martedì 28 giugno 2011

Il respiro della Terra.

La lavanda .
Rosa "Summer song" e gypsophila.
 Tutto lungo il bordo della vasca.
Buddleia Weyeriana, spighe di palline di fiorellini gialli.
Perowskia atriplicifolia , se si trova bene diventa quasi infestante.
Varcata la porta dell'estate , dopo San Giovanni , dicono i biodinamici che inizi il tempo dell'espiro della Terra. Secondo la teoria antroposofica  in inverno la Terra inspira, in estate espira , e le due stagioni di mezzo , quelle in cui per i nostri giardini accadono le cose più interessanti , sono tempi di apnea, quel periodo breve in cui, fra i due atti del respirare , si trattiene l'aria , ci si ferma e ci si riposa. Ma quando la Terra riposa noi invece, nei nostri giardini, lavoriamo molto , potremmo anche saltare i pasti, qualche volta, per svolgere tutta la mole di lavoro che c'è . Oltre a questo i biodinamici dicono che nell'espirare la Terra rilascia delle forze spirituali , emette spiriti che se ne vanno in giro , si liberano . La Terra resta impoverita , e loro se ne vanno a turbare un pò l'esistenza dei poveri umani . Non ricorda  il "Sogno di una notte di mezza estate "?  Fate e folletti , non sempre belli e benefici , fanno impazzire gli uomini che si perdono nel bosco nella notte magica che i cristiani dedicarono a San Giovanni. Che sia questo un tempo di magie è comunque fuori dubbio . Il solstizio d'estate la Terra lo celebra da sola , le lunghe giornate limpide , la luce che dura fino a tardissimo, con l'artificio della convenzione dell'ora legale. Ed ecco le lanternine magiche , le lucciole, e i canti degli uccelli nella notte, il più bello quello dell'usignolo , che passato San Giovanni cessa pian piano. Per la lunghezza delle giornate questo è anche il periodo del "tempo balsamico " delle piante , in effetti molte officinali hanno in questi giorni il massimo dei principi attivi , ipericum perforatum , ruta , lavanda , salvia e tutte le altre, salve quelle di cui si usa la radice, che si estrae in autunno . Il mio giardino , che è molto esposto alla luce solare e al caldo , adesso entra in una fase di riposo , stamani ho tolto e tagliato , portato via delphinium, lunarie e nigelle ormai secchi, tagliato la Phalaris arundinacea picta , una bella erba a strisce verticali bianche e verdi . Riduco e preparo al grande caldo, che ha sempre un impatto fortissimo qui da me , e fa sempre qualche vittima. Invece cerco di sostenere quello che è coltivato in vaso, buddleie , plectranthus , verbene coloratissime , pochi gerani , coleus . I grandi vasi restano fra i pochi punti di attrazione dell'estate , insieme alla vasca , dova l'acqua evaporando crea un microclima che permette alle piante coltivate intorno di sopravvivere molto meglio che altrove. Quando arriva l'estate ci sono piante che l'annunciano : fioriscono le lavande , l'agnocasto e la perowskia, tutti in azzurro e tutti sopportano l'asciutto  .Più avanti si apriranno le palline blu di Echinops Ritro , una specie di cardo molto grazioso , sempre del gruppo delle facilissime, perfino troppo. Piantato in un posto è difficilissimo eliminarlo , quindi è bene pensare a lungo prima di metterlo a dimora , e scegliere un luogo assolato, asciutto , difficile per tutte le altre, in cui si troverà a suo agio e se farà fatica all'inizio, poi riuscirà a fiorire , una volta affondate le sue forti radici . Fuori del giardino l'estate compare anche per le strade , quando fioriscono i radicchi selvatici con i loro effimeri fiori blu la primavera è tramontata definitivamente . Lungo le vie, qui da me , compaiono nei fossi colonie di salcerella (Lithrum salicaria) dalle spighe viola , ciuffoni di una clematide erbacea bianca e profumata ( Clematis Flammula?) ,  scabiose e malve , alte piante di cardo dei lanaioli , e piante più piccoli di molti altri tipi di cardo , fiori del caldo e del secco . Il caldo di giorno leva il respiro ed è bello invece alzarsi presto e innaffiare o zappettare quando il sole non si è ancora alzato . Per il resto, tornando agli spiritelli che turbano gli esseri umani, un'amica che lavora al Sert mi diceva che con i primi caldi forti molte persone, che magari già usano alcool o stupefacenti , perdono il poco equilibrio che hanno di norma e ci sono tante chiamate al servizio pubblico, molto più del solito ..

giovedì 23 giugno 2011

Mac Ewan e la dissezione dei luoghi comuni .

Giocando in giardino.
 Un pezzettino tratto da "Solar" di Ian Mac Ewan , pagina 23 della versione in italiano:

"La meccanica quantistica.Che ricettacolo, quale discarica di umane aspirazioni, terra di confine nella quale il rigore matematico aveva la meglio sul buonsenso, dove logica e fantasia irragionevolmente convergevano.Qui  gli inclini alla mistica trovavano tutto quel che volevano, chiamando in causa la scienza a riprova delle loro tesi . Chissà che splendida musica ultraterrena doveva essere per quegli ingegni della domenica la "asimmetria spettrale", le "risonanze", l"entanglement",gli "oscillatori armonici quantistici", quali seducenti melodie, l'armonia delle sfere celesti capace di trasmutare un muro di piombo in oro, e di creare un motore di fatto azionato dal nulla, da particelle virtuali che non emettevano sostanze dannose e che avrebbero fornito energia al progetto dell'uomo, oltre a salvarlo. Beard si sentiva commosso dagli aneliti di questi uomini solitari. E chissà perché pensarli solitari? Non era semplice presunzione a farglieli immaginare così. Gente che non ne sapeva abbastanza, ma comunque troppo per trovare qualcuno con cui chiacchierare. Quale amico in attesa al pub o alla British Legion, quale moglie oberata di fatica fra figli, lavoro fuori casa e faccende domestiche, sarebbero stati disposti a seguirlo nelle gallerie di tarlo del continuum spazio temporale, fino al tunnel gravitazionale, lungo la scorciatoia verso una soluzione definitiva del problema energetico globale?"

Questoè un grande amore.
Come mai, direte voi, ho riportato questo brano ? Qui il cinico professor Beard, protagonista di "Solar", solleva il velo su uno dei luoghi comuni piuttosto diffusi e fastidiosi degli ultimi anni. Quante volte capita di sentir citare argomenti scientifici seri e bisognosi di anni di studio molto impegnativo per accedervi almeno in parte, usati invece per avvalorare tesi banalissime e per fornire basi a questioni campate per aria? L'ultima volta mi è capitato recentemente durante un seminario di sentir citare la meccanica quantistica per dare fondamento ad un metodo psicologico . Non c'è niente da fare, mi irrito, anche molto, trovo scorretto menzionare cose di cui non sa nulla chi ne parla come chi ascolta, è facile farlo, nessuno può contraddire, per farlo si dovrebbe essere studenti di fisica almeno del terzo anno, in pari e ancora freschi di alcuni specifici esami . In ogni modo se il metodo psicologico funziona, non c'è alcun bisogno di trovargli altre giustificazioni, risparmiateci la filippica sulla meccanica quantistica, la fisica delle particelle, delle stringhe e tutto il resto. Posso solo annuire come un ebete e non capire niente, non mi piace ridurmi così. Direi che ai miei occhi la citazione di questi argomenti scientifici svaluta complessivamente la tesi di chi parla, se espressa in modo così maldestro . Anche io, a suo tempo, ho letto "Il tao della fisica " e "Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta", quest'ultimo suggerito dalla mia amica Paola e diventato un libro della vita . Quelli sono testi scritti con un notevole impegno da gente davvero molto colta e piuttosto difficili da leggere.

Ma l'essere umano è per una parte un pappagallo, ripete parole nuove per il gusto di sentirne il suono, per sentirsi alla page,  buttandole lì a caso, mi ricorda una mia zia, che una volta disse che la prossima estate sarebbe stata bellissima, aveva prenotato una crociata !
Ora poi va di moda il DNA, qualunque cosa, si dice in televisione, ce l'abbiamo nel DNA, e anche questo è un discorso scientifico di non facile comprensione, credo che la maggioranza di quelli che lo nomina non saprebbe spiegare di che si tratta. A parte dire che è una cosina fatta a spirale.

Dopo averci giocato la butta via.
E' davvero irritante che persone che ignorano certi fenomeni se ne riempiano la bocca citandoli a caso . Certo io ho una visione severa della vita ed evito di usare parole di cui non so esattamente il significato, difatti uso un vocabolario ristretto, ma preferisco far così che non capire ciò che scrivo, e in generale cerco di scrivere cose che mi rappresentino in modo autentico, me o il mio modo di sentire e di vivere, che poi sono le uniche cose che penso di conoscere e di cui posso parlare .

lunedì 20 giugno 2011

Il lupo e l'uomo.

A proposito di lupi mi è tornata in mente una storia che mi raccontò una volta la moglie di un amico venuta a cena da noi . Da giovane abitava a Città di Castello con la famiglia e per un caso capitò in casa loro una lupacchiotta , probabilmente trovata da sola nel bosco. La allevarono in casa e crebbe come un animale docile e coccolato . Quando fu adulta si accoppiò con un grosso cane e partorì dei cuccioli . Qualche giorno dopo il parto la nonna che l'aveva allevata e le aveva sempre dato da mangiare si avvicinò ai cuccioli, ma un movimento brusco o il tono della voce più alto impaurirono la lupa, che aggredì l'anziana ferendola in modo grave. La lupa fu abbattuta. La famiglia pianse, ma non si poteva fare altro, liberarla era impossibile, si sarebbe sempre avvicinata senza paura alle persone, e oramai aveva aggredito la prima volta, non avrebbe dimenticato.

E' così che si concludono quasi sempre i rapporti stretti fra l'uomo e i selvatici. La tentazione di prendersi un cucciolo è troppo grande ed è bellissimo il periodo iniziale, quando il piccolo cresce e si piega alle abitudini, all'educazione, all'anima dell'uomo, sempre più forte della sua. Per i bambini avere un rapporto con un animale selvaggio dev'essere una grande esperienza, che però in genere  si conclude così, con la morte o gravi danni all'animale. Sono animali selvaggi e non possono adattarsi alla vita a contatto con noi; il cane, loro parente, è stato addomesticato nel corso di migliaia di anni, loro sono rimasti liberi. Il nostro rispetto nei loro confronti sta nello starne alla larga, essere cauti , non provocarli, osservarli da lontano, intervenire meno possibile, proteggerli con intelligenza, se ne siamo capaci, e infine, per chi vive a contatto con loro, difendersi con metodi non violenti, come dicevo, per esempio robusti recinti.

C'è un libro, di cui parlai una volta , "Il Totem del lupo " scritto da un cinese, da leggere assolutamente su questo argomento. Racconta una storia di uomini e lupi, gli uomini sono i Mongoli nomadi e il lupo è il loro totem, d'altra parte era anche un totem dei romani antichi, i loro progenitori mitici erano allevati proprio da una lupa. Il lupo ricorre come animale totem, in diverse culture , anche in Turchia, se non sbaglio. Questa storia spiega bene cosa sia un totem, il lupo è un antichissimo nemico, il più intelligente, il più saggio, quello che sa attendere, che sa lavorare in gruppo, che sembra sviluppi un'intelligenza collettiva insieme ad una propria dell'individuo. Nomadi e lupi mangiano le stesse cose, sono avversari nello stesso territorio, eppure l'uomo senza il lupo non può vivere, per motivi di equilibri ecologici. Questo i nomadi lo sanno dall'inizio e la scomparsa dei lupi, legata alla comparsa dei cinesi, significa chiaramente che anche i Mongoli spariranno, legati a doppio filo al loro antico nemico. Un legame ambientale, che è un legame di anima.

Anche noi abbiamo avuto i nostri lupi, dalla storia di Cappuccetto Rosso, a quella di San Francesco, alle Novelle del Casentino, alle minacce delle nonne, "Sta attento che arriva il Lupo!" Il linguaggio ricorda sempre l'altro ieri, quando i lupi minacciavano le pecore.

Una volta Grazia Francescato  , in un'assemblea dei Verdi a Chianciano.fece un discorso memorabile. Era l'anno in cui  , per la prima volta , ci fu una manifestazione, la prima no-global , in Canada, al WTO. Lei era presente, aveva dormito in albergo,e sentendo un rumore in strada si affacciò alla finestra. C'era un corteo di protesta  e all'improvviso  tutti nella strada, incalzati dalla polizia, si misero a correre e si aprirono delle grandi ali di farfalla, che dalla finestra della camera si vedevano benissimo, poi la strada fu ingombra da una balena blu messa di traverso, enorme . Raccontò che aveva provato una grande emozione. Disse anche che una volta , in una scuola dove era andata quando era presidente del WWF , un bambino, dopo che lei aveva parlato dell'estinzione delle specie animali, aveva alzato la mano e aveva chiesto "Ma allora, se muoiono le balene, non possiamo più raccontare Pinocchio!" Gli animali abitano la nostra anima, sono nostri compagni nel viaggio della vita, non solo di ognuno di noi, che forse qualcuno mai potrà vedere un lupo o un tasso o un capriolo vivo e libero, ma della nostra specie. Il loro ritorno nelle nostre campagne e nei boschi mi riempie di speranza e di felicità, come quello delle libellule sulla vasca dei pesci, anche loro preziose e minacciate. Lo spazio della mia piccola vasca è diventato, involontariamente, un luogo in cui possono vivere, lottare spesso e riprodursi, e questo mi fa un gran piacere. Come mi fa piacere  sapere che nel bosco, lontano lontano oppure più vicino, silenziosa, nascosta, è tornata a vivere una famigliola di lupi. Per loro non sarà facile, l'uomo non sembra cambiato una virgola, nella sua totalità, salvo eccezioni, e quando si sente minacciato anche in modo vago appresta subito difese esagerate, come quando si spara col cannone ad una mosca.

domenica 19 giugno 2011

Il ritorno del LUPO.




Si parlava, tanti anni fa, del fatto che, per conservare le specie animali e vegetali si dovevano creare più parchi, zone protette. Ricordo che dissi che forse si doveva chiudere l'uomo nei suoi parchi, le aree urbane, e lasciare il resto alla natura,  per quanto ormai,  da noi, l'intreccio uomo natura sia così inestricabile che non si distingue più l'uno dall'altra. Per questa esternazione mi conquistai l'appellativo di "verde komeinista". Me lo diede Enrico Valentini, che allora era un verde molto scientificamente formato e assai meno emotivo di me. Molto simpatico, aggiungo.Va bene, si piglia tutto, si accetta volentieri.
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Due sere fa siamo andati a cena da amici in una casa di contadini, ristrutturata, all'inizio poverissima,  e ora graziosissima, piccola e immersa in un verde ormai sovrastante, niente più attività agricole, salvo qualcosa, pochi olivi, un piccolo orto, per puro godimento personale. Il luogo è l'Alpe di Poti, il monte di Arezzo, insieme a Lignano, tutte le altre numerose montagne sono più distanti.

Da ragazzini ci portavano a Poti, quasi ogni famiglia faceva la sua puntatina ogni tanto, per camminare, cercare funghi, fare picnic, prendere il fresco, forse succede ancora, noi abitiamo troppo lontano per verificare. Nella mia infanzia ancora ci vivevano tanti poverissimi contadini, agricoltura misera di mezza montagna, pura sopravvivenza. Ora le case sono abbandonate o seconde case.

Il nostro amico ci ha raccontato che, dopo l'aumento vertiginoso del numero dei cinghiali, adesso sono arrivati i LUPI. I lupi stanno cacciando  i cinghiali e li hanno visti, raramente, nelle vicinanze della casa. I lupi sono animali intelligenti e prudenti, che non si mostrano facilmente. Tutti si lamentavano, troppi cinghiali, troppi caprioli, ed effettivamente fanno tanti danni all'agricoltura, un'agricoltura fatta non di presenza assidua e di lavoro animale (buoi) e manuale, ma di grandi mezzi a motore, con presenza sporadica. I campi sono meno presenziati e più selvaggi di prima.

Si sapeva che i lupi si erano riaffacciati in Appennino, quanto tempo fa non so dirlo, forse 10, forse 15 anni fa, e ci aspetta di vederli in cima a monti lontani, invece eccoli a Poti, alle porte della città, chissà se capiterà come in California, che hanno i coyote a frugare nella spazzatura. Comunque il ritorno del lupo è una piccola soddisfazione per la verde komeinista che è in me e per la sognatrice che anche lei mi abita, che vede il ritorno di un totem importante, che nei secoli dall'inizio della storia, lo ha costretto ad affrontare un nemico intelligente e saggio, che sa lavorare in gruppo.

Tornando a casa, lungo la strada stretta e completamente buia, illuminata solo dalla luna e dai fari della macchina, abbiamo incontrato due caprioli, una femmina, e poi un maschio, con piccole e graziose corna. Spiriti del bosco, ci è venuto da dire a tutti e due, quasi all'unisono. Essere sposati è questo, che a volte, parlando, diciamo le stesse identiche cose, perché le stiamo pensando uguali, e questo, anche se ci separassimo, resterebbe per sempre, credo .

venerdì 17 giugno 2011

SOLAR.

Sto leggendo Solar, di Ian Mac Ewan.
"Solar" è uno strano libro, direi inglese, per lo humor nero e caustico, direi anche veritiero, perché analizza comportamenti anche minimi, quelli che non si raccontano mai, e li fa vedere nella verità e nella miseria. La storia inizia sottotono, sembra di sbirciare in casa d'altri, in una vita che non interesserebbe nessuno, ma te la stanno raccontando e continui a leggere, per vedere questo famoso scrittore dove vuole andare a parare, disgustata (io) per i comportamenti dei protagonisti, gente sgradevole, descritta negli aspetti più sgradevoli. Non gente disgraziata. tipo quella raccontata da Bukowsky, anzi persone che dalla vita hanno avuto tutto e un pò di più, e potrebbero vivere saggi e felici .

Un fisico inglese,  noto per una sua teoria, la " Conflazione Beard -Einstein ", dopo una fase giovanile ricca e produttiva in cui ha elaborato la sua Conflazione, che poi gli ha valso il Premio Nobel,  superati i cinquant'anni di età ha perso tutta la sua vena creativa, si è sposato 5 volte e lo incontriamo in un momento in cui si sta disfacendo anche il suo quinto matrimonio con una bellissima donna, Patrice, molto più giovane e inspiegabilmente  innamorata di lui, nonostante sia un uomo grassoccio, basso, quasi calvo, egoista, traditore e con parecchi altri difetti.

E' l'uomo il protagonista del romanzo, di cui ci viene raccontata la vita pubblica, la sua direzione di un centro per le energie alternative, più che altro un ente inutile in cui vengono dilapidati fondi pubblici in quantità  per realizzare un impianto microeolico, di cui ci viene diffusamente spiegata la scarsa  utilità. Mac Ewan ci racconta anche la vita privata, i pensieri e i tentativi momentanei di emendarsi da una serie di vizi e cattive abitudini. E' difficile leggere questo libro, perché, almeno io, mi ci sono rivista in tutti i miei sforzi di dimagrire, le mie continue decisioni di cambiare modo di mangiare, di intraprendere abitudini più sane, di essere meno egoista, più amorosa con le persone della famiglia, di essere complessivamente più saggia, eccetera, come dico a volte "molto altro eccetera". La differenza fra me e lui mi è sembrata, a causa dell'identificazione che si produce col protagonista,  solo nel patrimonio genetico, che finora mi ha protetto da certe devastazioni fisiche,  e da una certa paura delle conseguenze di alcuni balordi comportamenti.

Nel centro che dirige, il Prof. Beard è attorniato da una schiera di giovani studiosi, per lo più fisici, che non lo interessano e non gli piacciono, li cataloga a gruppi, riuscendo a malapena a riconoscerli. Ce n'è uno, del gruppo catalogato come "le code di cavallo", per come tengono i capelli, che gli sta più intorno degli altri solo perché lo accompagna in auto nei tragitti dal luogo di lavoro a casa e viceversa. Il giovane, neanche trentenne, nei brevi viaggi in macchina tenta di proporgli alcune sue idee elaborate a partire dalla famosa Conflazione. Idee che sembrano sogni, il tentativo di copiare la fotosintesi delle piante e produrre, dall'acqua, idrogeno e ossigeno, fornendo al mondo energia illimitata .

Lo scienziato lo considera solo un giovane e noioso esaltato e non lo prende minimamente in considerazione. Una sera però lo invita ad entrare in casa e il giovane conosce la moglie. Poco dopo il prof. Beard, verificata la fine per inerzia del suo quinto matrimonio, decide di accettare la proposta di un viaggio nell'Artide, il soggiorno, con seminario, di una settimana in una nave fra i ghiacci da cui sarà possibile fare delle escursioni e vedere con i propri occhi lo scioglimento dei ghiacci perenni, il distacco di grandi iceberg  e altri fenomeni che avvengono in seguito ai cambiamenti climatici. La sua partenza viene salutata come un viaggio coraggioso in un luogo estremo, ma Beard sa bene che sarà assicurato ogni confort e soprattutto molto buon cibo, che oltre all'alcool, è uno dei suoi vizi peggiori. Sbaglia previsione, perché è nel viaggio che gli accade la cosa che darà la svolta al racconto e un benefico choc al lettore, che fin qui legge sonnacchioso e disgustato una storia mediocre con protagonista  un premio Nobel. 

Per raggiungere la nave ancorata nel ghiaccio i partecipanti al seminario devono fare un viaggio di un centinaio di chilometri con una moto da neve. Gli chiedono se ha mai pilotato un mezzo simile e lui risponde di sì anche se non è vero. Per il viaggio si deve vestire  con parecchi strati di indumenti per resistere ad una temperatura di meno venti che si abbassa, viaggiando scoperti nella neve. La vestizione, il rispogliarsi, il rivestirsi di nuovo, perché ha dimenticato di mettere le cose nel modo giusto, sono la parte del racconto più angosciante e divertente. Il prof. è già mezzo rincorbellito dall'alcool e non considera che invece dovrebbe essere in possesso di tutte le sue facoltà, perché si sta avviando in un ambiente estremo e molto pericoloso.

Quando riesce a vestirsi del tutto, ed ha gli occhiali da vista impiastricciati di marmellata perché ha preso da un tavolo un tovagliolino sporco per pulirli (io ho fatto un'esperienza simile e l'ho trovata immensamente fastidiosa) si rende conto che gli scappa la pipì. Pensa che ormai stanno per partire e non può spogliarsi tutto e rivestirsi di nuovo, poi gli scoccia fare una figuraccia. Parte, cavandosela anche nella conduzione  del piccolo mezzo motorizzato. C'è una guida a coordinare le operazioni e a sorvegliare l'andamento delle cose. Ma ad un certo punto non ce la fa più e si ferma a fare la pipì. Fuori della tuta ci sono circa 30 gradi sotto zero. Fare la pipì è un gran godimento, ma l'errore è aspettare che scenda ancora qualche goccia ritardataria, perché intanto il pisello si attacca, per il gelo, alla tuta. La cosa lo sorprende così tanto che lì per lì non sa che fare. Strappare non si può, gli viene l'idea di versare dell'alcool, che ha sempre con sè, e riesce effettivamente a liberare il pisello, che però, per l'esposizione al gelo, è diventato un pezzo di ghiaccio. Rapidamente lo rimette dentro la tuta, ormai terrorizzato, e riparte, ma dentro i pantaloni sente un rumore secco e una cosa gelida e dura scendere lungo la gamba: il suo pisello o più probabilmente un testicolo.

Devo dire che ho letto la prima volta di volata saltando delle parti, come quando si guarda un film spaventoso con un occhio solo e tappandosi le orecchie per sentire meno, e poi si chiede a quello accanto, di solito mio marito o le mie figlie: "Che è successo?" . Avevo la sensazione di un dolore all'inguine. Poi ho riletto un pò meglio. Andando avanti , e leggendo delle avventure sessuali del Prof. Beard, che penso sia stato chiamato così per la sua attitudine a questo tipo di prestazioni , ( Beard- bird hanno la stessa pronuncia) , sono tornata a rileggere la parte del distacco del pisello, perché mi pare impossibile che un uomo che ne ha perso un pezzo riesca ad avere tutta quella frenesia sessuale. Probabilmente ciò che ha perso è un testicolo, ma nel libro rimane un mistero. Comunque questa, nel suo contenuto scioccante, resta una parte del libro apprezzabilissima, perché spiega , in un modo davvero interessante, quanto un essere umano possa essere cretino.

Da qui in poi è difficile staccarsi dalla lettura. Io dico sempre che mi sembra di cadere dentro un libro, o dentro una storia. Rimane avvolta nel mistero la faccenda del pisello, la rimarginazione della ferita, il recupero delle funzioni. Ai fini del racconto sembra quasi una cosa non accaduta. Al ritorno a casa il Prof. trova una sorpresa, c'è un uomo in casa, in accappatoio, anzi nel suo accappatoio, sembra appena uscito dalla doccia. L'uomo è Tom Aldous, il giovane scienziato promettente pieno di idee fantastiche, che, scoperto amante della moglie, cerca di trovare un accordo con il Prof. e mentre lo fa, cade disteso su una pelle d'orso polare pericolosissima stesa sul parquet incerato e muore picchiando la nuca contro lo spigolo di un tavolino. Qui il Prof. ha un colpo di genio: senza commettere gravissimi reati, solo crimini minori, che restano nell'ambito della sua mediocrità d'animo, riesce a liberarsi in un colpo solo d'impaccio con la Polizia e a far ricadere la responsabilità della morte, che in realtà è stata accidentale, del giovane fisico, su un altro amante della moglie, che l'aveva in precedenza malmenato.

Nei mesi successivi seguirà il processo contro l'antico amante della moglie, cambierà casa, sempre volendo cambiare stile di vita e riuscendo invece ad infognarsi di più in un seminterrato umido e malsano che condurrà come una cuccia o una tana sudicia. Inoltre gli verranno consegnate delle carte che il giovane Aldous desiderava che lui esaminasse, che a prima vista gli paiono incomprensibili, e poi invece gli sembreranno geniali, se ne attribuirà la paternità e comincerà ad acquisire brevetti per lo sviluppo di un nuovo tipo di energia. Insomma, un premio Nobel che si evolve in un mediocre approfittatore parassita disgustoso, descritto in tutte le sue più squallide abitudini. Vi lascio la lettura dell'ultima parte della storia, che non saprei dire se abbia una morale oppure no. Mac Ewan non è così scontato.

Da un inizio sonnolento, dall'esplorazione di una vita tutta immagine e niente sostanza, si passa ad una serie di analisi sempre reali, caustiche e perfino dolorose, e per questo appassionanti. Per esempio viene descritto lo spogliatoio della nave dei ghiacci. La guida del seminario spiega come è importante che nel corso della settimana di permanenza nell'Artide ognuno abbia cura delle proprie cose, tuta, scarponi, copricapo, occhiali, l'attrezzatura di sopravvivenza in un luogo estremo, che si dovrà raccogliere intorno al proprio attaccapanni e mai introdurre nella nave cose bagnate o ghiacciate. Il progressivo deteriorarsi dello spogliatoio è una metafora del comportamento irrazionale dell'uomo nel proprio ambiente, accompagnato da un atteggiamento superficiale e canzonatorio, mentre tutti  bevono e mangiano a sfinimento e creano "opere d'arte" ispirate al riscaldamento globale.

Molti passaggi del libro mi sono sembrati talmente reali come se li avessi pensati io ed in effetti esprimono cose che da tempo penso senza averle organizzate in una forma compiuta. Il solare come nuovo mito, il solare o l'eolico buoni e puliti ad ogni costo, e abbiamo visto bene come, con i contributi statali, le prime a buttarcisi siano state le mafie. La vita privata di un uomo dalla mente geniale e dall'anima meschina, incapace di tenere a bada il proprio stomaco, il proprio pisello e la voglia di bere.

Ad un certo punto del libro, verso la fine, un collaboratore del Prof. Beard, inquieto, gli dice che arrivano voci che la storia del riscaldamento globale sia tutta falsa, sembra che ci siano degli studi scientifici in tal senso, e allora tutto il loro lavoro per lo sviluppo delle energie alternative al petrolio rischia di sfumare, di non trovare più finanziatori... Il Prof. fa una lunga esposizione della situazione climatica e conclude con una frase del genere  " Puoi stare tranquillo, è una vera catastrofe, rilassati." Questa frase mi  sembra la più rappresentativa del libro per intero. Lo dico anche a tutti voi : " Pensavate di no, ma tranquilli, rilassatevi, è una catastrofe. "

Questo ad una prima lettura, ora dovrò rileggerlo, ho paura che ci troverò dentro parecchia altra roba che non ho afferrato al primo passaggio, e forse la spiegazione della faccenda del pisello congelato, che sinceramente mi angustia. Quanto al resto, un sano ridimensionamento di un atteggiamento ecofanatico, che talvolta ho intravisto in me stessa, (mi chiamavano verde Komeinista ) , mi sembra suggerito dalle pagine di questo libro .

Fiori dell'inizio dell'estate.

Stachis lanata  con calabrone , i fiori hanno sempre visitatori.
Penstemon coccineus, spettacolare ed elegante.
Questa foto e quella seguente ritraggono oenothera speciosa , famiglia delle facilissime, tappezza, fiorisce moltissimo, è delicata nei colori e non si perde mai .

Era un pò che volevo mostrare  queste foto dei fiori di giugno .
Hemerocallis "Carles Jonston " o un nome del genere , bellissimi e avari fiori di inizio estate , una pianta che ho da tanto e non ha mai fatto moltissimo , ma vale la pena ugualmente tenerla  per vedere una volta all'anno questi fiori rossi.
Eremurus Stenophillus , vedete che bel giallo , qui è all'inizio della fioritura, visitato moltissimo dalle api che raccolgono polline , e non nettare, di un colore arancio intenso , si vede bene dalle borse delle zampe posteriori con cui lo trasportano. Queste spighe di fiori sono visitate da tanti insetti e farfalle e abitate da alcuni ragni opportunisti , che si mangiano i visitatori. L'eremurus non è facilissimo da coltivare , deve stare in terreno drenato e l'attenzione si deve porre nel non rompere le radici a stella , superficiali e molto larghe intorno alla pianta . Quest'anno il giardino mi da un senso di pienezza e maturità diverso dagli anni precedenti , so che fra poco, col  grande caldo , mi sentirò orfana , ma intanto è un gran piacere starci in mezzo , spero di trasmettere un pò di tutto questo anche a voi. Poi tanto arriverà l'autunno , con tante altre piante  che già si preparano a fiorire.

lunedì 13 giugno 2011

ACQUA IN CASA .

Acqua in casa , una volta si diceva, "quelli stan bene, hanno perfino l'acqua in casa !"
Altrimenti l'acqua era quella del pozzo , e si tirava su con un recipiente chiamato, qui da noi, "la mezzina", quanti anni che non ne vedo più !
Acqua , in questo periodo ho letto di tutto, molti sbrodolamenti sull'acqua , e va bene, perchè l'acqua è liquida e il brodo si fa con quella .
Mi viene in mente un modo di dire della Lidia, una signora con cui ho lavorato per un pò.
Io facevo la cuoca e lei lavava i piatti e molto altro. Quando al ristorante , che lavorava su prenotazione , arrivava qualcuno inatteso , la Lidia diceva" Se farà come in quel convento : Padre , è arrivato un altro frate ! Diceva un fratino novizio. Brodo lungo e seguitate! Diceva il priore."
Ho la sensazione che questo sull'acqua sia un brodo molto lungo , il commento che mi è piaciuto di più è stato quello di Alberto Cane , "l'acqua che usiamo è sempre la stessa , che circola e torna per un pò a nostra disposizione , trattiamola bene, portiamo rispetto!"

Credo che si dovrebbe tornare a un pò di sano paganesimo , l'acqua è sacra da tempi lontanissimi, ma anche in tempi più recenti la usiamo per il Battesimo , per lavar via i peccati ,e qui da noi, sulle pendici dei monti o sulle cime , per esempio di Lignano , Poti , il Pratomagno, si trovavano innumerevoli fonti sacre, luoghi di culto per celebrare l'acqua.
Non c'era nient'altro che una piccola fonte, con i suoi animali , le sue erbe e i suoi alberi, che conferiscono a questi luoghi una specialissima grazia . Ci si trovano ancora piccoli granchi d'acqua dolce , rane , lumache , libellule , tutte creature che compaiono con l'acqua, e le persone notavano la Grazia del luogo e si fermavano a celebrarlo e a "chiedere", portando statuine di bronzo e ceramica, ex voto che sono stati ritrovati prima da contadini e poi da archeologi ,e ora sono nei musei e nelle case private , un pò nascosti un pò esibiti.

Ma questo è un altro discorso, benchè si ricolleghi, questa mentalità di rapina, con il discorso più grande sull'acqua . Gli uomini hanno sempre avuto bisogno dell'acqua per vivere in un posto , non come ora che ci arriva acqua da lontano , da molti kilometri di distanza. Sì ,lo hanno fatto già  Etruschi, Romani e Arabi di portare acque da montagne lontane . Ma in genere per piccole comunità il fiume o il torrente ,o la fonte in un podere , erano una grande ricchezza , se ne ricavava anche lavoro , pensiamo alle ruote dei mulini, che convertivano la forza dell'acqua in energia disponibile.

Finchè non abbiamo cominciato a vendere l'acqua e trasportarla lontanissimo . Camion pieni di bottiglie, che portano acqua in giro per il mondo. Per un certo periodo la figlia  di un'amica ha lavorato per un azienda che, con un complicato lavoro di marketing , valorizzava il prodotto, come se ce ne fosse bisogno, riuscendo a vendere acqua comune in bottiglia perfino nelle Americhe. Mi vien da dire che questa è pazzia pura .Naturalmente prezzi da far girar la testa, per acqua , acqua normale , senza particolari caratteristiche.

Ultimamente si sono sentiti in televisione  molti discorsi sulle proprietà comuni, su questo argomento  diedi un esame all'Università, per il quale lessi un libro sulle proprietà collettive, gli usi comuni, i diritti di legnatico , fra cui rientrava il diritto , essenziale , all'acqua. Da tanti anni l'acqua ci arriva in casa dal rubinetto, siamo abituati a non darle importanza , a considerarne la presenza scontata . Noi che viviamo in una casa singola abbiamo una mentalità diversa, per forza. Se ci manca l'acqua siamo finiti , dobbiamo pensarci da soli ad organizzarci.

Voglio raccontarvi qualcosa sulla civilissima toscana .
Noi siamo serviti  dalle "Nuove acque" una società a partecipazione francese, che gestisce il servizio idrico. Ma non tutto è francese in questa società , alcuni pezzi grossi locali sono ex politici, o per come si intende la politica da molto tempo, possiamo considerarli politici tuttora e a tempo pieno.
Non è che la loro presenza significhi niente di speciale . Forse, visto che vengono da questo territorio , dovrebbero garantirci che i problemi relativi a questo servizio siano presenti all'attenzione e si cerchi di risolverli. Ma non è così. Molto buoni sono invece gli stipendi di queste figure , la cui utilità sinceramente mi sfugge, resta il fatto che dopo un breve periodo di attività politica dal risultato e dal valore discutibile, non vengono rimandati a cercarsi un lavoro, come noi persone normali, ma vengono messi ad impinguarsi in una di queste società . Posti buoni, che poi difendono con le unghie e coi denti.

I tecnici che lavorano per le Nuove acque lamentano le solite cose: scarsità di personale, alcuni problemi irrisolvibili , i serbatoi dei piccoli centri come il nostro che non vengono puliti ...
 Per lo più l'acqua delle case nella nostra zona viene dalla diga di Montedoglio, in Valtiberina, ma nei centri piccolissimi come questo in cui viviamo noi non ci arriva , e le Nuove Acque si approvvigionano, come prima della loro gestione , ad alcuni pozzi artesiani . L'acqua viene controllata, e intormo ai pozzi non ci sono coltivazioni intensive che potrebbero inquinare la vena , almeno così si dice , mentre in estate , quando i pozzi si impoveriscono, arrivano delle autobotti per rifornire il serbatoio.
Abbiamo un contatore dell'acqua e viene qualcuno delle Nuove Acque a leggerlo , fanno da soli e non ci comunicano il consumo dell'acqua, espresso in metri cubi , ma poi nella bolletta ci arriva il conguaglio fra il consumo stimato e quello reale . Forse un paio d'anni fa arrivò una lettera dalle Nuove Acque, che per me, ad una prima lettura  , risultò incomprensibile. Si diceva in un linguaggio molto complicato , che noi non usavamo l'acqua pubblica e per questo dovevamo pagare , oltre a quello che avevamo già pagato, un'altra tassa.

Sapete quando si dice che uno trasecola? Trasecolai , in effetti .
Da tempo ci eravamo accorti che l'acqua che arrivava in casa era sporca , nonostante il passaggio in un serbatoio dove decanta .A volte dalla cannella in casa arrivava acqua marroncina e torbida. Avevamo chiesto spiegazioni e ci avevano detto che era solo per poco tempo, perchè avevano fatto dei lavori al serbatoio , al loro serbatoio , quello grande in cima alla collina. Consideriamo che noi la beviamo e ci cuciniamo, quando è pulita.Con cosa dovrei cucinare, altrimenti? Chiaro che un'acqua con depositi e particelle in sospensione fa danni alla lavatrive e alla caldaia, forse ne fa anche a noi. Ne fa anche al contatore , fino a bloccarlo del tutto ed era questo che era successo . Il tecnico che veniva a prendere il numero che indica il consumo aveva trovato la stessa cifra, invariata, per tre volte , neanche per un attimo aveva pensato che dipendesse da loro , dalla qualità dell'acqua . Avevano invece subito inviato una lettera minacciosa per dirci che in pratica non potevamo impunemente consumare l'acqua del nostro pozzo e che dovevamo addirittura pagare in più .

Insomma, si erano chiesti, questi senz'acqua non possono vivere, ma se il contatore registra sempre la stessa cifra, vuol dire che l'acqua la prendono da qualche altra parte. E da dove, se non dal loro stesso pozzo?

Dunque , la situazione era questa , che l'acqua in casa ci arrivava nonostante il contatore rotto , che era di qualità almeno scadente , per non dire schifosa,  benchè dichiarata potabile , che non potevamo approvvigionarci al pozzo che usiamo in estate per annaffiare perchè non ci siamo collegati, ma le Nuove Acque, che ci stavano affrendo un servizio pessimo a prezzo pieno , ci ritenevano a priori in malafede. Siamo arrivati dopo una lunga spiegazione a chiarirci, ma abbiamo dovuto installare , a spese nostre, un filtro per rimuovere le particelle in sospensione , più un altro ( la famosa brocca filtrante che ora va di moda ) per berla. L'acqua arriva sempre schifosa e io sono dell'idea di fare una denuncia . Nei prossimi giorni mi muoverò .

Questa , direte, è solo una storia particolare , una vicenda che riguarda una sola famiglia e non si può ritenere comune né generale. Il fatto è che da quando viviamo in case isolate, circa trent'anni, spesso riscontriamo questo tipo di atteggiamento nei confronti del caso singolo, del particolare .

C'è anche un atteggiamento dell'abitante della città, queste cose non lo toccano, vive protetto e delega tutta una serie di problemi ad Enti-tà che se ne occupano al suo posto. Io la racconto per alcuni motivi: per informare, che non fa mai male,  per dire che fuori della cerchia cittadina siamo in balia di noi stessi e dobbiamo fare scelte , costose e che richiedono una certa competenza, per vivere bene e senza far troppo danno al territorio , infine per sottolineare come ragionano queste società di gestione dei beni pubblici, che stritolano il singolo , lo ignorano, lo trattano in modo iniquo e tengono soltanto a conservare una facciata intonsa.

Ma che bel quorum !

Quando si dice quorum .. guarda che razza di quorum gli abbiamo fatto a 'sti culi incollati ai seggiolini del Parlamento. Stasera sono abbastanza soddisfatta di essere italiana, finalmente un moto ufficiale di scontento , è la seconda volta di seguito , capiranno che è l'ora di schiodare? Ma no, Cicchitto ha detto che sono solo quesiti referendari ! E La Russa ha dato la colpa alla Corte di Cassazione ! Sempre colpa di qualcun altro, che gli italiani fossero nauseati non è concepibile . Ma è così, attenti che vi si rifà un altro quorum..

giovedì 9 giugno 2011

Pergole e finestre, signore anziane, rumeni, rose rampicanti...

Due ranocchine, notare le dimensioni!
Al centro c'è in volo una libellula estranea , che combatteva con la Panciazzurra , titolare della vasca dei pesci .
Oggi qui, fra la città di Arezzo e la Val di Chiana, è stata un giornata bellissima. Dopo la pioggia e l'alto tasso di umidità dei giorni scorsi, che avevano rinfrescato l'aria e portato benessere alle piante e alla campagna, un vento da nord ha pulito il cielo, le nuvole passavano veloci e molto contrastate nei colori, l'aria era frizzante, sembrava di essere in alta montagna ed era piacevolissimo star fuori. Non è del tutto vero che non lavoro, un lavorino piccolo piccolo( soprattutto nelle retribuzione) ce l'ho, tre volte alla settimana vado da una signora anziana di cui non ho mai raccontato, benché ci sarebbe molto materiale. E' vicina ai 90 anni, abbastanza autonoma, io l'aiuto a vestirsi, le cucino, perché ha scoperto che sono abbastanza brava, anche a preparare cose "dietetiche" ma gustose, che non tutti sanno fare, perché di solito la gente crede ancora che mangiare bene  e con gusto significhi abbondare con i grassi e mangiare tanta carne. 
E' un pò che ci vado e non l'avevo mai fatto prima di star dietro ad un'anziana. All'inizio stavo sulle mie, e la signora B. anche lei stava sulle sue. Ora invece c'è un rapporto più libero, dovuto alla confidenza e ad altre cose. La signora B. è molto vecchia, la mia mamma citava un antico proverbio toscano :"da 60 in là son tutti rubati", gli anni, naturalmente. Ma ormai questo limite si sposta in avanti, forse sono gli 80 anni, oltre i quali ci si sente al di là del bene e del male. 
Ieri mattina l'ho accompagnata ad una visita in ospedale. 
Ha a disposizione diversi medici che la seguono, perché era la moglie di un'autorità, dice lei, e anche se il marito è morto lei lo mette sempre avanti a sé come uno scudo e un passepartout. Ieri all'ambulatorio di questo medico  lei era arrivata prima di me, che ero andata a parcheggiare. E' andata così: l'ho accompagnata all'ingresso e l'ho fatta sedere. 
"Signora B., mi aspetti seduta qui." Le avevo detto, perché la testa le funziona bene, ma le gambe sono incerte, ma lei ha trovato un passaggio da una volontaria ospedaliera. 
Non l'ho trovata dove l'avevo lasciata e sono andata a cercarla; era davanti alla porta dell'ambulatorio e aveva già comunicato a tutti di essere la moglie del dottor B. e che sarebbe passata avanti a tutti loro perché è vecchia e amica personale del medico, che le aveva detto di andare quando le pareva. In effetti un'infermiera l'ha fatta passare in una stanza attigua a quella delle visite e il dottore è arrivato poco dopo per visitarla e convenire che si trattava di un banalissimo dolore muscolare, dovuto al fatto che usa la cyclette, ma troppo di rado, e i muscoli accumulno acido lattico. Eccetera eccetera. Quando siamo uscite le ho detto: "Signora Lina, corra se può, che se ci pigliano ce le danno"
Mi riferivo ai pazienti che avevano preso l'appuntamento tre mesi fa e si erano visti passare avanti la vecchietta. In effetti c'era un notevole malcontento e parecchie proteste. Giuste e prevedibili. 

 Anche stamani sono stata da lei, non è un lavoro faticoso, ma si tratta comunque di stare 5 ore in piedi e alla fine sono stanca. Uscendo per andare a prenderle delle cose in farmacia  ho visto nel cortile sotto la casa tanta roba ammucchiata, mi ero accorta che lavoravano in uno degli appartamenti, dal gran chiasso prodotto. Alcuni operai stavano letteralmente demolendo quasi tutto, hanno tolto anche le finestre, delle buone finestre con i doppi vetri e io le ho guardate con concupiscenza, mi capita quando vedo buttar via roba ancora in buone condizioni, questa volta ottime condizioni.
Uno degli operai, uno straniero, quasi certamente rumeno, mi ha detto "Segnora se interessa può prendere.." Io imbarazzata ho detto che ci pensavo, magari quando uscivo dal lavoro ... Ma quando sono uscita mi sono vergognata e sono andata via.

A casa mia poco dopo sono arrivati gli operai che hanno montato la pergola nuova, anche loro stranieri, per montare un'altra pergola, questa piccola, di legno, recuperando i travi di castagno dismessi che avevamo sostituito ma erano in parte ancora buoni. La pergolina di castagno nuova, ma fatta con i travi vecchi, servirà a farci crescere sopra la rosa banksiae. Ho detto al più giovane  che avevo trovato delle finestre smontate, lui ha detto deciso "Andiamo!" E siamo partiti, sempre nella luce pulita di questa bellissima giornata. In macchina abbiamo chiacchierato. Questo giovane rumeno ha avuto un paio d'anni fa un'emorragia cerebrale. "Se non ero qua- ha detto, riferendosi all'Italia- ero morto." 
L'hanno curato all'ospedale Universitario di Siena, entrando da una vena della gamba per risalire fino al collo dove si era verificata la rottura di un'arteria, l'hanno riparata e il giovane ne è uscito senza danni, dopo una lunga convalescenza. In  auto fumava e io ho detto che era un rischio fumare dopo quello che aveva avuto, allora mi ha spiegato meglio e ho capito che si era trattato della rottura di un aneurisma. Mi ha raccontato che anche il suo bambino sta male, un bel bambino di 8 anni, che si è ammalato improvvisamente, in seguito ad una caduta, di artrite reumatoide.

Le finestre c'erano ancora e dopo aver verificato di poterle davvero prendere perché tutto veniva buttato via, le abbiamo caricate in macchina. C'era tanta luce e la giornata ispirava ottimismo e felicità, quando la felicità è diffusa e sembra di respirarla, che te ne tocchi comunque un pochino, anche se non saresti disposta. Io mi sentivo strana e piena di tante sensazioni diverse: la sensazione di aver avuto una botta di fortuna nel trovare quelle finestre che si potrebbero usare quando si rimetterà a posto la nostra capanna quasi in rovina, chissà poi quando.

Avevo la sensazione di tornare indietro nel tempo, c'era una cara amica all'Università che ogni tanto si procurava dei mobili facendo giri notturni "ai bidoni" a Firenze, raccattando roba molto buona e anche bella buttata via. Col suo ragazzo di allora la caricavano in auto e gli sembrava di diventare un pò più ricchi, o almeno di essere stati molto fortunati.

Avevo anche l'emozione di condividere con un ragazzone straniero cose molto private e dolorose messe lì in mezzo, fra noi, una sera di giugno, con semplicità e dignità, senza voler per niente impietosire. Ieri, oltre tutto ero stata al funerale di una ragazza giovanissima, appena 19 anni, morta di leucemia dopo una lunga lotta sua e della famiglia .




Pensavo, in auto, e poi mentre si scaricava la roba, che non c'è tanta differenza fra tutti noi, io, loro e tanti altri che ci adattiamo a lavori temporanei, volanti, che ci portano a contatto con tante persone diverse, vecchie signore che hanno già consumato tutto il loro tempo e ne rubano un pò a qualcun altro, curandosi ogni minimo malessere, con un sorprendente attaccamento alla vita; giovani che si costruiscono una famiglia contro ogni criterio ragionevole affidandosi alla speranza, alla propria forza e alla propria capacità; noi dell'età di mezzo, che sosteniamo figlie  e figli con una speranza simile, la speranza che per loro le cose siano nonostante tutto migliori; e questa bellissima giornata, che ci riconcilia con la vita, facendoci vedere che siamo ancora, in tutte le difficoltà che incontriamo ogni momento, esseri umani capaci di dialogare  e apprezzarci.


vedete la libellula?

Alla fine, quando se ne sono andati, io mi sono messa a tirar su i rami lunghissimi della rosa banksiae, sulla nuova/vecchia pergola, e ho pensato che per me, per il tipo di vita minima che faccio, era stata una grande lunga giornata, piena di cose: pergole, finestre, signore anziane, rumeni con le loro storie, e sono stata un pò a guardare la luce ancora gloriosa del tramonto e le rondini in rapido allegro volo sopra le teste mia e della Holly. Perchè Mario non soffra di Jet lag tutto questo è postato all'1,23 del 10 giugno 2011.

martedì 7 giugno 2011

Cacca di rondini e molto altro.



Siccome la pergola davanti casa stava cadendo e c'era il serio pericolo che uno dei pali di castagno , benchè in parte marcio , tramortisse qualcuno della famiglia che ci passava sotto crollandogli sul capoccione , abbiamo deciso di rifarla .
Decidiamo queste cose con rimorso e preoccupazione , avendo sempre pochissimi soldi a disposizione, comunque ieri ho seguito il fabbro che montava i pali di ferro senza  far nulla di tanto costruttivo(io ), impicciando anche in mezzo, e  ogni tanto svolgendo qualche utile incombenza.
Mi sono stancata moltissimo, e non so perchè.
Sto anche lavorando al computer per scrivere una cosa lunga che mi richiede tante energie . Stamani che piove e non si può lavorare fuori ho fatto comunque una giratina in giardino.


Questo giardino è piccolo e zeppo di piante che neanche un orto botanico, ha ragione Mario quando dice che sembra il catalogo di Ingegnoli, ma non è mica un pregio! Ogni tanto mi scordo che in quel posto ci avevo messo qualcosa che sta ancora dormendo, vango e impedisco per sempre a quella pianta di uscire fuori. Devo cercare di far posto a tutto!

L'anno scorso la Cristina, che ha un vivaio qui vicino, mi regalò due piantine da seme, due ibischi, diceva lei, e invece erano due altee, o malvarose. Sono venuti due bestioni di più di due metri che soffocavano tutto quello che era intorno, perchè io, ad aprile, quando erano piccine, le avevo messe intorno alla vasca, dove c'era un pò di posto e ci cacciavo di tutto, ma poi quando son diventate gigantesche mi sono  un pochino disperata .
Quando hanno finito di fiorire e sono crollate sopra il resto, le ho sbarbate via .




E' venuta l'Antoinette e ha detto "Peccato!"
"Peccato un corno !- ho detto io - Mai più così tanta roba intorno a questa vasca !"
Bhè, mai dire mai, ci son rinate da sé, tanto per dire come funziona, non faccio in tempo a levarle e trapiantarle, ce ne trovo sempre qualcuna nuova, potenza della voglia di vivere e della facoltà di germinare dei semi. 
Gli eremurus sono strambi, ho tentato di coltivarli un paio di volte e ho fallito, poi ho trovato il posto giusto, ma quello grosso (robustus?) quest'anno ha abortito il fiore, disturbato da qualcosa che non ho individuato e si prepara già a sparire: un coso enorme fra foglie e stelo del fiore mai sbocciato che diventa giallo e sparisce completamente in un tempo brevissimo per ripresentarsi  la prossima primavera.

L'altro eremurus, lo stenophillus, ha prodotto cinque fiori giallo dorato che sono un prodigio di eleganza, la mia mamma, che aveva la fissa di questi vocaboli, avrebbe detto "molto fine" oppure "di gran classe".

Qui bisogna impegnarsi per vedere la libellula colta in volo.
Continuo il "catalogo di Ingegnoli" : fiorisce anche Alstroemeria in un colorino che qui si chiamerebbe a " me ne vado" , che non sa di un gran che , ma è bella anche la forma del fiore.
Davanti a lei si aprono le spighe viola  di Teucrium Hircanum ( può darsi che la i sia y)pianta della famiglia delle "facilissime " da consigliare a tutti, si risemina da sola, fa tutto da sè.
Le pansé , che dovrebbero aver finito, con l'acqua dal cielo sono rinate .

L'aiuola nuova, dolore di Mauro che ci faceva volentieri l'orto, sta diventando un tripudio di foglie variegate di amaranto e girasole , cosmee  rosa e sulfuree  , ancora niente fiori, spero che la Holly desista dall'opera di distruzione che ha con successo intrapreso spezzando diverse dalie.
Pazienza , è la prima virtù del giardiniere.

Noi non siamo ricchi, e ormai non credo che per questa vita lo diventeremo , però avere un giardinino traboccante di fiori fa sentire ricchi , ti sembra di avere delle opere d'arte, molta bellezza contenuta in pochi metri quadrati, secondo me anche questo aspetto è terapeutico .

In questi giorni Gianni e Mario (due bloggers: Orizzonti padani e Incatenati dalla schiavitù del lavoro) fanno lunghi discorsi sui SUV , queste macchine di cui ho scoperto l'esistenza da relativamente poco. Non è che non le veda, è che siccome non mi interessano per niente, è come se non le vedessi, per me  non esistono.  Ho cominciato a considerarle da quando ho trovato delle cose scritte su questi aggeggi. Ma capisco che per chi le vede e comincia a desiderarle siano, come succede con i desideri, fonte di tormento. A volte mi capita con le piante o i giardini degli altri, ma di rado , devo dire, ormai la prendo su un altro piano...


Per esempio qualche anno fa andammo a visitare il giardino Reinhart ( non ricordo mai come si scrive, potrebbe essere sbagliato), che si trova qua vicino, nei pressi di Cortona, in località Villa di Piazzano . Benché sia così vicino l'avevo scoperto su Gardenia, che aveva pubblicato un servizio con delle belle foto, che, quelle sì, mi avevano stimolato una certa invidia.
Quando ci siamo andati, io e Mauro, con altre due amiche , ho avuto un'impressione molto forte, come quando si visita un luogo d'arte, anche se in questo giardino non ci sono elementi architettonici , a volte vengono usate delle pietre per creare effetti paesaggistici, ma sono state estratte dai movimenti di terra necessari a creare parti del giardino stesso e sono completamente integrate .

Quell'anno il giardino da visitare era un labirinto verde realizzato da due siepi parallele di canna indica, un'erbacea tropicale rizomatosa che in quel posto raggiungeva i due metri . Il sentiero serpeggiava dentro queste due siepi e ai lati c'era un'abbondanza di piante annuali , tropicali , da clima caldoumido , coloratissime e di dimensioni esagerate , pacciamate da un materiale che ci hanno spiegato essere scarto di produzione del cacao , proveniente forse dalla Perugina, che non è tanto distante.


Questa pacciamatura vegetale, oltre a  essere molto nutriente e mantenere l'umidità, aveva anche il colore caldo del cacao e faceva risaltare il colore dei fiori coltivati. Al giardino era stato assegnato un significato simbolico che ho del tutto dimenticato, ma l'impressione era di entrare in un giardino dell'Eden,  impossibile  a chiunque, un labirinto dell'inconscio ricco di piante anche velenose, come dature e nicotiane, oppure provenienti da zone lontanissime, come l'Eritrina arborea, o solo molto più grandi di qualunque esemplare visto prima, come un albero di Buddleia Weyeriana che fa spighe di palline gialle, o alberi di Agnocasto . Alcuni fiori erano comunissimi: zinnie, impatiens , cosmee, altri più rari e bellissimi, come gli ibischi di palude. Era un labirinto delle meraviglie, che girava su stesso a volte intersecandosi  e ad ogni angolo aveva una sorpresa, con miscanthus e altre graminacee grandissime e in buona salute , piacevolissime da vedere. Alla fine del percorso avevano realizzato, solo da una parte del sentiero, un orto bordato da una siepina di basilico greco: "ocimum basilicum minimum" , che infatti ha foglioline piccolissime e la tendenza naturale a crescere come una palla. Meraviglioso.

Ma quando ne fui uscita seppi con sicurezza che per quanto l'avessi visitato con gioia non avrei mai saputo e potuto rifarlo. Una cosa così richiede un impegno enorme nell'essere ripiantato ogni anno quasi da zero , pulite le due enormi siepi di canna che spariscono sotto terra , eliminata tutta la vegetazione morta e creato con essa un grande composto, tolte le piante enormi ad albero che non sopportavano l'inverno e dovevano essere ricoverate in serra , infatti si vedevano i vasi che le ospitavano seminascosti dal terreno. E quanta acqua e concime dovevano essere necessari ! Vederlo è stata comunque un'esperienza molto bella. Quel tipo di giardino i Reinhart non l'hanno più realizzato, il percorso esiste sempre ma è chiuso.Evidentemente l'impossibile è stato possibile solo per un pò. Ora ci sono un lungo bordo all'inglese, sempre con piante invidiabili per dimensioni e colori , tipo emerocallis, monarde, Helenium, coreopsis e moltissimo altro  e un giardino fra gli ulivi , assolutamente inaspettato e inconsueto, che merita un racconto a parte.

La mia idea del giardino è di superare i miei limiti finché posso, ma di non superare i limiti della natura, e di fare un giardino più sostenibile possibile, senza coltivare solo cardi, ovviamente. Desideri possibili, è questo un buon sistema per non soffrire. Poi i SUV vanno molto lucidati e tenuti puliti: davvero vi piacerebbe passare così il tempi libero? Meglio fare come mio marito , che stamani faceva foto alle rondini che fanno cose incantevoli, si scambiano effusioni in volo, si lavano sotto la pioggia..e fanno parecchia cacca. Per chi fosse interessato cominciamo ad avere uno stratino di cacca di rondine davanti al finestrone di cucina, e stamani le cacone me l'hanno fatta su una mano. Centrata in pieno mentre passavo per andare in giardino.  Ah ! , la natura!

Post scriptum: Mario e Gianni: ho capito che parlavate anche di energia, camorra, libertà intellettuale...non sono così anziana .

domenica 5 giugno 2011

5 GIUGNO.

Iperico e White Meidiland.
Rondini contro il cielo in tempesta.
Penstemon coccineus . A casa sua viene impollinato dai colibrì.
Penso che questo tipo di cactus ci sia in tutti i giardini e terrazzi, da me c'è da quasi 30 anni, regalo di un carissimo amico . Questo vaso aveva 19 fiori aperti tutti insieme.
 Il giardino cambia continuamente : ora è così.
In questi giorni ho qualche problema con Blogger , nel senso che mi si aprono continuamente finestre di pubblicità che mi impediscono di fare qualunque cosa , proprio qualunque . Essendo profondamente ignorante riguardo a questa macchina su cui, in una tregua,  adesso riesco a  scrivere, mi sono trovata in imbarazzo e ho lasciato perdere. In effetti mi rendo conto che uso il computer come guido la macchina, ignorandone il funzionamento, e pensare che all'epoca della patente , centinaia d'anni fa , sapevo tutto sul motore. Sono riuscita a togliere qualche commento sgradevole , che elimino senza rispondere , fatelo anche voi , il web è vastissimo, quasi infinito per le nostre(le mie!) capacità esplorative, se ne andranno da altre parti. Vi segnalo ancora il blog "Ventidue passi d'amore e dintorni" che ci aggiorna (grazie Daniele) sulle vicende dell'E cat. Sembra che la scienza ufficiale cominci a riconoscerle qualche chance, ora toccherebbe ai politici annusare la novità, ma si sa , sono sempre gli ultimi.Spero che presto il referendume sul nucleare ci sembrerà una sciocchezza inutile.
Vorrei anche sapere , se capita da queste parti , coma sta l'amica che si firmava Sono Gio .Spero molto bene, ti penso . Ciao anche a  Maria! Con gli altri ci incrociamo nei loro blog.

Spirea Japonica , coreopsis verticillata , mentre le spighe gialle sono di una lysi machia spontanea che di solito cresce nei fossi.
Ieri qui è piovuto , con molti fulmini e acqua abbondante. Dopo la pioggia mio marito si è affacciato alla finestra di camera e c'erano una fila di rondini dal petto bianco , i balestrucci , posate sul filo che porta l'energia elettrica in casa . Ormai avete capito che queste cose mi rendono felice ,da ieri le rondini continuano ad andare e venire , sembra che abbiano scoperto questo posatoio all'improvviso , forse a causa del temporale.  La Princia,  il nostro capogatto, gli fa la posta dal tetto , ma non può far niente . Assistiamo a momenti della loro vita , fra cinguettii , svolazzi , e madri , o mariti , che in volo nutrono il compagno posato sul filo . Nell'erba bagnata ho trovato le rane minime che se ne vanno in giro molto disinvolte. Potrei pestarne moltissime , mi viene da dire "Statevene nella vasca finchè non avete raggiunto dimensioni adeguate !"

Questi fiori profumano d'estate .Nel senso che fioriscono in estare, ma il loro profumo ricorda certe creme solari di tanti anni fa , fresco e pulito.
Tutte le piante hanno quell'aria felice di quando, dopo un lungo periodo asciutto in cui l'acqua era solo quella del pozzo , improvvisamente piove piuttosto bene . Tutto è più felice. La Holly sta bene , grazie per l'interessamento , incrociamo le dita e andiamo avanti . I cani e i gatti possono stare male , ma sono i loro umani a dare problemi , mi dicevo che solo l'estate scorsa abbiamo gestito il periodo finale della vita del mio suocero con un certo equilibrio e poi si scivola su una bischerata come un malessere canino neanche accertato.

Ho finito di leggere "All'ombra delle farfalle " e non ho trovato un motivo valido per questo titolo strambo. Il libro però è bello , benchè un pò freddino , e ricorre moltissimo la parola "cospicuo" , che mi pare antiquata e piena di sussiego . Anche sussiego è una parola antiquata .
Ma capisco che l'italiano ha tante parole che rischiano di cadere in disuso, qualcuno dovrà pur adoperarle. A parte questo la lettura ha sortito l'effetto di farmi sentire ancora più ignorante, che mi fa bene, ogni tanto. Mi da uno schiaffetto , la sensazione che potrei vivere ancora moltissimo studiando  e avrei sempre da imparare. Il libro nomina tante piante sconosciute ,propone tanti problemi relativi alla gestione dell'acqua e della luce solare in giardino , insomma provoca un gran movimento nella mia  materia grigia, che sta elaborando ciò che ha ricevuto e che necessiterà una rilettura. Una piccola consolazione : nella parte in cui parla del giardino d'estate nomina quello che sta crescendo qui da me ora : amaranti , cosmee, ricini , tagete ,echinacea ,salvie a fiori rossi (microphilla?). Spero fra un pò in una sinfonia di rosa, bordeau, rossi e arancio.
Stachis lanata . Una grigia  d'impatto .
  Provo a dire cosa fiorisce ora , a questo proposito quest'anno mi sembra che la stagione, dopo l'abbondanza delle rose , continui felicemente, ma c'è da dire che sono solo i primi di giugno . I giorni tristi, qui da me , arrivano fra luglio e agosto.   In questo momento nigelle damascene si affollano in vari spazi che hanno riempito all'inverosimile, anche le speronelle annuali , dato che non riesco a coltivare i delphinium perenni , sono meravigliose, nei colori blu cangiante , rosa più chiaro e più scuro e bianco . Un iperico molto bello e non infestante  produce fiori e bacche , vicino a lui una salvia a fiori minuti blu e una rosa "White Meidiland " facilissima e molto diffusa, ma fantastica nel produrre tanti bei fiori bianco puro e doppi. La verbena Bonariensis ha iniziato la sua lunga fioritura in forma di ombrellini viola , vicino a lei la Gypsophila dell'Antoinette sta formando il velo da sposa , e una dalia di un bordeau quasi nero apre i primi fiori. Coreopsis grandiflora e Verticillata , Gaillardia , stachis lanata , lunarie che formano i semi , il solanum Rantonettii che cresce a occhiate , la cedrina che è ripartita da zero come fa tutti gli anni, le lavande e le santoline che cominciano e fiorire , e, più bello di tutti , l'eremurus stenophillus .Ma quello devo ancora fotografarlo.

giovedì 2 giugno 2011

Sbandamenti e malumori.

In questi giorni sono molto stanca, molto più del solito , la notte dormo male e il sonno non è ristoratore , neanche i sogni vengono in aiuto . Martedì è stata una giornata piuttosto tribolata , la Holly, il  nostro cane , tossiva già da qualche giorno , ma solo ogni tanto e non si sa mai che peso dare a certi sintomi. Tenendo presente che gli altri cani che abbiamo avuto non hanno tossito quasi mai , tenendo anche presente che lei doveva riprendere la medicina che la protegge dalla filaria nella stagione calda e per questo fare un controllo dal veterinario , abbiamo deciso di portarla all'ambulatorio quel pomeriggio . Un'ora prima di partire in un colpo di tosse , sempre superficiale, ci è sembrato che avesse sputato un forasacco . I forasacchi non sono altro che i semi delle graminacee che maturano in questo periodo dell'anno, soprattutto avena selvatica,  che sono fatti in modo tale (strategia riproduttiva) che con dei ganci piccolissimi si aggrappano alle superfici con cui vengono a contatto , che sia terra , o il pelo degli animali , o uno stomaco se sono stati ingeriti, e poi entrano . Lo scopo del seme è di aprirsi in un luogo favorevole , germinare e dar vita ad una nuova pianta, ma intanto cammina dentro il posto dove si trova producendo danni grossi se il posto non è quello adatto. Non ne abbiamo troppa paura, in tanti anni solo la Bianca , una bella femmina amatissima, pareva dovesse morire e invece era un forasacco che le aveva sfondato un timpano . Siamo andati dai nostri veterinari, che sono persone davvero gradevoli e simpatiche , e già io , per il solo fatto di essere lì, rivivevo la situazione dell'anno scorso, quando morì l'altro cane, il Chicco, e per questo cercavo di contrastare un sentimento di malinconia e paura che mi era entrato addosso . La dottoressa ha fatto qualche analisi e ci ha dato un antibiotico , consigliabile se ci fosse stata una irritazione della gola dovuta al passaggio di una cosa irritante come un  forasacco . Siamo tornati a casa e la Holly ha preso il suo primo antibiotico e mangiato con appetito la sua pappa . Poi però durante la serata improvvisamente si è alzata dal tappeto su cui dormiva e ha sbandato vistosamente , un attimo per recuperare l'equilibrio, poi di nuovo . Eravamo in tre in casa , due allarmatissimi che la guardavano e le parlavano , la terza allarmatissima che cercava con le mani che tremavano il numero del veterinario . Io. Di nuovo dal veterinario alle 22,30 , altra visita , ma lo sbandamento non si è ripetuto . Si è ripetuto a casa , in una forma lieve e non interpretabile , quasi uno scivolamento su una superficie liscia, forse davvero uno scivolamento .. Il fatto è che gli animali non parlano . Noi possiamo tentare di interpretare , immaginare , ma non siamo sicuri . I veterinari sono abituati al panico e al dolore degli umani . Spesso eccessive tutte e due le cose , dovute ad una identificazione col cane o col gatto, che finisce a volte per ammalarsi delle stesse malattie del proprietario . Io purtroppo e per fortuna  ho un lungo passato con gli animali , ho un'esperienza di un cane che ebbe l'epilessia per 11 anni della sua vita , con crisi violente nel corso delle quali mugolava a bocca contratta finchè non riusciva a chiamare e ad avere vicino qualcuno della famiglia, che lo assisteva fino alla conclusione, allora si rilassava e lasciava che il male lo prendesse fino al culmine e poi all'attenuazione, lasciandolo sfinito. Le crisi cominciavano con uno sbandamento e una caduta .
Ho anche un ricordo della Nera , bella femmina tartarugata delle dimensioni di un pastore tedesco , che morì avvelenata dal vicino di casa con la stricnina . Anche lì me ne accorsi perchè sbandava e perdeva il controllo delle zampe di dietro.Morì un quindici luglio e la mattina , forse per lo choc e per il dolore, mi pareva di sentirla scialare in casa, mi pareva che dopo la morte terribile fosse tornata a salutarmi prima di andarsene . Il passato passa , ma fa presto anche a tornare , ci mette meno di un attimo , il tempo dei collegamenti elettrici di questo nostro cervello che non perde neanche un dettaglio e ripresenta a distanza di anni le emozioni uguali come se non fosse passato neanche un secondo .