domenica 6 febbraio 2011

Scrittura e guarigione.

C'è stato un momento in cui io , nei rapporti con la mia famiglia di origine , ho dovuto fare un passo indietro, ritirarmi dalla lite.  Esagramma  n. 33  dei Ching ,  "La ritirata" ,  in una sua traduzione ho trovato l'immagine di chi lascia cadere il conflitto dopo aver capito che sarebbe disgraziato affrontarlo , si inchina, volta le spalle e se ne va, con distacco e rispetto. Dice l' "Iching":

"L'uomo superiore tiene a distanza gli uomini inferiori , mantenendo una dignitosa riservatezza. Non permette loro di sapere cosa pensa di loro . "
E nel commento:" vi si oppongono forze attive così potenti che davanti ad esse dovete ritirarvi ...Siate consapevoli degli odi repressi per coloro che vi frustrano. L'odio è un carico molto debilitante .Uno yogi sa amare i suoi nemici. L'uomo superiore dell'oracolo, che non sa farlo, si dissocia da coloro che  gli si contrappongono , non sa amarli, rifiuta di odiarli. Ritira le sue emozioni dal mondo quotidiano, si rivolge verso l'interno , verso se stesso e il gruppo di coloro che può amare."

Descrive molto bene quello che mi accadeva. L'uomo superiore dei Ching è la persona che si dovrebbe essere, quella che vive nell'impegno a migliorarsi.  Ci ho provato . Era un momento terribile, in cui avrei potuto provare odio , pur sapendo che mi sarei rovinata . Stretta in una situazione davvero difficile, sia sotto l'aspetto economico che affettivo , dilaniata da sensazioni diverse mi sono ritirata . Nel silenzio, nella solitudine, ma non è stato indolore , è stato come tagliare via una parte del corpo e dell'anima e al posto di quella un grande freddo , una cauterizzazione col ghiaccio e una sostanziale incapacità di provare sentimenti . Credo che  mio marito e le mie figlie, mi abbiano trovato per molto tempo chiusa e presa da questo freddo interiore , assente. Come se mi fossi congelata un pezzo di anima per difendermi . Ancora lì il sangue non ha ripreso a circolare e dubito che guarirà. Mio padre era malato e io non andavo a trovarlo. Andarci significava accettare lo scontro . Ci sono andata alcune volte , poi basta .E' ancora difficile parlarne e , per chi legge, difficilissimo capire , ma non lo pretendo. Per curarmi ho cominciato a scrivere . Per istinto , come si va a cercare un'erba che cura o una qualunque terapia o medicina .  A scrivere ci avevo provato altre volte , avevo scritto anche cose lunghe , ma mi piacevano solo un pò . E' venuto da sè , ho cominciato a raccontare la mia infanzia e si è aperta la diga , la scrittura ha cominciato a scorrere ,sono stata meglio e mi riconoscevo per intero nel lavoro che stavo svolgendo . Cercavo, con quello scritto , di narrare le cose come si erano svolte per vedere se , in una narrazione il più possibile obbiettiva , riuscivo a lasciar andare  i cattivi sentimenti e ritrovavo quelli buoni , e questo è successo , e insieme capivo la ragione , il perchè si era arrivati a quel finale . Ho raccontato i primi sette anni di vita , le cose che sapevo del tempo prima che nascessimo io e mio fratello e le storie che mi erano state raccontate delle famiglie dei nostri genitori .Solo quello che sapevo, perchè è quello, anche se forse sbagliato o falso, che forma la coscienza di una bambina. Qualche volta la sera, tornata dal negozio , dopo le faccende di casa cominciavo a scrivere e mi pareva di cadere dentro il racconto , una  domenica  passarono 4 ore in un batter d'occhio , alla fine mi sentii chiamare , avevano preparato e mangiato la cena, volevo mangiare  qualcosa ? Mio marito mi lasciava fare, un pò turbato, capiva che stavo elaborando qualcosa, confusamente forse sentiva che mi stavo aiutando da sola. Ho finito di scrivere nel 1997. Nei primi mesi dell'anno seguente il mio babbo è morto. Io l'ho saputo per caso, da una persona che faceva le pulizie dai miei genitori.

Una cosa per me preziosa , quel testo , come un altro figlio . Un amico l'ha letto e un pò criticato e io sono stata male, l'ho nascosto in un cassetto . Dopo un paio d'anni l'ho mandato al concorso dei Diari di Pieve Santo Stefano , qui vicino a noi . Non ha vinto nulla , ma mi hanno mandato una lettera da restituire firmata con cui avrei permesso di utilizzare il mio scritto , dargli visibilità anche solo per delle parti, se ci fossero state persone interessate . Non l'ho firmato. Lì dentro c'è la mia vita , un pezzo della vita e una sua lunga dolorosa affettuosa rilettura , nessuno la deve smembrare o farne qualcos'altro. Ma sentivo che era incompiuto . Nel 2000 o 2001 il giorno di Santo Stefano sono andata a trovare una vecchissima amica della mia mamma.  Avevo ancora bisogno di parlare e di sfogarmi e la vecchia signora ascoltava , un pochino incredula, ma in fondo le tornava tutto, mia madre era sempre stata così , che non me la prendessi tanto , non si era fatta da sè , mi disse, c'era nata con quel carattere e lei avrebbe potuto raccontarmi delle cose ...ma non voleva , non voleva che io sapessi , non voleva lei stessa ricordare , era lei la signora che voleva prepararsi per tornare in pace davanti a Dio. Qualcosa però riuscii a sapere , qualcosa di privato e neanche tanto chiaro , che però mi è servito per aprirmi una nuova prospettiva dei fatti. Ho sempre pensato di aver avuto parte fondamentale nella nostra storia , mi sono sempre sentita in colpa , e mi torturavo al pensiero di quello che avrei potuto fare di più . Dopo la visita alla vecchia signora ho cominciato a capire che il mio ruolo nella vicenda era assai minore di quel che avevo sempre immaginato , che la storia aveva origini lontane, prima che nascessi , che pochissimo restava in mio potere e che se fossi rimasta accanto a lei , a loro , avrei  avuto una vita davvero misera , non avrei realizzato neanche quello che ho fatto e soprattutto non sarei mai stata una persona, se non libera, almeno autonoma. Il mio libro sta sempre nel cassetto , dovrebbe essere un pò rivisto per inserire l'ultima scoperta , poi potrei mandarlo ad un editore . Dovrei cambiare tutti i nomi  e usare uno pseudonimo.Verrebbe di sicuro respinto. E' una storia vera, non semplice , più complicata delle fantasie letterarie, senza lieto fine, ma piena di verità . Non interesserebbe di sicuro il pubblico della televisione , ma solo chi è abituato a guardarsi dentro in maniera impietosa .  Questo post in particolare è per Pia , a proposito della verità.

8 commenti:

  1. Avevo capito che è una risposta a Pia.
    Ma, ancora una volta, c'è tanto di te.
    Pieve S. Stefano, ci sono passata una sola volta per andare, mi sembra, a S. Giovanni Valdarno. Mio marito è nato a Stia.
    Da quando ti leggo, cara Lorenza, non ho mai potuto fare a meno di pensare che dovresti pubblicare un libro. Evidentemente l'avevi pensato anche tu.
    La tua scrittura è trasparente, ma si insinua talmente dentro chi ti legge, che a me capita di pensarci anche lontana dal computer.
    Che sia perché non guardo la televisione?
    Un caro abbraccio Lorenza e buon lunedì!
    Lara

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  2. Ancora sulla famiglia.. e come potrebbe essere diversamente, cara Lorenza? Veniamo da lì.
    Bert Hellinger, sostiene con forza che la vita di ogni persona è condizionata da destini e sentimenti appartenuti alle generazioni passate. Nelle sue costellazioni familiari (metodo di cura che permette di "vedere" la propria famiglia dal di fuori) risulta che i conflitti personali presenti hanno origini lontane. Io non lo credo interamente... ma penso che il clima familiare ci condizioni fortemente, pur senza averne compiuta consapevolezza. In fondo la cosa è naturale... non è forse vero che chi vive in paesi soleggiati è spesso abbronzato?
    Tornando a Hellinger, lui ritiene che il rimedio siamo noi... tutto deve succedere dentro di noi. Se un familiare non riesce a capirci, non servirà convincerlo delle nostre ragioni... possiamo solo prendere atto che quella persona, pur non volendo ferirci, non è in grado di comprenderci. Agendo in questo modo, si è in grado di perdonarlo/scusarlo. Creando nuova pace in noi.
    Per fare questo, però, occorre tanta forza personale, tante fresche energie. E' quel che cerco (cerco!) di fare, accettando (sig!) i necesssari aggiustamenti.

    Ciao Lorenza, un abbraccio stretto.
    Sari

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  3. Sai Lara che si "vede" chi non è condizionato dalla tv spazzatura?
    E così, libere di esercitare i nostri sensi e di pensare, siamo in grado di ascoltarci, capirci e volerci anche bene.
    Ciao, buona giornata.
    Sari

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  4. Grazie care amiche. Conosco anch'io Hellinger, non così bene, ma nella mia ricerca incessante e tormentosa ho partecipato ad una "costellazione", non so come si dice, chissà che ora non ci torni, ho visto le locandine . Hellinger è uno dei guru, si fa per dire , della mia amica Luisa.Mi è stato utile anche quello,due anni fa. Ora sono sottosopra , mi sentivo bene per una conclusione inattesa e positiva del rapporto con la mia mamma , cosa che non riuscivo nemmeno ad immaginare. Ora però c'è l'ultimo atto, un tentativo di chiarimento con mio fratello, che ha fatto tutto come se io non esistessi. Per affrontarlo devo ricordare tutto , e questo mi fa una fatica enorme , e rinnova la separazione interiore che sentivo allora. Speriamo di uscire presto da questo sentiero oscuro e magari con rinnovate energie.

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  5. cara Lorenza in certi punti c'è un po' della mia storia, per molto tempo della mia vita mi sono sentita in colpa di tutto,mia mamma ha inculcato in me senso di colpa di fallimaento di buona a niente Poi un bello o brutto giorno, una persona cresciuta con mia mamma mi ha raccontato vicende sepolte nel passato, non so se l'ha fatto per me o per scaricarsi la coscienza, sono andata in psicoanalisi e da 15 anni ho superato la faccenda ricostruendo il rapporto con mia madre che negli ultimi anni era ottimo, so che senza la verità e senza la psicoanalisi sarei stata lontana da mia madre io mi sono sposata giovannissima per andarmene da casa, il percorso di psicoanalisi è stato dolorosissimo, ci sono stati dei momenti che avrei voluto mollare tutto, mi ha salvato la mia testardaggine, non so cosa dirti del libro anch'io avrei voluto scriverlo ma sono fatti troppo personali, Gio

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  6. E' vero Gio, si da un'occhiata nel passato attraverso gli occhi di un estraneo e si vede la nostra mamma, che è stata rigida nell'educazione, giudice spesso severo delle vite degli altri, fare cose che mai avresti immaginato. Nella "Sindrome degli antenati" si fa cenno al danno prodotto dai segreti nelle famiglie. In casa mia era come se ci fosse un pietrone invisibile, che la mia mamma si sforzava di ignorare , gli girava intorno accuratamente, con cautela. Ma ogni tanto ci si andava a sbattere contro . Devo dire che ancora non conosco i dettagli , non mi interessano più , non sono cosa che mi riguardi , ho una blanda curiosità storica , spero solo che mai mi capiti di fare tanto male alle mie figlie, neanche involontariamente.

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  7. Cara Lorenza, ammiro tanto le persone che hanno la capacità di curarsi anche da sé, di spalmarsi il balsamo sulle ferite... Anch'io nel mio percorso mi sono imbattuta in Hellinger che ammiro molto. Ora ho iniziato un lavoro di Voice Dialogue mi aiuta a conoscermi meglio e accettarmi nella mia globalità.
    in Italia c'è un sito www.voicedialogue.it
    Ogni corrente, ogni metodo, ogni approccio ha in sé aspetti positivi e tutto aiuta a fare un passo avanti, credo. Ma tanto dipende dalle persone che incontri, dai terapeuti, dai formatori... E da se stessi.
    Scrivere è di sicuro un buon mezzo, molto apprezzato e utilizzato nel Voice Dialogue, perché dà la possibilità di dare voce a molte parti di noi stessi che altrimenti non avrebbero modo di farsi sentire e di essere ascoltate.
    Un abbraccio
    Cinzia

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  8. Cara Cinzia, non c'è niente da ammirare, era questione di sopravvivenza , avevo ancora il rapporto col mio terapeuta, ma scrivere è stato un passo in più , io comunque non sono schizzinosa , mi aiuto con tante cose , solo che sono selettiva .Il mio terapeuta, laureato in filosofia e scrittore, aveva cominciato a fare analisi per sè con Assagioli, fondatore della psicosintesi , che abitava a Subbiano , vicino ad Arezzo, uno dei primi paesi che si incontrano sulla via del Casentino. Assagioli era amico personale di Jung , che andava a trovarlo a Subbiano.Tutto questo ed altro,( se continuo avrò modfo di raccontarlo), convergeva nella qualità del lavoro che facevamo insieme , e in seguito sono spesso rimasta delusa dalla superficialità e dall'ignoranza di alcuni psicologi che ho conosciuto. Andrò a vedere questa che per me è una novità ,Voice Dialogue, grazie

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