sabato 30 aprile 2011

IRIS.

Color ghiaccio, un bianco con sciolto un goccino di blu-viola, con barba arancio.
La vecchia signora.














Notare le barbe che si alzano.




lunedì 25 aprile 2011

IL LUNEDI' DELL'ANGELO.

Lunedì di Pasqua . Il Lunedì dell'Angelo . Come mi piace il racconto del Vangelo, delle donne affrante, ormai passata la tempesta del Calvario e della morte del Cristo, che si avviano rassegnate al sepolcro, con unguenti e balsami per il corpo di Gesù. Ma si spaventano nel vedere il masso che chiudeva la tomba spostato e il sepolcro vuoto!
C'è un Angelo che gli si fa incontro e dice di non aver paura, che come aveva detto è risorto, guardate, non c'è più nulla nella tomba, andate e dite ai suoi discepoli che lo vedranno, si farà trovare. Dalla paura alla felicità in un attimo!

In effetti il Cristianesimo è tutto qui. Molti Santi Uomini hanno vissuto sulla Terra ed hanno lasciato messaggi di salvezza, ma il cristianesimo si fonda sulla fede nella Resurrezione, sulla vittoria sulla Morte. Il Cristianesimo è talmente ricco di contenuti importantissimi che si fa fatica a riconoscere i fondamenti, io almeno l'ho capito tardi che la sintesi di tutto e la cellula originale da cui tutto parte è la Resurrezione. Nonostante questo la storia di questa religione è piena di immagini di morte, la Croce è un simbolo ricorrente, che ci ha fatto discutere tanto quando volevano toglierla dalle scuole, e perfino io l'ho difesa, la piccola croce che vedevo appesa in ogni aula scolastica, ogni ufficio, ogni camera da letto. Perfino in camera dei miei, anticlericali e laici, c'era una croce grande, in legno, scolpita da un'artigiano artista di Sansepolcro.  Quanta morte impartita agli infedeli nel nome di Cristo, quasi come un sacramento, nel corso della storia!

C'è un film , "The body" ,"il Corpo", che racconta di un prete cattolico, chiamato in Israele, a Gerusalemme, perché  è stato ritrovato in una tomba antica  un corpo, ormai solo uno scheletro, che, per vari motivi, potrebbe essere il corpo di Cristo. Sta a lui, al prete, verificare. Il compito è terribile, se davvero quello fosse il corpo di Gesù, crollerebbe tutta l'immensa struttura della Chiesa Cattolica, costruita e stratificata nei secoli, che ha come fondamento la Resurrezione. Se quello fosse il corpo di Cristo, Cristo sarebbe solo un uomo buono e illuminato che è morto ucciso dai potenti della sua epoca, alla cui morte si possono dare mille significati, ma non quello fondante di questa  religione.  Nel film il prete è Antonio Banderas, in un ruolo inconsueto, che mostra il tormento di un uomo che ha fatto della fede nella Resurrezione l'asse portante della sua vita, ed ora  viene inviato da ecclesiastici burocrati interessati solo al Potere a dirimere una questione che rischia di annientarlo. Preti senza fede che mandano un uomo santo a risolvere per loro, a togliere la patata bollente dal fuoco. Sperano che, per non essere annientato egli stesso, alla fine, se scoprisse che quello è il corpo di Gesù, metterebbe tutto a tacere. Da vedere anche questo film.

La Croce come passaggio, sì, ma poi la vita, rinnovata, consapevole, lieta. Che bella notizia porta il messaggero! Non un angelo con le ali d'uccello e le vesti bianche, come nei nostri libri di scuola delle elementari, ma un "Anghelos", questo definisce la creatura di spirito, la funzione di portare messaggi di DIO. Il verbo "anghéllo" in greco, è annunciare. Il lunedì dell'Angelo apre una porta su una vita nuova, da ora in poi le cose sono compiute e, dice Gesù alla fine di uno dei Vangeli , "non temete, sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del Mondo ". Ho imparato nelle comunità neocatecumenali a leggere il Vangelo come un libro Sacro che ha un messaggio per me, ogni giorno, se voglio e se posso, in ogni modo se chiedo. Sono uscita con molta critica da quelle comunità, ma questa cosa me l'hanno regalata. E ancora prima, nella mia adolescenza, Gesù lo sentivo con me, fino alla fine della mia vita, lasciando da parte tutti i riti e le sovrastrutture, tutte le etichette e le vesti ricamate dei sacerdoti.


Io non credo di poter più dire di essere cattolica, non so neppure se posso dire di essere cristiana, con tutti i "messaggi", tutti gli annunci nuovi, del Buddhismo in particolare, ma anche non religiosi. Con l'occhio della storia su tutti i misfatti della Chiesa, e ultimamente, sulle miserie dei sacerdoti. Con tutte le domande della scienza, o semplicemente, della vita, come per esempio se è giusto, ad un certo punto, quando per mille motivi non ci si fa più, andarsene prima che sia giunto il nostro tempo finale.
Mi pare che invece di certezze ho accumulato domande sempre più grandi, ma forse gambe più forti per guardare, in piedi, queste domande in faccia senza troppa paura.

sabato 23 aprile 2011

Pensieri di Pasqua .

E' la notte di Pasqua ed io mi sento vuota , come una canna con il vento che ci soffia dentro , ma è un vento muto. Non mi sento infelice,  dopo che abbiamo finito di bruciare le frasche di olivo , Mauro è riuscito a togliere l'erba , sempre lei , dai campi col trattore ,prima che diventi troppo alta  e io ho rimesso a posto il giardino per l'ennesima volta. Ora che si arriva pian piano al culmine della bellezza per questo giardino e per quest'anno provo un senso di appagamento e pace. Però mi sento vuota , senza pensieri ,e soprattutto senza pensieri di Pasqua . Dopo cena , stanchissimi , ci sediamo per vedere un film, il "Terzo miracolo", e i pensieri arrivano . Bello quando un film ti fa venire dei pensieri . Senza raccontare la catena  che mi ha riportato indietro  mi sono ritrovata  nel mio negozio , in uno degli ultimi anni .

Aveva cominciato a venire una bella signora ,  molto semplice, anche nel modo di parlare, avrei detto ingenua, una donna di campagna.
Sorrideva tanto, parlava con dolcezza e faceva una spesa abbastanza grossa . Le chiesi perchè faceva una spesa così grossa, mi sentivo sempre stupidamente in colpa, i prezzi da noi per forza erano più alti e pensavo che alcuni facessero fatica a comprare le nostre cose , anche se in tanti anni non ci eravamo mai fatte lo stipendio . Mi rispose , sempre sorridendo , che un medico gliel'aveva consigliato e che comprava queste cose volentieri , ci si trovava bene. Si affidava ed era  priva di malizia. Le ragalavo sempre qualcosa.
Veniva da noi ogni tanto , forse ogni due mesi , accompagnata da un bel ragazzo sui trent'anni , che era suo figlio , e anche il figlio era gentile, con me e con la madre. Quella donna mi piaceva e le sue visite mi lasciavano un senso di gioia sommessa. Una volta venne un'altra persona  sempre dalla stessa zona , la Valtiberina . Le dissi di quell'altra signora , se la conosceva e lei disse di sì , che era nota , perchè era una specie di santa . Ero incredula e le chiesi se aveva capito bene, forse scambiava questa signora per un'altra , le diedi qualche altra indicazione. Insisteva, era lei , e la gente andava a casa sua per essere benedetta , toccata , forse guarita. Quando quella persona se ne andò rimasi a pensare , c'era qualcosa che non mi tornava in quella storia, che mi aspettavo da una santa ? Che fosse furba, o colta , o molto intelligente ? Si fece strada l'idea che una grande anima può stare dentro una persona semplice , che non ha studiato , che non parla neanche benissimo italiano . Ero proprio stupita da quella scoperta. La sintonia col divino è quella di Lourdes, Fatima , Medjugorie , bambini che cadono in estasi , donne semplici che sorridono a tutti.
Non mi fraintendete, non piacciono neanche a me i commerci che nascono su queste cose , le varie speculazioni. Io parlo del succo della cosa , della relazione fra il singolo e il suo Dio.

La storia del film di stasera  parlava di un prete , di una madonna che piange sangue e di una donna che fa miracoli . Il Prete viene chiamato ad esaminare il fenomeno e la presunta santità della donna , un prete colto e combattivo , che vuole a tutti  i costi vincere la causa, come un avvocato . C'è qualcosa che non va , mi dicevo mentre guardavo il film, non risponderebbe così un sant'uomo, ma come risponderebbe , mi chiedevo?
Poi ho ricordato . Sia fatta la volontà di Dio .
Cosa non mi piace della Chiesa ? Che si arrocca in posizioni indifendibili, che condanna , che giudica . Che si nasconde dietro la dottrina, che si avvale della retorica , che si giustifica . Questo lo fa chi ha paura, chi  non ha fede , chi non si affida . Il rapporto con Dio è molto personale e privatissimo , ha tanti risvolti pubblici, di impegno sociale , civile, ecologico , di giustizia , ma il suo nucleo , per chi lo vive , è nel cuore di ognuno . Ricordo una sera che eravamo appena arrivati a Spello , e ci accolse proprio Fratel Carlo Carretto in una piccola chiesa . Avevo 17 anni. Dovevamo restare là una settimana e dividere le giornare fra il lavoro nei campi la mattina e la sera , la preghiera. Lui ci raccontò delle cose sull'atteggiamento da tenere nella preghiera e poi disse che poco prima c'era un giovane in quella stessa Chiesa, che si era raccolto in preghiera e subito lo Spirito era sceso su di lui . Mi vennero i brividi . Il rapporto con Dio è misterioso e chi lo vive fa venire i brividi, testimonia una tensione interiore e una fiducia totale che niente hanno a che vedere con le recite dei Rosari , con la partecipazione ai rituali vuoti . Il rituale si riempie di senso quando c'è questo affidamento , questo rapporto amoroso e fiducioso . Questo ho in mente da un  pò di tempo e  mi pare un bel pensiero di Pasqua.

venerdì 22 aprile 2011

Foto pasquali .

Holly e il suo umano, Mauro.
Un'altra foto un pochino bruciata , ma migliorerò , lo prometto.
Phlomis , Lunaria e Lonicera fragrantissima in veste di primavera .
Ajuga Reptans " Burgundy Glow".
Sembro un cane feroce.
 Ma mi sto solo rilassando con il mio osso.

 Sono una brava ragazza e vi auguro Buona Pasqua!

Venerdì Santo, giornata della Terra .

Venerdì Santo e giornata della Terra, che accoppiata , quest'oggi! Forse vuol dire che gli stiamo facendo passare una vera Passione , a questo pianeta.
Di fronte a qualsiasi catastrofe ambientale c'è un atteggiamento diffuso, che vedevo negli anni che avevo il negozio , e mi serviva vedere perchè negli altri vedevo me stessa. L'atteggiamento di chi pensa " Che fortuna, non è capitato a me !"  "Anche questa volta ce l'ho fatta!" O peggio "A me non capita perchè sono più bravo!"
Ecco, su questo si può dire che siamo smentiti, perchè le conseguenze dei disastri ricadono a pioggia su tutti, una persona del WWF italiano, diceva in un'intervista in questi giorni che parte degli idrocarburi riversati in mare l'anno scorso nel golfo del Messico sono ora in atmosfera, ne avremo anche noi la nostra parte. C'è da dire che queste cose , al contrario della politica in Italia , sono veramente democratiche , seguono criteri di giustizia distributiva. Così come il disastro di Fukushima , l'acqua dell'oceano , una quantità davvero enorme di acqua , presenta un contenuto di radioattività  20000 volte superiore al normale , cosa significherà per tutte le creature che ci vivono, che forse non se ne accorgono e non possono scappare dal mare ?

La speranza di questi giorni è tutta in questo nuovo tipodi energia "Piezo nucleare" o dalla "Fusione fredda", ce l'avete presente quel film , Ritorno al futuro , in cui lo scienziato apriva il cofano dell'auto, modificata per viaggiare nel tempo , e metteva dentro della spazzatura come combustibile ? Forse ci siamo . L'uomo è una bestia sorprendente , con un piede nell'istinto , neanche mediato dai meccanismi degli animali, perchè è ormai troppo culturale, come animale.
L'altro piede ce l'ha in un posto dove la razionalità, mista alla fantasia , mista alla compassione, comandano e illuminano la strada , e lì è capace di cose grandissime. Forse si tratta solo di armonizzare i due aspetti.

Ricordo una mattina di Pasqua di molti anni fa, avevo 23 anni . A quell'epoca frequentavo le comunità neocatecumenali , avevamo fatto un digiuno di tre giorni  , la veglia della notte di Pasqua e poi avevamo mangiato tutti insieme cose preparate da ognuno di noi . Usciti dalla Chiesa all'alba , un'alba molto bella , stavamo facendo il giro per accompagnare a casa i vari componenti del gruppo e camminavamo accanto alla recinzione di un parco pubblico da poco realizzato e ancora chiuso. Nella luce dell'alba di primavera , appena fresca , i piccoli alberi da poco piantati emettevano le foglie nuove ed avevano un aspetto di bosco elfico, interdetto agli umani , che ci commuoveva perchè da poco avevamo letto "Il Signore degli anelli". Il digiuno, la stanchezza , la partecipazione alla Messa di Pasqua, tutto creava uno stato d'animo sognante e partecipe, appena un pò alterato. Dentro il recinto. al sicuro. era chiuso il magico bosco di Lorien e noi non potevamo , e non  volevamo, toccarlo.

Il nostro passaggio sulla Terra è misterioso , ci si arrabatta tanto , e si compiono riti, come quelli Pasquali , ma nessuno sa davvero il senso della creazione, o non-creazione, in cui ci si trova scaraventati con una razionalità a volte inutile, che si arrende.

mercoledì 20 aprile 2011

20 aprile.

A primavera c'è tantissimo da fare , per esempio bruciare le frasche potate di olivo, dopo aver ripulito la legna che si può ricavare per la stufa e la griglia , e alla fine della giornata siamo stanchi morti e verniciati di terra , sudore e fumo . C'è da diserbare in giardino , ERBA , la sogno anche di notte e di giorno ci combatto con la zappa, la vanga e le mani .Ci sono anche molte altre cose , ma ve le racconterò via via che le faccio.
Quello degli olivi è un lavoro in funzione dell'olio; quello del giardino è lavoro "gratis" , nel senso che non te lo paga nessuno , non ci ricavi niente , ma che bellezza tornare a casa e trovarsi in un Paradisino a cielo aperto !

Anni fa, per andare al ristorante a lavorare ,  passavo da una stradina del centro storico di quelle chiuse da mura alte, dove ogni tanto, da un cancello o dalla fessura nel legno stagionato di una porta, occhieggi l'angolo di una corte o di una giardino cittadino : molto bello, mi ricorda la strada dove sono nata. Avevano da poco ristrutturato con garbo una casa con l'orto e sulla porta avevano scritto i nomi dei nuovi proprietari e poi il nome dato da loro alla casa : "Il Paradisino". Auguro loro che sia rimasto un Paradiso in tutto ,negli anni .

Invece , a proposito del contrario del Paradiso , ieri sera, mentre scorrevo i blog degli altri, sentivo la voce di Maurizio Lupi alla televisione , che proclamava le regole della democrazia : un popolo ci ha eletti e per cinque anni dobbiamo governare , siamo legittimati a farlo!! Tuonava .
Ma non si accorgono che non son più legittimati a far niente? Che si sono giocati ogni possibilità di essere legittimi , ormai solo la forma vuota è rimasta ed è una vera dittatura che si è instaurata . Vi invito a leggere il blog di Giulia e quello di Sari , su questi argomenti . Aprono bocca e si delegittimano da soli , solo che gran parte del pubblico , considerando l'elettorato= pubblico televisivo, perchè tutta la manovra è passata da lì , o è pagata , quindi felice , ed ha scambiato la propria libertà con denaro, poco o tanto che sia , o è rincitrullita dalla televisione e dalle numerose forme di dipendenza che l'era berlusconiana ha diffuso.

Basta , torno al mio piccolo spazio di libertà : le peonie gialle sono per Grazia !
Alcuni scorci del giardino si stanno già trasformando , le lunarie violette hanno colonizzato tanti spazi al'ombra e al sole , la colonia di tulipani quasi insevatichiti mi piace per la trasparenza della luce .
Un pò di glicine , pioggia lilla , come tutti in questi giorni .Quest'anno la primavera è asciutta, mi ripeto, ma questo vuol dire, per esempio , che la fioritura del glicine è particolarmente leggera ed evanescente , non come certe fioriture grasse e prosperose di pianura, con i grappoloni pieni di fiori . Questo glicine, poi, fiorisce in assenza delle foglie , che spuntano mentre i fiori appassiscono .
E' proprio l'individuo che si comporta così .
La foto seguente è il primo fiore di ninfea dell'anno , la ninfea Mayla.
Non sono contenta delle foto che faccio , ma devo accontentarmi , le alternative sono 1) chiedere a Delia e Tiziana di venire dalla Sardegna a fare le foto 2) aspettare che mia figlia fotografa torni a casa . La seconda mi pare più praticabile.
Qui trovate un post dello scorso anno , sulla primavera precedente a questa , molto bagnata ed esplosiva , post con cui , visto che l'ho scritto io, sono ancora completamente d'accordo. Domani sarà il giovedì di Pasqua , quello dell'ultima cena e della lavanda dei piedi . Per il momento vi auguro che sia un tempo di raccoglimento e di pace , che se non la coltiviamo dentro di noi , nelle nostre vite , non c'è verso di realizzarla per tutti .

martedì 19 aprile 2011

Iris , ultimi epimedium e pansè.

Finalmente un pò di foto ! Gli epimedium li dedico alle mie amiche Delia e Tiziana .
Le iris color cipria sono una varietà nana , da primo piano .
Le pansè , sono solo  pansè, ma che bei colori!

Voce di Vento.

Oggi vorrei solo far posto al blog di Sari "Voce di vento" che riporta il brano di un discorso di Piero Calamandrei , grazie Sari.Questo il link.

lunedì 18 aprile 2011

Primavera con merlo, frassino e abete bianco.

Avevo preparato questo post e volevo metterci delle foto, ma per ora non è possibile, quindi: senza foto, pensieri e parole sulla primavera. Chi legge dovrà molto immaginare.

Primavera: prima fredda, poi moolto calda, ora di nuovo fredda, abbastanza asciutta, almeno qui, perché non sta piovendo abbastanza per sostenere le fioriture e la nuova vegetazione. Sempre bellissima, per i fiori, ma anche per le foglie.

Le foglie, a primavera, hanno l'aspetto e il colore delle cose nuove. Vengono dalla fabbrica direttamente, come i neonati dell'uomo e degli animali; sono buffi, tutti, i neonati e le gemme che si aprono. Buffi e fragili, pieni di forza e indifesi, portatori di un progetto che in un attimo può essere annullato.
Guardavo le gemme di un piccolo frassino: sembravano musi di cammello, pelose e di un colore simile. Questo frassino (fraxinus excelsior ) viene dal mio primo giardino e me lo sono portato dietro, in vaso, per almeno sei anni, ad un certo punto un rodilegno gli ha fatto seccare il ramo principale e lui è diventato come un bonsai, poi ha raddrizzato uno dei rami laterali ed è ripartito, sempre in vaso. Qualche anno fa l'ho messo in terra. Se un albero è stato tanto in vaso ha radici adattate al vaso e ci mette tanto tempo per ricominciare a pensarsi albero, libero nella terra. 
Lui ricomincia ora, dopo due anni almeno dalla sua definitiva piantagione. Ora ha aperto le gemme e le foglie nuove sono lucide, grandi, composte e di un verde rossastro, come quelle del noce. Questo alternarsi di verdi sfumati lo fa solo la primavera, perchè anche l'autunno porta molti bei fiori, ma i suoi verdi sono più stabili, di vegetazione invecchiata, passata in mezzo alle arsure estive e declinante verso toni appassiti.


Questa primavera ci ha portato in regalo il merlo. C'era stato in altri giardini, ma qui mai, e il nostro vicino mi ha confermato che i merli hanno avuto delle avversità nell'ultimo decennio, e solo ora tornano ad aumentare di numero e a ripopolare la campagna. Merli ce n'erano in città, nel giardino condominiale dei miei suoceri, senza nessuna paura ti svolazzavano accanto. Ora ne abbiamo uno anche noi, spero sia tanto furbo da non farsi prendere dai gatti . Canta che è una meraviglia con un fischio modulato più basso, seguito da una serie di cinguettii, gli fischio imitandolo e mi risponde. Per ora va a cantare sul punto più alto in assoluto, il rametto di cima del grande abete.

L'abete non è che un albero di Natale, piantato piccolo da chi ha abitato la casa qualche anno prima di noi su un cumulo di macerie lasciate dai muratori. Non un abete qualunque, ma un bel "abies alba", un abete bianco, che mi piace moltissimo. Per lui costruii un muretto di pietre grandi e cemento, ma è diventato tanto alto e grande che l'ha spaccato. Il giardino è abitato da creature vive, che continuamente lo cambiano, soprattutto in uno spazio piccolo e terrazzato come questo.


Adesso l'abete è protagonista della  parte di fondo del giardino, insieme alla rosa Banksiae e quando vado a lavorare con la vanga il terreno trovo le sue radici rossastre, fragili e intelligenti, che percorrono ed esplorano lo spazio anche lontano dai limiti della sua chioma. Nei libri di biodinamica si dice che l'albero è come un essere umano rivoltato: la parte che sta sotto terra, le radici, sia grosse e legnose che tenere e capillari, sono equivalenti alla testa dell'uomo. I fiori sono l'apparato sessuale, le foglie sono i polmoni e gli organi di ricambio. Mi pareva una descrizione macchinosa e un pò falsa, ma poi , su Gardenia, trovai il risultato di alcune ricerche che dicevano che le radici hanno in cima degli organi di senso per esplorare il terreno.
( Insomma questo Steiner era un pò strambo , una volta disse che nel corso di questa vita alcune cose non era riuscito a farle, ma avrebbe rimediato nella prossima, dando per scontato che sarebbe rinato, però le cose che ha scritto piano piano si verificano tutte. )

Da allora ho guardato le radici con occhi nuovi e quelle dell'abete sono proprio così, in cima sono scoperte, hanno tessuto vivo, più chiaro e rosato, come piccole dita, che cercano, cieche  ma sensibili, di capire che succede intorno a loro; doverle tagliare con la vanga è sicuramente fare un dispetto all'abete, ma qualche volta devo farlo. Si aprono anche le gemme dell'abete, oggi le guardavo, quelle dei rami più bassi, le uniche ormai accessibili per me, sono piccole e vestite di un "cellofan" trasparente, quando c'è abbastanza forza nei piccoli aghi nuovi essi forzano e rompono l'involucro.
L'abete è diventato più alto del colmo del tetto  e forse fra un pò dovremo tagliarlo, perchè è una pianta con radici superficiali che con venti forti rischia di cadere addosso alla casa. Non si piantano giganti in piccoli giardini, ma non l'ho piantato io e lo taglierò solo se costretta.


Insomma: devo lavorare, ma starei tutto il giorno a guardare che succede e imparerei comunque un sacco di cose. Anche questa è vita, interessante, silenziosa, oppure che si esprime con suoni e canti non invasivi, lavora con impegno, anche in inverno quando sembra che dorma, ed ora, che tutto esce e si fa vedere.

sabato 16 aprile 2011

Low energy.

Low energy, questo il titolo di una trasmissione su Rai News condotta stasera , 16 aprile 2011, ore 21,30 circa , da Maurizio Torrealta . Sono piuttosto emozionata e ora provo a spiegare il perchè . Pensiamo all'incidente nella centrale nucleare di Fukushima, pensiamo al referendum che ci attende prossimamente sull'energia nucleare : forse qualcuno lo sa già, in realtà credo siano molti a saperlo, che tutto questo potrebbe essere fra poco tempo un orribile ricordo, perchè c'è già un'alternativa al nucleare. Ho seguito in questi mesi il blog "Ventidue passi d'amore e dintorni", che segue a sua volta la vicenda di un inventore italiano, Andrea Rossi, che si è inventato una macchina, "Energy catalizer" che produce energia con un processo che non è tutto rivelato, perchè ne stanno chiedendo il brevetto. Si sono già accordati con un'azienda greca per produrre queste macchine in serie ed iniziare a venderle alle industrie .

Stasera invece alcuni fisici che lavorano in Italia , Emilio Del giudice , Carpinteri del Politecnico di Torino , un fisico indiano molto simpatico di cui ho fatto in tempo ad afferrare solo il nome di battesimo , Yogendra,  ed un altro fisico sperimentale, hanno spiegato molte cose sulle reazioni "piezo nucleari"  cioè trasmutazioni degli elementi che avvengono in particolari condizioni di pressione. Piezo, dal greco, significa pressione, e io non lo sapevo. Dunque, come spiegarvi? Intanto il Prof. Carpinteri ha parlato della Terra, il nostro pianeta, che in una fase della sua vita era molto ricco di ferro, poi in seguito ad un periodo di forte attività sismica, il ferro è diminuito  a favore dell'alluminio, cioè il ferro perduto era compensato da un aumento altrettanto grande dell'alluminio.
Questo, si scopre ora, a causa di queste reazioni nucleari che hanno trasformato un elemento più pesante , dividendone il nucleo, in un altro elemento più leggero, con conseguente emissione di energia .Reazioni che avvengono nelle zone dove sono presenti le faglie, a causa delle forti pressioni a cui le rocce sono sottoposte.  Questi fenomeni sono dunque già presenti in natura, ed ora i fisici provano a seguire la strada della natura, più soft, invece di quella della fissione (nucleare) o fusione ad altissime temperature (osservata nello studio dei processi che avvengono nel nostro Sole ). Riesco a raccontarvi molto poco, sono argomenti non familiari, ma molto interessanti , e quindi qualcosa, anche nel buio della mia ignoranza, riesco ad acchiappare.

Il prof. Del Giudice ha prospettato la visione di macchine casalinghe che producono energia nelle case, addirittura ogni rubinetto potrebbe avere il suo "riscaldatore", quindi  verrebbero eliminate tutte le grandi e pericolose centrali, a favore di una energia a basso costo, diffusa in modo capillare , non pericolosa, priva di scorie, e , poichè prodotta dove viene usata, senza sprechi e dispersioni . Sapete la storia della fine del mondo nel 2012 , che poi non sarebbe una fine, ma un inizio di un'età dell'oro? A parte il fatto che non ci credo, avendo già sperimentato alcune fini profetizzate e mai avvenute, questa sera , preparata dalle notizie che già conoscevo, ho sentito che siamo ad una svolta molto importante, che potrebbe renderci liberi da molte schiavitù, se lo volessimo. Anni fa parlarono di una cosa del genere a Report, anche allora gli studiosi dissero che i loro studi venivano boicottati perchè ci sono grandi interessi intorno alla produzione di energia . Ora molti fisici hanno condotto esperimenti diversi, ma che convergono tutti nella stessa direzione .Sono tutti esperimenti "impossibili" , cioè non spiegabili con le teorie finora elaborate , e tuttavia una teoria c'è già per cominciare a studiare più a fondo cosa avviene nelle nuove macchine e nel corso delle sperimentazioni. Il prof. Del Giudice ha fatto alcune osservazioni importanti sul modo di affrontare i problemi, sulla necessità di usare un altro metodo di approccio , considerazioni più filosofiche che scientifiche.  Daniele ( Ventidue passi ) riporta nel blog molte interviste e scritti su questi argomenti ed è utile visitarlo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/29/energia-sostenibile-senza-aria-fritta/100774/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/11/energia-chi-cucina-aria-fritta/103586/

Questi sopra gli indirizzi di un paio di articoli sul problema delle energie comparsi sul Fatto Quotidiano e suggeriti da Franz , (Franz Blog 2) , a tutti suggerisco di cercare su Internet la trasmissione di stasera di Rai News , sotto il nome di Low Energy.  Evviva!

TANTI PENSIERI E RICORDI SUL CIBO.

Cibo.
 Quando si parla di cibo si deve per forza cominciare dal principio, e quando dico principio dico da molto lontano e molto in profondità, come si mangiava nella casa dove siamo nati, e prima ancora, come e quanto mangiavamo il primo cibo, il latte materno, il "nenne", come diciamo qui in Toscana. 
Neonati svogliati, neonati voraci, neonati metodici, che neonati  siamo stati ? E quanto, dell'attitudine al mangiare, dipendeva da noi, e quanto invece dalle condizioni esterne, dal'ansia della mamma, preoccupata di non avere abbastanza latte, o dalla sua fretta di tornare al lavoro o da qualcos'altro?
Mi vien da pensare ai bambini dei paesi dove si soffre la fame, che mai si saziano al seno della mamma, che vengono allattati per anni, perché quello, a spese della mamma, è l'unico cibo sicuro.
Senza voler fare un mestiere che non è il mio credo che chiedersi questo sia inutile, ormai, ma che i comportamenti relativi al cibo abbiamo la radice lì, nel passato nostro e della famiglia, delle generazioni che ci hanno preceduti . I bambini della mia età,  nati una decina d'anni dopo la fine della guerra, venivano ingozzati di cibo . Le mamme erano preoccupate che non si mangiasse abbastanza, soprattutto abbastanza CARNE, che nella loro dieta era stata scarsa. Mio marito è stato ingozzato di "fettine" e ora le odia. Io  mangiavo malvolentieri, da piccola, ancora ricordo alcuni odori nauseabondi della cucina, odori che ora mi piacciono e mi mettono appetito, ma di piccolina mi schifavano.
 Diceva la mia mamma che, arrivata a scuola, a sei anni, perché prima all'asilo non mi ci aveva mandato, cominciai a mangiare. Con gusto, con piacere e di tutto. A 14 anni mi chiamavano "l'inceneritore . La sera a cena c'erano sempre un pò di avanzi del giorno.
Chi li vuole ? Io! Come un acquaio , si dice da noi.
"O che sei , un acquaio, che mandi giù ogni cosa?"
Il cibo diventa consolazione, soddisfazione, riempie un "buco" dell'anima o degli affetti che tanti ragazzi sentono di avere dentro.
Mangiavamo, in casa nostra, tanta verdura , sempre di stagione, perchè il babbo aveva la pressione alta e tutto quello che si faceva aveva questo motivo, che il babbo aveva la pressione alta, e si doveva star zitti, di pomeriggio, se era a letto, perchè doveva riposare, aveva la pressione alta, e  si doveva mangiar la verdura, lui e tutti noi, per aiutarlo anche con il cibo. Mangiavamo tanto cibo cucinato, tante "pietanze" della tradizione, il coniglio arrosto morto all'aretina, il pollo arrosto, la trippa, i carciofi fritti e il cervello fritto, la minestra di pane, che ora tutti chiamano ribollita, ma noi non la facevamo ribollire ed era buonissima, mangiavano le tagliatelle col sugo, chiamiamo sugo quello che altri chiamano ragù .
Mangiavamo le "pulezze" . Che sono le pulezze?  Sono le foglie e le cime che stanno per fiorire delle rape bianche usate soprattutto, le rape, come cibo per i bovini . Le nostre "pulezze" esistono in tante regioni d'Italia, da noi fino al estremo sud, con vari nomi, e sono una verdura che declina tante forme dalla nostra semplicissima, fino al cavolo broccolo, ingrossando via via l'infiorescenza, difatti le cime di rapa somigliano alle pulezze, ma sono più grosse. Questo strano nome non so da dove venga o che voglia dire, so solo che nel vernacolo aretino ci sono molte parole con la zeta che provengono dalla lingua longobarda. Abbiamo avuto i longobardi insediati qui e così ben mescolati con la popolazione che alcune famiglie nobili aretine erano longobarde di origine, come i Brandaglia ( dal brando)  che erano la famiglia della mia nonna materna , che quando sono nata io era una famiglia del popolo, ormai dimenticate tutte le nobiltà.

Da grande ho avuto il periodo della scoperta dei cibi degli altri, anche attraverso i libri, come il "Libro  di cucina di Alice Toklas", segretaria, ma anche compagna di Gertrude Stein, con ricette di cucina  francese che grondavano burro e panna. Quando ho avuto il negozio di cibi biologici c'è stato un altro periodo, quello della paura. C'era stato Cernobyl pochi anni prima, avevo le bambine piccole e la cosa che loro ricordano sono le merende per la scuola, merende tristissime, un pò per stanchezza, un pò perché le cose desiderate per la merenda pensavo che gli avrebbero fatto male e allora preparavo dei panini con fettine solitarie di mortadella o salame, che continuano a rimproverarmi anche ora. Ricordo benissimo il volere/non voler preparare quelle merende, che dentro di me pensavo per niente salutari. Poi però recuperai, con merende molto fantasiose, durate un periodo breve . Queste merende me le rimproverano e sottolineano che dovevo essere un pò matta, in quella fase, piuttosto nevrotica e anche ora...

Gli anni del negozio sperimentai tante cose, tutti i cereali e le farine integrali, le torte salate di verdura , le verdure finora sconosciute, come il daikon e il sedano rapa, i risotti con la zucca gialla , che nel mio cibo di bambina erano sconosciuti. Nella nostra cucina tradizionale usiamo le pulezze e il cavolo nero, ma non usiamo la zucca gialla . Ne veniva coltivata una varietà grossa e  di un bell'arancione, però di nessun sapore, quando le aprivi sentivi un odore sgradevole, non il buon profumo di melone delle zucche mantovane. Zucche lardaie, le chiamavano, sottolineando col nome le dimensioni, e anche quelle le davano da mangiare agli animali. Cibo , fine della prima puntata.

giovedì 14 aprile 2011

INTRUGLI MAGICI E OLIO EXTRAVERGINE.

Quando avevo il negozio capitava che ci proponessero di vendere alimenti o integratori dalle proprietà "miracolose". D'altra parte tanti alimenti possono essere  proposti in questo modo, il farro, ricco di fibre, minerali e antiossidanti, è un pò l'alimento tipo, che può essere usato come esempio.
Infatti è un cibo della tradizione  che è stato dimenticato e poi riscoperto, viene dal nostro passato migliore e ci accompagna nel futuro, ha la grazia e la ruvidezza dei proverbi contadini e un contenuto salutare che ci sarà utile nei tempi a venire.
Ogni cereale ha speciali proprietà, il miglio non è così integrale, ma contiene silicio, ed è buono per la pelle e per gli occhi, perchè il silicio è il minerale della luce, i suoi cristalli dividono i raggi luminosi nelle loro componenti colorate  e con il silicio si fabbricano i pannelli solari. Il miglio, ricco di silicio e portatore di luce, va bene per chi studia e per chi vuole rinforzare gli aspetti intellettuali.
L'orzo, l'orzo era il cereale dei soldati romani dell'Impero, il seme dei forti, per questo legato a Marte, molto ricco di mucillagini, è buono per l'intestino, da considerare sfiammante.
Il grano saraceno non è una graminacea, ma una poligonacea, cioè una pianta con un normale fiore, con dei petali, e il suo seme è secco e leggero, con la bella forma geometrica di un prisma,  i macrobiotici lo considerano molto Yang, forte e concentrato, adatto per l'inverno. C'è un bel librino, che si intitola "i cereali e i giorni della settimana ", autrice Emma Graf, che sviscera tutta questa cosa, con suggestioni davvero interessanti. Ogni cereale si lega ad un giorno della settimana e al suo pianeta, il lunedì alla Luna e al riso, il martedì a Marte e all'orzo , il mercoledì a Mercurio e al miglio, e così via.

Mi piaceva vendere buon cibo, ed insegnare a chi lo chiedeva o ne aveva bisogno a cucinare e consumare nuove cose e scoprire le proprietà degli alimenti, la storia e i contenuti simbolici. Finisce che si mangia con più soddisfazione e ci si nutre per intero, anima e corpo, per tornare alla vecchia dicotomia. Si mangia un cibo e si è coscienti del suo significato, tutto si amplifica e acquista valore, anche se si mangia un piatto di cereale condito con del buon olio extravergine e qualche pomodorino crudo.

Non mi piaceva per niente, invece, essere il braccio di un'operazione puramente commerciale in cui si  attribuivano ad alimenti, ma più spesso ad integratori, qualità semimagiche. C'è stato il periodo dell'erba di grano, poi dell'aloe, poi della papaia. Ognuna di queste cose doveva essere un toccasana per ogni genere di malattie. Se fosse stato vero non ci sarebbero più ammalati. All'inizio ci ho creduto, con tutta la mia buonafede. Poi ho cominciato a ridimensionare e a dare il giusto significato alle cose, l'erba di grano, ad esempio, può essere usata come un buon depurativo ed energetico e in gravidanza è una fonte di acido folico. In ogni modo noi che eravamo in negozio non abbiamo mai proposto questi integratori come magiche medicine, avevamo un certo senso del pudore e della misura che si è completamente perso per strada.
Ormai il mio negozio è chiuso da tanti anni e posso permettermi di dire quello che penso senza  che si pensi, scusate il bisticcio, che faccio pubblicità o che faccio la guerra a qualche ditta produttrice. Mi è capitato di entusiasmarmi per qualche prodotto e di riuscire facilmente a comunicare entusiasmo e convinzione ai clienti, ma mi è successo di sentirmi manipolata, di dover imparare a memoria le parole di una brochure e di non crederci per niente. Questo quando ho lavorato in un negozio che non era mio, per un anno.

In questi giorni sono capitata in casa di una vecchia signora che aveva in frigorifero una bottiglia dell'ultimo magico intruglio, una bevanda miracolosa ricavata da un frutto tropicale. Per venderla all'anziana signora non so come abbiano fatto ad agganciarla,  ma ci sono andati in due, di cui uno medico. La bevanda, un succo di frutta da consumare poco diluito , viene dichiarato ricco di vitamina C e adatto per curare 40 sintomatologie diverse. A 26 o 27 euro la bottiglia.
 Non credo che riporterà la vecchietta indietro nel tempo. Che sarebbe l'unica cosa in grado di migliorare il suo stato di salute, visto che ha quasi 90 anni .

In negozio accadeva un'altra cosa curiosa, con scadenze quasi regolari, ogni due o tre anni, arrivava, attraverso un cliente, una medicina magica gratuita. Me ne ricordo un paio , il kefir, che di solito è il nome di una bevanda simile allo yogurt, era invece un fermento, forse lo stesso dello yogurt, che doveva essere messo in una diluizione di tè, zucchero e limone; era una massa granulosa e trasparente che viveva in questo liquido, che poi si doveva filtrare e bere. Era accompagnata da un foglio fotocopiato su cui erano scritte alcune caratteristiche e proprietà . Di solito i fogli , fotocopiati più volte, erano quasi illeggibili, ma chi lo usava sembrava non avesse bisogno di sapere, aveva FEDE .
Un'altra cosa era un fungo?, alga?, un organismo che viveva anche questo nel tè , si metteva sulla superficie del liquido e in poco tempo, un giorno o poco più, copriva tutta la superficie esposta all'aria . Anche di questo si beveva il liquido di coltura, che risultava, secondo me, leggermente alcolico. Io li ho avuti tutti e due ma poi non sono riuscita a consumarli, ero diffidente e non avevo abbastanza fede. Mi facevano impressione queste creature aliene di provenienza incerta, mai trovate sui libri di scuola, che proliferavano velocemente, inesorabili, dentro una caraffa di vetro, in casa mia. Mi stupivo anche di questo traffico spontaneo, gratuito e sottratto a qualunque controllo, di roba alimentare. Mi stupivo e in fondo mi rallegravo, c'erano cose che sfuggivano al Mostro Mercato, che si diffondevano con la rapidità delle notizie su Internet, più veloci, considerando che non si trattava di uno scambio virtuale. Questo da l'idea di una società che si muove, che è viva, che ha bisogno di sognare ed è disposta a credere di poter star meglio, di poter guarire. In questo c'è del buono e del cattivo, ma è un fenomeno interessante .

Torno all'ultimo intruglio magico. Questo qui non è gratuito.
Xango, si chiama e lo trovate digitandone il nome su Internet . Si vede che la sensazione non l'ho avuta solo io, perchè anche Altroconsumo la definisce l'ultima bevanda miracolosa, proposta come uno pseudo farmaco, come una panacea per 40 malattie gravi diverse. Non è la prima volta che lo incontro , ad Arezzo in certi ambienti spopola, fra gente che magari si fa di cocaina e poi si depura con lo Xango. Dicono che fa benissimo, meraviglie dell'autoconvincimento. Portentoso farmaco della natura per gente che la natura la vede col cannocchiale, che vive una vita tutt'altro che naturale. La brochure non è neanche indirizzata ad  un pubblico colto, è piuttosto banale, quattro cavolate sui radicali liberi e poi le proprietà antiossidanti del succo di mangostano. Ripeto :  a 26 o 27 euro la bottiglia. Confezione base, 4 bottiglie, 115 euro  e spiccioli. Di questi 115 euro c'è da pensare che una fetta buona vada a chi si prende la briga di acchiappare il cliente, un'altra fetta molto grossa a chi la commercializza e il costo all'origine , deve essere ridicolo.

Faccio un'ultima considerazione. Noi, in Italia , ce l'abbiamo davvero un succo dalle portentose proprietà, più di uno, per essere precisi, ma ora mi riferisco in particolare all'olio extravergine di oliva , ricco di fattori antiossidanti, antitumorali, antiinfarto . Ma noi che lo produciamo non riusciamo a venderlo a 8 euro al kg, perchè è caro. Eppure con quella cifra non copriamo i costi: pazienza, quando non ci saranno più oliveti condiranno con lo Xango. Quello sono disposti a pagarlo molto caro, ma è giusto, non è questione di virtù, è questione di fede .

Lo Xango, chissà come mai , mi ricorda tutto il paradigma dell'era Berlusconi, ma ora, che è l'una di notte, sono troppo stanca per indagare il perché .

martedì 12 aprile 2011

Una primavera velocissima.

Arriva e scappa, questa primavera, e al posto suo mette piede l'estate . Temperature molto alte hanno fatto in modo che i narcisi lasciassero il posto ai tulipani e i tulipani appena aperti avvizzissero i petali bruciati dal vento caldo. Il giardino è vivo ed è sotto questo cielo , non si scappa da qui , non siamo sotto una campana di vetro . La pompa del pozzo, che usiamo solo per innaffiare , si è rotta. Abbiamo avuto qualche giorno di ansia, perchè un anno e mezzo fa avevamo speso più di duemila euro fra tutto per la seconda pompa nuova in dieci anni (in tutto tre) che è assurdo , ed ora sembrava che fossimo daccapo. Per fortuna c'era una rottura, ma non così grave, Soprattutto di scatole.Ci ha aiutato il nostro amico Italo , idraulico , che per telefono ci ha guidato nella ricerca del guasto. E per questa volta è andata ! Sospirone di sollievo .

  Un paio di piante che credevo di aver perduto sono ricomparse all'appello : un eremurus piantato in autunno( un ciuffino piccolissimo) e una echinacea  "purpurea alba " , contraddizione in termini , o purpurea o alba, questa è alba. In realtà il nome dice che l'echinacea , bella e ruvida margherita estiva di colore rosso violaceo , in questo caso fa fiori bianchi . Ne ha delle foto bellissime Michele nel suo "Le paradis des papillons" . A proposito di farfalle , con il caldo compaiono tutti , insettoni che mangiano con impegno fiori e bocci , farfalle colorate ,la criocera del giglio, bel coleottero rosso che fa le uova sulle piante di giglio , nascono delle larve che mangiano, no, divorano le foglie ,  uccelli che cantano , Cucucù cucucù , fanno le tortore monotone, Cucù Cucù Cucù, fa digià il cuculo, sentito ieri pomeriggio,  e ogni genere di cinguettio piacevole si sente nell'aria. E' un merlo, da quanto non ne vedevamo !, che canta meravigliosamente dalla cima dell'abete . Uno stormo di rondoni è passato gridando nel pezzo di cielo sopra il giardino. Evviva!

Fiorisce il lillà (Syringa ) sia lilla che bianco , ma è una fioritura spinta dal calore e non assistita dall'acqua, manca il turgore e un certo grado di felicità. L'altro ieri ho lavorato tutto il giorno con Mauro per dare al giardino un minimo di ordine , Mauro ha fatto a pezzi con la motosega i tronchetti di nocciolo e di olivo diradati , io li ho messi a posto ed ho bruciato tutta la ramaglia fine che non potrò usare per accendere il fuoco .Tutto il resto a posto sotto la capannina della legna. Ho tagliato l'erba e ho ricominciato il lavoro più grosso di questo periodo , zappare e togliere le erbe che nascono da sole , che sono molto più grosse e forti di quello che si vuole coltivare . Ho innaffiato, e tutto il giardino rinasce per un pò , anche se sarebbe gradita un bel pò di acqua dal cielo . Il caldo è forte e non siamo ancora abituati, solo pochi giorni fa di notte c'erano pochi gradi sopra zero e ora di giorno è quasi estate, io pretendo di lavorare, ma forse il mio corpo ha delle difficoltà . Me ne accorgo, ma cerco di far finta di niente. L'albero di Giuda dietro la casa è una grande macchia rosa , e le rose, invece, corrono a preparare i boccioli, mentre qualcuno sta cucendo insieme le loro foglie per farci la nursery per le uova. Non si sta mai tranquilli!

Stamani ho diserbato un paio di aiuole grandi e ora il giardino rassomiglia di più a se stesso, cominciano ad unirsi le masse verdi e tutto appare più armonioso, non solo piante separate. E' bello anche così, tanti verdi diversi , alcuni verdi che sfumano nel rosso, e altri nel grigio  e nell'azzurro ,e altri verdi squillanti e basta,  tante promesse di fioritura e per ora l'attesa, mentre gli ultimi tulipani e narcisi , gialli e rossi . fanno qua e là Carnevale ..

domenica 10 aprile 2011

DAU FU , cioè TOFU.

I primi tempi che avevamo il negozio di prodotti biologici non vendevamo tofu.
Io neanche sapevo cos'era. Il primo anno, a settembre, chiedemmo di partecipare alla Fierucola a Firenze, in Piazza della Santissima Annunziata. Eravamo io e la mia socia più grande di me, 11 anni di più, che conosceva tutti, ma proprio tutti, conosceva per esempio gli organizzatori della Fierucola, perché era stata una delle prime a metter su una piccola azienda agricola biologica, di produzione di pecorino, e aveva partecipato alle riunioni della associazione di produttori che poi è diventata l'AIAB. Alla Fierucola un altro commerciante mi fece vedere per la prima volta il "seitan",dentro un barattolo di vetro immerso in un liquido ambrato, orribile a vedersi. Me lo fece anche assaggiare, orribile anche quello. Pensai che non era il caso di proporre in negozio una cosa del genere. In generale non proponevo ai clienti cose che io stessa non avrei mangiato. Naturalmente l'altro commerciante, un marchigiano piccolo e ricciolo pieno di entusiasmo, manifestò grande apprezzamento per il seitan, come valida fonte di proteine nella dieta. Ma sembrava di mangiare una spugna zuppata in un brodo.

In realtà seitan e tofu arrivarono in negozio dopo alcuni anni, confezionati sotto vuoto, da un paio di laboratori, uno si chiamava con un nome davvero esagerato "La fonte della vita". Che diamine!
L'altro si chiamava "Soialab" ed i prodotti adesso erano buoni . Credo che esistano sempre tutte e due.
Avevo dei libri di ricette cinesi e orientali e lì lo chiamavano il tofu dau-fu. Si fa partendo dai semi di soia gialla, macinati, da cui si ricava, mescolando con acqua, una specie di latte che poi si fa cagliare con il "nigari", un sale di magnesio, ma tutto il procedimento è lungo e non garantisce, se fatto in casa, di ricavare del tofu che poi si mangi volentieri. E' meglio comprarlo pronto e cucinarlo. Forse ancora meglio acquistare cose pronte a base di tofu, assaggiando fra la varietà di prodotti pronti, preparati in mille modi, in crema aromatizzata, o semplicemente alla piastra, che significa condito con salsa di soia e passato in padella antiaderente in modo da fargli fare un pò di crosticina.

Il tofu non sa di niente. Non credete assolutamente a chi ne decanta il sapore. Così com'è non si può mangiare, bisogna cucinarlo. Nel mio negozio qualcuno lo chiedeva e lo comprava senza chiedere spiegazioni, sapete quelli che sanno tutto e non si fidano del commerciante. Quando tornavano si lamentavano della fregatura, ma non c'è nessuna fregatura, non puoi aprire e mangiare, devi lavorarci un pochino. Gli orientali, quelli che se lo sono inventato, lo cucinano, neanche se lo sognano di mangiarlo così com'è. Dato che è una cosa completamente neutra può essere usato anche per preparare dei dolci. Troverete migliaia di ricette. Per esempio mi viene in mente che si potrebbe usare come ripieno per dei ravioli, al posto della ricotta, ricordandosi che non ne ha il sapore.

Io lo uso pochissimo e lo cucino in un solo modo. Che è questo : si prende un porro, un paio di carote, un pò di cavolo cappuccio o cavolfiore, un peperone. Si sfilettano queste verdure non come per un minestrone, ma a bastoncini, ché anche l'occhio vuole la sua parte. Si fa saltare tutto con poco olio (extra vergine di oliva, non date retta a chi dice di usare l'olio di sesamo, da noi non ha senso)  cottura veloce che lasci le verdure al dente, si aggiunge del tofu tagliato sempre a bastoncini e si fa insaporire con le verdure, tenendo il fuoco piuttosto alto e facendo saltare la padella. Si aggiunge della buona salsa di soia, Shoyu o Tamari, costano, ma vale la pena, altrimenti meglio il sale. La salsa di soia deve colorare un pò, ma non deve coprire il sapore della verdura . Questo tofu "alla cinese", che puà essere accompagnato dal riso, è un modo gradevole di mangiarlo.

Perchè, mi direte, mangiare il tofu se non sa di niente ?
In effetti c'è da chiederselo. Intanto chi sceglie una dieta seriamente vegetariana ne ha bisogno, in molti casi i vegetariani finiscono per mangiare molti formaggi, che sono una fonte di grassi saturi e  di caseina, che è la proteina di più lunga digestione, e fanno ingrassare.
Il tofu, in sé stesso, ha pochissime calorie e contiene le proteine della soia, quindi va bene per i vegani, che non mangiano neanche latte e uova, e va bene per chi vuole dimagrire, se non si accompagna con grassi o zuccheri in eccesso. La soia contiene anche fitormoni, da non sottovalutare, perchè sono utili nei problemi del ciclo per le donne e nella menopausa.  Quindi qualche buon motivo c'è, si tratta di trovare il modo di cucinarselo, c'è chi cucina in modo tradizionale, fa dei gran sughi e al posto della carne mette il tofu, per esempio la mia amica Caterina, siciliana, che ha cucinato per  il periodo vegetariano della figlia queste cose surrogate, di buon sapore, ma io non amo le cose surrogate, per me la pasta frolla si fa con farina uova burro e zucchero e basta. Non , come dai libri di macrobiotica , con farina integrale, malto, olio e poca acqua . Viene fuori una cosa che neanche fa dimagrire e di sicuro non è pasta frolla.

Da questo avrete capito che non mi piace la macrobiotica. Non mi piace perchè l'ho conosciuta attraverso dei macrobiotici per niente gradevoli, che venivano in negozio, ed erano contraddistinti, senza conoscersi gli uni con altri, da alcune caratteristiche comuni : la tirchieria, ma proprio di quella brutta, il fanatismo, la propensione all'eccesso.
Ho visto più volte dei sedicenti macrobiotici avvistare con avidità una palla di cavolo cappuccio, la verdura più consumata da loro, prenderla e lasciarla 3 o 4 volte e poi, in preda ad una crisi di avarizia tormentosa, lasciarla lì.
I macrobiotici che ho conosciuto io erano convinti di possedere il Verbo che salva , e io, che era stata in comunità religiose e alla fine mi ero sposata in Comune e non avevo fatto battezzare le bambine, pur avendogli dato un'educazione religiosa superiore a quella di molte famiglie, non accetto che il Verbo salvifico mi arrivi attraverso il cavolo cappuccio o la deificazione del malto d'orzo.
Un'altra caratteristica dei macrobiotici era di essere convinti di salvarsi, possedere la strada per farlo, ma da soli. Ora se c'è una cosa di cui sono convinta è che nessuno si salva da solo. O tutti insieme o niente.
Molti macrobiotici che ho conosciuto avevano con il cibo un rapporto da asceti, ma anche una fissazione, dovuta ad esperienze precedenti di droga, alcolismo o solo nevrosi. La macrobiotica diventava un'altro paravento dietro cui nascondersi la verità su se stessi.

Quando le mie bambine erano alla scuola materna fu introdotta una dieta in gran parte biologica che si diceva macrobiotica: niente affatto, era una dieta con poca carne, molta verdura, pochi grassi e un pò di alimenti integrali. Buona.  Tutto lì . Se prendete i testi di macrobiotica che ho letto io, tipo Osawa, trovate un modo di mangiare che probabilmente non vi piacerà e una serie di deliri pseudo mistici, che vi piaceranno meno ancora. Fra cui il discorso che fumare alla donne non fa bene, ma agli uomini sì, perché fa allargare la cassa toracica. !!!!!!!
Un giorno venne una donna macrobiotica, con cui avevo un rapporto affettuoso, che era in crisi nera. Chiesi il motivo. Mi rispose che aveva saputo che la moglie e la figlia di Michio Kushi,  guru della macrobiotica, si erano ammalate di cancro. Impossibile con la macrobiotica ammalarsi di cancro. Loro si erano ammalate e a lei erano crollate tutte le certezze. Era quasi nel panico!

E con ciò mi sono procurarta dei nemici, ma li avevo già in negozio, quando arrivava qualche macrobiotico aveva sempre da ridire sulla scelta dei prodotti in vendita.
"Come, vendi il burro? "
Certamente, e vendo anche il burro di capra, i formaggi, i dolci preparati con ingredienti biologici e Zucchero, sì, zucchero, il male personificato, perché se dovessi campare con cavoli carote e riso integrale avrei chiuso dopo dieci giorni, di certo per le mie tasche sarebbe stato meglio. In ogni modo il mio era un negozio di alimenti biologici, non di macrobiotica, che voleva esplorare tutta la gamma di ciò che si può vendere e cucinare e anche mangiare che sia sano e prodotto in modo naturale, senza concimi chimici e senza additivi e, meno ancora, veleni.

Riguardo al tofu mi ricordo una sera che venne una cliente, una ragazza tosta, anche bella, ma dall'aspetto un pò maschile, sposata con un marito piccolo e sottomesso, con due bambini. "Cosa cucini stasera ?" Le chiesi . "Il tofu. Sai che dice il mi' marito ai ragazzi quando faccio il tofu ? Dice, tutto triste, allegri ragazzi , che stasera se mangia il topo. "

E per chi se la fosse persa ripeto la storia, verissima , successa a me, della signora che entra, si guarda intorno e non vede marche riconoscibili , niente pasta Barilla , niente Galbani .
"Ma il pane ce l'avete ? "
"Certo signora, pane toscano , guardi , biologico."
"E che vorrebbe dire ?"
"Vuol dire fatto senza concimi chimici e senza pesticidi . " Mi guardò diffidente.
"No no, 'un me lo dia, che non m'abbia a far male . "

venerdì 8 aprile 2011

Agricoltori custodi.

 "Agricoltori custodi"  è  un'associazione del Valdarno fondata anche da persone che conosco, credo siano coinvolti Viviano Venturi e la moglie Sandra. Persone speciali . Negli anni del negozio di alimenti biologici ho conosciuto tante persone speciali, in gamba, gente che ha messo la propria vita al servizio di un progetto /sogno per il futuro. L'ho fatto anch'io, ma senza successo economico, per questo ancora mi sento irrisolta e all'età che molti tirano i remi in barca mi pare di dover ricominciare daccapo.

E' la parabola dei talenti : il padre che da ai figli dei soldi e parte per un viaggio. Quando torna vede come i figli hanno usato i soldi, chiamati talenti: uno li ha nascosti, uno li ha sperperati, uno li ha investiti. Quando la leggevo pensavo che quello che li aveva investiti era un capitalista, e non mi piaceva. Penso sia stato il mio problema, che non mi piacesse, perché è quello il figlio più bravo, che fa fruttare i talenti. Se c'è una parabola che mi appartiene è questa, mi ci sento come in una pelle. Quando torneremo da dove siamo venuti ci verrà chiesto: tu cosa hai fatto dei tuoi talenti? Sarà impossibile prevedere il modo di valutare di Dio, ma credo che dovremo fino alla fine della vita impegnarsi a farli fruttare, riportare mille, un milione di volte  il valore ricevuto alla nascita. Questa parabola è una delle cose dei Vangeli per cui potrei dire, nonostante tutto, di essere religiosa, perché se c'è un senso, nella vita, è questo.

C'era gente che veniva in negozio, si guardava intorno con finta o vera  ammirazione, e diceva "Bravi! Andate avanti così, ci voleva questo negozio, una cosa proprio bella." Ma non compravano niente.  E' inutile forzare, pensavo allora, deve venire qualcuno realmente interessato, deve formarsi una domanda. Ma ora penso che la domanda non si formerà mai se si considerano le cose solo un'alternativa teorica. Per farla diventare reale ci vuole qualcuno (io e le mie socie) che mette soldini e impegno, la propria vita, e ne fa il proprio lavoro, e ci vuole qualcun altro che compra, che si impegna a modificare lo stile di vita.
Questa è  eco-nomia, questo è modificare e indirizzare il mercato in una direzione. Una piccola cosa che ognuno può fare per cambiare il mondo. Piccoli gesti, continuati, metodici.  E' vero, all'epoca costava un pò di più. Ma puoi scegliere qualche cosa da comprare, non tutto il negozio. Sembra inutile parlarne ora che c'è questa crisi economica, sembra assurdo, ma veramente è ora che se si tiene duro si cambiano le cose. Se quando abbiamo meno soldi ci adattiamo prima di tutto a mangiare robaccia, a cedere sulla qualità della vita, è davvero finita.

La qualità della vita è diventata il vino con l'etichetta di lusso, la vacanza nel relais, dove anticipano ogni desiderio, cambiano gli asciugamani tutti i giorni. Il corpo perfetto, corretto e sistemato secondo un modello. La casa, magari ecologica, ma costosissima... Non è così, è tutto un grande abbaglio, è il capitalismo che fagocita e digerisce anche i suoi anticorpi e li usa per rigenerarsi.

La qualità della vita non è questo.
E' una cosa più difficile, avere rapporti di qualità con i nostri simili, la nostra famiglia per prima, che se uno è tanto bravo e impegnato (quelli della mia età se lo ricordano l'Impegno, parola degli anni 70) e ha una famiglia arida come un deserto cosa ha fatto nella vita? Chiacchiere. Vento.
Avere rapporti di qualità con i dissimili, gli animali, le piante, pensare prima di agire, ascoltare, non essere presuntuosi.  Rispettare la terra e chi ci abita, pulire dove si sporca, se si sbaglia rimediare, piccole e grandi cose che fanno la qualità della vita.
Cercare la verità, vivere senza maschere, essere autentici .
La qualità della vita si pratica, non si riceve come un trattamento di bellezza.
La qualità della vita fa una certa fatica, ma da anche una notevole soddisfazione.
Quando hai cominciato a praticarla non ti accontenti più, diventi esigente.
Sei per strada, in cammino, non ti metti a sedere, non ti sdrai sulla chaise longue del relais.

Eppure è così, hanno fatto diventare la qualità della vita un'altra merce. O per dirlo meglio, hanno dato alle parole un altro significato. C'è un'operazione in corso, una grande operazione di mistificazione, per cui fare le puttane è una scelta di libertà, vendersi a Berlusconi è praticare meditate scelte politiche, è più importante per il Parlamento occuparsi dei fatti privati di Berlusconi e parargli il sedere che trattare cose di pubblico interesse  e andate avanti da soli che è inutile ripetersi .
Torno al centro.

Ci sono molti salvatori di semi, "Seeds savers ", ma questi del Valdarno si chiamano con un nome italiano che esprime un concetto che contiene in sé un mondo intero. Agricoltori custodi. Un custode è responsabile della cosa che custodisce. Uno,(quell'omo famoso che si diceva con Grazia e Paola), che ha un orto, ricava del cibo dal suo orto. Lo cura, se ne occupa, lo custodisce, diventa esperto in materia,  impara cose sulle consociazioni delle piante, sulle rotazioni, impara che il suo orto o il suo campo dipendono da ciò che vive intorno, che tutto è collegato. Che le sue azioni hanno conseguenze importanti, che coltivando bene il proprio terreno non solo si fa un pò bene a tutti , ma si migliorano le cose in generale . Anni fa c'era chi diceva che coltivando giardini cittadini si costruisce una rete di luoghi accuditi, innaffiati, che, se ben tenuti, senza veleni per esempio, diventano posti dove la fauna selvatica si riproduce e anche la flora, ogni tanto arriva qualche pianta nuova. Una rete di luoghi vivi che diventa un unico grande giardino, per il bene di tutti.


Un custode conserva semi, evita di comprarli, coltiva varietà adatte al luogo, selezionate da altri contadini prima di lui in centinaia d'anni di lavoro. Nel passato i contadini  i semi li facevano da soli. Gli agricoltori custodi hanno riportato in auge il Fagiolo Zolfino, razza di fagiolo piccolino e giallino coltivato in terre alte e povere del Valdarno, di buon sapore e poca buccia, che è stato riproposto in vendita perfino nelle Coop che lo propongono a cifre elevate, per essere un fagiolo. Più caro dei fagioli che vendevamo noi in negozio. Su quest'operazione ho tanti dubbi: benissimo per gli agricoltori custodi, ma immaginate se questo avvenisse per tutte le varietà di fagioli ? Si dovrebbe prendere un mutuo per fare la spesa! Poi si dice chilometro zero: costano più i fagioli prodotti qui che quelli che arrivano dalle Americhe. C'è qualcosina che non va, un pò di schizofrenia economica.
Dunque: ottimo il lavoro e il risultato degli agricoltori custodi, bravi, un grande applauso, per aver riportato alla luce delle varietà di legumi ( cece piccino del Chianti, fagiolo coco nano, fagiolo zolfino eccetera) e per aver individuato un metodo e una via. Bravi per aver dato luce e valore al lavoro di chi coltiva terre difficili e marginali.
Ma io, che sono una pazza visionaria, anche quando avevo il negozio, pensavo al passo successivo, ad un cibo ecologico, sostenibile, non trasportato per migliaia di km, se possibile, e venduto ad un prezzo equo, per chi vende e per chi compra. Ce la facciamo?

Chiudo con un aneddoto del mio negozio .Avere il negozio per noi che si gestiva non è mai stato un affare, mai avuto uno stipendio, solo, come dire, un rimborso spese.
Fra le varie notizie di colera a Bari, veleni a Latina eccetera , e fra le reazioni più disparate dei pediatri, a volte ridicole, arrivavano mamme impaurite alla prima esperienza che compravano, per due mesi, qualcosina di biologico per il nuovo nato, per le prime pappe. Una mattina arrivarono due donne, mamma e figlia, imbalsamate, rigide come stoccafissi, perché stavano entrando nel negozio di gioielleria alimentare dove sarebbero state rapinate. Cominciò una lunga perlustrazione, in mia compagnia, a cui ero abituata, alla ricerca del legume ideale per la pappa. Mostrai le lenticchie decorticate, buona fonte di proteine, anche di ferro, benché non così assimilabile come quello della carne, niente buccia, cioè più digeribili e provocano  meno coliche d'aria. Quanto costano. Dissi il prezzo(non me lo ricordo più) . Care !! Sì , ma ne prendete poche, per un neonato. Si guardarono, si parlarono all'orecchio, erano già venti minuti che erano lì. Me ne dia due etti. Pensai fra me che costava più il sacchetto di carta delle lenticchie e le pesai. La più giovane mi fermò con la mano.
"Ma si conservano?"
Mi scappò. " Signora, ma le vuol mangiare o le compra per bellezza?"
Se ne andarono inviperite, in quel negozio di prodotti biologici erano piuttosto nervosi.

giovedì 7 aprile 2011

Storia di Pavan, indiano del Kashmir.

Nel 1999, in estate, chiusi il negozio di prodotti biologici e con esso una fase della vita. Rimasi un mese senza lavorare, nel corso del quale feci alcune cose che desideravo fare da tempo, poi , non potendo fare un giardino, ma solo un piccolo orto, cominciai a stufarmi e ad essere inseguita dal senso di colpa, o di responsabilità verso la famiglia. Avevo lavorato in negozio per dieci anni, un posto piccolo e protetto, dove conoscevo tutti i clienti e i fornitori; sarei stata capace di lavorare come dipendente, di stare in un ambiente nuovo e sconosciuto? Avevo abbastanza paura, quella che viene a tutti davanti all'ignoto, non l'IGNOTO, ma quello tutto minuscolo, in grado tuttavia di spiazzarti. Per farla breve, andai a chiedere di lavorare per la stagione nella raccolta della frutta, e  invece, dato che avevo già il libretto sanitario, che ora è sostituito dallHACCP, trovai lavoro in un magazzino dove si faceva la selezione della frutta e l'incassettamento. Era un'azienda agricola familiare, per l'estate prendevano personale in più, e fra gli altri  un giovane indiano della zona del Kashmir. Lo chiamavano tutti per cognome, ma un giorno mi disse il suo nome, Pavan. Piccolino, scuro, un corpo giovane, forte, atletico e un sorriso aperto, permaloso da morire . Difficile averci a che fare, era abituato ad essere preso in giro ed offeso e rispondeva male prima di capire cosa volevi da lui. Io mi sentivo lì di passaggio e non mi piacevano affatto certi comportamenti, così incassavo e sopportavo, tentando di far capire a lui, ma anche ad alcuni italiani , che preferivo rapporti migliori, di un'altra qualità. Un giorno la proprietaria dell'azienda, una signora di sessant'anni che era la mamma di tutti 
,  buona e gentile, mi raccontò la storia di Pavan . Arrivato dall'India in Italia dove aveva  dei parenti che lavoravano regolarmente, aveva incontrato alla stazione di Roma, appena sceso dal treno, un uomo, italiano, che gli aveva offerto un lavoro. Ti piace lavorare con i cavalli? Vieni con me , lavoro , vitto e alloggio. Gli sarà parso un miracolo, di arrivare e trovarsi risolto il problema del lavoro, senza doversi rivolgere per un aiuto al  suo parente . Lavoro vitto e alloggio gli aveva promesso e quello fu . Per due anni visse in un maneggio nella campagna di Perugia, accudendo ai cavalli, con i documenti trattenuti dal suo aguzzino, senza paga e senza contratto. Prigioniero. Dopo due anni rubò i propri documenti e riuscì a scappare. Si trovò per la strada di Foiano, vicino ad Arezzo, nella zona di produzione della frutta e andò, casa per casa, a cercare di nuovo lavoro . Il  suo parente viveva ad Arezzo . Trovò lavoro dove poi capitai io, i primi tempi mangiava nel piazzale dell'azienda, dove parcheggiano i camion . Dopo un pò la Giuliana, la mamma di tutti che dicevo prima , disse al marito " Ma quel ragazzo è sempre laggiù che mangia un pezzo di pane? Digli che venga in casa . " Pavan cominciò a mangiare alla tavola della famiglia e imparò meglio l'italiano che pronunciava con inflessione chianina . Riceveva un normale stipendio, gli venivano pagati gli straordinari, che faceva in quantità, suscitando la rabbia dei colleghi, mangiava in casa, aveva un regolare contratto come stagionale e alla fine della stagione fu assunto a tempo indeterminato. Nessuno gli regalava niente, a parte i pasti e l'amicizia sollecita della Giuliana e della famiglia, con i colleghi era spesso in lite , per quello che dicevo prima e per il carattere prepotente, ma se uno della famiglia gli avesse chiesto di buttarsi nel fuoco l'avrebbe fatto . Io lo conobbi in questa fase, avrei potuto essere sua madre e dopo un pò , vedendo che io gliene portavo, cominciò a portarmi rispetto anche lui. La mattina, all'inizio del lavoro, c'era sempre chi scherzava e a me dicevano "Vecchia fruttivendola". Facevo finta di arrabbiarmi. Imparò subito anche lui e diceva "Come va vecchia fruttavendola" storpiando un pò , io chiedevo come andava quel giorno lì in India e si cominciava a lavorare . Una mattina chiamarono me, lui e una ragazza a cui lui faceva il filo senza nessun risultato, anzi facendola arrabbiare molto. Ci chiamò il giovane che conduceva l'azienda e sembrava un pò arrabbiato . Gli altri due pensarono subito che avesse da rimproverargli qualcosa e si ammutolirono . Ci portò davanti a dei beens (non so come si scrive, ma si pronuncia come i fagioli), grossi contenitori pieni di cocomeri e ci disse che bisognava incassettare i cocomeri e farne delle pedane da caricare sul camion per una Coop dei dintorni .Io e la ragazza dovevamo incassettare e Pavan doveva sistemare le casse una sull'altra. Niente di difficile , ma neanche tanto semplice, perchè i cocomeri pesavano da dieci a venti kg l'uno , dovevamo cercare di farli entrare nelle casse, ed erano troppo grossi , e si sarebbero ciombati, quindi andavano tolti e provato un altro cocomero, oppure ce ne entravano due piccoli , in una cassa , e dopo averceli provati si dovevano girare per il verso giusto , con la parte colorata sopra, che anche l'occhio vuole la sua parte. Per Pavan solita musica , se il cocomero sporgeva si sarebbe acciaccato per il peso della cassa messa sopra e si doveva togliere e provarne un altro . Fu un lavoro di tre ore , la mattina d'agosto , al coperto , è vero, ma credo, in quelle  ore, di aver perso un kg per ogni ora di lavoro. Appena finito venne  la sorella del capo, a scusarsi : il direttore della Coop era andato in ferie, il sostituto aveva chiesto i cocomeri in cassetta, che a memoria sua negli ultimi 25 anni non era mai successo, e qualcuno doveva farlo questo lavoro! Io , per me , dissi "Mettiamola così : c'è chi va in palestra a perdere peso, stamani ne ho perso un bel pò e mi pagate per farlo, invece di essere io a pagare, va bene così."  Gli altri due erano abbastanza arrabbiati, il giovane Pavan  soffriva molto per un'ernia del disco e quel lavoro l'aveva martoriato, ma si sarebbe fatto ammazzare pur di non lamentarsi. Però se la prendeva con i colleghi, sembrava di stare in un branco di cani , pronti a mordersi in qualunque momento . Scherzavano, ma appena superato un limite invisibile si rischiava la rissa. Lavorai lì fra tutto forse cinque mesi. Pavan cercava di abbordare le colleghe di lavoro, ma nessuna avrebbe accettato la corte di uno straniero, piccolo, scuro e povero , per quanto prestante . Lui sentiva storie di incontri sessuali e si arrabbiava perchè non gli riusciva di combinare niente. La primavera successiva finì per tornare in India, obbedendo ai genitori che volevano che si sposasse . Aveva tentato di farsi una vita italiana e alla fine cedette alla sua tradizione. Tornò in Italia  e raccontò come si erano svolte le cose . I genitori avevano predisposto una serie di incontri con ragazze e le loro famiglie. Lui con la famiglia si recava nella casa della ragazza dove era stato preparato un buffet : se lui assaggiava del cibo voleva dire che era interessato . Ma lui non assaggiò cibo in tre case, facendo infuriare la madre sua e quelle delle ragazze. Troppo grasse, troppo vecchie, o solo brutte . Di una mi disse che gli sarebbe piaciuta, ma aveva studiato troppo, non si prende una moglie che sa più cose di te, la moglie si deve dominare e se ha studiato non si può più fare .
Alla fine trovò la moglie giusta e si sposò dilapidando i soldini che aveva guadagnato. Ci fu una grande festa e furono scattate molte foto che mostrava, di una ragazza bella perché giovanissima, che gli sedeva in collo.
Disse alla moglie che sarebbe andato in Italia a fare i documenti e tornato dopo un mese a prenderla . Intanto la moglie doveva stare con la suocera. Tornò a prenderla dopo sei mesi , perché si impantanò nelle questioni burocratiche . La portò in Italia, ma lei era dimagrita e non stava bene . Al'ospedale di Arezzo la curarono per molto tempo, aveva la tubercolosi . La teneva chiusa in casa , a preparare il cibo indiano, nient'altro da fare : "Falla uscire, gli dicevo, falla lavorare , si annoia , pensa che vita le imponi!" Non c'era verso di fargli cambiare idea, poteva diventare puttana come le occidentali, salvo me , la Giuliana e la Rosi, che rispettava . Ebbero una bellissima bambina e lui riprese coraggio, si licenziò da operaio agricolo e aprì un piccolo negozio. La moglie intanto non era più bella, a forza di star chiusa e far da mangiare era ingrassata 20 kg. Fece venire la suocera : ormai le notizie mi arrivarono frammentarie e indirette . Impreparato e ingenuo, dovette chiudere il negozio e pare sia scappato dai creditori facendo perdere le tracce, non so nemmeno se sia possibile. Questa è una storia "modello base" di quello che può accadere, e accade, nell'immigrazione . Ho conosciuto Pavan ed altri , spesso le relazioni sono state difficili . Quando sento parlare di immigrazione con razzismo mi arrabbio, quando sento parlare di immigrazione con buonismo mi arrabbio lo stesso . Ho avuto la fortuna /sfortuna di toccare con le mie mani queste realtà e la semplificazione non serve a niente Serve la condivisione, la comprensione, e,  come dice Iulia, la compassione . Buona fortuna Pavan, dovunque tu sia finito.