martedì 31 maggio 2011

Evviva!

L'ultimo iris a fiorire per quest'anno.
Dice la mia amica Paola che nel dopo Berlusconi dovremmo confrontarci , quelli che l'hanno votato e quelli che non l'hanno votato , sui motivi per cui gli uni e gli altri l'hanno fatto e vedere se qualcosa di buono può essere condiviso.

Suggerisce una psicoterapia di gruppo, ma io sinceramente non la scomoderei , basterebbe un civile dialogo , che però credo sarà difficile che si verifichi, sono ancora troppo vivi e pulsanti gli interessi in ballo e siamo ancora immersi nell'Anomalia.

Anomalia, tanti l'hanno chiamato così, e mi ricorda uno dei libri del ciclo di Asimov della Fondazione, quello che parla del Mule , un individuo mutante che per un periodo domina la scena galattica e che poi viene gestito e superato brillantamente con l'aiuto della scienza che applica le teorie matematiche alla psicosociologia. Asimov  da a questa scienza  un nome preciso che ora mi sfugge.

Intanto, anche se si gioisce, sono preoccupata delle prossime mosse di Ercolinosempreinpiedi, come lo chiamavo tempo fa, speriamo che l'abbiamo messo a terra, ma l'Anomalia sarà superata quando lui non sarà più sulla scena e neppure i suoi parenti , e le sue televisioni avranno palinsesti decenti e non ipnotici come ora, o magari non saranno più sue.
Festeggio anch'io con questi bei fiori!!

lunedì 30 maggio 2011

Bambini abbandonati 2.

Ancora due parole sui bambini abbandonati nell'auto e poi morti di caldo e disidratazione.Il primo post era pieno di emozioni , forse non tutte ben chiare. Queste storie interrogano perché credo che a tutti i genitori sia capitata quella volta che, per distrazione o negligenza, per rabbia o per depressione, hanno rischiato di abbassare la guardia e perdere, o danneggiare i propri bambini. Quando succede ci si sente malissimo, anche se non ci sono state conseguenze , e questo episodio, magari minimo, si lega con un sentimento, che io ho avuto, ma che penso sia abbastanza comune, di non essere bravi a fare i babbi e le mamme. Soprattutto le mamme, a cui ancora è lasciata, all'inizio della vita, la più parte della cura del piccolo, per natura, per l'allattamento, che i babbi non possono fare, se c'è latte materno.

Ci si guarda davanti , si vede per un attimo quello che poteva succedere, si spalanca un buco, un'altra realtà possibile, sfiorata e ci si sente colpevoli. Se poi il bambino rimane danneggiato penso che il senso di colpa sia schiacciante. Per questo un procedimento giudiziario accerterà le responsabilità e comminerà una pena, ma credo che la pena sia già contenuta, nelle maggior parte dei casi, nell'evento stesso. La pena ci deve essere, è un minimo di giustizia in faccia a se stessi e al mondo, chi sbaglia deve pagare. Ma qualche volta la pena sarà desiderata e ritenuta insufficente dallo stesso colpevole, qualche volta sarà inutile, perchè il colpevole è già a sufficenza punito. Annientato da quello che è accaduto. Se poi nella vita si abbia la fortuna e l'intelligenza di riuscire a perdonarsi una cosa simile non so, lo vedo difficile.

Poi, devo tornare di nuovo all'auto. Lo so , inorridiranno gli psicologi, ma non voglio rubare il mestiere a nessuno, solo mi avventuro, con la mia esperienza e i miei mezzi, su un terreno che mi è un  pò familiare. L'auto è un contenitore, simbolicamente ancora una pancia. Ci si sente sicuri dentro l'auto, come dentro a una pancia, quale miglior rifugio per un bambino, a chi affidarlo se non a questo simulacro di pancia protettiva? Qui davvero si dovrebbe riflettere sul perchè, soprattutto i maschi della specie, abbiano tanta cura e fiducia nelle loro auto, che pure sono solo gabbie di metallo e plastica.
Aggiungo qui di seguito un commento lasciato da Sari sul primo post su quest'argomento, che è imperdibile e completa in modo perfetto. Sono convinta che questi blog, per quello che valgono, poco o molto che sia, li facciamo insieme, chi scrive, chi legge e commenta, e i commenti sono preziosissimi .

Sari ha detto... Questi mamme e papà, prima generazione ad avere genitori e nonni che lavorano, non hanno fatto esperienza di accudimento familiare. Hanno avuto tanti beni materiali ma hanno sempre avuto genitori stanchi e trovato spesso la casa vuota, al loro rientro dalla scuola. Accudire è un'arte che non si tramanda più e non per scelta. Si fa quel che è necessario credendo, in buona fede, di avere fatto tutto... e non è così.
C'è poi il fatto, non irrilevante, che queste persone debbono dare tutto e anche di più sul posto di lavoro e le energie mentali sono già spese prima ancora di cominciare la giornata... poveri loro! No, neppure io grido al mostro, provo tanta pena per loro e per questa società malata che genera episodi così tanto orribili.

Francesca Marzotto Caotorta e il Ponte Buriano.

Per me fare il giardino è lavorare in uno spazio libero in cui succedono cose che si ripetono di anno in anno, ma quando succedono devi dire OH!! con diversi punti esclamativi, come un bambino sorpreso. Iris e peonie servono a questo: stupirsi e sorprendersi da soli. Si può fare con molti altri fiori e ti viene una sensazione di onnipotenza quando ammucchi meraviglie una sull'altra, fai visitare il giardino, 5 minuti in tutto,  e le persone spalancano occhi e bocca e dicono : "OOH!!" Mi viene da ridere , per la felicità e il divertimento. E' la sensazione che si prova quando in cielo appaiono i fuochi artificiali, suono e luce 
, grande confusione e gioia.
Il Ponte Buriano.
Sto leggendo "All'ombra delle farfalle " di Francesca Marzotto Caotorta, un bel libro scritto da questa signora che è stata per molti anni direttrice di Gardenia ed è una paesaggista. Me l'hanno regalato le mie figliole per il compleanno.

Qui devo aprire una parentesi : se posso, nel mio piccolo ,avanzare una critica, vorrei dire che all'ombra delle farfalle è un titolo un pò strambo. Stare all'ombra , di queste stagioni, fa proprio piacere, se si trova un'ombra anche rada, oppure piccola, ci si stringe lì sotto e si gode, magari, un filino di vento che ci asciuga il sudore addosso. Che bellezza! Ma stare all'ombra delle farfalle mi sembra un'impresa. Le farfalle quando stanno ferme fanno pochissima ombra, con le ali chiuse; per il resto volano, e stare alla loro ombra significa corrergli dietro. Inoltre, per fare un'ombra decente dovrebbero essere moltissime farfalle, come in quelle migrazioni descritte nei documentari, grandi eventi naturali. Non mi pare sensato questo titolo, poetico forse, ma sensato per niente. Naturalmente un pochino scherzo, lo dico perchè a volte gli italiani del nord a noi toscani, rischiano di prenderci troppo sul serio. Può darsi che continuando a leggere il libro troverò un motivo saggio per questo titolo, in tal caso sono disposta a rimangiarmi la critica.

Dicevo: un libro sul come e perchè fare un giardino, complicato scriverlo, perchè si tratta di una pratica che accompagna l'essere umano dall'inizio ed ha, secondo me, motivazioni così profonde che diventa quasi impossibile descriverle tutte, si deve passare continuamente da un piano all'altro, piano estetico, piano culturale, storico, psicologico, psicoanalitico, religioso..Il giardino, anche se fosse un quadratino di terra, è un contenitore enorme della psiche, perché ci accompagna da sempre, abbiamo fatto, come genere umano, giardini per i motivi più diversi, per far colpo sugli avversari, per mostrare il potere, per far vedere che possiamo circondarci di bellezza, per circondarci davvero di bellezza ed usarla per star meglio, per curarci, per nutrirci, per avere uno spazio sicuro e pulito, controllabile. E ognuno aggiunga i suoi motivi.



Ancora più complicato il discorso sul paesaggio, che l'autrice apre e non chiude, apre cento finestre sui paesaggi italiani, quelli belli e armoniosi, che ci vengono dal passato pari pari, sembra che in mezzo ci siano passati secoli in punta di piedi, che l'essere umano si sia comportato come in una chiesa, con rispetto e attenzione. Qui da noi c'è un posto così sull'Arno, dove il fiume ci volta il muso (come disse Dante), che si chiama Ponte Buriano, per la presenza di un antico bellissimo ponte romanico ancora perfettamente funzionante. C'è un cartello che avverte che, guardando verso i monti del Casentino , il paesaggio è quello dei quadri di Leonardo , quello alle spalle della Gioconda, per capirsi. E qui torno all'ultimo post di Grazia " Senza dedica" ( è il nome del blog). Da leggere per capire di più sul paesaggio.

 
Di solito noi aretini non siamo così acuti , ma in questo caso l'intento è un pò di monetizzare il paesaggio, renderlo parte, perchè lo è, di tutto il patrimonio artistico che non sta assolutamente chiuso solo nei musei, ma è vivo tutt'intorno a noi . A Ponte Buriano insegnava , gli ultimi anni di lavoro, una mia zia maestra, che aveva lavorato in moltissimi paesini dispersi nei monti della Toscana,  in tempi in cui molti piccoli centri  erano raggiungibili solo a piedi o sul mulo. A Ponte Buriano si sentiva quasi in città e qualche volta andavo a scuola con lei, la aiutavo e stavo con i bambini, cosa che mi rendeva felice.
 La foto è di Andrea Lisi, dal blog Il fotografo dilettante .

Questa foto è

Mi piaceva tanto quel posto di campagna col ponte e il fiume, un paesaggio inconsueto nelle nostre terre di solito povere d'acqua.

E qui forse si può fare un parallelo fra il paesaggio e l'antico ponte. Il ponte è costruito tanto bene e tanto solido che viene ancora usato, c'è un semaforo che alterna il transito delle auto, una volta in un senso una volta nell'altro. Chi lo costruì non immaginava neanche lontanamente che un giorno lontano ci sarebbero passati sopra veicoli a motore e sarebbe stata necessaria una carreggiata doppia. Sopra, il ponte, se non sbaglio è asfaltato, se si volesse solo "conservare" forse si dovrebbe eliminare il traffico delle auto e rifare il manto stradale come era all'inizio. Ma allora sarebbe necessario costruire un altro ponte più sopra, perchè più sotto il fiume si allarga nella diga. Se si facesse più sopra si snaturerebbe il paesaggio, con una costruzione che non era possibile ai tempi di Leonardo. Sono solo ipotesi, per dire quanto, sempre, si intreccino le due questioni, della gestione e della conservazione, con intenti e scopi spesso opposti. Io preferisco che il ponte Buriano venga usato, mi piace che la vecchia roba si usi, mi fa sentire il passato vivo, e non che sto camminando in un museo e cerco di venderlo ai turisti, ma che al contrario i turisti vengono a vedere come si vive in un luogo ricco di storia dove le persone continuano a svolgere la propria vita per intero amando quel territorio e usandolo con rispetto. Ma è davvero così?

Ho aperto una finestra e non l'ho chiusa, sul paesaggio e su come esso faccia parte del "bello da vedere"  in un luogo che si visita, e di più, su come quel bello faccia capire la vita delle persone in quel luogo .

Le altre foto, quelle della vasca, sono sempre della mia figliola fotografa .

sabato 28 maggio 2011

Bambini abbandonati.



Mi hanno impressionato tanto questi episodi ( ripetuti!)  di bambini morti dopo esser stati lasciati dentro le auto dai propri genitori. Non ho condanne da esprimere, non mi scandalizzo.
Osservo, con tanto dolore.
Mi figuro quale sequenza di pensieri può condurre a lasciare un proprio figlio nell'auto, senza pensare, immagino, che dopo pochissimo tempo, al sole, sarebbe diventata una gabbia arroventata e pericolosissima.
C'è una considerazione nei confronti dell'"oggetto auto ", familiare, usato ogni giorno, più volte al giorno, quasi una parte di sè, forse non si immagina neanche che possa diventare così pericoloso. Questa identificazione con l'oggetto avviene anche in altri casi, e diventa concausa di incidenti con esiti tragici.

Poi c'è il bambino. Il bambino evidentemente non è del tutto reale, per questi genitori.
E' un bambino prevalentemente immaginato?
Un piccolo oggetto anche questo bambino, che ancora non parla, non da grandi problemi, magari dorme, in quella situazione, legato al seggiolino di "sicurezza". Ma quale sicurezza?

Un pò il problema sta anche lì, in quella sicurezza totale che ci viene assicurata da oggetti supercertificati, non li vogliamo cinesi, gli oggetti per la cura, il riposo, il trasporto e il gioco dei bambini, perché non sono certificati, ma alla fine forse non deleghiamo la gestione della sicurezza ad altri, che progettano gli oggetti che usiamo, o i luoghi in cui viviamo, e noi adulti non siamo più in grado di valutare le situazioni non da esperti, ma con banalissimo buonsenso?
Mi ci voglio mettere anch'io fra questi adulti. Non voglio lasciare soli questi genitori come bestie rare, non lo sono.Non sono mostri eppure ci appaiono come tali, mi pare che il nostro cervello preferisca pensarli come mostri che raramente nascono sulla terra, che come normali esseri umani.





Diceva il nostro parroco Don Franco, che ora è vescovo di Grosseto, che fra un uomo qualunque e un assassino c'è di mezzo un'occasione. Non sarei così drastica, ma è vero che queste cose possono accadere a tantissime persone.

Non c'è premeditazione, non c'è volontà di nuocere, c'è incoscienza, proprio nel senso di mancanza di coscienza di ciò che può accadere. C'è una perdita di senso della realtà, bambini immaginati e non agiti, bambini che esistono solo un pò.
Un genitore, quello di Passignano, ha detto che aveva lasciato la macchina al sole perché l'aveva appena lavata. Si doveva asciugare. E il bambino dentro che doveva fare?





Quell'altro babbo aveva dimenticato semplicemente la presenza della bambina nella macchina. Pensava di averla già portata all'asilo.

Una volta, quando le mie bambine erano piccole, avevo una di loro con me nel passeggino, ero contenta e rilassata,  e camminavo per il mercato, che allora era in centro, in una piazza in lieve pendenza.  Mi fermai a guardare una bancarella e lasciai il passeggino accanto a me, dimenticando di frenarlo. Mi fermavo per  qualche minuto e non pensai per niente che fosse necessario frenarlo. Accanto passavano le auto e il passeggino si mosse, per la pendenza della strada. Una signora, scandalizzata, mi chiamò offendendomi, ero matta a lasciarlo così, la bambina poteva essere investita. Inveì un bel pò contro di me.
Rimasi tanto male: da una parte mi pareva una reazione eccessiva quella della signora, ma contemporaneamente capivo che se non mi avesse chiamato la bambina poteva realmente essere investita, anche se lì le auto transitavano a passo d'uomo.Non era successo nulla, a parte le urla della donna, ma l'episodio mi disturbò molto. Si fuse nella mia testa con certi sogni che avevo fatto in cui partorivo un pesce e non un bambino, oppure avevo un bambino, ma non  mi ricordavo di nutrirlo come avrei dovuto e lo lasciavo a lungo senza mangiare. Il bambino sopravviveva, ma era una specie di miracolo, non ero una buona mamma.





Nella realtà avevo sempre nutrito correttamente le mie bambine.
Ma poi cos'è corretto?
Davo molta importanza al cibo, come  in casa della mia mamma, avevo usato il cibo come sostituto di qualcosa che a volte non ero in grado di dare, davo cibo al posto di attenzione, o di affetto, quando ero troppo stanca o troppo presa da cose che mi pesavano enormemente, che non riuscivo a risolvere. Dunque che c'era di corretto?

C'è che non esiste una scuola per genitori, e forse si dovrebbe fare una terapia o un periodo di analisi psicologica prima di avere a che fare con piccole preziose vite. Io non sono per salvaguardare gli embrioni, ma le vite di chi è nato sì.
Pensieri e domande, senza davvero nessuna risposta. Penso a quei genitori con un sentimento grande di pietà, a loro e alle creature che hanno perso la vita in un modo così sciocco e insieme tragico.
Questi fatti interrogano e provocano dolore, fanno pensare che l'uomo come animale abbia una tendenza suicida, almeno in questa epoca storica, per dimenticare così i propri piccoli o abbandonarli, per esempio, nelle mani di pedofili.





Penso che un babbo o una mamma che abbandonano un figlio nell'auto rovente rendendosi colpevoli della sua morte siano rovinati. Vite buttate, quasi impossibile ricomporre il disastro causato a se stessi e al proprio bambino. Non so perché ho scritto queste cose; forse  mi urgeva un pò di verità in mezzo a tante notizie che poi veloci scadono nella banalità e nelle ripetizione.

Le foto sono ancora di mia figlia. La rosa della cavalletta è, per i curiosi, una banalissima "La sevillana" di Meilland, rosa robusta da arredo urbano.

venerdì 27 maggio 2011

Berlusconi e le strade dritte.

Per ricominciare voglio tornare al commento di Mariolino al mio ultimo post sulle costellazioni familiare. Mario è sempre spiazzante , sarcastico, un pò folle, non è portato per condivisioni o carezze sulla testa, o così ci vuol far credere. Il suo post sulle Baccanti di Euripide non riuscivo a finirlo, avevo le lacrime agli occhi dal ridere.

Sì , Mario, Berlusconi non ci va ai seminari sulle costellazioni familiari, forse va a quelli su come ingrandire l'ego e arricchire il patrimonio (ne hanno fatti davvero!) , ma poi chissà che ne capisce, deve essere naturalmente dotato. Oppure è il suo karma.

Mi torna in mente una cosa vista forse su Gardenia, forse da un'altra parte ,una piccola foto con un breve commento. Era una passerella che attraversava un laghetto , per arrivare, dall'altra parte , ad un tempio. La passerella era costruita a zig zag , con angoli vivi , perchè ,dicono in quel posto da qualche parte in Oriente,  gli spiriti malefici vanno dritto .
Come Berlusconi!  Che vuoi che gliene freghi di andare a guardare le generazioni precedenti , i motivi profondi? Il tipo Berlusconi, per non dire l'alter ego Cicchitto e tutta la banda di sostenitori/rimediatori di gaffe , quello che gli piace lo prende, anche quello che gli serve o lo arricchisce lo prende lo stesso.Non si pone domande e non fa deviazioni. Dico Berlusconi , ma vale per lo spirito malefico in generale, ci si può mettere dentro tanta gente . Ora certo noi con quest'uomo che è un fenomeno antropologico abbiamo superato il troppopieno , non se ne può più. Noi, siamo in tanti, non così malefici, anzi piuttosto per bene , in buona fede, si va a zig zag , due passi avanti e uno indietro , a riguardare se abbiamo fatto bene davvero o si poteva fare meglio ...
Panorama con la rosa Pierre de Ronsard.
Ranocchine grandi , o piccole, come mosche.
Dentro un fiore di tagete. Queste creature sono piccolissime , i girini , la loro forma precedente , sembrano più grossi, e sono molto più semplici, solo testa e coda. Nel passaggio, che richiede certamente nella creatura l'utilizzo di notevole quantità di energia, sembra che la dimensione venga momentaneamente sacrificata a vantaggio della "specializzazione": si formano tutte quelle cosine minuscole che la rendono una perfetta rana e per un pò resta una rana piccolissima.
Quando con Berlusconi sarà finita spero solo che abbiamo tutti imparato la lezione. Mi ricordo bene i primi anni una notevole sottovalutazione dell'impatto delle sue televisioni, come per dire che non poteva essere vero che la politica passasse di lì e non dai canali seriosi, barbosi e consueti . Un atteggiamento di superiorità benevola , di concessione dall'alto , perchè è impossibile che quelle trasmissioni televisive creino autentica cultura. Non hanno creato Cultura, in senso qualitativo, ma hanno creato cultura spicciola, cioè opinione , costume , disabitudine al pensiero, anestetizzazione mentale. Chissà se abbiamo imparato a non sottovalutare?
Gaillardia .
Nigella damascena con fili di Miscanthus. Le Nigelle sono annuali facilissime, che si seminano da sole e sono belle anche in queste forme semplici, quasi uguali del tutto a quelle che nascono nel grano .
Stelle e stringhe.

martedì 17 maggio 2011

Peonie assortite.

Peonia Gay Paree.
Bowl of Beauty.
Questa non so come si chiama , ma è una meraviglia .
 Siamo a martedì, dopo  un sabato e domenica "turboli" avrebbe detto un contadino che veniva a lavorare da noi più di 20 anni fa . "Il tempo se 'nturbola " diceva guardando il cielo, ma si è solo un pò turbato e rinfrescato, acqua poca, purtroppo. Non siamo come in Belgio, Grazia, c'è una notevole resistenza all'asciutto nella flora locale , ma fra poco sarà tutto giallo e secco , e con le innaffiature si rimedia poco .Per ora niente danza della pioggia, ma piccoli rituali e scongiuri.Tutti pagani !  Dalla finestra vedo il mio giardino e riconosco gli errori e quello che è , il giardino di un'appassionata , fitto di roba (piante) e pieno di colori. Un paesaggista avrebbe scelto un tema e l'avrebbe sviluppato , ripetendo qua e là gruppi di piante come frasi musicali, qui c'è di tutto , guardando di tenere vicino al cuore le più amate , ma di far stare bene tutti .

Però sto tentando , tento per esempio di non far troppa confusione intorno alla vasca , da quando ho letto osservazioni di vari paesaggisti, fra cui Paolo Peyrone, che dicono che l'acqua è già uno spettacolo per sè , non gli si deve togliere la scena.
Intorno non si deve esagerare. E' una parola! Siccome ho pazienza e faccio da me talee di piante amate , ho sistemato un piccolo ceanothus da talea vicino alla vasca e in attesa che cresca e risponda al suo babbo che fiorisce poco sopra , sul greppo , gli ho messo intorno molta ajuga variegata , che potrò togliere in seguito, ma intanto, senza salire in alto , perchè tappezza, è tanto bella.

E' vero che non ho resistito e in mezzo ho messo pansè e molto altro , e c'è una verbena bonariensis e una rosa di David Austin "Summer song" , ma non conta! Conta l'intenzione !!
 Lo spettacolo è l'interno, sembra che non sia neanche un vegetale.
Non ho disciplina in giardino , se non quando mi impongo i lavori strutturali , quelli tanto faticosi , che senza disciplina non li fai.Dovrei dirmi, NO! Come diceva la signora Orsi del vivaio omonimo , il giardino costringe alla selezione.

Per le piante invece mi infreno soprattutto a fine estate , quando il periodo luttuoso di aridità e solleone devo recuperarlo in qualche modo, e allora ricompro, sostituisco i "morti" e caccio un pò le piante a caso , pur di riavere vita e colore . Proprio lo specchio della vita, senza nessun distacco . 

lunedì 16 maggio 2011

L' EREDITA' DEL MIO BABBO.

 Fiori di agli da giardino: Allium Cristophii.
Il mio babbo non mi ha lasciato molte cose. Un giorno , qualche anno prima di morire , ricordo che mi disse:
" Per te non ho paura, so che comunque vada te la caverai ."
Cosa volesse dire non lo so neanche ora, ma credo che il lavoro lungo e continuo di manipolazione della mia mamma fosse già iniziato e lui vedesse che non l'avrebbe potuta fronteggiare. Sapeva, o immaginava in qualche modo, che da quella famiglia sarei uscita più o meno come c'ero entrata, a piedi e senza borsa, con l'essenziale, pagando tanti debiti che neanche avevo contratto, altri l'avevano fatto e me li avevano attribuiti.


Era un uomo che aveva avuto , nella professione, un certo successo, perchè era bravo , e non perchè erano gli anni sessanta e settanta. In quegli anni era come cavalcare un'onda , non era difficile stare a galla e far funzionare le attività .
Molti che avevano aperto fabbriche o lavorato come liberi professionisti avevano fatto i soldi .
Come lavorare in Cina in questi anni, se il PIL cresce del 10, 12 % all'anno se non lavori sei un somaro.Alcuni suoi colleghi si erano messi a progettare condomini, i condomini anni sessanta che abbiamo presenti tutti, alcuni ci abitano anche ora, o ci vivono i loro genitori. Sistema facile per far soldi velocemente. Lui non l'aveva fatto , aveva progettato pochi palazzi , di cui ho ancora delle foto. Piuttosto, dei palazzi  dei colleghi faceva i calcoli del cemento armato , erano la sua specialità. Era conosciuto in tutta la regione e oltre per questo.

Tutti , anche i più poveri , in quegli anni si facevano una casina, poi l'allargavano , poi compravano l'auto , il frigorifero , la lavatrice.
Quelli più fortunati diventavano ricchi , magari avevano anche talento, ma avrebbero dovuto con umiltà attribuire almeno parte del loro successo alle circostanze favorevoli.  Sparivano dal mondo perfino i segni della povertà , i mendicanti davanti alle chiese, che porgevano la mano , li avevo visti da piccolissima e non c'erano quasi più , le strade diventavano più pulite e non c'erano nemmeno più  pidocchi nelle scuole.

Al mio babbo sarebbero piaciuti i fiorellini a stella composti su una sfera invisibile.
Il mio babbo aveva delle idee e dei principi e cercava di lavorare nel rispetto di quelli. Quando non gli riusciva, e  doveva scendere a compromessi , non gli piaceva, neanche se guadagnava , gli  si guastava l'umore. Uno così non è vincente , lo è chi ha del pelo sullo stomaco, e non si fa turbare , soprattutto quando le cose gli vanno bene e si arricchisce .
Basta sentire parlare i nostri disonorevoli parlamentari che ora, pur in questa disgraziata situazione, sono sempre contenti e fanno battute spiritose, continuano a incassare ed è quello che conta.

Lui si deprimeva quando, spesso, si accorgeva che gli toccava aggiustarsi ed accettare cose che non gli piacevano .

Per un periodo, quando ero piccolina , fu consigliere provinciale . Era iscritto al partito socialista , un socialista di Pietro Nenni , la sinistra del partito . Per la sua posizione e il suo prestigio aiutava le persone , faceva progetti per le case degli amici senza compenso , dava una mano a chi cercava lavoro .

Colore chiaro e metallico.
Quando però abbiamo cercato lavoro io e mio fratello non ci ha voluto aiutare . Ci assimilava a se stesso e si comportava come avrebbe fatto per se . Si vergognava , me lo disse chiaramente una volta che gli chiesi qualcosa per mio fratello.  I suoi figlioli ce la dovevano fare da soli , cavarsela e dimostrare il loro valore , era più forte di lui .
Soprattutto nelle famiglie di origine meridionale è un punto di merito aiutare , raccomandare , fare favori, senza per questo parlare di mafia , fa parte della cultura del popolo meridionale .
Credo che soffrisse per questo , che capisse che facendo così  non solo non ci aiutava, ma in qualche maniera ci faceva un danno. Io , che ho una testa da monaca in perpetua penitenza, l'ho sopportato . Mio fratello penso che abbia sviluppato un certo rancore . 

PIù piccolo e meno "Hard" , "Purple sensation":
Mio padre parlava non di religione, ma di argomenti della religione, la fine del tempo, l'esistenza di un creatore, cosa c'è dopo la morte , con una serena e affilata razionalità, non negava con disprezzo la posizione dei religiosi praticanti, ma sconfessava gli atteggiamenti  bigotti che a tutti è capitato di osservare , "sarà come Dio vorrà" " è andato in Pradiso!" " Recitiamo un rosario alla Madonna , ci ascolta ed esaudisce" .

Quando gli chiedevo qualcosa su questi argomenti "metafisici" lui mi rispondeva come se parlasse con una persona adulta , non mi ha mai detto bugie . Io lo mettevo di fronte alle convinzioni più diffuse, su Dio , sull'eternità, sulla vita dopo la morte , dicendogli che l'aveva detto il prete, alla dottrina . Ridacchiava imbarazzato.

Andavamo alla dottrina perchè la mamma era convinta che, non facendoci prendere i sacramenti, battesimo, comunione , cresima, saremmo stati considerati diversi ed emarginati.  Per me un adulto era  degno di credito per il solo fatto di essere adulto, che fosse ingegnere, muratore o prete e il mio babbo non voleva smentire i preti parlandone male, ma insomma, neanche dargli ragione, dicevano delle corbellerie talmente grosse ! Non diceva proprio così , era garbato , ma si trattava di cose evidentemente non provate , ci voleva fede per crederci, ma poi che tipo di fede , se era fondata sulla paura . Parlava tranquillo, senza rabbia, mentre la mamma , che aveva scelto di mandarci alla dottrina perchè non fossimo discriminati , parlava con  astio dei preti falsi, interessati solo a  mantenere in piedi il potere della chiesa , che riempivano la testa della gente di stupidaggini .
Allium Bulgaricum visto da fuori.
Avrei voluto sentirgli dire che Dio esisteva , che dopo morti si andava tutti insieme nello stesso posto , che dopo c'era l'eternità ad attenderci . Non tornava tanto neanche a me , a pensarci, ma mi sarebbe piaciuto essere rassicurata .

Lui non lo faceva o lo faceva a modo suo, tentando di portarmi per mano dove era arrivato lui , un luogo della mente dove gli Uomini, e le Donne, stanno in piedi , sulle proprie gambe, ben solide, ad osservare un Universo in cui avvengono cose meravigliose e terribili da osservare, ma non c'è nessuno , più grande o infinito, a parlare con loro .
Era come se mi dicesse che, superando la paura dell'ignoto, della fine di se stessi e delle cose, dell'"infinita vanità del tutto" , si può vivere ugualmente bene . Forse meglio, senza illusioni e senza maschere . Questo lo scrivo ora che ci penso, come è utile scrivere, ma allora mi faceva solo paura affacciarmi su questo abisso mentale, ma pur sempre profondissimo. Allora lui mi rassicurava,  diceva che non era un ateo, forse credeva a qualcosa , a modo suo , non nelle cose che dicono i preti, che gli sembravano, francamente , delle fesserie.

Cristo, Cristo è un'altra cosa, una meravigliosa figura storica , forse , o forse un mito costruito sovrapponendo storie, speranze e leggende. Ma ce ne sono altre, di figure di esempio , diceva.  

Non vado al cimitero, lui non è più lì , non è più sulla terra , ma lo penso tutti i giorni e  la morte ha cancellato alcune cose brutte che non gli perdonavo da vivo , un lasciarsi andare , non combattere più che a volte rivedo in me .
Allium Bulgaricum da sotto e dentro.
Pensandolo così spesso e scrivendo, vedo quante volte lo nomino e dico:
"Questo libro era del mio babbo.. -oppure-  questo lo diceva il mio babbo..-oppure- il mio babbo faceva così..."
In questo modo ho visto che le cose migliori vengono da lui , anche se era una figura discreta, non invadente, defilata , in famiglia . Le cose che so , le cose che mi interessano , i valori che mi animano , sono suoi , e su quelli ho fatto crescere cose autonome ,che sono mie.

Se devo citare modi di dire ,proverbi , episodi  è sempre la mamma protagonista , la mamma era "La " protagonista , di tutta la storia , la sua e la nostra , luminosa e illuminata da un riflettore sempre acceso , accentratrice , ma lo sfondo che rendeva possibile il dipinto , declinato in colori scuri e pastello , luci sommesse e ombre della sera , azzurri chiari e gialli tenui ,rossi del tramonto e viola, era il mio babbo .
Lei si celebrava, lui sognava un mondo più giusto , più in pace e più uguale con energie e scienza a disposizione per tutti .
Li ringrazio tutti e due e li conservo in me , con tutto il carico di dolore di ogni storia familiare, la nostra ne ha portato molto, ma lui mi ha lasciato una preziosa eredità , che mi sostiene ogni giorno , che guida i miei passi .

sabato 14 maggio 2011

Energy catalizer : siamo caduti nel futuro.

MI accorgo ora che era ancora un sabato, il 16 aprile scorso , quando avevo visto su Rai News, alle 21, una trasmissione su nuove fonti di energia a basso prezzo.
Preparata dai post sul blog "Ventidue passi d'amore e dintorni" di Daniele Passerini, mi ero sinceramente entusiasmata. Mi sembrava una luce di speranza rispetto alla storia del terremoto e dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima.

Fatto caso? Non se ne parla più di Fukushima, anche se stasera ,ancora su Rai News, scorreva sotto l'immagine la notizia della morte di un operaio della centrale . Verrebbe da fare dell'ironia: di che sarà morto , un ictus, un infarto ?
O magari RADIOTTIVITA'?
Uno degli eroi di quei giorni.

Intanto , mentre leggo , vedo la faccia di Maurizio Torrealta , il giornalista che condusse quella trasmissione, e poi vedo la faccia di un anziano professore di fisica dell'Università di Bologna , lo riconosco, è Focardi , e dico a mio marito di non cambiare canale , perchè di sicuro parlano dell'E Cat , Energy Catalizer, catalizzatore di energia, la macchina inventata da un certo ing. Rossi , aiutato negli esperimenti dal prof.Focardi , che sarà presentata ad ottobre in Grecia, ad Atene , dove una società internazionale comincerà a produrle in serie a partire da novembre.

Sarà che ho letto in vita mia tanta fantascienza , ne ho ingoiata in quantità tanto da non ricordare i titoli dei libri, salvo alcuni che hanno lasciato segni particolari , che ora mi pare di essere dentro uno di quei romanzi , un racconto di Asimov , dove si descrive un oscuro ingegnere che si inventa un aggeggio che cambierà il mondo . Così dice Maurizio  Torrealta , non si sa bene ancora come funziona , non si sa che c'è dentro, si fa fatica a concedere un brevetto , per la legge sui brevetti , in studio è presente un signore dell'ufficio brevetti  che propone di usare  un'altra normativa sul segreto industriale, si tenta di infangare la figura di questo ingegnere inventore , che già in passato ha provato a trasformare i rifiuti in carburante se non ho capito male, ma non ha funzionato e si è bruciato.

Una storia da Asimov, lo giuro,con tanto di possibili complotti internazionali, se non fosse che è ambientata in Italia , a Bologna, e poi in Grecia, un paese che sta rischiando di collassare e ora proprio lì si fabbricherà un oggetto che , installato in casa, risolverà i problemi di energia per moltissimi anni a venire, consentendo alla "specie umana di prendersi tempo per sviluppare ancora altre soluzioni con tutta la calma del caso, di interrompere la produzione di CO2 che ci sta portando al disastro ambientale planetario e probabilmente di superare il problema della fame e della povertà in assoluto ". Non esagero per niente .


Non sembra anche a voi fantascienza ? Siamo caduti nel futuro , Dio mio  !!
Ci sono in studio un paio di giornalisti , non chiedetemi i nomi, li ho già dimenticati, un uomo , che prospetta una crisi internazionale di fronte ad una scoperta del genere e poi una donna , che chiarisce ed approfondisce. L'energia è gestita da enormi società, che , guarda caso, gestiscono anche l'ACQUA in molti paesi , queste società ,di cui alcune sono le stesse a cui Berlusconi ha promesso di comprare le centrali nucleari , si sentiranno minacciate da un semplice oggettino magico di questo genere , il sogno dell'energia a basso prezzo si scontra con gli interessi di pochissimi che tengono la maggioranza ,da noi composta, per le palle , o per il collo, se donne.

Vorrei solo che il mio babbo, da là dove si trova, potesse vedere cosa si sta preparando . Lui ci credeva in questa cosa, era come se  sapesse che sarebbe accaduta .
La cosa mi eccita nonostante i livelli bassi di ormoni in circolo , somo stata sempre portata per una specie di libidine intellettuale .

Ma siccome non sono proprio una superficialona , mi viene da pensare: forse sarà il caso di ragionare bene, anche con questa nuova fonte di energia , e le altre che verranno, perchè molti laboratori nel mondo stanno lavorando a cose simili. Perchè se l'energia fosse anche relativamente infinita, su questa bellissima palla azzurra tutto il resto non è infinito : il terreno coltivabile  , l'atmosfera , l'acqua , per dirne tre della massima importanza. Per gestire bene una nuova età dell'oro si deve ancora fare la cosa suggerita da tutti i libri sacri , cambiare il cuore dell'uomo .Cominciamo da noi, oggi , o continuiamo il lavoro iniziato tanto tempo fa , perchè vedo che molti di voi sono avanti in questa cosa. Buona fortuna a tutti sull'astronave terra , e occhio alle notizie sull'E Cat , e poi si dice che il gatto , di certi colori , porta male. Porta bene , altro che!

venerdì 13 maggio 2011

News from Vitamina's garden.

Qualche foto d'insieme, il giardino non è solo , per me , entrare nei fiori, ma soprattutto vivere con loro, anche quando i fiori non ci sono.
Stanno succedendo un sacco di cose, non come quelle che racconta la TV , è il microcosmo che è in movimento! Intanto è sparito "quell'omo" (il merlo) , e attendiamo speranzosi di risentire il canto tipico , una breve frase musicale, a cui ci aveva abituati. O la su' moglie l'ha messo al pezzo , o l'ha chiappato la gattina Pipa Codastorta. Abbiamo trovato delle penne grigie , anzi (macabra!) un'ala intera , ma ci vorrebbe Sherlock Holmes per stabilire se siano di merlo o di storno .
Ieri sono venute delle persone a trovarci . Ho così scoperto che una donna con un pò di tacco rischia di rompersi l'osso del collo per la paura di scendere la scaletta di pietra realizzata con le mie mani  l'anno scorso.
E dire che mi pareva tanto agevole.
Neanche la vasca dei pesci, che mostro come un gioiello o un figliolo , è piaciuta tanto . Tanti animalini sopra ! (Era una sporadica nuvola di moscerini, mai vista prima lì ) . Pazienza : io l'apprezzo moltissimo la mia vasca , le libellule turchesi iridescenti , lievi come spiriti e preziose e la panzer volante Panciazzurra , che minaccia anche me .
Uno scorcio dall'alto, un angolino obliquo da cui mi piace osservare . MI piace il riflesso dell'acqua fra i rami e le foglie del noce.
Apprezzo l'acqua verde e i pesci rossi che si divertono molto sotto le foglie di ninfea, i girini indaffarati tutti testa e coda , le gambusie e le rane che fanno finta di non sapere che le hai viste benissimo , aggrappate alle erbe ossigenanti. Soprattutto l'apprezza l'innominabile cane dell'Innominata , che tutte le volte che viene ci entra dentro e riesce a fare due vasche a nuoto, suscitando in me il pensiero "Ma quanto avevo scavato per starci dentro tutta quell'acqua da far nuotare un cane di più si 60 kg?"

Fioriscono due peonie : Gay Paree ( Forse "allegra parata" ) e Bowl of Beauty . Sono talmente belle e allegre che quando fra pochissimo avranno finito mi verrà da piangere.
Fiorisce in pieno la rosa Pat Austin e vicino a lei la Madame Pierre Oger e la Nuits de Young . Tre colori, arancio ramato , rosa antico in varie sfumature e un bordeau che va sul viola scuro e vellutato. Mi avevano detto che era azzardato mettere l'arancio vicino al bordeau. Ci ho ripensato , quante centinaia di anni sono che i monaci buddisti si vestono di arancio e bordeau? Super collaudato , come abbinamento.

Aquilegie in frotta nella luce della sera.
Fuori del cancello un arbusto fa l'effetto del giardino del male ( quello di Arcore ) tutto coperto di ragnatele sembra secco . Ce n'è un sacco in giro in queste condizioni , è Evonimus Europaeus , un cespuglio spontaneo , bellissimo in autunno per le bacche che sono rosa fuori e arancio all'interno del rivestimento, anche queste non scherzano, come abbinamento . Le ragnatele le producono dei piccoli bruchi , ho l'impressione che siano gli stessi che mangiano le querce , devono svernare sull'evonimo e cibarsi sulle querce, maledetti!

Loretta, "Un roseto in via Cerreto" , prima dello svinamento della piattaforma di Blogger, per cui si sono persi i commenti ,  sono riapparsi nomi indesiderati  e sono spariti dei post, Loretta, dicevo , mi ha chiesto se conosco i "Giardini Toscani " del Casentino . Certo che li conosco !

Dato che non so se Loretta abbia fatto in tempo a leggere il commento , scriverò qui la risposta .
Hai presente la Maxi, la mia amica mezza fata di cui ho scritto qualche volta?
Bene, il vivaio "Giardini toscani" è dalle parti di casa sua e lei ci ha lavorato per un periodo .
La mia impressione assolutamente personale e non condivisibile è che sia una cosa dissennata e per niente ecologica andare a disboscare pesantemente un pezzo grande di bosco , sempre stato bosco quindi pieno di sassi e radici , in forte pendenza , e tagliarci anche delle strade , che in genere finiscono di distruggere il resto, per impiantarci un vivaio lontano dai paesi e da qualunque cosa. L'idea è venuta non a caso ad una signora americana , che ha chiesto e ottenuto contributi pubblici per realizzarlo ( forse della comunità europea).
Qui da noi lo straniero , nelle sue varie forme , ha un fascino irresistibile . La mia impressione è che quando uno straniero (proveniente da USA, Canada, UK , Germania , perchè ovviamente questo non vale per gli extracomunitari)  entra in un pubblico ufficio la mente degli impiegati vada in brodo di giuggiole , qualunque cosa dica o chieda diventa verbo divino.

La stessa cosa poteva essere realizzata in un terreno di pianura , o più agibile. Se tutti si mettessero in testa di fare simili operazioni nei nostri boschi ,sarebbe tutto distrutto in breve tempo . Ci saranno senz'altro motivazioni valide che io non conosco , la mia impressione nasce dall'aver visto questo terreno difficile, recintato, pieno di erbacce e sassi (massi) , deserto , neanche un'anima viva, alcuni iris fioriti e rari ciuffi di vegetazione che si poteva pensare fossero peonie. Di toscano solo l'ubicazione , e questo a me che sono toscana da generazioni da un pò fastidio. Tutti stranieri, la proprietaria e tutti i dipendenti extracomunitari.
La vasca comincia a rivestire i bordi e ad integrarsi del tutto.

Che si usi la Toscana solo come un marchio mi urta. Da lì avrei pensato che non potesse uscire niente di buono , invece  all'Esselunga ho trovato in vendita vasi di iris firmati Giardini Toscani , forse è questo a cui si riferisce Loretta. Non li ho comprati perchè di solito io e l'Innominata li compriamo al Giardino degli Iris a Firenze, che è anche un modo per sostenere l'associazione che se ne occupa . E' sufficente?
Magari ci scambiamo le mail, così si continua a chiacchierare in privato. Dimenticavo:questa signora organizza una giornata di "vivaio aperto" con pasticcini , tè ecc. ora a maggio , ma per vari motivi non ci son mai potuta andare .

Osservazione : la primavera ormai profondamente inoltrata rimane, qui da noi , molto asciutta . Cominceranno , da parte mia , i vari riti propiziatori per la pioggia ,tutti intimi e nascosti, perchè sennò si mette male. Capisco sempre perfettamente le popolazioni che fanno processioni , danze tribali , amuleti per chiedere l'acqua dal cielo, io non faccio queste cose, ma devo cominciare , perchè dentro di me sono così. E' inutile negarlo.

mercoledì 11 maggio 2011

Peonia "FIRE".


Non l'avevo mai fatto , ma quest'anno voglio dedicare una specie di reportage alla peonia "Fire", comprata una decina d'anni fa a Masino , dove ero andata con la mia amica Paola e la Margherita , sua figlia allora molto piccola .
Un ragno bellissimo in contrasto di colore aspetta le sue vittime.
Peonia erbacea, "Fire" è il nome della varietà , così mi disse chi me la vendette ,   come vedete somiglia molto alle peonie spontanee dei boschi , in tutto salvo per il colore , che è davvero esplosivo. Scelgo le piante per il colore molto spesso, ne sono catturata e me ne innamoro . Questa cresce ormai in diverse postazioni , è stata divisa perchè aveva smesso di produrre fiori . Ha un difetto , la sua fioritura dura poco ! E' fulminante e breve, come tante cose belle.
Nell'ultima foto si vedono le foglie a spada del Sysirinchium striatum, che ho comprato da Valeria , "il posto delle margherite" è il suo vivaio di Lucca . Sta bene il Sysirinchium , fra un pò farò le foto , sta formando i fiori!
Al di sopra della peonia c'è la rosa "Pierre de Ronsard" , che è uno dei miei insuccessi : fiorisce , ma non si arrampica, e invece dovrebbe,  inoltre produce continuamente succhioni dal selvatico . Ma è lo stesso molto bella , la vedremo prossimamente .Queste foto sono tutte dedicate alla Maria Luisa C., a cui piacciono tanto le peonie , anche se credo che questa non sia una delle sue preferite.
Ci sarebbe da fare un discorso su come i colori tocchino ognuno una corda del cuore , richiamino emozioni diverse e stati d'animo come un soffio di vento.. Qui il fucsia va con molto verde intorno e col giallo al centro del fiore , che sarebbe normalmente un accostamento violento: guardate voi stessi e sentite cosa vi raccontano questi colori...