorni , in quella proda di cui parlavo nell'ultimo post , ho liberato una ficaia . Quest'albero cresce in cima ad un greppo piuttosto alto dove passa la recinzione e si sa che dove c'è la rete e un albero proprio lì vanno a crescere i rovi , quindi ho passato alcuni pomeriggi a tagliare , tirar via e bruciare rovi dannati secchi e duri con spini che passano attraverso i miei robusti guanti di pelle , ma è venuto un gran bel lavoro. Mentre lavoravo, nei campi accanto, che sono suoi, passava Enrico col trattore e tagliava l'erba perchè fra pochi giorni tutti cominceremo a cogliere le olive . Enrico lavora e bestemmia a voce altissima, uno spettacolo. Io, zitta, arrampicata un pò sulla scala un pò sul greppo che mi graffio e butto giù tralci di rovi e grossi rami di fico, Enrico, vero agricoltore, che moccola sul trattore ogni volta che prende un sasso... e ne prende tanti. Ho anche segato un bel pò di parti secche della ficaia , lasciando dei rami, come si fa con gli olivi , che possano fare i fichi l'estate del 2011. Vedremo . Forse il lavoro della campagna è tutto in questo "vedremo" , in questa proiezione del futuro , questa visione della stagione prossima e di quelle che verranno . Ho ordinato dalla Cristina due piante di cachi (vaniglia e mela) e un melo da piantare nella proda che ho liberato e ho cominciato a sognare come e cosa piantare nei campi "di sotto". Quando la sera ho dei pensieri molesti che mi disturbano mi metto a pensare a questa cosa e dormo meglio. Sogno ad occhi chiusi, ma da sveglia , e rivedo il greppo della ficaia tutto pulito e l'aria che passa fra i rami e immagino che fra due o tre anni, se riusciamo a mettere un'altra pò di rete e allargare il recinto , potrò realizzare un pezzo di giardino fatto per lo più di iris . Immagino le due piante di cachi ornate di frutti colorati e il bordo del campo vestito di garofanini ,cerastium e convolvolus mauritanicus. Vedremo. Oggi guardavo il gran lavoro che hanno fatto a Cascina Bollate , Milano , c'è una foto del gruppo di donne , fra cui Susanna Magistretti , che praticamente gestisce il carcere con relativo vivaio . Mi è venuta un'invidia ... invidia del lavoro di gruppo , dell'amicizia , della condivisione , che sono le cose che mi mancano di più. Guardatevi il catalogo del vivaio , è fantastico .

mercoledì 20 ottobre 2010

Recinti .

 Quando siamo arrivati qui abbiamo trovato una parte di terreno recintata , la più prossima alla casa, e ne siamo stati contenti, nella prima casa in cui abbiamo abitato non avevamo recinto, era un problema liberare i cani , dovevamo tenerli legati o chiusi in un piccolo spazio e comunque alla fine i nostri vicini ce ne hanno avvelenati tre. Lasciamo stare. Nella seconda casa, sempre senza recinzione, ho capito che i nostri animali potevano seriamente minacciare i selvatici, mentre quando siamo arrivati qui, nel corso della prima raccolta delle olive, un cinghiale ferì gravemente la Lilli , la nostra cagna più vecchia, che era l'unica a seguirci nei campi perché più giudiziosa ed esperta . Questa faccenda dei recinti è una cosa molto più profonda di quel che può sembrare e merita di essere affrontata un'altra volta.
Ora sto proprio attenta, perchè qui è pieno di cinghiali . Per la prima volta la scorsa primavera , mentre bruciavo le potature degli olivi ed erano un pò più delle otto di sera ho sentito fortissimo e molto vicino il verso del cinghiale. Ricordo di aver pensato che se voleva faceva prima ad arrivare lui (o lei) da me che io al cancello . Ho fatto una corsa in salita che mi ha levato il fiato e sono rimasta ad ascoltare i loro versi aldilà del cancello insieme ai cani , attentissimi. C'era ancora il Chicco. Ora sto pensando di iniziare a colonizzare lo spazio fuori del cancello, che è per metà oliveto per metà bosco, o meglio campi abbandonati. In questi giorni ho ripulito un greppo dai rovi (greppo non so se tutti lo capiscono, ma non so che altra parola usare), il nostro terreno è terrazzato con alcune terrazze piuttosto strette . Avevo piantato lungo una di queste terrazze, la più vicina , parecchie piante "facili": rosmarino, salvia comune dalle foglie grandi, centranthus ruber ,astri settembrini dell'Antoinette di tre tipi diversi, una piccola phlomis fruticosa che avevo ottenuto da talea, diversi cespi di pennisetum villosum , gelsomino di San Giuseppe, cerastium, garofanini .
Qui da noi questi bordi dei campi si chiamano prode, e questa è una lunga proda da cui avevo tolto rovi e erbe selvatiche, che però in estate avevano di nuovo coperto tutto . Credevo davvero di non ritrovarci più niente e mi stava pensiero dire all'Antoinette che le sue piantine erano sparite .
Per fortuna non ho dovuto, i settembrini (piccini ,eh!) erano perfino fioriti, poveracci. Di piante facili ne ho un gran numero, poi ho una terra che è una meraviglia e mi viene l'impulso di mettere fuori del cancello un sacco di roba , ma devo stare attenta che si possano raggiungere con l'acqua nei momenti più difficili e che non siano appetibili da cinghiali, istrici e caprioli. Quindi per ora niente iris ed hemerocallis , men che meno tulipani, narcisi e roba simile. Sarebbe bello far naturalizzare le bulbose, quando si stava a San Fabiano c'era un campo di tulipani inselvatichiti , ma ora credo che i cinghiali lo abbiano arato per mangiarseli . Gli Hemerocallis se li mangiano gli umani in Cina, vuoi che non piacciano agli istrici? Questo mi ricorda un libro bello e tanto triste che ho letto due o tre anni fa "Il totem del lupo". Mentre lavoravo nei campi e facevo posto ad alcuni cespi di Phalaris arundinacea picta che spero diventino grandi l'anno prossimo mi godevo i miei olivi che quest'anno sono carichi di frutti e bellissimi . Se non è felicità questa...Poi ci sono un sacco di cose che non vanno, non ritrovo lavoro, i pomodori sono stati assaliti dalle cimici , parecchi cavoli sembra che abbiano avuto l'ormone nanizzante e basta accendere la televisione , ma è anche vero che quella piccola felicità che ho qui a portata di mano, compreso la mia famiglia e l'affetto dei miei amici, non me la faccio inquinare da nessuno.

lunedì 11 ottobre 2010

PIANTE FACILI

Oggi, 11 ottobre 2010, lunedì, qui da me piove e fa anche un pò freddo. Ho acceso la stufa e la ghisa , dilatandosi, fa dei rumori piacevoli, ormai del tutto familiari. Ieri abbiamo finito, io e Mauro, mio marito, di mettere a posto la legna che ci servirà per scaldarsi tutto l'inverno, un pò più di 60 quintali. Mettere a posto la legna nella capanna è un'altra delle attività autunnali che da il senso della stagione, tutta bella in ordine col suo buon odore di pelo di gatto sano, o forse è la pelliccia di gatto in buona salute che sa di legna di quercia... Avrei dodicimila cose da fare, tutte GROSSE, tipo imbiancare camera mia, finire un muretto nell'orto che dovrebbe rendere più ordinato e disponibile lo spazio, inventarmi qualcosa per rifinire una parte del bordo della vasca dei pesci.. (La mia dolce Holly, la mia cagnolona di un anno di età, è venuta a trovarmi al computer. Si annoia con questo tempo piovoso .) E invece userò un pò di questo pomeriggio per parlare di PIANTE FACILI. Piante facili per me e qui da me, perchè ogni luogo ha le sue piante facili e non sono per niente le stesse .
Farò un elenco iniziale, suscettibile di essere ampliato . E' un elenco causale, senza un ordine preciso.

STACHIS LANATA
NEPETA FASSENII
SANTOLINA CHAMAECYPARISSUS
PENNISETUM VILLOSUM
DIANTHUS (vari tipi)
VINCA (pervinca nelle sue varie forme)
PHLOMIS FRUTICOSA
PEROWSKIA ATRIPLICIFOLIA
JASMINUM MESNII
JASMINUM NUDIFLORUM
JASMINUM OFFICINALE
ACANTHUS MOLLIS
AQUILEGIA
HEMEROCALLIS (vari tipi)
HELLEBORUS
TEUCRIUM

Ricordare come è arrivata da me STACHIS LANATA è arduo , è una delle poche che mi sono portata dietro dal primo giardino che ho fatto, in effetti anche se si trasloca si può prelevare una porzione anche piccola certi che al 99 % attecchirà. Somiglia alla salvia da cucina , gli ospiti la vedono e dicono "Che bella salvia!" Foglie grigie molto morbide e pelose, anzi pellicciose, in grandi cespi che si allargano a vista d'occhio, per la maggior parte dell'anno è questo. A primavera partono i fiori, che somigliano a quelli della salvia, la famiglia è la stessa, le labiate . I fiori sono rosa malva, non tanto belli , eppure se si guarda la foto di un giardino dove c'è stachis lanata e altri fiori molto più appariscenti l'occhio cade su di lei e vien da dire che è proprio bella.Ha una gran personalità.
Il suo grigio illumina il giardino, soprattutto se contrasta con altre tonalità di verde. Insomma, io non riesco a farne a meno, anche se ogni anno mi ripropongo di ridurla per far posto ad altre piante più "pregiate" . Quando fiorisce sale sopra le sue vicine e le soffoca, ma si può  strapparla a manciate senza farla morire. D'estate sopravvive quasi senz'acqua, ma alla prima pioggia è una delle prime a dar segno di vigore e buona salute. La Stachis ha una parente spontanea che vive nelle praterie asciutte, nelle radure dei boschi, si chiama betonica , ma non è così grassa e pellicciosa , inoltre in estate quasi sparisce . Le foglie spezzate emanano un odore dolce di pulito, e la forma spontanea ha delle proprietà curative di cui parla Messeguè nei suoi libri.


Altra grigia che somiglia alla salvia è la PHLOMIS . La mia viene dal giardino della mia amica Maxi , deve stare al sole pieno e all'asciutto, ha foglie come la salvia e fiori simili, però gialli, è un arbusto da tenere un pò potato, perché lignifica e invecchia prest . Si riproduce facilmente per talea, sempre meglio in un terreno ricco di sabbia per facilitare l'emissione delle radici. La Phlomis mi piace perché le foglie hanno i bordi più chiari, come se fossero state disegnate e sottolineate una per una e questo da alla pianta una grande eleganza. Lungo il raccordo autostradale di Arezzo ce n'è una nata al bordo della strada, mai vista una più grande e bella. Riassumendo : grigia, facile, veloce, poco assetata, pieno sole, adatta al giardino naturale, agli oliveti, al mare.

NEPETA FASSENII la conobbi da un libro di Cocker e Pizzetti che mi capitò fra le mani per caso. Non sapevo niente di Pizzetti allora, ma il libro mi fece sognare, dalla rosa Banksiae all'olea fragrans, al lungo elenco e descrizione di piante da giardino mediterraneo, fra cui la Nepeta. Trovata e acquistata a Chiusi da Margheriti si adattò al terreno secco e bisciaioso ( il bisciaio è un tipo di roccia friabile che viene via a strati) del giardino di allora: formava dei cuscini piuttosto compatti di fiori azzurri molto duraturi sotto il sole più cocente, poi a luglio o agosto la tagliavo rasoterra e ripartiva per essere di nuovo verde e qualche volta fiorita in settembre ottobre. Somiglia un pò a una menta, ma ha un odore forte più particolare che dicono piaccia ai gatti, di sicuro non ai miei, e le foglie tutte smerlettate , sempre grigioazzurre. Quando ributta a primavera è una graziosa palla . Quando lasciammo la prima casa e il giardino provai un gran dolore. Avevo dato la nepeta a molte persone, perché si riproduce per divisione praticamente all'infinito. L'avevo data anche alla Maxi e dal suo giardino è tornata qui dove siamo ora dopo parecchi anni, come se l'avessi messa in banca . Qui la terra è molto più fertile e la nepeta sta troppo bene, si allarga troppo e si scompone , anche se l'ho messa nei posti più assolati e difficili.

Fra tante grigie ora una verde, verde scuro profondo, per cambiare. HELLEBORUS ORIENTALIS.
Capitò per caso di trovarla in un vivaio di periferia , aveva un solo fiore rosso bordeau puntinato, difatti questo colore si dice"guttatus", dal latino "Gutta" goccia, spruzzato . Mi chiesero una cifra e io la spesi con una certa resistenza, ma è stato un ottimo investimento, l'ho già divisa ed ha fatto tante piantine nuove da seme, che però non hanno ancora fatto fiori. Cosa dire? Una fioritura lunghissima, da gennaio /febbraio fino a maggio, perchè i fiori , divenuti verdastri e gonfiate la capsule dei semi restano là finchè non li tolgo. E' una pianta che fa compagnia quando in giardino c' è quasi niente, ma qui deve stare in ombra quasi totale e si trova bene così.

giovedì 7 ottobre 2010

Fichi e uva.

La parola autunno in tedesco si dice herbst (almeno credo) , insomma il suono è quello , ciò che mi interessa è che viene da una radice indoeuropea che è la stessa del verbo latino carpo, cioè prendere o raccogliere . Autunno ovvero il tempo del raccolto. Vero mille e mille anni fa al tempo in cui si inventavano le parole e anche ora. Cosa state raccogliendo voi che forse adesso leggete? Qui da me, Valdichiana aretina ,ci sono uva e fichi , gli ultimi pomodori , ancora qualche melanzana e peperone ormai ritardatari, delle zucchine , perchè mi sono organizzata e ne ho piantate due per averne quando fa già freddo. Alcuni fortunati hanno mele , pesche e cotogne , io però , per rimpiazzare quello che mi manca , in questi giorni ho fatto il liquore di prugnolo e quello di cedrina. Il prugnolo è il frutto di una pianta invadente e difficile da eliminare, una tipica pioniera , quella che mia madre chiamava il biancospino ed infatti fiorisce con piccolissimi fittissimi fiori sui rami nudi. Condivide il nome di biancospino con i crataegus, che fioriscono con le foglie presenti sulla pianta. Il fruttino, una specie di susina piccina piccina blu scura o nera, non si può mangiare perchè allappa da morire. L'anno scorso mentre si coglievano le olive avevo raccolto parecchi di questi prugnoli e ho trovato il modo di usarli , facendoci il liquore. E' buonissimo, sembra liquore di ciliegie . Quello di cedrina l'ho fatto per cercare di catturare un pò del profumo meraviglioso ma effimero di questa pianta, avevo provato a mettere un pò di foglie nei sacchetti per l'armadio con la lavanda, ma non si sentiva per niente. Buono anche quello: però ha ragione la mia figliola quando dice che siamo briachi. L'uva : la mia preferita è lo zibibbo che comprai dal Fiorini (vivai Belfiore) , però mi piacciono tanto un paio di uve che abbiamo trovato qui , una vite di uva nera che chiamano Calabrese e un'uva bianca che forse è una malvasia . Il Fiorini un'altra volta mi vendette una Regina dei vigneti che fa troppa uva . Capito bene , troppa uva . L'hanno scorso ne fece pochissima ed era ottima, ma di solito ne fa tanta e mediocre . Qualche giorno fa l'ho colta , pensando di mescolarla ad altra frutta e fare della marmellata , cogli e cogli , ho vendemmiato , erano almeno cinque secchi pieni , allora ci ho fatto il succo e ne sono venute dieci bottiglie da 750 ml.L'anno prossimo si è detto con mio marito che taglieremo via la metà dei grappoli, per farla venire poca, ma buona. I fichi: qui da noi ci sono sempre delle ficaie intorno alle vecchie case di campagna , qualche volta la casa è caduta,rimangono solo i ruderi, ma la ficaia è viva e ricorda quando la casa era abitata. Sono i frutti che vengon da sè, che non ci si deve impegnare a coltivare, insieme ai melograni, ai meli cotogni , ai nespoli (mespilus germanica) e alle viti. Le ficaie sono piante da clima caldo , se è troppo caldo lasciano andare delle parti , che si seccano e pian piano cadono a pezzi, ma allora ributtano da sotto rami nuovi , sono grandi cespugli , raramente alberi, e comunque il loro legno è inaffidabile , attenti ad appoggiarci la scala ! Buono a niente anche per il focolare. Le ficaie da noi sono alberi femmina , con foglie ruvide e odorose, un sentore dolce che si spande se d'estate ci si siede alla loro ombra, hanno un lattice urticante , presente anche quando si aprono i frutti non del tutto maturi, e tuttavia io posso mangiarne una quantità indefinita , e mi piace farlo cogliendoli dalla pianta , cosa che faccio da quando avevo 14 anni . Fino da allora raccogliere i fichi per la marmellata e mangiarne tantissimi è un'attività dell'autunno a cui non posso rinunciare , che mi da il senso del ritmo stagionale e stimola profonde riflessioni, molti pensieri importanti sono nati mangiando fichi e guardando il panorama, in un'altro podere molti anni fa . Avevamo, in quell'altro posto , due qualità di fichi , i "biancacci", primaticci e pochissimo conservabili che inacidivano subito e i "Dottati". Qui da noi ci sono un paio di ficaie di Dottati , che sono fra i fichi migliori, grandi , ambrati , sulla pianta sono spesso presenti dei fichi dalla buccia più verde e rossi all'interno, che mi piacciono un sacco. Sapete che in Nordafrica hanno moltissime parole per i cammelli , tanti nomi diversi perchè i cammelli sono importanti per loro. Per me è così per i fichi , li conosco benissimo e per esperienza, avendone mangiati una quantità industriale , così apprezzo quelli che si asciugano sulla pianta e sono già mezzi secchi, dolcissimi, poi arriva una pioggia provvidenziale e se ne gonfiano altri , gli si rompe la buccia e appare il bianco, cola la goccia di zucchero ambrato dall'orefizio e ti viene l'acquolina in bocca a vederli lì appesi, si dice qui da noi che i più buoni sono quelli con la camicia rotta. Vai a coglierli e pensi che ormai son finiti , perchè fa freddino, ma dopo due giorni eccone altri pronti e se non piove e non fa troppo freddo si maturano tutti, proprio tutti quelli l'albero ha preparato . Anche il noce era un albero sempre presente vicino alle case. Quando abbiamo visto questa casa per la prima volta ho visto questi segni della sua vita di casa rurale : i noci, che allora erano tre, le ficaie e i tanti olivi. In giardino alcune piante indicavano la sua nuova vocazione di villetta : una brutta siepe di lauroceraso , una bruttissima fila di cipressi della California (?) , insomma quelli grigi velocissimi , un paio di grandi cotoneaster che ho fatto fatica ad individuare. Ora so il loro nome : cotoneaster lacteus. E una nandina domestica accanto ad un finestrone. Io ho fatto il giardino e l'orto , togliendo poco e aggiungendo tanto, facendo tornare la casa di campagna alla sua primitiva vocazione o cercandone una nuova , non più di casa solo contadina, che non avrebbe più senso, ma di vera casa per vivere tanto all'aperto, tutto il tempo che il clima e la luce permettono.

martedì 5 ottobre 2010

Sulla porta dell'autunno.


Il 25 settembre, intorno all'una, è morto mio suocero . Si era rotto il femore cadendo i primi di giugno , era stato in ospedale per circa 45 giorni senza poter essere operat , aveva quasi del tutto rifiutato il cibo e aveva perso, solo in quel primo periodo, 22 kg arrivando a pesare, lui che era alto più di un metro e ottanta, 43 kg. Aveva passato le notti tormentato dalla paura della morte, quasi sempre sveglio. Io non avevo confidenza con lui e me ne sono occupata perché è capitato, perché mio marito è figlio unico e non poteva per quello lasciare il lavoro e anche perché io avevo un debito che doveva essere pagato e invece di pagarlo ai miei genitori l'ho pagato ad un'altra persona. In qualche modo avevo chiesto a Dio, nel corso di uno dei nostri improbabili colloqui, che mi mettesse alla prova, ma non sapevo se ce l'avrei fatta, ne avevo abbastanza paura. Come disse una volta la nostra amica Margherita "non è un boccon da ghiotti". L'ho fatto in quel modo che ho già detto, passando attraverso tanti stati d'animo diversi e alla fine c'è stato chi mi ha fatto i complimenti perché non si aspettava che mi comportassi così "bene". Il complimento più grande me l'ha fatto proprio il mio suocero quando ha detto che mi stavo comportando come una figliola .Alla fine si tratta di farle, le cose, prendendole come un serio lavoro, senza scappare, e tanto basta. Siamo stati in diversi ad occuparsi di lui, tutti bravi, tutti impegnati e pazienti, ho capito che è importante, in queste lunghe malattie, farsi aiutare, suddividere il peso, avere degli spazi in cui ci si rigenera. Per fortuna io ho il mio giardino, faccio tanta fatica per tenerlo un pò a posto e spesso mi sento frustrata, ma sento comunque di essere molto fortunata ad averlo. Le persone anziane, che si avviano a morire, mettono in atto dei comportamenti auto ed eterodistruttivi che sono tuttavia naturali, ma si deve stare attenti perché finiscono per portare con sé chi gli sta vicino. All'inizio mi metteva soggezione, e mi pareva di avere la morte sempre lì presente, seduta ad un angolo della camera ,accigliata , e mi pareva di dover stare seria e rispettosa. Poi ho capito che questo assecondava il pessimismo generale e ci faceva star tutti male. Ho cominciato a scherzare. In questi mesi mi era capitato spesso di farlo mangiare, perché con me mangiava di più, mentre con la moglie era abituato a fare il prepotente e la cacciava via quasi subito, rifiutando il cibo. L'ultima sera ho finito di dargli la cena e stavo per tornare a casa e lui ha detto che il dottore, il medico di famiglia, non avrebbe fatto in tempo a rivederlo, perchè lui moriva prima, durante la notte. Ce l'aveva detto così tante volte che nessuno ci credeva più e io gli ho detto " Quando domani torno se lei è morto io do 10 mila euro alla Marietta,( che è la sua moglie), ma se lei è vivo ne da 20 mila a me !"
Quando la mattina dopo ha telefonato la mia suocera che piangeva e ci diceva che era morto ho provato un grande sollievo, la sensazione che fosse riuscito finalmente a lasciar andare la vita, a recidere quell'ultimo filo sottile e tuttavia tenace. Da questa esperienza ho ricevuto un senso di pace e anche di ricchezza, che però si sta già dissolvendo perché io sono inseguita da un cane mordace, un feroce giudice interiore che non mi da tregua. Chissà dove finiremo io e lui. Ora sono passati già un pò di giorni ed io ogni tanto mi siedo in giardino, sempre per poco tempo, per via delle zanzare che se mi fermo mi mangiano viva, guardo l'acqua della vasca, i pesci rossi che sono ingrossati tanto, le numerose voraci gambusie, le libellule iridescenti che lottano sopra la superficie dell'acqua per il controllo del piccolo regno che io stessa ho creato, e altre libellule rosse, più piccole ...Intorno i fiori autunnali continuano a fiorire lentamente, perché ormai il sole e il caldo non sono più pressanti. Anche i pensieri vanno più lenti e piano sedimentano. Fra un pò dovrò fare alcuni lavori piuttosto faticosi, togliere alcuni grandi sedum, dissotterrare e dividere un paio di cespi di peonie erbacee, togliere le dalie .. Come ogni anno ho grandi progetti per risistemare il giardino e come ogni anno so che non potrò fare tutto, ma so anche che quel che riuscirò a fare mi renderà felice di quella felicità quotidiana, salvavita, di cui quasi non ci si accorge mentre si rientra per preparare la cena .