lunedì 3 gennaio 2011

Principi e guardiani di porci.

L'ultimo post di Ornella , Lavanda e rose , mi ha solleticato . Parla dell'ipocrisia e delle maschere che le persone indossano , di tanti tipi diversi, quella della donna in carriera, del super macho, del buon cristiano, del grande manager, della madre perfetta, del guru new age, dello scettico  ... Quante me ne vengono in mente! Le più pericolose sono di chi non si conosce per niente e crede di essere una persona e invece è tutt'altro. L'antica filosofia lo diceva, "gnosce te ipsum", conosci te stesso, io me lo chiedo, mi guardo allo specchio e mi dico, chi è quella lì, cosa vedono gli altri quando mi guardano? In uno dei libri di Mary Poppins c'è una storia che Mary racconta ai bambini Banks. Ve la racconto anch'io.

In un grande prato pieno di fiori c'era una ragazza, guardiana di oche. Pensava di se stessa : Sto badando un branco di oche, ma in realtà sono una principessa, una persona importante, prima o poi qualcuno verrà a prendermi per mettermi su un trono.
Poco più in là c'era un ragazzo, che faceva il guardiano di un branco di maiali. I maiali grufolavano beati al sole e il ragazzo pensava : Io non sono un guardiano di maiali, sono un principe, sono proprio sprecato per questo lavoro, ma prima o poi la verità verrà fuori.
I due ragazzi si guardavano e si piacevano, si lanciavano delle occhiate ma  poi si voltavano dall'altra parte, può una principessa parlare ad un guardiano di maiali ? E un principe abbassarsi a rivolgere la parola ad una guardiana di oche?
Passava di lì un mendicante e visto il bel prato si fermò a sedere al sole. Si rivolse alla ragazza, ma lei si voltò di là, il mendicante insisté e la ragazza gli rivelò di non poter parlare con lui, era una principessa e le persone del suo rango non parlano ai mendicanti. "Oh poverina !-disse lui - Chissà che noia da sola con le dame di compagnia in quelle fredde sale del Castello! Qui al sole sì che si sta bene!"
"Fredde sale ? Dame di compagnia?"
"Certo! - disse il mendicante - Non penserai che fare la principessa sia una passeggiata ! C'è da imparare il galateo, ricamare, studiare le lingue straniere, e poi quella corona in testa tutto il giorno pesa moltissimo. Infine non penserai che si possa stare in pace al sole come stai facendo adesso! Per lo più si sta dentro il Castello e il sole si vede a malapena dalle finestre."
La ragazza era stupefatta, non l'aveva mai vista sotto quell'aspetto.
Il mendicante si rivolse al guardiano di porci, ma anche lui non voleva parlargli e gli spiegò perchè. "Accidenti, disse allora il mendicante, che persona importante ! Un vero principe! Che fai qui, vai di corsa al Castello, di sicuro ti cercano per i tuoi compiti da diplomatico!"
"Ma un principe non lavora !" disse il ragazzo scandalizzato .
"Lavora tutto il giorno, invece, discute con gli ambasciatori, prepara le guerre, parte per combattere e deve tenere addosso vesti pesanti, pellicce e una greve armatura che lo fa sudare moltissimo. Non come te che te ne stai spaparanzato al sole a guardare i tuoi bei maiali senza un pensiero al mondo!"
Insomma i due ragazzi ripensarono a se stessi e alla propria condizione e alla fine decisero di parlarsi e si capisce che sarebbero finiti insieme . Il mendicante si alzò per riprendere il cammino e i due, ormai presi l'uno dell'altra , lo chiamarono : " Hei , aspetta , ma tu chi sei  veramente? " Senza voltarsi egli disse "Chi pensate che sia? Sono un mendicante!" Ma intanto , da sotto le vesti stracciate spuntarono un paio di ali ed egli si alzò in volo e se ne andò.

Questa fiaba mi è sempre piaciuta tanto, deve arrivare un estraneo, nella vita, per riconciliarci con quello che siamo, ma poi ci accorgiamo che neanche lui è quello che sembra, così anche noi non siamo quello che sembriamo.C'è anche l'interessante figura dello straniero, l' angelos , il messaggero divino, di solito travestito. Non dobbiamo presumere troppo di noi stessi, ma neanche svalutarci troppo.
Un bel sistema per vederci come siamo è affrontare le difficoltà . Quando in estate stava male il mio suocero io credo che tutti, in famiglia , ci siamo sentiti messi a nudo, ridotti all'essenziale . E' lì che si vede di che materiale siamo fatti e vi assicuro che a volte la sorpresa non è negativa, ci si ritrova migliori di come si credeva, capaci di fare cose che mai avremmo creduto di poter affrontar . Non c'è bisogno che muoia qualcuno, basta per esempio affrontare un lavoro un pò tosto, difficile , perché cadano le maschere 

Ho lavorato in un ristorante dove nessuno era quello che sembrava , ognuno era anche un'altra cosa, il capocameriere era un attore, la cameriera una scrittrice, l'aiuto cuoca una specie di principessa...
Poi c'era un giovane cameriere straniero che era quasi  niente del tutto. Il cameriere lo faceva solo quando lo chiamavano, senza un contratto fisso, e lo faceva male, perché anche lui credeva di essere un attore , quindi non si impegnava ad imparare a fare il suo lavoro, lo considerava un passatempo temporaneo, come il guardiano dei maiali. Una sera portò in cucina una pubblicazione, una rivista di cinema, disse. In realtà si trattava di alcune paginate di foto tessera di persone che si proponevano come attori, senza saper fare niente del genere .Quelli che l'avevano realizzata avevano promesso che, in caso ci fossero dei ruoli adatti, avrebbero chiamato per un provino. Piccola piccola in una pagina c'era anche la foto di questo ragazzo. La fece vedere alle ragazze rumene che tutte approvarono. Io chiesi quanto gli era costato . 400 eur , disse. Io feci notare che si doveva moltiplicare 400 per il numero di  tutte le foto tessera, c'erano un sacco di soldi , in quelle pagine. La Marcella mi disse: Lascialo , lascialo alle sue illusioni ! Non puoi cambiargli la vita!
La Marcella , senza farsi illusioni , lavorando come un mulo, si era fatta una bella proprietà in Romania.Quel ragazzo, convinto di esser tanto bello e di poter per questo fare l'attore, a metà mese non aveva i soldi per mangiare. E peggio di tutto, qualcuno davvero crudele e spietato, gli aveva rubato il poco che guadagnava per vendergli un sogno .O meglio, aveva rubato il suo sogno e i suoi soldi.
Tragiche contraddizioni della globalizzazione.

3 commenti:

  1. Bel blog! Condividiamo molti interessi, complimenti! Se ti fa piacere, vieni a trovarmi..ti aspetto! Ciao Lecoqchante

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  2. Davvero un bel blog! Grazie per essere passata da me, avrei rischiato di non conoscerti :)
    A presto, spero!
    Lara

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  3. Mica solo la globalizzazione. La storia dei babbei è lunga come l'umanità. La sai la storia della volpe e del corvo? Il corvo, appollaiato sull'albero, aveva un pezzo di cacio nel becco, rubato chissà dove. Una volpe ne sentì l'odore e, affamata, si piazzò sotto la pianta, guardando l'uccello che stava lì, impettito col suo tesoro. Cominciò, la volpe, a lusingarlo: come sei bello! che belle piume lucenti! di sicuro, se la tua voce fosse pari al tuo piumaggio, saresti la fenice fra gli ospiti di questo bosco. Il corvo gongolava, e alla fine non ce la fece più: spalancò il becco per far sentire la sua voce, lasciando cadere la sua preda. E così la volpe si mangiò il suo cacio, lasciando il corvo tutto confuso e vergognoso sul suo ramo. L'aveva scritta de La Fontaine, il mio babbo la sapeva a memoria e ce la recitava sempre. Da piccina la sapevo a memoria anch'io.

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