sabato 22 gennaio 2011

Vivere con cento cose 4: riflessioni e ricordi sulla casa ideale e la casa reale.

Qual è la casa ideale ? Credo che ognuno ne abbia una visione , che in gran parte dipende dalle proprie illusioni . La casa ideale è , per esperienza , molto diversa da quella immaginata . Io ho avuto per tanto tempo il desiderio della casa , quasi ossessivo . Facevo dei sogni bellissimi in cui per una porticina bassa e stretta entravo in una casa luminosa con tante stanze , con tante finestre affacciate sul panorama di una valle da fiaba, come quello che si vedeva dalla terrazza davanti alla cucina del ristorante il Goccino di Lucignano , dove ho lavorato anni fa. Tutta la Valdichiana fino a Cortona stesa davanti a me , con i campi di colori diversi , i paesini, i campanili ...Quella casa del sogno aveva tante stanze di soggiorno, con poltrone comode e vecchiotte e mobili d'epoca, non proprio antichi , ma col sapore di casa. Aprivo una porta e c'era un'altra stanza , e un'altra ancora.. Un labirinto di stanze accoglienti.

Nella realtà assolutamente sconsigliabile . Le stanze devono essere tutte pulite e in inverno riscaldate . Quindi devono essere in numero giusto , la scarsità di spazio produce sovraffollamento e insofferenza reciproca , ma troppo spazio è lo stesso un problema . Le case nuove è augurabile siano ecologiche , ecocompatibili, con tutto quel che ne segue. Io dico anche SEMPLICI , nella manutenzione , nelle macchine che all'interno garantiscono riscaldamento , illuminazione , acqua sanitaria. Che possiamo intervenire da soli e ci serva solo raramente un tecnico. Comunque non tutti possono permettersi una casa nuova fatta come vorrebbero . C'è un solo sistema . Come diceva Lionello che insegnava yoga ad Arezzo, e non solo lui , l'unico punto su cui intervenire se la realtà non ci piace siamo noi stessi . Mi sembrava , quando lo sentii la prima volta , una gran scoperta , e lo è , ma è  anche una cosa banale . Quindi se si entra in una casa che non ci piace e  siamo costretti a viverci , cominciamo col farcela piacere . Lasciamole del tempo per dirci chi è davvero, e se ha qualcosa di buono da offrirci.

Ci siamo dovuti trasferire , una volta , in una vecchia colonica , una tipica leopoldina con la colombaia , con un nome che era tutto un programma : "Podere la Bicocca". Era bella da vedere di fuori , ma cadente , alcune stanze avevano il pavimento così imbarcato che quando ci misi un armadio da una parte stava sulle sue gambe, dall'altra aveva delle zeppe di 20 cm. La prima notte era così freddo che dormimmo , io e Mauro , con il piumone di piuma d'oca, il coltrone di lana , un plaid , la tuta addosso e un cappello in testa .In camera la mattina c'erano 6°, come dormire all'aperto. Le bambine dormirono dai nonni , per non scioccarle troppo. I soffitti altissimi erano bucati , fra le pianelle in alto si vedeva l'azzurro del cielo, e in quei buchi aperti se ne andava tutta l'aria calda che la stufa produceva. Naturalmente non c'era riscaldamento. Vi chiederete chi ce l'aveva fatto fare di finire lì, ma è una storia troppo lunga . C'eravamo e basta .Per non deprimere troppo le bambine e noi stessi facevamo finta , senza dircelo l'un l'altro, che la casa ci piacesse un sacco . E alla fine c'è piaciuta . Certi giorni arrivavano delle persone e mi dicevano "...  scusi , non vorrei disturbare , ma sa , io qui ci sono stato , da sfollati, durante la guerra..C'era una famiglia di gente brava , che davano da mangiare a tutti , diceva la massaia che faceva così perchè aveva un figliolo soldato , e magari un'altra mamma darà da mangiare a  lui , se avesse fame... "  La gente della Bicocca , disabitata dagli anni settanta, mi parlava attraverso il tempo. Sentivo la loro presenza, non mi son mai sentita sola , lì. Dopo tre anni che eravamo lì abbiamo potuto comprare una casa nostra , finalmente , ma i primi tempi la Bicocca mi mancava , mi toccava tornarci, fare più di venti km per tornare a quel bosco e quella casa accogliente, per sentirmi a casa ,anche se il portone ormai era chiuso. Una sera ci tornai con la scusa di procurarmi del terriccio per i fiori , ce n'era tanto sotto le querce. Era già quasi buio e misi le mani nella terra . Mi capitò in mano un legno contorto , un pezzo di legno d'edera arrampicata fino in cima alla quercia, rinsecchito e caduto giù. Nel buio senza vederlo lo misi in macchina e me ne andai . Quando fui alla casa nuova lo vidi alla luce artificiale , era un legno con un occhiello , saldato su se stesso e aveva la forma di un drago . Per me in quel momento voleva dire che il bosco della Bicocca mi aveva congedato con un dono di buonaugurio , che andassi in pace con la mia famiglia, ora .

Questo per dire che cambiando il nostro approccio cambia la realtà. Tuttavia alcune  cose sono valide per tutti .Proviamo a vederle .

Una casa ideale deve essere facilmente riscaldabile , vanno considerati i sistemi alternativi ai combustibili fossili, ormai troppo costosi e drizzate le orecchie per le novità che arriveranno .

I sistemi devono essere semplici. A me farebbero paura i labirinti di tubi sotto il pavimento , che se se ne rompe uno ti tocca spaccare il pavimento per accomodare , tanto per fare un esempio.

Se si vogliono tenere animali domestici la cucina si dovrebbe poter chiudere , dovrebbe essere un ambiente che è possibile isolare , perchè un gatto , per quanto educato , può sempre salire sui piani dove sta il cibo.Anche con un cane ti trovi facilmente peli dappertutto.

La cucina dovrebbe potersi chiudere comunque, se hai ospiti e non  hai pulito non lo fai vedere a tutti, è una piccola basilare libertà.

In una casa ideale ci devono essere dei locali di servizio , ripostigli , cantina, soffitta . Un posto dove riporre il passato per non doversi separare da tutto , perchè è giusto scartare , ma è anche giusto poter ricordare e conservare alcune cose.Le case moderne hanno pochissimi spazi del genere , che invece sono essenziali.
Quando si cercava casa ne abbiamo viste alcune con bellissimi camini di pietra scolpita , pavimenti pregiati , in campagna. Ma niente ripostiglio.E le scarpe ? Chiedevo all'agente immobiliare . Quali scarpe ?
Quando arrivo dovrò levarmi le scarpe ! Dove le metto ? Mi guardavano come una mentecatta, ma io immaginavo il pavimento da pulire , tutto sporco di pedate di fango.Mica potrò avere il pavimento di cotto e le scarpe fangose in fila davanti alla porta?

Per me una casa ideale dovrebbe avere anche uno spazio esterno , un giardino , per quanto piccolo.
 E dovrebbe essere poco arredata , abbastanza vuota , i pensieri circolano meglio, è più riposante e c'è meno da spolverare.

Qualcuno vuole aiutarmi a trovare caratteristiche irrinunciabili della casa ideale?


3 commenti:

  1. Tutto vero quanto scrivi, Lorenza.
    A me piacerebbe avere un soggiorno con tante poltrone, libri, un divano dove anche senza focolare, si senta tanto calore. Il mio soggiorno invece è un miscuglio di generi, non è né salotto, né camera da pranzo: è un po' di tutti e due e questo mi innervosisce spesso. Per il resto la casa è quella che desideravo fin da ragazzina: su due piani, con le porte finestre che danno sul giardino. E' luminosa e vedo campi e giardini dalle finestre. Ho una soffitta a mansarda, dove - come scrivi tu - stanno le decorazioni di Natale, tutti i giocattoli da cui mia figlia non ha voluto separarsi...Però è disordinata.
    Ma non voglio lamentarmi. Sono io che devo organizzarmi meglio.
    Trovo i tuoi post meravigliosi. E' un piacere venirti a leggere, cara Lorenza.
    Ciao e buona domenica!
    Lara

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  2. Cara Lorenza, forse non sono la persona più adatta a commentare il tuo post dal momento che a me, invece, piace la casa ricca di piccole cose e dettagli che parlano di noi. Ogni casa è,ovviamente,diversa l'una dall'altra, con la propria storia e con quella di chi le abita, ma tutte con un tratto comune: l'anima.
    Tornando alle considerazioni del tuo ideale, la casa sulla cascata di Wright, le strutture in aggetto sono in cemento armato e costano l'ira di Dio,a prescindere dalla localizzazione che non è proprio accessibile alla massa. Poi, questa casa, è celebrata( B.Zevi)come il capolavoro dell'architettura "organica", tipo di architettura notoriamente più costosa di quella "razionale", a prescindere dalla considerazioni estetiche.
    Se la poni nella dimensione ideale li è destinata a rimanere, per noi gente comune!
    Buona domenica, Lecoq

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  3. Ma certo, la casa sulla cascata è un gioco della fantasia ! Figuriamoci chi se la può permettere. Oltretutto sembra che lo scorrere continuo dell'acqua sotto le case crei un campo magnetico che fa danni alla salute.Lara mi suggerisce una cosa importante, di parlare dei camini, lo farò nel prossimo post. Vorrei anche trattare "Ordine e disordine: cosa raccontano le case dei loro proprietari". E' vero, per quanto anche a me piacciano i piccoli oggetti di artigianato ne ho pochi in casa e li riunisco tutti in due o tre piani . Sono oggetti dell'anima , cose ricevute da amici o trovate, come i nidi. Tutti gli anni ne trovo uno lavorando fuori. Sono bellissimi, piccole case ecologiche degli uccellini.

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