domenica 6 febbraio 2011

Cosa rende belli i racconti.

Mi sono svegliata con un pensiero: cos'è che rende belli ed avvincenti i racconti?  Credo che sia la verità. Siamo affogati dalla realtà che ci sommerge attraverso i mezzi d'informazione, notizie tutte vere nelle linee principali, molto falsate nel racconto, facce e persone reali , ma non più vere. Tutte queste donne e uomini rifatti,  per fare un esempio, che non sono stati capaci di vivere col corpo che gli era toccato in sorte e hanno dovuto cambiarlo. Via tutti gli equivoci, si sa che a volte certi difetti ci diventano insopportabili e allora perchè non intervenire se si può? Certo, si sa , non è un discorso morale questo, o almeno non nei confronti dei singoli.,è la solita riflessione di questa signora di più di 50 anni che farebbe meglio a lavare i piatti ammucchiati nell'acquaio, prima che si alzino odori sgradevoli .
Però è vero che questa bellezza plastificata non è più tale. Aprono bocca e ti cade tutta l'implcatura, capisci che dietro l'immagine c'è una persona che non si addice al quadro, uno sfasamento fra quel che si vede e quel che è, un senso , appunto, di irrealtà. Mi chiedevo perchè tante persone hanno letto e commentato con commozione i miei post in questi giorni . A parte l'argomento che ancora è alla base della vita di ognuno , nel bene e nel male. Penso che sia l'osservazione "lenta", non come nei talk show , dove tutto in breve diventa ripetuto, banale e alla fine spazzatura .E poi la verità , che contiene, a guardarla , bene e male stretti in un abbraccio inestricabile , non più separabili . Inutile il giudizio , inutile la morale, quando si è compreso non è questo il piano da cui si osserva , è il piano di osservazione della verità , che fa nascere in cuore un sentimento di pietà per come sono belle queste povere vite martoriate, vissute solo per come siamo capaci di fare , non un passo in più.

3 commenti:

  1. Con una bozza di regolamento pronta nella borsa per un Concorso letterario di racconto,ieri mi sono sentita dire, giustamente, che l'argomento è poco sentito. Le persone sono "prese" da altro, da ciò che non è "verità". La società sta vivendo in questo "fuori da sè" fatto di nulla e soprattutto di spazzatura. L'obiezione che mi è stata sollevata riguarda più che altro il fatto che il concorso si sarebbe chiamato "Il provinciale" per dare una connotazione territoriale e facilitare coloro che hanno "paura" ad uscire allo scoperto. Ma la nostra provincia (Imperia) è lontana dalla letteratura...

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  2. Cara Pia, il cara è proprio sentito , mi pare di conoscerti da mille anni , una donna quadrata ,un pò maschile per le parti che si son dovute confrontare con l'esterno , e femminile e profonda come un pozzo di San Patrizio. Fregatene. Ora dico una banalità grossa: chi ha successo in Italia ? Maria De Filippi. Ti pare che c'entri qualcosa con la tua sensibilità? La provincia e le vita delle persone sono lontane da certa letteratura e la verità ci insegue spietata e bellissima, più comodo tentare di sfuggirle e vivere , e scrivere , in e di un mondo inventato.

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