lunedì 16 maggio 2011

L' EREDITA' DEL MIO BABBO.

 Fiori di agli da giardino: Allium Cristophii.
Il mio babbo non mi ha lasciato molte cose. Un giorno , qualche anno prima di morire , ricordo che mi disse:
" Per te non ho paura, so che comunque vada te la caverai ."
Cosa volesse dire non lo so neanche ora, ma credo che il lavoro lungo e continuo di manipolazione della mia mamma fosse già iniziato e lui vedesse che non l'avrebbe potuta fronteggiare. Sapeva, o immaginava in qualche modo, che da quella famiglia sarei uscita più o meno come c'ero entrata, a piedi e senza borsa, con l'essenziale, pagando tanti debiti che neanche avevo contratto, altri l'avevano fatto e me li avevano attribuiti.


Era un uomo che aveva avuto , nella professione, un certo successo, perchè era bravo , e non perchè erano gli anni sessanta e settanta. In quegli anni era come cavalcare un'onda , non era difficile stare a galla e far funzionare le attività .
Molti che avevano aperto fabbriche o lavorato come liberi professionisti avevano fatto i soldi .
Come lavorare in Cina in questi anni, se il PIL cresce del 10, 12 % all'anno se non lavori sei un somaro.Alcuni suoi colleghi si erano messi a progettare condomini, i condomini anni sessanta che abbiamo presenti tutti, alcuni ci abitano anche ora, o ci vivono i loro genitori. Sistema facile per far soldi velocemente. Lui non l'aveva fatto , aveva progettato pochi palazzi , di cui ho ancora delle foto. Piuttosto, dei palazzi  dei colleghi faceva i calcoli del cemento armato , erano la sua specialità. Era conosciuto in tutta la regione e oltre per questo.

Tutti , anche i più poveri , in quegli anni si facevano una casina, poi l'allargavano , poi compravano l'auto , il frigorifero , la lavatrice.
Quelli più fortunati diventavano ricchi , magari avevano anche talento, ma avrebbero dovuto con umiltà attribuire almeno parte del loro successo alle circostanze favorevoli.  Sparivano dal mondo perfino i segni della povertà , i mendicanti davanti alle chiese, che porgevano la mano , li avevo visti da piccolissima e non c'erano quasi più , le strade diventavano più pulite e non c'erano nemmeno più  pidocchi nelle scuole.

Al mio babbo sarebbero piaciuti i fiorellini a stella composti su una sfera invisibile.
Il mio babbo aveva delle idee e dei principi e cercava di lavorare nel rispetto di quelli. Quando non gli riusciva, e  doveva scendere a compromessi , non gli piaceva, neanche se guadagnava , gli  si guastava l'umore. Uno così non è vincente , lo è chi ha del pelo sullo stomaco, e non si fa turbare , soprattutto quando le cose gli vanno bene e si arricchisce .
Basta sentire parlare i nostri disonorevoli parlamentari che ora, pur in questa disgraziata situazione, sono sempre contenti e fanno battute spiritose, continuano a incassare ed è quello che conta.

Lui si deprimeva quando, spesso, si accorgeva che gli toccava aggiustarsi ed accettare cose che non gli piacevano .

Per un periodo, quando ero piccolina , fu consigliere provinciale . Era iscritto al partito socialista , un socialista di Pietro Nenni , la sinistra del partito . Per la sua posizione e il suo prestigio aiutava le persone , faceva progetti per le case degli amici senza compenso , dava una mano a chi cercava lavoro .

Colore chiaro e metallico.
Quando però abbiamo cercato lavoro io e mio fratello non ci ha voluto aiutare . Ci assimilava a se stesso e si comportava come avrebbe fatto per se . Si vergognava , me lo disse chiaramente una volta che gli chiesi qualcosa per mio fratello.  I suoi figlioli ce la dovevano fare da soli , cavarsela e dimostrare il loro valore , era più forte di lui .
Soprattutto nelle famiglie di origine meridionale è un punto di merito aiutare , raccomandare , fare favori, senza per questo parlare di mafia , fa parte della cultura del popolo meridionale .
Credo che soffrisse per questo , che capisse che facendo così  non solo non ci aiutava, ma in qualche maniera ci faceva un danno. Io , che ho una testa da monaca in perpetua penitenza, l'ho sopportato . Mio fratello penso che abbia sviluppato un certo rancore . 

PIù piccolo e meno "Hard" , "Purple sensation":
Mio padre parlava non di religione, ma di argomenti della religione, la fine del tempo, l'esistenza di un creatore, cosa c'è dopo la morte , con una serena e affilata razionalità, non negava con disprezzo la posizione dei religiosi praticanti, ma sconfessava gli atteggiamenti  bigotti che a tutti è capitato di osservare , "sarà come Dio vorrà" " è andato in Pradiso!" " Recitiamo un rosario alla Madonna , ci ascolta ed esaudisce" .

Quando gli chiedevo qualcosa su questi argomenti "metafisici" lui mi rispondeva come se parlasse con una persona adulta , non mi ha mai detto bugie . Io lo mettevo di fronte alle convinzioni più diffuse, su Dio , sull'eternità, sulla vita dopo la morte , dicendogli che l'aveva detto il prete, alla dottrina . Ridacchiava imbarazzato.

Andavamo alla dottrina perchè la mamma era convinta che, non facendoci prendere i sacramenti, battesimo, comunione , cresima, saremmo stati considerati diversi ed emarginati.  Per me un adulto era  degno di credito per il solo fatto di essere adulto, che fosse ingegnere, muratore o prete e il mio babbo non voleva smentire i preti parlandone male, ma insomma, neanche dargli ragione, dicevano delle corbellerie talmente grosse ! Non diceva proprio così , era garbato , ma si trattava di cose evidentemente non provate , ci voleva fede per crederci, ma poi che tipo di fede , se era fondata sulla paura . Parlava tranquillo, senza rabbia, mentre la mamma , che aveva scelto di mandarci alla dottrina perchè non fossimo discriminati , parlava con  astio dei preti falsi, interessati solo a  mantenere in piedi il potere della chiesa , che riempivano la testa della gente di stupidaggini .
Allium Bulgaricum visto da fuori.
Avrei voluto sentirgli dire che Dio esisteva , che dopo morti si andava tutti insieme nello stesso posto , che dopo c'era l'eternità ad attenderci . Non tornava tanto neanche a me , a pensarci, ma mi sarebbe piaciuto essere rassicurata .

Lui non lo faceva o lo faceva a modo suo, tentando di portarmi per mano dove era arrivato lui , un luogo della mente dove gli Uomini, e le Donne, stanno in piedi , sulle proprie gambe, ben solide, ad osservare un Universo in cui avvengono cose meravigliose e terribili da osservare, ma non c'è nessuno , più grande o infinito, a parlare con loro .
Era come se mi dicesse che, superando la paura dell'ignoto, della fine di se stessi e delle cose, dell'"infinita vanità del tutto" , si può vivere ugualmente bene . Forse meglio, senza illusioni e senza maschere . Questo lo scrivo ora che ci penso, come è utile scrivere, ma allora mi faceva solo paura affacciarmi su questo abisso mentale, ma pur sempre profondissimo. Allora lui mi rassicurava,  diceva che non era un ateo, forse credeva a qualcosa , a modo suo , non nelle cose che dicono i preti, che gli sembravano, francamente , delle fesserie.

Cristo, Cristo è un'altra cosa, una meravigliosa figura storica , forse , o forse un mito costruito sovrapponendo storie, speranze e leggende. Ma ce ne sono altre, di figure di esempio , diceva.  

Non vado al cimitero, lui non è più lì , non è più sulla terra , ma lo penso tutti i giorni e  la morte ha cancellato alcune cose brutte che non gli perdonavo da vivo , un lasciarsi andare , non combattere più che a volte rivedo in me .
Allium Bulgaricum da sotto e dentro.
Pensandolo così spesso e scrivendo, vedo quante volte lo nomino e dico:
"Questo libro era del mio babbo.. -oppure-  questo lo diceva il mio babbo..-oppure- il mio babbo faceva così..."
In questo modo ho visto che le cose migliori vengono da lui , anche se era una figura discreta, non invadente, defilata , in famiglia . Le cose che so , le cose che mi interessano , i valori che mi animano , sono suoi , e su quelli ho fatto crescere cose autonome ,che sono mie.

Se devo citare modi di dire ,proverbi , episodi  è sempre la mamma protagonista , la mamma era "La " protagonista , di tutta la storia , la sua e la nostra , luminosa e illuminata da un riflettore sempre acceso , accentratrice , ma lo sfondo che rendeva possibile il dipinto , declinato in colori scuri e pastello , luci sommesse e ombre della sera , azzurri chiari e gialli tenui ,rossi del tramonto e viola, era il mio babbo .
Lei si celebrava, lui sognava un mondo più giusto , più in pace e più uguale con energie e scienza a disposizione per tutti .
Li ringrazio tutti e due e li conservo in me , con tutto il carico di dolore di ogni storia familiare, la nostra ne ha portato molto, ma lui mi ha lasciato una preziosa eredità , che mi sostiene ogni giorno , che guida i miei passi .

8 commenti:

  1. non vedo l'ora che esca il libro..
    un abbraccio
    silvia (costellazioni)

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  2. Mi piace molto quello che hai scritto e anche io ho dovuto fare un lavoro di riconciliazione interiore con i miei genitori ed i miei parenti, che non sempre è stato facile,mia madre ansiosa e iper protettiva, mio padre incoraggiante, ma non sempre presente e negato per le cose pratiche...lui si considerava un filosofo e faceva dela coerenza e dell'impegno sociale, cristiano la sua stella cometa. In casa c'erano spesso discussioni anche piacevoli a volte, con mio padre, su politica e religione, mia madre invece piangeva regolarmente ogni volta che sentiva affermazioni che non condivideva e a cui non sapeva replicare...entrambi giocavano molto sui sensi di colpa, ma mi hanno anche dato buoni insegnamenti ed esempi, e anche loro odiavano la logica delle raccomandazioni .Anche grazie a loro ho approfondito il mio rapporto con la natura e con la parte misteriosa e spirituale che c'è in ogni cosa e ringrazio anche i miei nonni che in questo hanno collaborato.Mio nonno in particolare mi ha iniziato alla comunicazione con le piante,e al giardinaggio.

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  3. Ciao Silvia, quale delle due ? , l'una e l'altra , ma forse ho capito . Deve essere meraviglioso sentirsi un falco nel vento, e poi non sai comunicare.. molto bene , sai farlo, grazie!

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  4. Bello davvero questo tuo lungo ricordo del tuo babbo. Trovo ammirevole la pacata fermezza con la quale ha cercato di farvi subito confrontare con l'assenza di certezze che c'è in questa vita; la sua posizione nei confronti della religione e dell'inconoscibile - diciamo così - mi sembra di straordinario e invidiabile equilibrio.
    E quanto mi ha ricordato il mio, di babbo, in quel suo non aiutare i propri figli. Hai detto una cosa molto giusta e molto vera che mi ha fatto capire meglio questa cosa, una cosa su cui rifletto da tempo e che oggi, grazie alle tue parole e ai tuoi ricordi, mi si è chiarita di più.
    Grazie davvero.

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  5. Guarda che lo aspetto anch'io il libro!
    Un bacio
    Luisa (costellazioni)

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  6. E' possibile che i nostri babbi si rassomiglino ?Hai detto cose cg
    he anch'io avrei voluto dire del mio. Mi hai commosso. Quando esce il libro saro' una delle tue prime lettrici. Contaci !

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  7. Certe cose non si capiscono subito, deve passare del tempo, solo dopo diventano chiare e parte di noi. E' molto bello questo tuo raccontare del tuo babbo.
    Un abbraccio

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