venerdì 18 febbraio 2011

L'idea platonica della salsiccia.

C'è una delle vecchine che in questo periodo mi è capitato di frequentare che alla domanda"Come va?" risponde inesorabilmente "Male!" e comincia  a raccontare i suoi guai , comuni e inferiori a quelli di tanta altra gente, ma comunque suoi e quindi gli unici degni di attenzione. Dopo aver descritto i suoi guai si allontana dall'interlocutore tutta arzilla .

La mia figlia piccola in questi giorni sta a casa della mia suocera , le rimane comodo per studiare e dare gli esami all'università, e intanto fa compagnia alla nonna. Quando qualcuno telefona alla mia suocera e chiede anche a lei  "Come va?" , lei risponde lo stesso "Male!" e comincia a raccontare quanto è triste trovarsi sola in casa e com'è brutto il silenzio nelle stanze disabitate. Questo perchè l'estate scorsa è morto il mio suocero. Poi quando riabbassa la cornetta è tutta contenta e mia figlia dice che parla così davanti a lei, come se davvero in casa non ci fosse nessuno ,considerando la nipote "nessuno", ma in generale il suo umore da quando è morto il marito è piuttosto migliorato , scherza e ride di frequente e si è fatta un'idea personalissima del suo futuro in cui , forse, una donna straniera verrà a farle da badante e si dovranno nascondere tutti i piccoli ori e la biancheria per evitare che la derubi.
In un'altra fantasia invece è mia figlia con il suo ragazzo che vanno a vivere da lei , nella casa così com'è , e in pratica  le fanno da badanti. Le ho detto di darsi una svegliata , di stare bene , perchè l'unica cosa che le capiterà , se dovesse svinare , sarà di venire a stare da noi a Ciggiano e si è subito inalberata "Io a Ciggiano ? Mai!"
"Infatti , le ho detto ridendo, cerchi di star bene."

Io i miei guai non ho voglia di raccontarli, non migliorerei la situazione di chi legge, in questa fase , non sarei distaccata , serena. Mi girano , e parecchio .  Perciò parlerò d'altro , tanto fra qualche giorno mi passa.

Parlerò del "Roseto in via Cerreto" , il blog della nostra amica Loretta , che deve essere una persona deliziosa e autentica , si capisce da quello che scrive e da come commenta . Cara Loretta, aver letto tanto serve a qualcosa , ma può produrre anche dei boriosi pieni di nozioni e di vento . Le nozioni in sè e per sè non sono utili se non fai collegamenti, se non le usi per la tua vita di tutti i giorni , se non vivi in maniera creativa .

Avevamo un giovane professore di greco e latino, al liceo , che poi ha fatto strada diventando uno degli eruditi più noti della città , e che all'epoca aveva una trentacinquina d'anni . Quel giorno nell'aula eravamo tutte chine sul compito in classe di greco. Immagina un silenzio totale e 27 teste abbassate e concentrate . La mia con scarsi risultati. Il professore passava fra i banchi già da allora con atteggiamento pomposo e parlava fra sè "Ieri sera , ragazze (eravamo l'unica sezione del liceo tutta femminile) ieri sera ho mangiato un sanbudello ." Il sanbudello , o sambudello che dir si voglia è una salsiccia fatta con parti di scarto del maiale , molto scura e aromatizzata col finocchio selvatico , che si fa solo da noi , non so neanche se in tutta la Toscana o solo nella nostra zona , buonissima .
Il prof  quella mattina si grattava la barbetta e meditava sul sanbudello "Il sanbudello, ragazze, è buonissimo ...è un salsiccia speciale , direi che.... direi che.... il sanbudello è l'"idea platonica della salsiccia "!" Concluse soddisfatto . Questo lo definerei un uso creativo e anche comico della cultura .

Questo prof  l'ultimo anno ci fece preparare, per l'esame di greco , "Medea" di Euripide , la maga sposa  di Giasone che si vendica del tradimento uccidendo i propri figli .  "Ahimè , dice Medea in preda al rimorso , ahimè immonda e assassina dei figli!"  In greco si diceva , sono costretta a scriverlo in italiano perché le lettere greche non ce le ho , "Feu feu , musarà cai paidoletor !"
Roger nascosto in giardino due estati fa .
Mia figlia, preoccupata per il futuro da badante della nonna.
La Paola  , Paola Delfina, che lascia spesso commenti, in seguito allo studio di Medea ha passato anni ad esclamare, di fronte alle varie avversità: " Feu feu !!" A voce molto alta .

Oggi avevo bisogno di ridere . La prossima volta, sempre su suggerimento di Loretta del Roseto , si parlerà  di un libro per ragazzi . Preparatevi.

9 commenti:

  1. Feu feu, musarà kai paidolètor!
    Musarà, che in italiano è diventato "misera", e paidolètor, che vuol dire assassina dei figli. Brrr... chissà come sarebbe il blog di Medea.

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  2. Finalmente ho scoperto il nome Loretta nel blog che tu citi "Roseto in via Cerreto".
    Mi è sempre stato difficile commentare per via che dire anche solo un "Ciao Un roseto nel Cerreto" mi procurava un po' di ... sgomento:O) Ed è un gran bel blog....
    Mi accorgo che hai delle gran belle persone come amiche, commentatrici ...E' ovvio che le meriti, cara Lorenza.
    Voglio provare anch'io con il Feu Feu di Paola.
    Certo che ci vuole una laurea per le considerazioni "profonde" del tuo ex-Prof. sul sanbudello, ahahah!!!
    Belle anche le foto.
    Buona giornata, Lorenza!
    Lara

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  3. Molto divertente, e molto vera, la descrizione del sottile vampirismo sadico delle lamentose anziane, che succhiano attenzione iniettando ed esorcizzando il loro presunto malessere negli sfortunati interlocutori, che, se non dotati di opportuni anticorpi, ne possono uscire interiormente salassati.
    E' una tipologia psicologica che mi capita di incontrare, a bordo del mio taxi; la riconosco al volo e reagisco con un silenzioso e un po' fiero e un po' distratto disinteresse. Funziona.

    Quanto ai professori, ho un ricordo splendido di quella di lettere delle medie, che ho scoperto con il tempo quanti tesori di amore per l'arte e per gli ideali sani mi abbia lasciato in eredità; su quelli del liceo, invece, è meglio stendere un velo pietoso. In particolare quello di greco era così noioso che le sue lezioni erano sempre scandite da un esodo degli alunni, lento, progressivo, inesorabile, nei gabinetti.

    Ti auguro una buona domenica, e se qualcosa non gira per il verso giusto, vedrai che la formula magica: "Feu, feu!" farà passare tutti i guai. :-)

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  4. Ciao Lorenza. Che bello il racconto che hai lasciato nel mio blog! Ci sono persone che sanno lasciare tracce profonde dentro di noi anche solo con un sorriso... Un regalo del cielo, Angeli che ci accompagnano e non sempre riusciamo a capirlo...
    Buona domenica Lorenza!

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  5. Secondo me l'idea della salsiccia è più socratica, anzi più niciana. Ci si può anche dormire sopra due anni, se la si fa maturare in cantina, ma poi bisogna pur mangiarla. Filosofarci troppo, non avrebbe senso, se non nel mummificare una parte del maiale santificandola poi in reliquia miracolosa al posto di Viagra o altre pozioni del genere. Forse il sanbudello lo fanno solo dalle tue parti, ma secondo la regola del maiale (e non fraintendermi, non stò parlando di politica), in tutte le zone con gli scarti ci si fa qualcosa. Per esempio la nduja, il moro, le morette, il ciavarro, i figadei (per chi ha fretta). C'è una festa che fanno in Veneto o forse Trentino (adesso non ricordo) ma vengono anche dall'estero a mangiare una salsiccia fatta con parti di scarto e tante altre cose, compresa la farina gialla (se non ricordo male).
    Non mi sono messo a scrivere pensando agli scarti del maiale, ma a quelli della società, vecchine e vecchini.
    Purtroppo la vecchiaia è come lo scarto o la coda della grappa, si butta.
    Da una parte i vecchi chiusi nel loro mondo a fare capricci e a sfogarsi del loro presente e passato, meritevole (adesso) di tutte le attenzioni e dall'altra gli ex bamboccioni che si ritrovano di nuovo in casa, un'altra volta.
    Stamattina carburo male, non sono un ex bamboccione la ma mia militanza come badante è ultradecennale. I vecchi si lamentano per convenienza e per obbiettiva condizione. Più si diventa vecchi e meno si riesce ad organizzare qualcosa di esterno alla propria pelle, non è egoismo è semplificazione della vita nel rispetto degli ovvi bisogni propri e primari.
    Secondo me, una generazione cuscinetto vive per quelli che se ne vanno e quelli che arrivano, mentre la precedente e la futura vivranno in pieno la propria esistenza, pensando di essersela meritata e non conoscento i disagi di un cuscinetto che ha sempre le sfere che girano fino a gripparsi.
    Auguri a tua figlia ... badante e a tutti i figli che hanno avuto una educazione che non prevede l'ospizio.
    Ci sarebbe una scappatoia ... tua figlia è minorenne?

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  6. Generazione cuscinetto , è proprio quello che diceva l'estate scorsa il medico di famiglia parlando della nostra (50/60 anni) che ha in carico gli anziani , che diventano sempre più anziani , e i giovani, che non riescono , loro malgrado , a sganciarsi , facendone una colpa a noi .Per fortuna io e mio marito abbiamo vissuto sempre da soli, non sopra o sotto o insieme ai genitori, e questo è stato utile. Forse per le mie figlie non sarà possibile, ma io mi auguro che se ne vadano almeno un pò a fare qualche esperienza lavorativa all'estero , per abituarsi all'autonomia .

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  7. Prefazio (non è l'intervallo prima di "Vieni via con me" ... anche perchè ho tutti i locali occupati)
    Quando scorro questo post, per arrivare a mettere il commento, e passo davanti alla foto di tua figlia, mi viene l'itterizia. C'ha uno sguardo, che sembra sia arrivata ultima ad un concorso per portalettere alle Poste Italiane.
    Fagli coraggio, digli che la vita può anche essere peggio e c'è anche chi prende in appalto il leccaggio francobolli in nero.

    Veniamo a noi.
    Appena tornato da militare ho lavorato a 10 chilometri da casa. Avevo libera sola la Domenica, lavoravo quasi anche di notte. Lavoravo da uno che credeva fossi una miniera, entrava, scavava e all'ingresso solo monetine. Durò un anno. Sfruttato il giacimento non gli rinnovai la concessione mineraria, e per sei mesi tentai in proprio con avverse fortune.
    Il mio papi non si chiama Silvio e la mia mami non è donna Rosa, ma maschia nelle sue direttive tutte spine. Praticarono entrambi con me il bunga bunga e mi espellero dalla formazione di famiglia, convinti com'erano che il lavoro nobilita le casse di famiglia.
    Da allora io non sono mai più rientrato. Sono uno straniero che lavora per loro in nero. Ho sempre vissuto ad oltre 200 minimo da loro. Nel 2008, siccome non abito sopra ma neppure sotto o di fianco, ho fatto circa 90mila chilometri di assistenza girnaliera. Se io mi ribellassi mio pedre mi farebbe bombardare. Non sono un sottomesso, sono peggio. Tutto è dovuto per sangue. Suo fratello è riuscito persino a non far sposare i due figli per conservarli buoni nei momenti che i "vincoli di sangue" sono determinanti per la sopravvivenza (sua). Loro (mio papi, mami, zio)non sono la generazione cuscinetto.
    Il vantaggio dei miei cugini almeno è che loro hanno anche dei diritti in casa loro (sono similbamboccioni che versano però tutto in casa), io sono un delocato.
    Non credo di essere una mosca bianca, per cui nemmeno mi lamento troppo.
    Ti ricordi la pubblicità che faceva papiSilvio, quando diceva che i soldi debbono circolare per aumentare il commercio e il benessere?
    C'era un tizio con in mano la borsa della spesa che camminava in città e tutti gli dicevano "grazie!". Poi suonava ad una porta, usciva una vecchina con la faccia scura che prendeva la spesa e gli sbatteva la porta in faccia ... (madre e figlio credo).
    Dev'essere un comportamento standard se lo fanno anche in pubblicità

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  8. Mariolino ,che te ne fai di tutta quest'arguzia amara e pungente? Pensa che io ho rifiutato questi ruoli per vivere una vita , normale eh!, niente di che , e per questo sono stata completamente diseredata di un bel patrimonio .E anche altre cose per niente piacevoli. Ma i figli non sono nostri , lo dicono i preti , il Vangelo, ma lo dico anch'io che ho perso la via dell'ortodossia, tu hai il sacrosanto diritto di vivere !!! Scrollati un pò di questi vecchi egoisti di dosso, spero che almeno ti arrivi qualche grazie, ma ho il sospetto di no..

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  9. espellero ... ridicolo vero,
    sa più di toglierti la pelle di dosso che di espulsero. Più vado avanti e più tiro fuori strafalcioni e te lo spiego dove me lo hai fatto notare.
    Sono cresciuto con una dottrina (anzi indottrinamento martellante). "Un genitore può allevare 10 figli ma 10 figli non sanno badare ad un genitore". Sono stato programmato da bambino, per dimostrare che il concetto è sbagliato (sono figlio unico, è ridicolo dirlo alla mia età almeno quanto dire che potrei essere orfano da qualche anno) e quindi mi sono fregato.
    Non bastasse, i giorni che rendo al di sotto delle aspettative (oggi per esempio, giornata pesante e lunga) e dico che sono già vecchio e quando finirò questa mia missione finirò in ospizio, mio padre ha il buon cuore di ricordarmi "chi muore è vecchio" sottintendendo che fino a che non sarò morto dovrò dare.Adoravo mio padre, me ne ha dette in questi ultimi tre anni di tutti i colori, l'ho anche odiato per le sue offese pesanti.
    Ho cominciato presto a dare, e per tutti sono una fonte inesauribile del dare. Mio zio arriva persino ad incitarmi per poi rivalersi sui suoi figli pretendendo almeno pari trattamento di mio padre.
    Un giorno incontrai un prete in ospedale, mi vide denutrito. Così feci due parole sulla mia situazione e quello inorridì... "Ci sono posti adatti per queste situazioni, non salvi i tuoi genitori e non salvi te stesso" tuonò con voce tenorile, incazzata e ferma direi anche, e aggiunse " di sicuro loro non avranno fatto così con i propri genitori!" e aveva ragione.
    Non ha senso supportare il passato e nemmeno prima le donne e i bambini. Bisognerebbe sempre salvare chi ha più aspettative di vita.
    Ma del mio concetto di vita ti parlerò da altra parte ... sappi che tutte queste cose, solo queste cose le ho messe in un blog a parte.

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