martedì 18 gennaio 2011

Fare il sapone in casa. Come lavarsi per tre anni a costo zero.

Domenica scorsa sono stata a trovare la Luisa, che abita anche lei in campagna , veramente ha una casa in città, a Firenze, e in campagna ha un'annesso agricolo, dove lei e il marito si arrangiano a dormire e a vivere molto semplicemente nei fine settimana. Questa mia amica è più grande di me, ha settant'anni, ci siamo conosciute perché lei è stata una cliente  del mio negozio, tanto tempo fa, e parlando di volta in volta abbiamo scoperto delle affinità e una storia simile. E' un'altra donna originale, vulcanica e parecchio pasticciona, mi perdoni se legge, ma qualche difetto si dovrà avere, io ne ho tanti che vedo e chissà quanti che non vedo! 
Ormai è in pensione da tanto e si occupa delle cose che la interessano, dopo il periodo lungo in cui ha accudito la madre malata. Quando la madre è morta lei ha rivoltato la sua vita come un calzino, ha venduto una casa, ne ha comprata un'altra, ha cambiato città, si è portata dietro marito e figlioli, che non osano rifiatare di fronte alle sue decisioni. Si sentiva libera e ha ricominciato a studiare e frequentare corsi per pedagogisti, ha imparato la tecnica terapeutica di due coniugi argentini, i Bermolen, che viene usata anche nei corsi estivi organizzati dai gesuiti di San Fedele di Milano per i giovani.  Si è riempita di libri sulla medicina omeopatica, antroposofica , fiori di Bach, agricoltura naturale, psicologia .. e tanta altra roba . Ha un'ottima cultura di base per cui sa distinguere e utilizzare abbastanza bene tutte queste informazioni che raccoglie. Ci sono persone che vanno da lei per un aiuto, lei si mette a disposizione con tutta la sua energia, che sia per un consiglio sulla salute, (ha un elenco lungo di nomi di medici, sperimentati da lei), che sia per tentare di sboccare situazioni col metodo Bermolen, o che sia per ascoltare semplicemente.
Ogni tanto le parte un treno nuovo, ora che sono andata a trovarla aveva fatto il sapone. Aveva avuto ospite un'amica che non conosco che aveva portato dell'olio di oliva molto vecchio, inutilizzabile per la cucina. Questa signora è arrivata con una damigiana d'olio in macchina, ha detto che voleva fare il sapone. Le interessava fare il sapone? Ovviamente sì! Con entusiasmo. 
Si dice: provo  a fare il sapone, ne faccio un pochino, per prova, appunto. Ne hanno fatto un secchio da 20 litri almeno, roba da lavarsi per tre anni. L'amica se n'è andata lasciandole il sapone a indurire nel secchio, "Quando è abbastanza solido, le ha detto, lo rovesci e lo tagli con quest'aggeggio..." qualcosa tipo un filo per tagliare la polenta. La Luisa , a sapone indurito, ha tentato di estrarlo dal secchio e ha dovuto coinvolgere il marito e tagliare il secchio, per tirarlo fuori. A quel punto avevano un blocco enorme molto duro, hanno  dovuto lottarci parecchio, l'aggeggio col filo si è rivelato totalmente inutile e si è rotto subito. Sono riusciti a tagliare il sapone  in blocchetti piuttosto irregolari (vorrei vedere) con una sega per la legna e sudando molto. Sono arrivata io e ho trovato nella stanza due catini di plastica pieni di pezzi irregolari di qualcosa che non riuscivo a identificare. Ho detto: "Cos'è? Strutto? Burro?" "No! -ha detto la Luisa.- Cosa vuoi che sia, sapone, naturalmente!"
 Lo so che sembrano favole, ma è vero, la mia vita è piccola e semplice, ma con questa gente non ti puoi annoiare .Racconterò altre cose della Luisa, ma questa del sapone volevo scriverla subito, prima di dimenticarla. Ora ho un vassoio di sapone artigianale che mi ha regalato, che deve stare in giro per la casa (e dove sennò) a stagionare per due mesi. Se non son matti non ci si vogliono.La foto l'ho trovata su Google e rende l'idea della quantità.

10 commenti:

  1. Incredibile... Mi sono appena lavata le mani in bagno con un pezzo di sapone fatto da un mio amico: è da quest'estate che ce l'ho e non mi ero ancora decisa ad usarlo. Da pochissimi giorni l'ho adottato e stavo pensando a come lascia liscia la pelle e che senso di naturale e non contraffatto che suscita.
    Noi produciamo olio e penso che non sarà difficile fare come la Luisa!

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  2. *_* merita tutta la mia stima

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  3. Mi raccomando non usare l'olio nuovo per fare sapone! Questa cosa è bellina perchè ti permette di recuperare qualcosa che non serve più, come l'olio troppo vecchio. Nei poderi della famiglia della mia nonna materna lo facevano con il grasso degli animali macellati ,in un'economia autarchica . Ma l'olio d'oliva è il massimo . Abbiamo detto che si rifà , con la Luisa , e ci si mette dentro un olio essenziale per profumare e qualcosa per colorare , va bene la crusca , i fiori di lavanda,i petali di rosa ... C'è da divertirsi e non ci vuole neanche tanto tempo. Ciao a tutte e due , Pia e Fortuna.

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  4. Sì, piano piano si rimettono insieme i cocci di un passato che sembrava passato per sempre. Ci si scambiano le marmellate, la distilleria del mio paese ha ripreso a distillare, così per sfizio, ma diverrà utile per quell'acqua di rose, per quella lavanda, per quel fior d'arancio amaro che poi aggiungeremo al sapone, ecc ecc... Io sono floricoltrice e oggi si diceva con un'amica che torneremo a "scambiarci il tempo" perchè il denaro sarà sempre meno e dovremo aggiustarci senza di esso.
    ecco il link della distilleria:
    http://pia-goodvalley.blogspot.com/2010/07/la-vecchia-distilleria_19.html

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  5. Che belle cose racconti, Lorenza!
    Una sola volta mi è capitato di usare un sapone che non finiva mai ed era buono, con una profumazione quasi inesistente, ed efficacissimo. Come scrive Pia, lascia le mani pulite e lisce.
    Credo proprio che abbiamo bisogno e anche voglia di ritornare sui nostri passi, tornare alle tradizioni del "prima del progresso" :)
    Grazie Lorenza, ti auguro una buona giornata!
    Lara

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  6. Quante donne incredibili esistono!
    Sono sempre contenta di ascoltare questi racconti.. li contrappongo alle veline/politiche/vamp/stelline/ che sono poche ma fan tanto chiasso. Le donne sono così invece: tante Luisa, Maxi, Lara, Lorenza che s'impegnano in quel che conta e migliorano la vita.
    A proposito del sapone, ricordo che me ne portarono un grosso pezzo dal Brasile... era un panetto composto da strati di diversi colori ed ognuno aveva una proprietà per nutrire la pelle. Per usarlo l'ho tagliato a fette rimediando un sapone di forma improbabile e multicolore. L'odore non mi era gradito (tropicale), però per la pelle è stato un toccasana.

    Ciao.
    Sari

    Grazie!!! Oggi è una giornata imbranata... eheh..

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  7. IO capisco ancora la metà delle cose che compaiono sullo schermo del computer .Non sono imbranata , sono rocciosa .Fare il sapone mi interessa relativamente, mi piace fare un pò tutto quello che può renderci autonomi , ogni tanto faccio il pane, discretamente buono, ed è bello , sulla tavola , trovare il pane . l'olio, la marmellata , l'insalata ,(magari di campo) e aver comprato proprio poco di ciò che si mangia. L'energia (questa parola è abusata , comunque..) che c'è dentro questi cibi, queste cose viene da noi, non da un mercato anonimo. Come mi piacerebbe chiacchierare di persona !

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  8. Ciao Lorenza, la Luisa me la devi far conoscere quando vengo la prossima volta. Ogni volta che entro nel tuo blog benedico le tue figliole che te lo hanno fatto aprire.

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  9. Non sono Vincenzo, sono la Paola, ma non so come questo computer non mi vuole riconoscere...

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  10. Caro Vincenzo Pezzella alias Paola Magica, come diceva la Fiamma da piccola, non sono per niente convinta che la Luisa ti piacerebbe, il primo problema sarebbe riuscire a entrare in casa. Ti ricordi la casa della Concetta prima di sposarsi, moltiplica per 100.Scrivere è la mia droga..

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