venerdì 4 novembre 2011

I primi di novembre.

Novembre, a nominarlo , mi fa venire in mente le illustrazioni del sussidiario della scuola elementare, che era pieno di figure e per questo mese c'era una una bambina con l'impermeabile che camminava  in un tappeto di foglie colorate con l'ombrello aperto, cercava di reggerlo con tutte e due le mani, ma il vento glielo portava via. Poi una piccola filastrocca  in rima, come usava a quei tempi :


La mia casetta 


La mia casetta è piccola,
ma dentro si sta bene!
di fuori il vento ulula,
lo sento, eccolo, viene !...
Il vecchio muro brontola:
"Oh vento, picchi invano!
Son rozzo, ma son solido".
E il vento va lontano.
E pioggia e neve e grandine
colpiscono le mura,
e la casetta impavida:
"Son vecchia, ma sicura!"
Scintilla dolce e tiepida,
nel focolar la fiamma;
il sol sempre l'illumina:
quel sole è la mia mamma!

MI ricordavo solo un pezzettino , ma l'ho ritrovata tutta intera sulla rete . Da l'idea delle serate di novembre di tanti anni fa . Era il mese della pioggia, fine fine, o più massiccia , ma in ogni modo non temporali con fulmini, solo lenta, lunga, costante pioggia, che rendeva le giornate noiose per noi bambini, chiusi in casa . Quando alla fine si poteva uscire si trovava il mondo cambiato, le foglie cadevano dagli alberi perfette e turgide, ma di un altro colore, rosse fiammanti, violacee o gialle, a terra in città si trovavano le castagne d'India e io mi riempivo le tasche. Mi piaceva sentirle in mano lisce, lucide e bitorzolute . Lungo le vie di campagna olive,  bacche colorate, funghi , muschi e ragnatele coperte di goccioline d'acqua. Un giorno di festa  il babbo e la mamma  ci portavano nel bosco, a cercare le castagne , si tornava a casa e si facevano arrostire nel forno, perché il camino, nelle moderne case di città, non ce l'aveva più nessuno.

Questo novembre di adesso,  invece , è solo un'anticamera d'autunno, le foglie cominciano appena ad ingiallire , qui attorno sono ancora in gran parte verdi oppure decisamente marroni. Sono marroni da quando il sole le ha bruciate, ed era ancora agosto.  Le poche querce  che hanno superato indenni l'estate ,  dopo il fuoco della passata stagione  ora se la stanno godendo, non hanno proprio intenzione di cedere all'inverno. Abbiamo bisogno che piova, che questo mese ricostituisca le riserve d'acqua nella terra . E' piovuto, ma alcuni giorni fa ho piantato un melo , e facendo la buca ho visto bene che l'acqua è arrivata a bagnare fino a 20 cm di terreno, sotto è ancora molto secco e duro. Ancora ieri sera , mentre vangavo nel posto dove avevo appena sbarbato via alcune piante secche di pomodori , le zanzare tigre mi ronzavano alle orecchie e mi mordevano le caviglie, nel punto dove le pelle resta scoperta dai calzini.  Zanzare a novembre! Noi di quest'età troviamo delle differenze fra il passato e il presente che ci sconcertano .Ci sconcertano queste cose piccole, questi mutamenti nel microcosmo, come quelli nel macrocosmo, queste storie di presidenti del consiglio, di spread , di grandi alluvioni ..

 Nel pratino davanti alla vasca dei pesci la mattina presto ho trovato qualcosa che luccicava, coperto di rugiada . Erano i corpi, vicini, di due libellule grandi che avevo visto combattersi sopra lo specchio d'acqua. Le ali distese brillavano come pezzetti di specchio.   Anche questo, sul momento, ci ha sconcertati , mio marito ha detto "Come è stato? Chi ha ucciso le libellule?"  Forse i gatti, ho detto io, li avevo visti che tentavano di acchiapparle con dei balzi vicino all'acqua. Forse è semplicemente la stagione, saranno venute a deporre le uova e adesso il loro tempo è finito... E' un novembre caldo e poco piovoso, qui da noi , mentre in Liguria e altrove sono cadute queste "bombe d'acqua " distruttive e spaventose , e il pero continua lento a fiorire come in una tardiva ed estrema primavera... Siamo sconcertati dalla situazione politica che è ormai incommentabile, non da me, almeno, che non sono un'esperta di economia e cerco disperatamente di capirci qualcosa. Berlusconi resta attaccato come una patella al legno alla deriva. La patella :  quella conchiglia a forma di scodella che vive appiccicata alle rocce del mare . Per staccarla ci vuole un coltello appuntito.

Che brutta immagine del nostro paese offriamo! Che tristezza , eppure in questa nazione c'è tanta gente seria, proprio questo buffone dai capelli tinti dovevamo scegliere a rappresentarci !   Ieri sera ho sentito parlare l'ex ministro Bondi . Diceva che ora in una crisi tanto grave l'opposizione deve collaborare e votare i provvedimenti che il Governo sta prendendo . C'è da farsi prendere un accidente dalla rabbia: sono stati anni a fare leggi pro Berlusconi e pro mediaset e ora all'improvviso, obbligati da tutte le possibili istituzioni e Capi di Stato , fanno il solito decreto legge su cui , per sicurezza , metteranno la fiducia. Non è il modo di governare ! Non si pone la fiducia continuamente su qualunque cosa, così il Parlamento non serve più a niente, potrebbe tranquillamente non esserci. Infatti è diventata in pratica una dittatura, scalcinata e ridicola, ma il potere sta nelle mani di 4 gatti spelacchiati , il capogatto va tutti i giorni a farsi i ritocchi al pelo rossiccio. Siccome però il gioco messo in piedi pagando qua e là i vari responsabili (ghigno amaro!) si sgretola, ora vogliono che sia l'opposizione a tenerli su. La mia figliola a volte dice : "Sì . E anche una fettina di culo ?" Probabilmente l'accetterebbero volentieri . Di culo invece ci vuole la faccia , per reclamare come proprio il senso di responsabilità che pare comparire solo ora che si va dritti in malora.  Chissà se quelli che l'han votato hanno imparato la lezione . Che non è finita , sta lezione, si prolunga in modo estenuante e pericolosissimo .

Questo il post di oggi di ERREBI , bellissimo .

6 commenti:

  1. Hai ragione. Anch'io percepisco le differenze tra il mio passato e il mio presente. Quelle che citi tu e anche quelle dei rapporti interpersonali così profondamente mutati. Ma è il divenire delle cose, anche se questo mi mette un po' di malinconia.
    Come quelle deliziose filastrocche che si imparavano da bambini, che davano allegria nel recitarle e nell'ascoltarle e che ora sono andate perdute.

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  2. Sono proprio delle facce di gomma! Patetiche facce di gomma.

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  3. Ciao Vitamina, non so se ci andrò anch'io...che per quest'anno avrei già dato...ma forse questa marcia potrebbe interessarti?

    http://internationalnonviolentmarch.blogspot.com/

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  4. Ormai- spero- con questo governo siamo alla fine.Ogni cambiamento purchè ci sia va bene.

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Che emozione quella filastrocca ... Sai che l' ho studiatta anch'io? Ho sempre amato l'autunno ...

    Carissima, questo post è stupendo; è fatto di pennellate di luce dai toni contrastanti: natura e politica, temi diversi, ma con un denominatore comune:dissonanti rispetto al passato; come hai ragione ...

    Rileggendo penso alle modalità pittoriche del Caravaggio; complimenti e grazie!

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