mercoledì 12 ottobre 2011

Un autunno impossibile .

Qualche settimana fa Pia ( Goodvalley) diceva che siamo indietro di una luna, quindi ora saremmo nella luna di settembre. Poco importa, giornate bellissime, un tentativo di piovere fallito miseramente, ancora gran  secco e ora, anche freddo e poi di nuovo molto caldo, almeno di giorno. Di notte siamo già andati  intorno ai 6°. Le previsioni del tempo dicono che ottobre sarà ancora caldo (proprio come un settembre tardivo ) e solo verso la fine arriveranno le prime precipitazioni autunnali, qui da noi, in Toscana. Dalla metà dell'estate in poi il giardino è asciutto, non si può quasi più chiamarlo giardino, in realtà. L'acqua è mancata anche nel pozzo che serve per innaffiare, come ho già detto, per fortuna un pochina c'è. Si sopravvive. Gli anemoni del Giappone tentano di fiorire, mezzi bruciati dal sole estivo, le parti vive sono piene di bocci, ma non riescono ad aprirsi perché manca la giusta umidità. Ho provato una gran rabbia per questa situazione, tanto più che andando a vedere i giardini delle mie amiche, che si trovano in posizioni più ombrose e in pianura,  ho trovato fiorite piante che io avevo dato a loro, e da me sono mezze morte. Mi ritrovo a diventare perfino meschina.  Ora mi sono arresa, quest'anno è andata così, e forse l'anno prossimo andrà meglio .
 Ma c'è da dire che quasi ogni anno si presentano difficoltà grandi che impediscono al giardino di presentarsi, non dico al meglio, ma perlomeno decentemente.
C'è da dire anche che in molti posti ci sono inondazioni, alluvioni, danni per siccità all'agricoltura e famiglie che si trovano in difficoltà serissime, quindi è bene prendere le misure giuste e lamentarsi poco.

 Mi torna in mente un autunno di qualche anno fa, avevo piantato i primi di luglio delle cosmee che avevano fiorito benissimo proprio in autunno, arrivavo a casa dal lavoro e trovavo cesti enormi di fiori profumati, ( della cosmea profuma tutta la pianta , anche le foglie ) che si mescolavano con altri fiori di stagione, dalie, ceratostigma, salvie  e il grande solanum  carico di fiori viola. Era una meraviglia che ci accompagnò fin dopo i Santi, quando una notte la temperatura andò sotto zero, le piante la mattina erano cotte dal freddo e  lo spettacolo fu interrotto bruscamente. Ma era durato tantissimo! Ogni giorno di quell'autunno ringraziavo per la bellezza che ci circondava, come un'altra lunga e lentissima primavera.

 Ora  il solanum è fiorito, per essere sinceri, ed è molto bello, ci sono cespuglietti stenti di ceratostigma, le salvie microphilla sono piene di fiorellini rossi . Incredibile come l'erba sia tornata "moderatamente " verde solo con la rugiada della notte. Per il resto cerco di tenere in ordine, perché l'ordine è già bello di per se e se manca l'acqua e quindi  manca la sensazione di vitalità e felicità del giardino, bisogna almeno che ci sia ordine... Così ho potato le lavende e le santoline in forma e ho cominciato a togliere le parti secche dei bossi, seccati in parte anche loro. Ho un cespuglio di cassia che sopportava l'estate e fioriva in questi giorni, è bruciato per tre quarti, sta rimettendo le foglioline nuove, che perderà prestissimo e apre qualche fiore giallo qua e là.

La parola autunno , dicevo lo scorso anno , in tedesco si traduce con Herbst . Herbst è l'autunno tedesco e deriva da una radice aspirata sanscrita da cui in latino discende il verbo carpo: prendere o raccogliere. L'autunno è la stagione del raccolto. Ma questa volta è proprio il raccolto, qui da me, a mancare . Quasi tutto l'orto si è perso, solo in tre piante di zucchina appaiono sparuti frutti . Avevo piantato almeno sette zucche, e ho raccolto solo tre zucche gialle. Però, devo riconoscerlo, proprio belle, di quelle zucche grigie, a forma di turbante, bitorzolute. Ma insomma tre frutti in sette piante non è un successo ! Le zucchine di Albenga le abbiamo mangiate un paio di volte sole. I fichi sono stati pochi e di sapore mediocre. C'è stata, per non sembrare che mi lamenti soltanto, dell'ottima uva. I pomodori mezzi morti danno qualche frutto tardivo ora. Una stagione del raccolto molto ridotta, non c'è neanche l'insalata di campo, finché non piove...

La Toscana , e la zona di Arezzo, fu descritta una volta dall'architetto Crespi , che tiene una rubrica su Gardenia. Gli scrivono delle persone presentando il loro terreno, in che regione, a che altitudine si trova, cosa ha intorno, il paesaggio che lo circonda e Crespi fa per loro un progetto di giardino, secondo le loro necessità. Una volta scrisse una persona da Arezzo, lui disse che il clima non era facile , estati torride e siccitose, in cui si svilupperebbero bene piante da climi caldi, seguite da inverni duri, che ammazzano tutto ciò che è delicato .
Non si possono coltivare bene piante da terreni acidi , ma neanche tanto quelli da terreni alcalini . Perfino le lavande a volte mi sono morte.
Siamo in mezzo allo stivale ed è strano, ma qui piove meno che nel meridione, che nell'immaginario è arido. La pioggia ci scansa , feu feu! ( Ve lo ricordate che feu feu vuol dire ahimè in graco antico ?)

In questi giorni l'Antoinette rideva sentendomi dire che alla fine ordinerò un camion di ghiaia e farò un giardino zen, passando a fare le righe precise col rastrello, come i giapponesi, e se ci cresce un erbina, l'ammazzo subito !!
Comunque è  un'autunno straniante, che spiazza , e ce ne accorgiamo solo noi che si sta in campagna, perché chi abita in città figuriamoci se ci fa caso, anzi, sento dire che è una meraviglia, con queste belle giornate! E' vero, le giornate sono bellissime e i tramonti spettacolari .

Si porrà per noi il problema di che fare col pozzo : lasciare le cose come sono o andare a rubare l'acqua alle terra più in basso? E quanto costerà intervenire per fare più profondo il pozzo?  Intanto quest' autunno non avremo olio, perché gli olivi non hanno fiorito , a primavera , a causa dell'inverno scorso che è stato molto freddo e troppo piovoso. Non dovrei dirle queste cose, perché lo so che qualcuno si ritroverà depresso, ma forse è giusto che si faccia una cronaca reale della vita in campagna, vista da chi, oltre tutto , non ci deve  vivere col lavoro dei campi, perché per fortuna ha altre entrate .

Stamani è arrivato un pacchetto per me , dentro c'era il libro di Grazia Francescato, "In viaggio con l'arcangelo ". Che bella sorpresa! Ma chi me l'ha mandato? Non l'avevo chiesto, avevo solo scritto nel post su San Michele che mi sarebbe piaciuto leggerlo! E dovrò pagarlo? Questo è un mistero degno dei post della Grazia !! (Senza dedica ) . Una cosa un pochino magica . L'ho aperto e il libro comincia in realtà a pagina 17, con un introduzione di Guido Ceronetti, che ho avuto il piacere di conoscere come cliente del mio negozio, tanti anni fa . Il 17 ha un significato speciale per me. Si vedrà cosa ne esce  fuori !! Lo leggerò e vi racconterò com'è. Bellissimo, ne sono certa.

4 commenti:

  1. Ciao Vitamina, condivido parte della tua esperienza giardinicola. Le giornate ora sono meravigliose, se fossi a casa, anch'io
    dovrei pulire e ripulire e piantare e spostare piante.
    Mi spiace per il raccolto perduto delle olive
    ( che considero preziose )ma temo che andando
    avanti dovremo aspettarci ed adeguarci a
    chissà quanti cambiamenti e non solo climatici.
    Aspetto il tuo resoconto sul libro.

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  2. Vitamina, che tristezza sentirti parlare di piante, fiori e raccolti perduti!
    Invece cos'è questa magìa del libro? Ma non c'era un mittente? Non hai fatto delle supposizioni? Io sono curiosa, ammattirei se non riuscissi a trovare il bandolo della matassa.

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  3. L'autunno è stato troppo caldo anche a Bruxelles e vedere il mio giardino bruciato è stato un evento che non vedevo da anni.
    Anch'io,come Ambra, mi chiedo cosa ( o chi) ci sia dietro la magia del libro.La storia mi sembra,comunque, bellissima.Aspetto aggiornamenti.Un abbraccio

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  4. Sì, non è allegro accorgersi che alla fine il conto la terra comincia a cihederlo, e però bisogna pagarlo, non c'è altro da fare. E muoversi in fretta per limitare i danni di troppi decenni di incoscienza ed ignoranza e prepotenza.
    Amo molto le tue cronache di campagna, davvero.

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