martedì 29 marzo 2011

La Toscana vista da Arezzo (O da me ). Pensieri sparsi.

Arezzo, lo sanno tutti e se non lo sanno basta guardare una carta geografica, è già nel sud della Toscana, ed è una provincia grande, che ha un suo famoso estremo luogo in Emilia Romagna, il paesino di Sestino. Quando qualcuno andava a lavorare alle Poste diceva: "Purché non mi mandino a Sestino!"  L'ufficio postale di Sestino era il terrore dei ragazzi della mia età nuovi assunti alle Poste e ci finì, all'inizio, la moglie di mio cugino, poverina.  Sestino è ancora in Provincia di Arezzo, ma lontanissimo, incuneato fra i monti dell'Appennino e tutt'intorno è Emilia Romagna, per lavorarci meritava prenderci una stanza in affitto.

Arezzo è in una valle molto ampia, punto d'incontro di quattro vallate, il Valdarno, il Casentino, la Valtiberina e la Valdichiana. Tutte belle. Gli aretini erano contadini, è la cosa che hanno praticato di più, nel corso della loro storia, l'agricoltura. Però hanno avuto, al tempo degli Etruschi, delle abilità come artigiani  orafi e ceramisti che li hanno resi famosi nel mondo di allora. La storia di Arezzo è per lunghi periodi oscura e trista, con la a finale, è stata una cittadina di campagna sottomessa alle città confinanti , in senso politico ed economico.

Gli aretini, Dante li chiama botoli ringhiosi, e quando te l'ha detto uno così, la definizione ti rimane addosso. Dice che l'Arno, per non venire fino ad Arezzo,  volta il muso, ed effettivamente lo fa, fra Giovi e Buonriposo. Vedendo la Toscana da qui non si ha una gran visuale. Si vede Firenze la Signora, nobile, altolocata e fredda. Capitava, quando ero giovane, che i fiorentini, pur essendo vicini di casa , ci ignorassero, come un podere di campagna .
Una volta un mio parente fiorentino, che ora insegna a Scienze Forestali, mi disse " Come si dice : aretini o arezzesi?" Lo sapeva benissimo, ma era per far vedere il disprezzo.

Arezzo ha  da poco, una trentina d' anni, un'Università, e anche quella non è nostra, è l'Università di Siena. Siena, anche lei confinante, la vediamo lontanissima, arroccata nelle sue tradizioni, nella sua banca, nella sua Università, nel suo Palio  e ci mette soggezione . Moltissimi anni fa, credo in epoca fascista, abbiamo imitato il Palio resuscitando la giostra del Saracino, che si correva in epoca medievale. Ormai è molto vecchia anche la giostra, ma non così coinvolgente come il Palio, che riguarda le famiglie, i bambini fin da piccoli.

Arezzo, mi pare, ha la sindrome del parente povero, nonostante nel dopoguerra abbia lavorato e si sia arricchita col metallo più prezioso, l'oro . Anche questo è trattato in maniera un pò rozza, per produzioni industriali, stampandolo, facendoci catene grosse e vuote per gli arabi , facendoci oggettini che sono regali per le comunioni e i battesimi.Penso che i nostri antenati Etruschi, che erano artigiani raffinati, rabbrividiscano vedendoci dall'aldilà.
Piazza grande o piazza Vasari.

Il Valdarno, che seguendo il corso del fiume arriva a Firenze direttamente, è fiorentino nel cuore e ci guarda con disprezzo anche lui . I valdarnesi erano solidamente politicizzati e andavano a lavorare a Firenze , e non ad Arezzo .
La Valdichiana è così lunga che arriva in Umbria ma nel frattempo ce la siamo dimenticata. Cortona, la perla che sta in mezzo, meta ambita di turisti di tutto il mondo, fa un pò vita per conto suo. La Valtiberina per entrarci obbliga a passare da una valle stretta e ombrosa, la Valcerfone. Il Casentino bellissimo è tutto montagna e prende il nome dal caseus, il formaggio pecorino.

Arezzo è laboriosa , intelligente, formichina, è anche infida, dice pane al pane e vino al vino, è diretta e sconveniente, è sorniona. E' stata una città per tradizione di sinistra, che ha covato in sè cose innominabili. Abbiamo avuto Fanfani e abbiamo ancora Gelli. Una città di provincia, tranquilla e per molto tempo prosperosa dove, nell'anonimato, si progettavano cose terribili per tutto il paese. Alcuni aretini sono implicati nei processi per le stragi pianificate dalla destra estrema.

Molto aretini nascevano in famiglie povere e comuniste, cominciavano a lavorare e man mano che cresceva la prosperità si spostavano nell'arco parlamentare. Ne ho conosciuto uno che da Lotta Continua negli anni 70 è arrivato ad Alleanza Nazionale negli anni '90. Per proteggere i  soldi che faceva. Più ne faceva più andava a destra. E' diventato molto ricco.

Ad Arezzo si crede nella scuola pubblica, che funziona molto bene . I nidi e le scuole materne sono così ben gestiti che le responsabili dell'ufficio scuola del Comune venivano invitate in giro per il mondo a presentare i  loro metodi. Un anno se ne andarono a Chicago.Siamo stati fra i primi, subito dopo l'Emillia Romagna, che non la batte nessuno, a istituire le mense biologiche nelle scuole . Fu il mio negozio ad essere il primo fornitore.

Gli aretini vedono poco la Toscana, più facile che vedano Hong Kong, con cui hanno fatto affari, che Lucca, che gli rimane fuori mano. Ci sono antichi rancori, che rimangono in quell'ironia aspra che ci contraddistingue, che forse vengono da quando le città toscane erano le Etrusche Lucumonie, ognuna per sè e ogni tanto si combattevano. Non sarebbe così strano. C'è una parola che usiamo con i neonati e i bambini piccoli, "nenne", per indicare il latte, in particolare quello materno, e sembra che sia una parola etrusca . Se è rimasta intatta quella nella lingua immagino che possa rimanere qualche forma pensiero. D'altra parte uno studioso degli Etruschi dell'Università di Perugia, il Prof. Pallottino, scoprì che alla fine dell' ottocento sull'Appennino toscoemiliano, nelle feste agricole ancora si nominavano le divinità Etrusche.

S.Maria della Pieve
Da un pò cominciamo a sentirci tutti toscani, e conservando, scherzosa, questa rivalità, ci stringiamo a Massa, a Pisa, a Prato, a Firenze, a Grosseto, a tutte le province. Cominciamo, da un pò di anni, ad essere orgogliosi di essere toscani, per la bellezza dei posti, per l'arte, per la civiltà, per la lingua, che in realtà cambia tanto da Grosseto, ad Arezzo, a Firenze, a Siena, a Lucca, a Pistoia. Noi scivoliamo verso le note cupe dell'umbro, aspiriamo poco. La lingua delle campagne, in particolare Valdichiana e Valtiberina, ci sembra molto rozza e pesante e ci ricorda il passato contadino. Ho trovato l'italiano perfetto di Dante nel parlare di una giovane donna che veniva a lavorare in un ristorante ogni tanto per integrare il salario di operaia . Parlava con grande raffinatezza, quasi senza accento, sembrava tratta, le dicevo sempre, dalla commedia dell'Arte. Mi incantavo a sentirla ragionare, anche se raccontava della fabbrica o se discuteva di come cucinare un piatto. Proveniva dal peasino bellissimo di Rigomagno , vicino a noi , ma credo già in Provincia di Siena .

La chimera, ritrovata e creata ad Arezzo dagli artigiani etruschi.
Tutto questo per dire che se mi scappa qualche discorso sconveniente è perché sono Toscana, voglio bene alla Toscana e mi piace criticarla, ma non mi piace sentirne parlare male. Una debolezza. Che non si offenda nessuno, quando vado a Firenze e passo davanti al Duomo di San Giovanni mi sento così fortunata che mi commuovo, anche se poi, alla fine, più di tutto mi sento "terrestre, genere umano".

14 commenti:

  1. Cara Vitamina...ma che bello questo post! Hai davvero un bel modo di scrivere, complimenti! Dai tuoi racconti Arezzo mi incuriosisce sempre più! Non mancherò di visitarla quando passerò dalle tue parti! :)

    un caro saluto

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  2. Bello davvero questo post, cara Vitamina. Concordo con Iulia.
    Conosco abbastanza bene l'Aretino, ma ad Arezzo sono andata una sola volta.
    Spesso con mio marito abbiamo percorso tanto della provincia di Arezzo. Un tempo ci si andava con la sua moto: per esempio, per andare a Castiglione del Lago in Umbria dove viveva la nonna Cristina, abbiamo perlustrato tanti bei paesi in provincia di Arezzo.
    Che peccato non averti conosciuta :(
    Oppuure, chissà ... potremmo anche esserci incontrate...
    Ciao, grazie per questa post.
    Lara

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  3. Ah Lorenza, "ascoltarti" è una meraviglia. Penso che se gli allievi e gli studenti avessero una professoressa come te, la storia la geografia, la letteratura.. gli apparirebbero meno noiose.

    Bello davvero questo post. Mi sento più ricca

    Saluti cari, Cinzia

    p.s. spero tu abbia iniziato a scrivere il tuo libro...

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  4. Lorenza cara, io prima di tutto mi sento toscana e per seconda cosa europea. E' strano ma l'Italia viene per terza quasi " a pari merito" con il Belgio che è il paese in cui vivo.Comunque sono fiera delle mie radici, delle mie "vicine" di blog toscane. Ma ( tanto per mettere dei paletti) io sono del Valdarno inferiore, nata a dieci chilometri da Firenze ma in campagna sulle colline di Lastra a Signa( Etruschi anche là, come sai e"nenne" si dice anche da noi). Detto questo : evviva Arezzo e gli aretini quando sono come te.
    A presto

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  5. Grazie a tutte voi, e pensare che avevo scritto un post di scuse ,mi pareva di esser stata scortese a parlare dei fiorentini in modo critico. A volte ho proprio il timore di irritare qualcuno , non ho tanto il senso di quello che si può o non si può scrivere , perchè vivo piuttosto ritirata , oggi ho lavorato in giardino tutto il giorno, vita sociale= zero.

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  6. Cara Lorenza Vitamina, in queste mie riletture di poeti classici sto riscoprendo il Petrarca. Sarà che noi abbiamo fatto il Liceo Petrarca e quindi, in quell'epoca di contestazioni e rivoluzioni, non lo potevamo soffrire, o sarà che con l'età e le esperienze si cambia, insomma mi sono accorta solo ora di quanto il nostro antico concittadino sia grande. Complice anche, a onor del vero, un poeta francese del XVI secolo, Du Bellay, che, come ho scritto in uno dei miei post patriottici, lo aveva preso a modello per l'uso elevato e classico che aveva saputo fare del volgare. Insomma noialtri aretini si va dalle stalle alle stelle! (scusa Grazia ma qui ci vuole un esclamativo).

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  7. Ho letto con piacere questo tuo post, in parte perché sono mezzo toscana (da parte paterna, un misto pisano e lucchese... lo so, un abbinamento infelice), in parte perché dopo anni di vagabondaggio all'estero, quando si è trattato di tornare in Italia non ho pensato neanche per un minuto a tornare nella città in cui sono nata e cresciuta (Roma), ma ho sentito che mi sarebbe piaciuto venire a vivere in Toscana - dove non avevo mai vissuto prima, ed eccomi qui a Firenze.
    Qui a Firenze conosco una sola persona che viene da un paesino della campagna aretina - di cui non ricordo il nome: è uno matto come un cavallo, spesso rustico e impulsivo e pugnace e caustico, ma anche simpaticissimo, estroso e quando ci vuole anche molto affettuoso e gentile, anche se a modo suo, un po' burbero.
    Quanto ai fiorentini, tutti quelli che conosco non fanno che stupirsi del fatto che io non mi senta "respinta" dalla città, in quanto forestiera; tutti a dirmi "eh, noi fiorentini siamo chiusi, siamo snob, siamo diffidenti" e tutti a dirlo con una bella punta di autocompiacimento, ovviamente!
    Ma ho notato anche che quando ti accolgono, i fiorentini (ho un po' di amici qui cui voglio bene e che mi voglion bene), ti accolgono davvero e ti dimostrano il loro attaccamento in modo un po' esclusivo, speciale, anche geloso: vogliono che tu senta un po' il privilegio di aver suscitato il loro affetto!
    Le mie sono riflessioni da "straniera", comunque, non pretendono di essere particolarmente significative: mi sento un po' come quelle signorine inglesi alla Camera con vista, che venivano a Firenze per completare la loro educazione e studiavano non solo le statue e i dipinti, ma anche il famoso e fascinoso "temperamento italiano"!
    Cari saluti

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  8. @Vitamina e @tutti gli amanti del toscano, fate un salto sul forum di Grazia che c'è una bella discussione su quell'omo. Che è? ehhh...

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  9. Ciao Vitamina
    mi hai fatto innamorare!
    Verremo tutti ad Arezzo!
    Sto organizzando in famiglia!
    Come sei brava a descrivere i luoghi e le genti!
    L'ho già riletto un paio di volte!

    p.s.
    Con noi verrà anche "Barbie luci di stelle"! Se vuoi che te la presenti, però, devi prima fare il vaccino antivipera!
    O preferisci non rischiare?
    Ciao cara.

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  10. Gianni, comincio a divertirmi sul serio con questo blog.

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  11. un commento fuori tema, lo so, ma non sapevo dove scriverlo e approfitto del privilegio di essere conterranea per uscire un po' dal seminato.
    oggi pomeriggio tra Paola, altri "blogamici" te e " quell'uomo" mi sono veramente divertita.
    Davvero una gran scoperta il tuo blog, il tuo senso dell'umorismo e la capacità di tutti noi toscani- spero- di giocare con le parola. Alla prossima
    g

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  12. ommari@tiscali.it30 marzo 2011 13:02

    Cara Lorenza ho letto con piacere il tuo post.. Oh io so della Pieve (Fanfani è nato lì) e Arezzo ne è provincia, ma siamo sempre stati così lontani, scomodi da raggiungerla che ai miei tempi posso dire di non averla mai conosciuta. Successivamente, avendo lasciato il mio paese 50 anni fa per vivere qui in Piemonte ho avuto poche occasioni di visitare Arezzo e così grazie a te posso respirarne l’aria, conoscerla e sempre grazie a te posso godere in quei momenti della gioia di sentirmi toscana. Un abbraccio

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  13. Ma guarda chi si è rifatto vivo ! Ommari , era tanto che non ti sentivo , la provincia di Arezzo è tanto grande e anche molto boscosa , che non è difficile per chi vive un pò lontano non sentirsi aretino.Ora alla Pieve , Pieve S.Stefano suppongo, è l'unica , c'è una cosa molto bella , un concorso dei Diari , promosso dall'Archivio Diaristico . Che ha dato il via a molte iniziative interessanti. Così anche la Provincia vive di vita propria , quasi più della città capoluogo.Le sorelle del mio suocero sono "emigrate " a Torino , la zia Ida col marito che lavorava alla Fiat, la zia Anna aveva sposato un veneto e vive a Druento con le figlie . Quanta storia e quanti intrecci , gente che va e gente che viene , ora come allora. Ciao, stai bene e fatti sentire .

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  14. A tutti gli altri : non si può continuare un discorso con ognuno , ma sarebbe bello ! Oggi , Grazia , sono arrivata tardi ed ero un pò fuori tema, ma mi sono divertita moltissimo, in casa nostra ci piace molto giocare con le parole e la vita vera e i proverbi sono una fonte inesauribile.Alla prossima!

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