lunedì 28 novembre 2011

SOGNARE DI VOLARE.



Novembre sta per finire, qui da me di notte non fa freddo freddo, come direbbe il Grande Capo Naso Sgocciolante, piuttosto freddino, sui 4 /5 °. Le violette, viole mammole, che fioriscono in febbraio, fanno qualche fiorellino, hanno l'impressione che sia primavera . Così anche il Jasminum Primulinum, che ha aperto un fiore giallo, e tutto il resto procede verso l'inverno senza convinzione, le cosmee nate in ottobre dai semi caduti a terra, piccoline, fioriscono timidamente, anche le salvie rosse e blu, le gaure  e le rose . Il pero ha finito la seconda fioritura  e ha perfino fatto delle perine minime che ovviamente non porterà avanti. Le giornate sono corte ma tiepide e belle da mozzare il fiato. Ho cominciato a costruire un muretto di "ordine" che servirà per definire un pezzo nuovo di terra da destinare all'orto in un punto dove c'era, tanto per cambiare, una discarica di sassi e macerie lasciate dai muratori. Lavoro con vanga e zappa, tolgo tutti i sassi anche di medie dimensioni, quando faccio il muretto li uso tutti , in modo da non ritrovarmeli fra la terra da coltivare. Un lavoro che richiede pazienza e forza, perché uso anche un pò di cemento e me lo impasto da me.  Quando lavoro vengono i gatti a trovarmi, soprattutto le due femmine sorelle, si accomodano su un ciuffo di erba secca e asciutta e mi guardano faticare. Sono  molto affettuose. Faccio come se, la prossima primavera, avessi acqua disponibile per coltivare, il che non è certo, visto che si è abbassata la falda e il pozzo si asciuga subito .





La mia vita sta cambiando di nuovo e mi sento stranita . Le mie figlie non sono più in casa con me, ma stanno quasi sempre dalla mia suocera, così le fanno compagnia e intanto sono in città, che per delle persone giovani è una cosa bella . E'  naturale che i figli se ne vadano, ma quando succede è comunque difficile accettarlo, e poi avrei pensato che se andassero perchè erano diventate autonome, ma non è così .Quando una di loro torna a dormire e a cenare a casa mi sento subito meglio, anche se non parlo tanto con lei mi sembra che le forze, nella casa, siano tornate al loro posto.




Io sono qua e sto con la mia Holly , che mi trova molto noiosa, perché sto a pesticchiare quasi sempre nello stesso posto, mentre lei vorrebbe andare a fare una passeggiata .Ogni tanto viene e mi dice delle cose, usa la sua voce in modo molto personale ed è il primo cane che si esprime in modo così forte ed originale con la voce . Qualche volta mi abbaia per dirmi che è l'ora di giocare, prende un legno e lo butta in aria per farmi capire. Giochiamo poi io l'abbraccio e si sta lì abbracciate.


Per il resto ho come la sensazione che stia per cadermi in testa un grosso masso e che non potrò fare niente per scansarlo.  Il fatto è che siamo nella merda , perdonate la parola , con lo spread , i Bot , I Btp, i Bund , la Merkel , Sarkosy e ora anche Monti , l'unica piccola soddisfazione è non vedere la faccia di Silvio tanto spesso, anche se continua a tramare nell'ombra . Non c'è niente da fare, dovremmo togliergli le televisioni, tutto è partito da lì e tutto può ricominciare, il veleno e il sonnifero mediatico sono sempre efficienti e non conta che io e molti altri non vediamo le reti Mediaset, purtroppo moltissimi altri ci sguazzano dentro.













 La mia amica blogger Arcangela mi ha lasciato una storiella molto carina che parla dei livornesi e dei pisani  e allora mi è tornato in mente quando facevo l'università a Firenze. Era aperta da poco la Casa dello Studente a Careggi e il giorno andavamo a mangiare alla mensa . Per arrivare a servirsi si doveva fare una coda in un percorso obbligato e ad un certo punto quelli che erano davanti si trovavano in parallelo a quelli di dietro e se ci si conosceva ci si salutava . Quel giorno lì mi trovavo fra un gruppetto di pisani e uno di livornesi . E? noto in Toscana che i livornesi usano come cadenza la parolina "Deh", la mettono dappertutto , e i pisani fanno più o meno la stessa cosa con la parolina "Bah" . Essendo in fila gli uni davanti agli altri si riconoscevano e si salutavano,ne venne fuori una fila di  Deh da una parte e di Bah da quell'altra , in pratica uno di qua faceva "Deh !" per salutare e quell'altro gli faceva "Bah" . Deh, Bah, Deh, Bah ,Deh Bah, erano almeno in cinque per gruppo , non finivano più, sembrava un film da ridere .Questa non è una storiella, lo capite anche dalla difficoltà di far capire dov'era la comicità della situazione.

  Sapete che ogni tanto racconto un sogno. L'altra notte ne ho fatto uno bellissimo. L'avevo sognato anche in passato: alzavo prima una gamba e poi l'altra nell'aria e rimanevo a galla, come  in mare, poi cominciavo a muovermi, a dimenarmi e a usare le braccia come quando si nuota e mi muovevo nell'aria, mi alzavo. Ero molto felice, stavo volando, ma ci voleva una certa convinzione, se perdevo la convinzione scivolavo in basso. Facevo vari tentativi e diventavo più brava. Un uomo si avvicinava e mi diceva "Signora! Ma che fa?" come se stessi facendo una cosa sconveniente . Gli dicevo: " Non mi tocchi, sa! Non mi tiri giù, altrimenti cado!" Ero felicissima, potevo andare in città volando, senza prendere la macchina. Molto liberatorio. Mi sono svegliata con l'idea che, se ci provavo, potevo facilmente ripetere l'esperienza. Che dite, nel 2012 si imparerà a volare?

Post scriptum : le foto , per onore di verità, le ha fatte Mauro .

giovedì 24 novembre 2011

Il grande capo Naso Sgocciolante.

Quando ero ragazza mi piacevano moltissimo le barzellette e mi piaceva raccontarle , avevo anche un certo successo , che dipendeva dal fatto che , a metà barzelletta, mi veniva così tanto da ridere che non riuscivo a finire e contagiavo tutti . Per una questione di neuroni specchio , credo , che se vedi uno che sbadiglia , sbadigli, ma anche se vedi uno che ride , anzi si scompiscia dal ridere, ti viene da ridere anche a te , sebbene tu non abbia capito dove sta la comicità della storiella che sta raccontando. Ne ho raccontate tante ,avevo un vasto repertorio, ma  a mio marito le barzellette non piacciono, gli piacciono invece certe stupidaggini che si inventa lì per lì quando è imbarazzato , nonsense sciapiti che non ti fanno fare una risatona , ma ti fanno tirare la bocca da una parte , in un mezzo ghigno. Così è andata a finire che ho dimenticato moltissime barzellette , salvo quelle che mi sembrano il paradigma della comicità come questa :

Dottore , la mi' moglie non sta punto bene, è diventata secca, nervosa , non ci si può parlare che risponde subito invelenita , gli fa sempre male qualcosa , bisogna che la visiti per vedere che ha ...
Il medico la visita e dice al marito " Ascolti , questa donna bisogna farla mangiare ..."
Dice il marito " Sì , ma da chi?"

O anche questa :
 C'è uno che non sa raccontare barzellette , le dimentica o sbaglia a raccontarle . Un giorno ne sente una per strada " Lo sai chi è in fin di vita? No, chi ? Il culo !" Infatti il culo si trova proprio in fin di vita.
Lo sciupabarzellette pensa : " Questa è facile, me la ricordo per forza , son due parole , non la posso sbagliare ." Così va al bar e dice che ha una barzelletta , tutti dicono che non la vogliono sentire , che le sue non fanno ridere , le sciupa tutte , Questa no, impossibile, son due parole , dice lui . Allora sentiamola . Bene , ve la racconto : Lo sapete chi è morto?

Una di queste vecchie barzellette era quella del capo indiano ( nativo americano ) che era un vecchio sciamano e prevedeva il tempo come un meteorologo . L'ufficiale del forte ordina ad un soldato di andare dal grande capo Naso Sgocciolante , si chiamava , a farsi dire quanto freddo avrebbe fatto in inverno, così si potevano regolare per la provvista di legna  . Il soldato monta a cavallo e corre fino alla montagna dove abitava il vecchio indiano . Il grande capo guarda verso la pianura, annusa l'aria e dice "Sarà un inverno freddo . " Il soldato torna con la previsione e l'ufficiale ordina, su quella base, di riempire la legnaia . Poi gli viene un dubbio : sarà meglio tornare dal grande capo Naso Sgocciolante a sentire meglio ? Il soldato torna (Risparmio tutta la strada a cavallo ) e il capo fa come la prima volta , guarda verso le grandi pianure , annusa l'aria e dice "Sarà un inverno freddo freddo : " Il soldato torna al forte con il responso . L'ufficiale fa tagliare altra legna. Ma poi gli viene un dubbio , sarà meglio rimandare a chiedere al grande capo , tante volte la legna non bastasse ? Il soldato riparte e questa volta il capo dice "Sarà un inverno freddo freddo freddo ." Prima di ripartire al soldato viene una gran curiosità e chiede come fa il Capo venerabile a sapere quanto sarà freddo l'inverno . Il capo guarda verso la pianura , dove si trova il forte e dice "A giudicare da tutta la legna che fanno al forte...!" Tutto questo per la Loretta del Roseto in Via Cerreto , che voleva sapere la barzelletta .

lunedì 21 novembre 2011

L'Ombra : il Libro dei Mostri.

A proposito di Ombra, le fiabe antiche sono piene di situazioni oscure e pericolose e molte non sono a lieto fine. Penso alle storie che si raccontavano un tempo in Toscana nelle notti invernali, tutti raccolti intorno e dentro al camino, quei camini grandi dove ci stava intera, in un cantuccio, la seggiolina della nonna o del nonno, i narratori. C'è una raccolta di queste fiabe, le "Novelle della nonna" di Emma Perodi, con le leggende del Casentino, piene di diavoli e fantasmi, angeli e soldati, campi pieni di cadaveri e la morte personificata. Nell'infanzia delle mie bambine non c'erano fiabe così, che fanno paura, ma solo storie a lieto fine, oppure comiche, molto meno divertenti, perché è divertente avere paura. E' divertente andare a cercare dove l'Ombra si nasconde, negli angoli bui della mente, e vedere le cose strane che fa, ma noi genitori ne abbiamo paura, temiamo che i bambini possano perdersi e spaventarsi, che si coltivi dentro di loro l'incubo.

Una volta, cercando in libreria i regali di Natale, trovai un libro che mi sembrò molto carino, con in copertina  il disegno di un bambino che teneva per mano, e tirava con tutta la sua forza, una grossa zampa unghiuta e pelosa, di un'enorme creatura che era riluttante a seguirlo, e il bambino aveva un fumetto sopra la testa che diceva: "Mamma! Guarda: ho catturato un altro mostro!" Mi sembrò una cosa davvero buffa;  il libro catalogava i vari generi di mostri che i bambini si inventano o credono di individuare da piccoli, come il mostro del Buio, quando la mamma chiede " Ti dispiace andare a prendere una cosina in camera ?" tu dici di sì, ma poi devi passare nel corridoio buio, accendi la luce, ma per un attimo  ti pare di vedere un'ombra scura e fugace rintanarsi in un angolo, proprio prima che la lampadina del soffitto illumini tutto ... Quei mostri li avevo conosciuti quasi tutti, da bambina, e ora ne potevo ridere. Messi lì tutti insieme, nelle pagine del "Libro dei mostri", erano proprio buffi, c'era quello che abita sotto il letto e di notte potrebbe venire a pigliarti, allora ti tiri le coperte fin sopra il capo, c'era quello del water, che cerca di prenderti mentre ti siedi a fare la pipì e c'erano le strategie per combatterli. Mi pareva un modo così moderno e spiritoso di affrontare la cosa, ma le mie bambine non la pensarono così; lo trovarono piuttosto un libro pieno di suggerimenti per spaventarsi, con cose a cui loro non avevano ancora pensato, in sostanza il libro faceva loro vedere sotto una luce nuova e terrificante alcune situazioni quotidiane in cui mai avrebbero pensato di poter avere paura. Quando leggevo il libro a voce alta  e ridevo, anche  loro ridevano, ma in realtà tremavano di fifa nera. L'Ombra vibrava e godeva dentro di loro. Molto più tardi mi confessarono che il Libro dei mostri aveva fatto quest'effetto e io ne fui affranta: avevo sbagliato un'altra volta!
Ora le mie figlie sono grandi e le loro paure sono cambiate, una di loro a volte mi racconta le sue e mi coinvolge oltre il dovuto, non per colpa sua, ma perché vorrei cercare di eliminare i suoi timori e renderle la vita un cammino più luminoso e sereno. In realtà non sono brava a farlo neanche per me. Quelle paure di bambine, invece, ora le trovo naturali e perfino salutari, forse anche la paura va esercitata, ed è  meglio farlo col libro dei mostri che con situazioni reali, che comunque, nella loro infanzia, non sono mancate.

L'Ombra è  presente in noi, ed è la parte meno presentabile, quella che annusa cose puzzolenti, mescola la cacca con un bastoncino, dice parolacce, fa cose sconvenienti. Dicono che si deve nutrire anche l'Ombra, è per questo che ora piacciono tanto le storie di vampiri?
La mia mamma quando eravamo piccoli non voleva che dicessimo parolacce, e considerava parolacce anche "cacca" "culo" "scemo" e molte altre parole innocue, avevamo, al loro posto, popò e sederino e cose del genere. Ai bambini piace molto dire brutte parole, e io, che ricordavo i divieti della mia infanzia, inventavo delle storielle per le mie bambine piene di parolacce o situazioni strambe. Un pomeriggio inventai una storia che rimase famosa, che non ricordo molto bene. Si trattava di un aeroplano che andava a scuregge, cioè usava i gas intestinali come propellente, per questo ogni sedile e ogni sedere di passeggero era collegato con un serbatoio e per incrementare la produzione di gas la hostess serviva fagioli per pranzo, cucinati da un cuoco cinese con una pentola a pressione. Ma c'era sull'aereo un dirottatore che uccideva il cuoco cinese. Intanto un altro aereo si accostava al primo e da lì altri amici del dirottatore sarebbero saliti a bordo. La situazione si faceva complicata e per me era difficile risolvere la narrazione. Decisi, scervellandomi un pò, per questa soluzione: la hostess, che faceva body building, riuscì ad atterrare il dirottatore e farlo fuori, poi andò nella cucina e si accorse che il cuoco era stato ucciso e la pentola a pressione stava per scoppiare. Capì che poteva salvare la situazione e fece arrivare l'aereo dei nemici  in posizione adatta al di sotto del primo aereo, fingendo di essere il dirottatore. Poi aprì un portellone e lasciò cadere la pentola a pressione sull'altro aereo, la pentola scoppiò come una bomba e distrusse tutti i nemici. La hostess coraggiosa fu acclamata da tutto l'equipaggio. Naturalmente la storia era infarcita da parole e versacci che facevano ridere molto le mie bambine. Se la ricordano ancora. Tutto questo ebbe come conseguenza il fatto che, quando erano poco più grandi, io continuavo a dire parolacce innocue e loro mi guardavano male e mi dicevano di star zitta, cosa che avrei dovuto fare io.
 E' così che funziona, se non è vietato, non è tanto divertente dire parolacce e anche l'Ombra, dentro di noi, non si diverte più.

domenica 20 novembre 2011

Il piccolo libro dell'ombra.

Il laghetto in autunno.


Ho trovato in camera di mia figlia, nel tentativo di mettere in ordine, perché sembra ci sia scoppiata una bomba, un librettino che deve essere stato pubblicato con un numero dell'Espresso:
 Robert Bly ," il piccolo libro dell'ombra". A pagina 13, dopo alcune pagine di introduzione, dice che il corpo umano proietta un'ombra, più la luce è brillante, più l'ombra è scura. "Genitori e insegnanti ci spingono a sviluppare il lato luminoso della personalità, a occuparci di argomenti illuminati dalla ragione, come la matematica e la geometria, e ad avere successo. La parte oscura della personalità allora non viene nutrita e diviene sempre più affamata. Che cosa facciamo allora? Inviamo un corvo."


Questo Robert Bly è un poeta che si misura con temi della psicologia del profondo con le armi del poeta. Una sua poesia:

La colomba ritorna: non ha trovato dove posarsi.
Tutta la notte ha volato sui percossi flutti,
nell'oscuro sottoponte
condividerà il letto con la tigre;
datele pace.
La rondine dalla coda biforcuta lascia la tolda all'alba ,
rondini blu tornano al crepuscolo.
Il terzo giorno il corvo volerà.
il corvo, il corvo, scuro come il ragno,
il corvo troverà nuovo fango su cui camminare.


Il solanum Rantonetti

Un'altra:

Quelle grandi distese di neve che si fermano improvvisamente a due metri da casa...
pensieri che vanno solo fino ad un certo punto .
Il ragazzo lascia la scuola e smette di leggere libri;
il figlio lontano smette di telefonare a casa.
La madre depone gli arnesi e smette di fare il pane.
E la moglie guarda il marito una sera ad una festa
e non lo ama più.
L'energia lascia il vino e il ministro cade
nell'uscire di chiesa.
Non si avvicina di più;
colui che sta dentro si ritrae , le mani non toccano nulla e stanno al sicuro.
Il padre piange il figlio morto e non esce dalla stanza dove si trova la bara.
Abbandona la moglie e lei dorme sola.
Il mare si gonfia e ricade per tutta la notte.
 La luna continua
a percorrere i distaccati cieli da sola .
La punta della scarpa ruota nella polvere ...
e l'uomo dalla giacca nera si volta e scende giù dalla collina .
Nessuno sa perché è venuto, né perché è tornato indietro senza salire la collina.

Pergola e panchina tutto riciclato.

L'Ombra.

Una delle storie contenute nei libri di Mary Poppins è quella della notte di Ognissanti, la notte delle Ombre. Notte di Ognissanti, così veniva tradotta nella versione di quando ero bambina che ancora conservo in casa. Erano tre libri, mi manca il primo volume, prestato ad una bambina di cui ricordo il nome che non me l'ha mai restituito. Ancora provo l'impulso di telefonarle e richiederglielo. Mi piace moltissimo Mary Poppins. Non la perfetta, pure amatissima, Julie Andrews del film, ma la bambinaia severa e bruttina, con i piedi a papera e le gote rosse del libro. Questa vera Mary Poppins porta spesso, con la sua guida, i bambini Banks nei territori dell'Ombra. La notte della Vigilia di Ognissanti li porta a vedere la festa delle Ombre che, una volta all'anno, si liberano dai corpi e se ne vanno in giro da sole. Ballano e si divertono nella notte, fanno pazzie! Ma qualcuno si sveglia nel cuore della notte e alla luce della lampada si accorge di aver perduto l'ombra. Va a cercarla disperato, senza la sua ombra, senza l'immagine oscura che si piega e striscia sotto di lui alla luce del sole o della luna, o solo di un lampione, non è più nessuno. Torna, ombra mia! Senza di te non esisto.

sabato 19 novembre 2011

Foto d'autunno.

Luce gialla attraverso la vite.

Argento e rosso.



La prima brina.

L'anemone del Giappone.

Ultimi fiori dell'estate.

E' proprio autunno.



Senza la legna a posto non è inverno.

lunedì 14 novembre 2011

FIDUCIA.

Fiducia ... Giorni fa, mentre mi preparavo qualcosa da mangiare, intorno all'una, ascoltavo Corrado Augias e Ilvo Diamanti (sociologo e politologo all'Università di Urbino) che parlavano della fiducia partendo dal libro che il prof. Diamanti ha scritto di recente. Parlavano del concetto di fiducia, affidarsi, fidarsi, in senso del tutto generale, e di come questo fidarsi sia un sentimento sociale e condiviso. Dove c'è fiducia nella popolazione questa si vede, si manifesta per esempio nella capacità di associarsi per fare delle cose per il bene comune, fare i volontari nella protezione civile, fare volontariato in ospedale, ma anche andare a far delle cose insieme, che siano passeggiate o viaggi o feste di paese. Quindi il sentimento diffuso di fiducia produce positive conseguenze di vitalità sociale. Il prof. Diamanti, che è un sociologo, va oltre e verifica con un grafico che la fiducia è più presente al Nord dell'Italia, un pò meno al centro, meno ancora al Sud e corrisponde alla vitalità sociale in generale, anche ai movimenti di denaro e alla voglia di scambi.

La fiducia, alla fine, diventa, per passaggi ripetuti, ricchezza. Semplifico, ovviamente, e semplificava anche Diamanti, per cui penso che leggendo il suo libro si trovi un'analisi veramente profonda e interessante. Il ragionamento mi ha colpito e mi ha indotto degli altri pensieri, mi piace  quando i pensieri degli altri si collegano ai miei e mi servono , li posso usare per me.

Pensavo che in casa mia non c'è un gran sentimento di fiducia. Ci siamo trovati in due, io e mio marito, che veniamo da due famiglie in cui di fiducia ce n'è stata poca o  pochissima, intesa come descritto sopra. Si dice  "chi s'assomiglia si piglia " e c'è un proverbio locale che cita due località del Casentino e dice così "Da Montelupo si vede Capraia, Cristo fa le genti e poi le appaia." Tutto per dire che quando due persone si mettono insieme hanno molto in comune, soprattutto cose che che  non si vedono ad una prima occhiata.

In casa di mio marito non so individuare le cause, so solo che la mia suocera aveva una frase che ripeteva sempre " 'Un ve fidate" Non vi fidate. Tutto un programma. Le parole non sono neutre e, per quanto di buona indole, uno che cresce sentendosi ripetere di non fidarsi sarà difficile che si fidi. E' il potere di creazione e trasformazione delle parole quotidiane, non sono Vangelo, ma ripetute tutti i momenti creano eccome! D'altra parte è chiaro che se uno suggerisce di fidarsi ma non ci crede, la sua sfiducia sarà manifesta dai gesti e dal comportamento. Il mio suocero ha dovuto fidarsi perché ha avuto fin da giovane problemi di salute e credo che una cosa che ha vissuto con difficoltà sia stata il doversi forzatamente affidare ai medici.

 In casa mia, nella casa dei miei genitori, non ci avevo mai pensato sotto quest'aspetto, ma non c'era sentimento di fiducia, né ci poteva essere. La mia mamma custodiva dei suoi segreti,  è stata una vita intera a custodirli, ha allontanato da noi tutti quelli che potevano ricordare e dire ciò che era accaduto, l'ha fatto così bene che io ho scoperto queste cose, e non tutto quello che era accaduto, solo negli ultimi anni. Piano piano questo è diventato un vizio così profondo che alla fine la sua vita era fatta di lei, del suo segreto, e dei soldi, tutto il resto cancellato o in ombra completa. Come faceva ad essere fiduciosa? Pensava di proteggersi così, non fidandosi.

In casa nostra  siamo pessimisti, razionali, analitic , ipercritici . Questo è utile, ma è anche un blocco, perché se non ci si affida non si fa mai niente. La sfiducia diventa paura e rigidità. Queste cose insieme fanno diventare vecchi, perché la mancanza della capacità di affidarsi chiude le porte all'esterno e al futuro. Mi infastidisce a volte mio marito, quando analizza la situazione politica ed economica, quando vede dappertutto tranelli e imbrogli . Mi infastidisce perché vedo me stessa, quello che non è in me non mi da fastidio quando lo vedo negli altri, mi fa ridere, mi stupisce, ma non mi irrita . Mi irrita sempre ciò che non va anche in me, ed è un bel campanello per l'attenzione.

Giorni fa Lara , blog "Estate incantata" ha pubblicato un post con un pezzo di Aldo Carotenuto, un famoso psicoanalista. Mi ha fatto così impressione che non sono riuscita a lasciare un commento . Parla della impossibilità di entrare in totale comunicazione con l'altro. C'è sempre il limite costituito da noi stessi, dalla nostra natura e dalla nostra storia. Ascoltiamo l'altro, e già è tanto , ma diamo sicuramente un significato diverso alle parole, un colore, un odore diverso al racconto che sentiamo. Questo è molto triste. Ognuno è un mondo che gira solo nell'Universo. Ma poi si va un pò oltre e si pensa all'arte, che riesce, pur col limite della percezione personale, a entrare dentro di noi , a sfondare delle barriere e arrivare dritta al cuore ...Anche questo è in relazione col concetto di fiducia. A volte penso a come sarebbe se fossimo telepati, allora non saremmo soli e potremmo fidarci .

La fiducia è, per estensione, la fede religiosa, e si dice che è un dono. Un dono grande, perché chi ha fede non è mai solo .

Ci sarà da lavorarci su questa faccenda della fiducia .

giovedì 10 novembre 2011

TEMPI MORTI.

Quando capita di finire all'ospedale, per se o per gli altri , e non è chiaro quello che ci ha preso , da che malattia siamo affetti, cominciano a farci degli accertamenti , e noi aspettiamo . Completati gli esami magari siamo arrivati  a giovedì e ci dicono che niente negli ospedali inizia il giovedì, perché domani è venerdì e la settimana finisce, tutto si rimanda al lunedì dopo . Noi pensiamo che il male, qualunque sia , non aspetta dentro di noi di far danno , ma ci sono dei tempi di attesa che appaiono necessari, e intanto il male procede e si fanno solo azioni palliative, flebo , antidolorifici , che alleviano ma non risolvono niente . Subiamo questa cosa come un accidente più o meno naturale che accompagna quello più grosso che ci è capitato e ci riempiamo di  nervosismo, senso di impotenza e paura , con la certezza che la situazione peggiora, ma è così e non si può far nulla.
Ci sono dei tempi morti .
Gli stessi tempi morti abbiamo vissuto e stiamo vivendo ora nella nostra infelice situazione politica, solo che qui il monitoraggio , a fini informativi , avviene continuamente , siamo informati minuto  per minuto del valore dello spread , sappiamo che , durante questi tempi morti, la nostra vita di domani peggiora a vista d'occhio , e intanto Ercolino scrive lettere vaghe all'Europa , fa discorsi ottimisti alla popolazione, e ripete che il malato sta bene, non è malato affatto , sta così bene, in salute e in soldi,  da poter andare in vacanza e al ristorante .Ora si sta ritirando e i tempi morti sono morti solo per noi, per lui e i suoi sono ancora tempi attivissimi, in cui si tessono nuove alleanze e si creano legami per tentare di conservare il potere , in fondo sono stati eletti e hanno avuto la maggioranza, che forse si può ricostituire, o perlomeno si può tentare di imporre , in un governo tecnico, il ministro della giustizia che c'era prima, che guardi gli affari privati di Silvio , come hanno fatto tutti finora  ...  sono pericolosissimi i  colpi di coda , le azioni che metteranno in essere , lui e i suoi, per conservare il potere e il denaro che hanno accumulato , unici a crescere in Italia in questi anni. C'è ancora da vederne delle belle . Per questo non mi viene da ballare la rumba come avevo previsto . In una democrazia svuotata , dove ha pasteggiato una flotta di scarafaggi finora lasciando solo scheletri e gusci vuoti , non si può esser allegri. Inoltre ancora ci sono i loro uomini nelle aziende pubbliche e soprattutto alla Rai , e dovrebbero sinceramente andarsene al più presto , almeno da lì. Ieri sera c'era Vespa in prima serata e la faccia di Alfano , eroe commosso . Non voglio sapere il tenore della trasmissione , me l'immagino, fino all'ultimo si continua a giocare ai cortigiani .
Mia figlia  appena laureata sta cercando lavoro, io sto cercando lavoro da parecchio tempo.
In molte famiglie si sta valutando se fare una cura (indispensabile) dal dentista , o andare dall'oculista , o andare da un altro specialista o rimandare proprio tutto . Soldi non ce ne sono per il medico, figuriamoci per il ristorante e le vacanze .Non ce ne sono per pensare di mettere su famiglia , non c'è visione del futuro.

Ma nelle sue televisioni le pubblicità e i salotti animati da parenti ed amiche intime rimandano una irrealtà dove le donne sono tutte belle , tutte vanno dal chirurgo estetico e tutte parlano come nelle fiction americane. L'alluvione esiste solo se fa audience .  Quando sarà finita, e chissà che coda lunga avrà, spero che ci si ricordi e si limiti il suo piccolo mediocre impero televisivo , che gli si tolga per esempio la frequenza di rete 4 ottenuta illecitamente , che spariscano i suoi leccapiedi dalle reti Rai, perché tutta la cosa è iniziata dalle televisioni e potrebbe ricominciare , non siamo mai abbastanza vaccinati ,alcuni non sono vaccinati affatto,   il danno che ci ha prodotto è incommensurabile , non lui solo, insieme ai suoi fidi Cicchitto, Letta , Verdini , e tutti quelli che son già scappati verso l'UDC , ricordiamoci i nomi , delle varie ministre e sottosegretarie, ricordiamoci l'incompetenza  e il danno prodotto e la loro fedeltà assoluta al regime , non votateli più. Facciamo sparire la Garfagna , che non torni neanche in televisione, facciamo sparire la Carlucci , la Brambilla ,  la Gelmini, che se ne tornino nell'anonimato. La mia amica Strega dice che ho una visione chiara , e invece in questi frangenti mi duole riconoscere di avere davvero una visione annebbiata e di sentirmi piena di frustrazione per questi "tempi morti" in cui ancora si gioca col nostro destino , come se fosse una partita a scacchi. La mia amica Maxi mi ha detto tempo fa che noi non soffriamo , abbiamo da mangiare , non ci manca ancora nulla . Le ho dato ragione, ma poi ho pensato ai ragazzi e alle loro vite , e ho capito che non aveva ragione per niente .

lunedì 7 novembre 2011

L'alluvione .

 Io mi ci sono trovata almeno tre volte in mezzo ad una alluvione , a partire dal 1995 o 96.  Il giorno di Ferragosto eravamo andati a mangiare al ristorante. Non lo facciamo quasi mai e quindi la cosa ci rimase nella memoria. Era con noi una mia amica di allora, la Enza , con la sua bambina, la Sara .Quando tornammo a casa  pioveva tanto con tuoni e fulmini, un  classico temporale d'estate . Si era formato un fiume sulla strada e dovevamo guidare piano , perchè il tergicristallo non riusciva a togliere l'acqua dal vetro . Quando ci  arrivammo , a casa,   il temporale era finito , ma la strada di casa non c'era più. Abitavamo in campagna anche allora e la parte ultima della via era una stradina di terra battuta, circa 400 metri,   in pendenza, dove passa una macchina sola. Dove normalmente camminano le ruote l'acqua aveva scavato così tanto che si erano formati due fossi profondi più di mezzo metro, fino alla roccia , se fossimo entrati con l'auto ci saremmo rimasti incastrati. Non sapevamo come fare per arrivare a casa. Alla fine passammo da un'altra parte,  dove di solito non andavamo mai , perché la via passava di fronte alla casa di  quello che , tre  anni prima, ci aveva avvelenato i cani e ce lo aveva anche detto in faccia .Dall'altra parte la strada era in condizioni un pò migliori .  A casa la prima cosa che vidi era che l'acqua aveva portato dalla strada così tanta ghiaia sul prato che l'erba non si vedeva più. Per portarla via ci misi almeno dieci giorni . Poi naturalmente erano smottati dei greppi  e si era modificata la "geografia " del podere , ma visto quello che rende la campagna era un danno minore.

Quella volta vedemmo solo le conseguenze dell'alluvione, perché mentre pioveva non c'eravamo. Da allora è capitato altre volte e gli avvenimenti che si consideravano eccezionali sono diventati frequenti . Una di queste volte mi son ritrovata ad entrare in casa mentre dal  terrazzamento del livello superiore cadeva una cascata d'acqua come un torrente in piena in montagna . Mi bagnai fino oltre alla vita.  Perfino dentro la casa l'acqua aveva cominciato a filtrare alla base del muro esterno e si era formata una pozza. Mi è capitato altre volte di trovarmi in mezzo ad alluvioni,  eventi naturali molto più piccoli di quella di Genova , e mi sono impaurita moltissimo . Non mi va neanche di ricordarmelo .

Nel 1989  il mio babbo aveva comprato il libro che viene edito ogni anno dal Worldwatch Institute  ,  che monitora tuttora la situazione ambientale  e allora prevedeva proprio questi disastri.  . Io già mi interessavo da tanto di queste cose . Avevo il negozio di prodotti biologici e mi capitava di parlare con la gente di questi temi : dicevano che si trattava di previsioni pessimistiche ed esagerate e che  noi verdi portavamo male , come iettatori. Quelli più raffinati sui giornali parlavano di Cassandre ambientaliste . Mi fa male vedere che ora siamo arrivati esattamente dove era stato previsto .Mentre su altre cose , come la sovrappopolazione, limitata alla situazione italiana , le previsioni non si sono avverate , nei mutamenti climatici si verifica tutto ciò che fu previsto  e più velocemente , forse , delle previsioni scientifiche. Evitare questi eventi estremi in Liguria , particolarmente predisposta ai disastri per la sua posizione e per la sua orografia , mi pare estremamente complicato e forse impossibile. Una volta innescato il meccanismo, e ci sono voluti parecchi anni nel corso dei quali avremmo potuto tornare indietro ed evitare tutto questo, la ruota  ha cominciato a girare e fermarla è quasi impossibile. O meglio , richiede uno sforzo e una quantità di energia enormi. Un pò come quando si ha una bomba in mano : se si decide di non  farla esplodere la decisione e l'impegno per portare a termine il proposito sono minimi, mentre rimediare i danni di un'esplosione è proprio un'altra cosa. Ora la bomba è esplosa.

 Genova come molte altre città è stata costruita chiudendo i fiumi sottoterra , limitandoli dentro alvei stretti e artificiali , e ora si sente gridare allo scandalo e cercare i colpevoli .  Ma anche ad Arezzo si è fatto lo stesso . Le campagne sono state abbandonate e nessuno pulisce i boschi , i contadini lavorano con i trattori e non girano con la falce e la zappa come nella mia infanzia, almeno non così tanto.Ma poi chi lo sa più  fare di regimare l'acqua piovana ? Siamo veramente tutti responsabili , e non da ora, da generazioni. L'attacco al sindaco di Genova che la televisione ha illustrato con le immagini mi ha profondamente irritato . E' rabbia stupida che trova semplicemente un capro espiatorio . La colpa di questa donna è di non aver chiuso le scuole. Aveva preso molti altri provvedimenti importanti . Inoltre tutti si aspettano ordini e indicazioni da autorità superiori , dai  meteorologi . Ma certamente  nessuno poteva immaginare quello che è accaduto,  che in solo 17 minuti un corso d'acqua passasse dal livello di un metro a quattro metri, diventando un muro d'acqua che distrugge e porta via tutto . Fa comodo trovare dei responsabili e scaricargli addosso la rabbia, ma è davvero incivile .

Ci siamo abituati ad essere tutelati in ogni azione , in ogni lavoro che compiamo, è possibile trovare  un giudice che ci da ragione se ci facciamo male e chiediamo i danni , c'è sempre un legislatore che mette insieme assurde leggi di tutela della persona, che risultano inapplicabili per la loro complicatezza e stupidità. In contemporanea abbiamo quasi smesso di usare il cervello e anche il corpo è poco efficente, siamo diventati una popolazione di polli d'allevamento , diceva la mia mamma . "Voi? Voi siete polli d'allevamento !" Lo  diceva per significare che non eravamo buoni a niente , avevamo bisogno di tutela , avevamo timore di tutto , secondo lei. E un pò è vero . Si dovrebbe essere capaci di prendere delle scelte , assumersi dei rischi e non rinfacciarli a nessuno . La presenza di Berlusconi, quello che decide tutto lui e "risolve", per modo di dire , è il segno di questa mentalità , di chi vuole essere accudito, che gli dicano esattamente come fare , come muoversi , che decidano per lui , che lo imbocchino e gli puliscano il sederino . Ma questo lo fanno i bambini .
I bambini strepitano contro il sindaco che ha fatto tutto il possibile, ma non ha ordinato di chiudere le scuole. Ma decidilo da te di tenere a casa il tuo figliolo ! E altrimenti lascialo a scuola, meglio che rimanga a scuola , piuttosto che muoia travolto dall'acqua !  E' anche vero che in situazioni come queste è molto probabile che ci siano delle vittime.

L'alluvione ultima ci insegna anche una cosa che negli anni del berlusconismo stavamo dimenticando : che non abbiamo bisogno di grandi opere , ma prima abbiamo bisogno assoluto di conservare bene quello che abbiamo . Lo gridano inascoltati i geologi da tutti i mezzi di informazione . Probabilmente perderemo il patrimonio di terrazzamenti della Liguria . Lo diceva un geologo in questi giorni : pare impossibile conservare tutto questo ora che il suo significato economico è perduto . Facciamo interventi di conservazione, ma più semplici e meno costosi . Invece ci scommetto che perderemo tempo in discussioni su come tenere in piedi  meravigliosi  monumenti di memoria, mentre tutto ci frana sotto i piedi.

venerdì 4 novembre 2011

I primi di novembre.

Novembre, a nominarlo , mi fa venire in mente le illustrazioni del sussidiario della scuola elementare, che era pieno di figure e per questo mese c'era una una bambina con l'impermeabile che camminava  in un tappeto di foglie colorate con l'ombrello aperto, cercava di reggerlo con tutte e due le mani, ma il vento glielo portava via. Poi una piccola filastrocca  in rima, come usava a quei tempi :


La mia casetta 


La mia casetta è piccola,
ma dentro si sta bene!
di fuori il vento ulula,
lo sento, eccolo, viene !...
Il vecchio muro brontola:
"Oh vento, picchi invano!
Son rozzo, ma son solido".
E il vento va lontano.
E pioggia e neve e grandine
colpiscono le mura,
e la casetta impavida:
"Son vecchia, ma sicura!"
Scintilla dolce e tiepida,
nel focolar la fiamma;
il sol sempre l'illumina:
quel sole è la mia mamma!

MI ricordavo solo un pezzettino , ma l'ho ritrovata tutta intera sulla rete . Da l'idea delle serate di novembre di tanti anni fa . Era il mese della pioggia, fine fine, o più massiccia , ma in ogni modo non temporali con fulmini, solo lenta, lunga, costante pioggia, che rendeva le giornate noiose per noi bambini, chiusi in casa . Quando alla fine si poteva uscire si trovava il mondo cambiato, le foglie cadevano dagli alberi perfette e turgide, ma di un altro colore, rosse fiammanti, violacee o gialle, a terra in città si trovavano le castagne d'India e io mi riempivo le tasche. Mi piaceva sentirle in mano lisce, lucide e bitorzolute . Lungo le vie di campagna olive,  bacche colorate, funghi , muschi e ragnatele coperte di goccioline d'acqua. Un giorno di festa  il babbo e la mamma  ci portavano nel bosco, a cercare le castagne , si tornava a casa e si facevano arrostire nel forno, perché il camino, nelle moderne case di città, non ce l'aveva più nessuno.

Questo novembre di adesso,  invece , è solo un'anticamera d'autunno, le foglie cominciano appena ad ingiallire , qui attorno sono ancora in gran parte verdi oppure decisamente marroni. Sono marroni da quando il sole le ha bruciate, ed era ancora agosto.  Le poche querce  che hanno superato indenni l'estate ,  dopo il fuoco della passata stagione  ora se la stanno godendo, non hanno proprio intenzione di cedere all'inverno. Abbiamo bisogno che piova, che questo mese ricostituisca le riserve d'acqua nella terra . E' piovuto, ma alcuni giorni fa ho piantato un melo , e facendo la buca ho visto bene che l'acqua è arrivata a bagnare fino a 20 cm di terreno, sotto è ancora molto secco e duro. Ancora ieri sera , mentre vangavo nel posto dove avevo appena sbarbato via alcune piante secche di pomodori , le zanzare tigre mi ronzavano alle orecchie e mi mordevano le caviglie, nel punto dove le pelle resta scoperta dai calzini.  Zanzare a novembre! Noi di quest'età troviamo delle differenze fra il passato e il presente che ci sconcertano .Ci sconcertano queste cose piccole, questi mutamenti nel microcosmo, come quelli nel macrocosmo, queste storie di presidenti del consiglio, di spread , di grandi alluvioni ..

 Nel pratino davanti alla vasca dei pesci la mattina presto ho trovato qualcosa che luccicava, coperto di rugiada . Erano i corpi, vicini, di due libellule grandi che avevo visto combattersi sopra lo specchio d'acqua. Le ali distese brillavano come pezzetti di specchio.   Anche questo, sul momento, ci ha sconcertati , mio marito ha detto "Come è stato? Chi ha ucciso le libellule?"  Forse i gatti, ho detto io, li avevo visti che tentavano di acchiapparle con dei balzi vicino all'acqua. Forse è semplicemente la stagione, saranno venute a deporre le uova e adesso il loro tempo è finito... E' un novembre caldo e poco piovoso, qui da noi , mentre in Liguria e altrove sono cadute queste "bombe d'acqua " distruttive e spaventose , e il pero continua lento a fiorire come in una tardiva ed estrema primavera... Siamo sconcertati dalla situazione politica che è ormai incommentabile, non da me, almeno, che non sono un'esperta di economia e cerco disperatamente di capirci qualcosa. Berlusconi resta attaccato come una patella al legno alla deriva. La patella :  quella conchiglia a forma di scodella che vive appiccicata alle rocce del mare . Per staccarla ci vuole un coltello appuntito.

Che brutta immagine del nostro paese offriamo! Che tristezza , eppure in questa nazione c'è tanta gente seria, proprio questo buffone dai capelli tinti dovevamo scegliere a rappresentarci !   Ieri sera ho sentito parlare l'ex ministro Bondi . Diceva che ora in una crisi tanto grave l'opposizione deve collaborare e votare i provvedimenti che il Governo sta prendendo . C'è da farsi prendere un accidente dalla rabbia: sono stati anni a fare leggi pro Berlusconi e pro mediaset e ora all'improvviso, obbligati da tutte le possibili istituzioni e Capi di Stato , fanno il solito decreto legge su cui , per sicurezza , metteranno la fiducia. Non è il modo di governare ! Non si pone la fiducia continuamente su qualunque cosa, così il Parlamento non serve più a niente, potrebbe tranquillamente non esserci. Infatti è diventata in pratica una dittatura, scalcinata e ridicola, ma il potere sta nelle mani di 4 gatti spelacchiati , il capogatto va tutti i giorni a farsi i ritocchi al pelo rossiccio. Siccome però il gioco messo in piedi pagando qua e là i vari responsabili (ghigno amaro!) si sgretola, ora vogliono che sia l'opposizione a tenerli su. La mia figliola a volte dice : "Sì . E anche una fettina di culo ?" Probabilmente l'accetterebbero volentieri . Di culo invece ci vuole la faccia , per reclamare come proprio il senso di responsabilità che pare comparire solo ora che si va dritti in malora.  Chissà se quelli che l'han votato hanno imparato la lezione . Che non è finita , sta lezione, si prolunga in modo estenuante e pericolosissimo .

Questo il post di oggi di ERREBI , bellissimo .