lunedì 29 agosto 2011

Cose orribili di fine agosto.

Finalmente pare che la parte più dura dell'estate sia finita.
Se questa quindicina di giorni possono chiamarsi estate.
Sono affranta, il giardino è bruciato , neanche con grande disponibilità d'acqua l'avrei salvato , so per averci provato che annaffiare molto qualche volta fa sviluppare funghi che proliferano e uccidono in breve tempo le piante.
Non tutto è morto, ovvio. Ma l'aspetto generale è orribile, chi si è salvato è puramente sopravvissuto.

Le notti scorse quando andavamo a dormire la temperatura esterna alla casa era di di 24 °, ieri sera alle 23 era di 16° , stamani è freddo , 12 ° appena.  C'è stato uno sbalzo termico impressionante. In questi giorni sono stata quasi sempre chiusa in casa , a fare le varie faccende, sopportare il caldo , intenso anche dentro , ma sopportabile , e scrivendo. Ora ho bisogno di muovermi e rimettere in funzione il corpo.

Le zanzare con quelle temperature ci hanno massacrato . Mi torna la frase del protagonista di "Solar" , il prof. Beard: Rilassiamoci, è davvero una catastrofe .

In una quindicina di giorni i boschi intorno hanno preso un aspetto autunnale, le foglie sono bruciate, come molte piante che io coltivo . Guardando in giro tutte le zone più esposte al sole sono diventate marroni. Povere querce!  Dico sempre , per tentare di razionalizzare e non farmi prendere dallo sconforto, che le cose sono possibili, su questo pianeta , dentro un "range" di temperatura e umidità . Qui eravamo fuori di questi limiti , e ci siamo stati per un tempo breve , che però ha avuto un effetto micidiale .
Quando ci sono questi periodi, queste ondate di calore , mi chiedo sempre come fanno gli animali selvatici: non abbiamo più sentito i rumori sgraziati dei caprioli, così frequenti per il resto dell'estate , e perfino i balestrucci si alzavano in volo solo intorno al tramonto.

Queste situazioni producono in me uno stato d'animo che cerco all'inizio di controllare , mi sembra brutto e sciocco cedere al pessimismo per una cosa in cui non posso intervenire , in fondo non si tratta di persone ammalate, per esempio !

Ma poi lo spettacolo della morte del giardino , dell'arrostirsi delle piante, che di lì non possono scappare , mi travolge, e provo una sensazione di lutto che mi fa venir voglia di accendere un fiammifero e bruciar tutto. Come fare l'eutanasia ad un moribondo. Non lo faccio !!

Ho visto che jl blogger Pontos, che ha un giardino in Ticino, ha avuto il coraggio di mostrare  gli anemoni autunnali bruciati dal calore , che lì ha raggiunto i 33°. Qui andava molto peggio! Io non voglio mostrare i moribondi, non ci riesco . Di solito quand'è  così taccio, ma questa volta voglio testimoniare quello che accade . E' il mito di Proserpina , o Persefone, per i Greci:

Persefone era figlia di Zeus e di Demetra, secondo un'altra leggenda di Zeus e della dea omonima del fiume infernale Stige. Il suo nome significa fanciulla. ( Ma il nome Proserpina, latino, forse deriva dal verbe Proserpere, emergere, come l'emergere del grano dalla terra) Venne rapita dallo zio Ade, dio dell'oltretomba, che la portò negli inferi per sposarla ancora fanciulla contro la sua volontà. Una volta negli inferi le venne offerta della frutta, ed ella mangiò senza appetito solo sei semi di melograno. Persefone ignorava però il trucco di Ade: chi mangia i frutti degli inferi è costretto a rimanervi per l'eternità. Secondo altre interpretazioni, il frutto che nel mito stabilisce il contatto con il regno dell'oltretomba non è il melograno ma, a causa delle sue virtù narcotiche e psicotrope, l'oppio, la cui capsula è peraltro simile (eccetto che per le dimensioni, più ridotte) al frutto del melograno.
La madre Demetra, dea dell'agricoltura, che prima di questo episodio procurava agli uomini interi anni di bel tempo e fertilità delle terre, reagì adirata al rapimento impedendo la crescita delle messi, scatenando un inverno duro che sembrava non avere mai fine. Con l'intervento di Zeus si giunse ad un accordo, per cui, visto che Persefone non aveva mangiato un frutto intero, sarebbe rimasta nell'oltretomba solo per un numero di mesi equivalente al numero di semi da lei mangiati, potendo così trascorrere con la madre il resto dell'anno. Così Persefone avrebbe trascorso sei mesi con il marito negli inferi e sei mesi con la madre sulla terra.
Demetra allora accoglieva con gioia il periodico ritorno di Persefone sulla Terra, facendo rifiorire la natura in primavera ed in estate.
E' tutto tratto da Wikipedia.

Ecco qua: solo che per noi evidentemente Persefone ha fatto una visitina al marito nell'Ade anche in piena estate, provocando il dolore della madre , la dea della Terra.   Fra un pò di tempo , quando le temperature si saranno un altro pò abbassate  e finalmente sarà venuta un pò di pioggia , (niente come la pioggia riesce a far tornare felice la terra) sarò un pò meno triste , avrò voglia di ricominciare e non di bruciare tutto come adesso.

Una cosa che non c'entra niente : ho visto in televisione un discorso di Steve Jobs bellissimo tenuto in un'Università americana nel 2005, quando credeva di guarire dal cancro , si intitola  "Stay hungry stay foolish" , non so se il link funzionerà, ma lo trovate comunque su Google, come quasi tutto.Siate affamati, siate folli.  Siccome io arrivo sempre ultima può darsi suggerisca una cosa già nota a tutti , ma se qualcuno se l'è perso guardatelo, fa venir voglia di vivere, di provarci.

P.S. Il link funziona. Divertente : se vivete ogni giorno come se fosse l'ultimo prima o poi avrete ragione . Tipico umorismo americano .

sabato 20 agosto 2011

Imbiancare .

Troppo caldo, troppo. Chiudo gli occhi su quello che accade nel mondo intorno, i boschi ingialliscono , le cosmee sono letteralmente bruciate ...
Ho risistemato la mia camera, l'avevamo imbiancata undici anni fa, usando una vernice ecologica comprata a Firenze da Elicona, di quelle dove c'è, fra gli ingredienti, anche l'albume d'uovo. Avevo ottenuto, con un pigmento naturale, un colore rosa, che però non era del tutto omogeneo, e,  mentre lo stendevo, mi sembrava disordinato, invece poi l'effetto era così caldo e gradevole, naturale,  che ora mi dispiaceva coprire quell'imbiancatura . Alla fine per igiene  l'ho fatto, con un altro tipo di vernice ai silicati ( Keim) che trovo ad Arezzo, colorata sempre di rosa. Chiarissimo, antico rosa.   Ho verniciato anche il parquet, trattato e levigato anche lui 11 anni fa, rischiavo di doverlo trattare di nuovo, cosa molto costosa, invece, con questa vernice all'acqua, penso che durerà ancora molto tempo. La camera, alla fine del lavoro, era  quasi vuota, solo un vecchio armadio molto bello, che mi piace, di legno biondo, il parquet di nuovo lucido, le pareti rosa con pochissime cose appese. A posto così , mi pareva due giorni fa, quasi vuota .

Che bello il vuoto ! Si apprezza il soffitto di legno, il colore delle pareti, la luce che entra dalla finestra, il legno a terra . Mi era venuta voglia di fare come i giapponesi, che tirano fuori l'occorrente per dormire ogni notte, lasciando tutto libero di giorno. Sono io che ho bisogno di sgombrare, allargare , liberare.  Tenere solo  l'essenziale.

Mi torna in mente una cosa successa quando ero bambina. Vennero a trovarci dei parenti delle mamma a cui teneva molto. Eravamo da poco nella casa nuova, non ancora arredata del tutto, per la mamma era un piacere indescrivibile andare dai rigattieri, diventati poi tutti antiquari, a scegliere vecchi mobili da far restaurare, uno per uno. L'arredamento progrediva lentamente.
Arrivarono questi parenti: lui americano, funzionario d'ambasciata, alto, cordiale, un americano dei film, bell'uomo, con delle grandi orecchie a sventola. Lei italiana del Molin Nuovo,  bella, bella come una foto antica, graziosa, una crocchia morbida di capelli scuri.
Tutti e due  semplicissimi, vivevano nelle ambasciate, un periodo in Marocco, un periodo a Bangkok, in quei mesi in Giappone. Lei aveva degli abiti di  tessuto sintetico e la mamma diceva :
"La Bruna, così bella, elegante, mette addosso quella robaccia! Dice che lo fa perché durante i viaggi lava i vestiti in camera e la mattina dopo sono asciutti, senza stirare!" Era allibita.
Nel soggiorno di casa nostra non c'era niente, una grande parete tutta vetri, affacciata sul panorama della campagna / periferia , ancora tutto godibile, e un tappeto persiano che la mamma aveva comprato al mare .  Quando arrivarono Paul e la Bruna, che era sua cugina, la mamma, mortificata , aprì la porta del soggiorno (mostrava la casa nuova) e disse che ancora era così... vuoto.
I due entrarono sorridendo, si guardarono intorno e dissero che era molto bello e che loro, in Giappone, avevano imparato a sedersi così.. e si sedettero sul bordo del tappeto a gambe incrociate, come a Tokio, battendo le mani a terra per invitare tutti a sedere. Noi bambini fummo subito conquistati. La mamma e il babbo timidamente si sedette. Ci mettemmo a chiacchierare con allegria. Una serata meravigliosa. Non li dimenticherò mai , Paul e la Bruna. Si erano incontrati in guerra, si sono amati per tutta la vita. Una cosa rara.


Bene. La mia camera ha riavuto il suo letto e due comodini, cioè un tavolino di vimini e una piccola cassa antica.  Una seggiolina leggera all'angolo della stanza. Sopra il letto il quadro che Remo Gardeschi ci regalò quando ci sposammo. E' ancora abbastanza vuota e sembra nuova, ogni tanto vado a guardarla. Come disse un' amica quando fece  mettere il parquet in camera, contro il parere di tutti, e rientrò a dormire la prima sera dopo i lavori "Sembra di essere in albergo!"

venerdì 19 agosto 2011

PANZANELLA.

Non so voi , ma io ne ho già abbastanza di questo caldo, dice Pia che dipende dalla luna, ed è vero , questa cosa delle Luna andrebbe approfondita per  sapere cosa aspettarsi  e non dipendere dai servizi meteo, almeno nelle linee generali. Siamo nella lunazione di luglio, anche se  oltre la metà di agosto. Quindi il caldo forte appiccicoso e distruttivo arriva ora. Spero sempre che, come un tempo non lontano, qualche bel temporale di fine mese  spezzi la calura e bagni bene il mondo. E' il periodo del paraocchi, preferisco non parlare del mio giardino quando è così secco e brutto.   E' venuta a trovarmi una persona che ha un blog di cucina.  Io non ho mai postato ricette, pur essendo stata per dieci anni una cuoca vera nei ristoranti, ma oggi voglio fare un'eccezione. Vi parlerò della Panzanella .

La Panzanella la scrivo con la maiuscola, perchè, pur essendo una cosa di semplicissima preparazione, contiene in sé tanto sapere e tanto passato da potersi considerare un importante mangiare tradizionale. Mangiare e non cibo, cibo era già una parola dotta, nelle case si preparava il "mangiare" e quando si giocava nell'orto della zia Fulvia, al Palazzo del Pero, si diceva "giocare a fare i mangiarini" o anche "i damangiarini". La Panzanella contiene in sè la parola pane, ingentilita, infatti il pane raffermo è il suo ingrediente base . Si mette a bagno nell'acqua  e si fa zuppare bene, poi si strizza forte con le mani, fino a che resta asciutto ed elastico. Si prepara la verdura : pomodori, cetrioli,  le costole tenere e private dei filamenti del sedano( a chi piace ), cipolla, basilico. Si taglia la verdura a pezzi non grossi, che si vedano bene, per distinguere i colori , il pomodoro sarà sodo e rosso, la cipolla viola, perché è noto che si mangia con gli occhi, oltre che con la bocca. Si condiscono le verdure con olio buono, extravergine, sale, pepe un pizzico, e aceto a chi piace . Se si prepara in anticipo si condiscono le verdure solo con sale e si lasciano scolare un pò di liquido. Il problema della panzanella è che spesso viene servita che cola acqua : dipende dalla verdura e dipende dal pane che non è stato ben strizzato o che non è adatto. Nelle sere calde la panzanella sarà fresca e piacevole per i sapori e gli odori che contiene, per noi che l'abbiamo mangiata da piccoli sarà anche gravida di ricordi .

Il problema della panzanella è il pane. Il pane deve essere toscano, sciocco, raffermo. Il pane adatto non si trova quasi più, ormai è diversa la farina, la fermentazione, un, pò tutto il procedimento. La panzanella è un mangiare antico, di quando il grano si produceva in proprio e si portava a macinare al mulino, erano varietà locali di grano, era di pietra la macina, e via di seguito. La panzanella che mangiamo ora è spesso il fantasma delle panzanelle di tanti anni fa, ci si deve impegnare a trovare gli ingredienti buoni, perché farla è una bischerata .Un cibo antico, ma non così tanto, l'avranno fatto anche i romani, gli etruschi, ma non ci mettevano i pomodori, che sono arrivati dopo la scoperta dell'America, molto dopo, perché sono stati selezionati  qui da piante che producevano bacche gialline e piuttosto piccole. La panzanella si potrebbe chiamare un'insalata di pane, non a  tutti piace, fra i turisti che vengono qui, l'idea di mangiare del pan bagnato, ma per noi che ci siamo nati prepararla è cosa religiosa. Il pane, fin quando ero bambina, si faceva nelle case una volta alla settimana con una lievita che si conservava nella madia, veniva usato tutto, con rispetto, il pane che si cuoceva; se era duro si zuppava, nel latte, nel vino, nel minestrone,  nel brodo di fagioli o di ceci, è nata così la minestra di pane, più nota come "Ribollita" , ed anche la pappa al pomodoro.  Le verdure della panzanella in casa nostra si coltivano noi, è bello uscire un attimo e cogliersi quello che serve.  E' un mangiare veloce, alla fine, ma è tutto l'incontrario di un fast food. Non si fa col pane integrale, tassativamente non si fa col pane scongelato, non si fa con le baguette, non ci si mette il tonno, neanche le olive, la panzanella si fa così e basta, tutto il resto sono stupidaggini, invenzioni, strullate di riviste patinate . La panzanella è una cosa leggera, semplice, facilissima, ma anche antica e serissima, non si scherza, con la panzanella. Ora non posso fare una foto e non ne trovo che mi ispirino, lascio alla fantasia l'immagine da attaccare alla Panzanella .

martedì 16 agosto 2011

Il lago di Chiusi .

Lithrum salicaria , salcerella o salicaria .

Questa è di sicuro un'altea spontanea , molto graziosa .
Uno svasso!


Grandi estensioni di ninfee.


Una di queste sere calde e vuote siamo stati , io e Mauro, al lago di Chiusi . Ci vogliono forse 25 minuti da qui, è un pò più in là del Trasimeno, ma è meglio prendere l'autostrada . Al lago di Chiusi, Chiusi vicino a Chianciano, la città di Porsenna , il famoso Lucumone di cui è rimasta traccia nella storia, non ci va mai nessuno, è un lago piccolo piccolo . Io ci sono capitata perché, sulle sponde del lago, c'è uno dei vivai più grandi e forniti d'Italia, Margheriti . Uscite dal Margheriti , io e la mia amica che non vuole essere nominata , siamo scese fino alla riva del lago, perché il paesaggio invoglia , sembra di essere entrati in punta di piedi in una fiaba, e dimentichi  che forse l'acqua è inquinata, visto che intorno sono tutti campi coltivati, vedi solo la bellezza del posto, i numerosi animali che lo popolano e la vegetazione dell'acqua, in senso lato, dagli alberi a cui piace l'acqua, (starci vicino o viverci immersi ), salici di diverse varietà , ontani , pioppi , fino a tutte le erbe acquatiche . Quel giorno di qualche anno fa c'erano parecchi uccelli sull'acqua, che venivano abbastanza vicini e pescavano immergendosi e riemergendo molto lontano , erano vivacissimi ed era un divertimento osservarli. Li avevo visti solo nei documentari televisivi , gli SVASSI . Ci sono ancora , pochi però, forse per la stagione, che attira comunque rari turisti e gruppi di anziani pescatori per diletto . Sul lago neanche un filo di vento, si sentiva bene il rumore prodotto dai pesci che balzavano fuori dall'acqua, per il resto svassi silenziosi, e piccoli di folaghe che si chiamavano per non perdersi di vista, come tutti i cuccioli . Guardate un pò .






In giro per il mondo ci sono luoghi famosi per la loro bellezza , mille volte riprodotti e mostrati. Ci sono poi luoghi bellissimi e quasi del tutto sconosciuti. La Toscana si presta ad un turismo mordi e fuggi , che sorvola sui luoghi minori.Di questa cosa parla , in una parte iniziale, un libro "Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta ", che in effetti contiene almeno tre linee di racconto : una sul viaggio, una sul rapporto fra il protagonista e suo figlio, una sull'elaborazione di una teoria filosofica originale, realizzata ripercorrendo la storia della filosofia occidentale.Sono tre linee di racconto che si fondono, permettendo all'autore di alleggerire il peso della narrazione, per lui molto coinvolgente , perchè si tratta di un periodo doloroso della sua vita.
Osservate le zampe di questo pulcinotto di folaga (credo!) non sono palmate , ma sono quasi delle pinne! Perfette per l'acqua.
La parte che parla del viaggio racconta di un percorso in moto nelle strade secondarie d'America , quelle che nessuno racconta, del clima rilassato e quotidiano di un'America minore e laboriosa, agricola , che non compare nei notiziari se non quando deve votare, perché anche quell'America vota e diventa per un pò importante, poi scompare di nuovo. La Toscana ritratta in queste foto è come quell'America, e in questo giorno che precede il Ferragosto è così tanto quieta che fa venir voglia di dormire. Può darsi che un turista che viene qua non vedrà mai questo lago piccolissimo, che però ha un fascino speciale, ed è comunque un luogo turistico d'alto livello, perché le sue sponde sono disseminate di tombe etrusche che si possono visitare, ma bisogna andare a Chiusi , in paese, pagare il biglietto, e credo che la visita sia ormai guidata, dopo anni di visite libere e di scempio dei visitatori.

Se vi capita di venire da queste parti ricordatevi di passare da questi luoghi minori e quotidiani , di una bellezza fatta di cose minime e tuttavia abbagliante .

lunedì 15 agosto 2011

Ferragosto.

Dalla darsena del club velico uno scorcio del paesedi Passignano.







Un gabbiano alle prese con un pesce.
Difficile fotografare lo svasso, passa più tempo sott'acqua che sopra.








Insetti sui fiori che resistono al caldo di ferragosto .
Questa è una delle più preziose ospiti degli stagni, la libellula turchese , fine e lieve , sorpresa da Mauro posata su una foglia di ninfea .






Qualche immagine da una gita serale : sembra il mare , ma è uno dei "mari" di Arezzo, il lago Trasimeno . Buona festa !

venerdì 12 agosto 2011

Pensioni integrative.

Una di queste mattine in macchina , col giunto della ruota nuovo e senza rumore di ferraglia , ascoltavo Radio 24, , c'è una giornalista in gamba , si chiama Debora Rosciani , e fa delle trasmissioni su questioni economiche, da lei imparo un pò di cose sull'economia, è brava a "tradurre" paroloni in roba abbastanza comprensibile. Comunque quella mattina parlavano di assicurazioni, anzi di pensioni integrative. Sono arrivata all'ascolto che avevano già sviscerato la faccenda e riconosciuto l'opportunità di farsi una pensione da soli senza affidarsi soltanto all'INPS , e dicevano che i giovani sono molto aperti a queste soluzioni, capiscono che sono cose importanti e necessarie eccetera. La Debora Rosciani ha sollevato una questione, premesso tutto quello che era stato detto fino ad allora, un problema grosso è quello della liquidità : come si fa a pagarsi una pensione integrativa se non ci sono soldi? Se lo stipendio è insufficente , se non si lavora , se ... possiamo continuare da soli a trovare situazioni e motivi. L' assicuratore , serissimo, ha detto che certo, quello della liquidità , i "dindi" in sostanza, era un problema serio , che loro ci avevano pensato bene e che una soluzione l'avevano trovata, che la pensione integrativa , intanto, potevano pagarla i genitori.

A volte non so se ho capito bene o mi prendono, ci prendono, per scemi. Ma l'hanno capito che in tante famiglie c'è uno stipendio solo e non si arriva in fondo al mese con le spese correnti ? Come si fa a ricavarne anche i soldi per la pensione integrativa ai figlioli?
Anni fa dovevo cominciare a lavorare in un negozio ed ebbi un incontro con il commercialista che mi illustrò il contratto proposto di associazione in partecipazione = fregatura. Niente ferie , niente contributi , niente pensione, niente , solo una partecipazione agli utili, piccolissima , nel caso il negozio, appena aperto , ne facesse . Posi il problema della mia pensione , il professionista rise e rispose che potevo farmi in seguito una pensione da sola , una pensione integrativa. Tacqui imbarazzata , con che cosa me la faccio se questi soldi mi servono per sopravvivere ? Mi veniva da chiedere . Sono un pò di anni che ci prendono per i fondelli con questi discorsi , la vogliamo finire, per un senso di dignità delle persone ?

giovedì 11 agosto 2011

Una cosa di sinistra.

 Avevo messo tanti sbarramenti, vedo che  lo fate anche voi che leggete di difendervi dalle cattive notizie . Loretta, Giò , Cangala,Grazia, Duck , Simonetta , come mi fa piacere sentirvi ! Sto facendo un lavoro sola sola in casa , imbianco , anzi "inroso" la mia camera , la dipingo di rosa dopo dieci anni, era l'ora! Sono buone giornate , l'umore si è alzato piano piano , lavoro lentamente , non mi corre dietro nessuno , riesco meglio a realizzare un'imbiancatura omogenea e mi vengono delle idee su cose da dipingere sullo sfondo. Chissà se, finito il lavoro grosso , avrò voglia e coraggio di dipingerci  qualcosa sopra?

Non è che siamo proprio in un bel mondo, dal primo dell'anno ad ora ne sono successe tantissime di cose orribili , da Fukushima, alla recente  strage in Norvegia , che ha fatto tornare viva e reale la minaccia della follia nazista . Le parole sono insufficenti e ormai banali per dire quello che si prova, lette e rilette tante volte le due parole follia nazista perdono significato. 
Ma non c'è nemmeno il tempo per fermarsi a pensare ,  c'è questa minaccia che pesa sull'Italia , una minaccia economica reale che viene dal mondo che pare irreale della finanza . Le misure predisposte dal governo per arginare il debito pubblico vengono rese vane dalle speculazioni dei mercati finanziari. Se la sera prima i nostri soldi avevano un valore , la mattina ne hanno uno inferiore, per risanare ce ne vogliono semplicemente sempre di più . Avete visto le rivolte a Londra? Le città inglesi diventano palcoscenici di guerra, ma non è teatro, purtroppo.   Noi siamo qua, le nostre famiglie sono quella base silenziosa e laboriosa, risparmiatrice e saggia per forza , a cui sempre si attinge per rimediare , quella gente a cui sempre si chiedono soldi, ne abbiamo pochi , ci bastano a malapena  per vivere , ma siamo tanti , li chiedono a noi , intanto però qualcuno continua ad arricchirsi . Non a caso le aziende del Presidente del Consiglio sono state fra le poche a prosperare in questa disgraziata situazione. A tutto questo si aggiungono le questioni personali, quelle che toccano solo noi . Per esempio la televisione che si rompe, in casa nostra , si rompe piano piano, è il tubo catodico, dice mio marito, ogni tanto va via l'immagine, ma questo mese abbiamo tante spese , aspettiamo a cambiarla . Nel frattempo si è rotta la mia macchina, sentivo un rumoraccio di ferraglia e sono riuscita a tornare a casa e portarla dal meccanico, era il giunto di una ruota . Quando andavamo a riprenderla abbiammo sentito un altro rumoraccio, più lieve, nell'auto di mio marito, anche quella dal meccanico , sfiorato un danno enorme al motore. Quando si rompe una cosa gliene vanno dietro una fila a rompersi anche loro. Avremmo tante riparazioni da fare in casa , ne abbiamo fatte alcune, per le altre , anche per quelle , aspettiamo , poi il pozzo, che usiamo per innaffiare il giardino , fa le bizze , chiamiamo Italo , il nostro amico idraulico , da un quadro generale sembra che manchi l'acqua . Ecco , questo non ci voleva, ti senti mancare la terra, anzi, l'acqua sotto i piedi , il giardino e l'orto sono semplicemente impossibili senz'acqua, eppure quest'anno è piovuto tanto , ma , dice Italo, vicino ci sono altre case , forse attingono alla stessa vena .Chissà che è successo per mancare l'acqua all'improvviso.

 E' arrivata la bolletta della luce, dovevamo aver consumato meno perchè la lavatrice consuma l'acqua dell'impianto solare, la lavastoviglie non ce l'abbiamo, cosa usiamo? Televisione, Internet e la corrente per il pozzo ,e la bolletta è salita vertiginosamente . Finisce che anche vivere semplicemente  diventa un sogno irrealizzabile .

La situazione internazionale bussa di nuovo alle nostre porte, la terza potenza economica dell'Unione Europea  deve mettere a posto i conti, ieri sera le parole di Letta , braccio destro di Ercolino , hanno fatto il giro dei telegiornali "Tutto precipita. ". Finalmente , dopo il sorriso ingessato di Silvio, un pò di realismo . Che faranno ora ? Ci chiederanno ancora soldi e sacrifici. Sapete, c'è chi non ne ha fatti mai, c'è invece qualcuno per cui la vita è stato un lungo sacrificio , chiedeteli ai primi , i soldi !Questa cosa si chiama tassa patrimoniale.
L'ha detto perfino l'Emmina Marcegaglia !
No, ha detto Silvio che lui questa cosa non la fa , gli ripugna . è una cosa di sinistra! ... Se son cose da dire in una situazione come questa !! Ma chi l'ha eletto questo? Ci voglio parlare con chi l'ha eletto !

martedì 9 agosto 2011

Mercati finanziari .

Capite qualcosa voi di quello che succede nei mercati finanziari ? Io , nonostante un esame di economia politica di moltissimi anni fa , non capisco quasi niente. Mi sforzo molto, però. Cerco di afferrare qua e là qualcosina, perché credo che questa cosa sia davvero importantissima per le nostre vite e impossibile rifugiarsi nell'ignoranza, adagiarcisi.  In una situazione internazionale estremamente precaria ci sono alcune cose che emergono ai miei occhi (occhi di ignorante) : una è che l'economia americana è sostenuta dalla Cina, che ha comprato l'equivalente del debito americano, i suoi BOT per capirsi , se la Cina decidesse di richiedere i soldi indietro, per un bisogno suo ( da noi ad Arezzo si dice " a un tratto un bisogno" espressione meravigliosa che approfondirò in altra sede) gli USA sarebbero in ginocchio .

Non è stata necessaria la Cina per metterli in ginocchio in questi giorni, è bastata un'agenzia di rating. Avete capito cos'è un'agenzia di rating? Gente che mette un pagellino al comportamento di un paese, orientando così le borse, cioè gli speculatori. L'agenzia di rating non è stata allertata dai russi, o forse anche, ma soprattutto dai repubblicani americani del movimento dei Tea Party , dove milita la detestabile Sara Palin.  Sono i rappresentanti di una parte dell'America che non possiamo dimenticare, che forse possiamo identificare ad una prima occhiata con i petrolieri, quelli a cui piacciono le guerre per "tirar su l'economia" , che nel frattempo nelle guerre si fanno i propri affari, estendendo il campo di azione delle loro già lucrosissime aziende. Obama per un pò ce li ha fatti dimenticare, ma loro non si sono dimenticati di lui, né del sogno eterno di tenere l'intero mondo nelle proprie mani, a qualunque prezzo, soprattutto se non lo pagano loro, perfino il crollo e la riduzione alla fame del loro amato paese. Se la pulce Obama non si elimina , tanto vale ammalare o uccidere il cane USA.

Ho trovato Obama in questi giorni arrabbiato, indignato, molto coraggioso nel tentare di salvare il suo paese . I suoi appelli alla coesione sono di tutt'altro spessore di quelli del nostro Ercolino sempreinpiedi , che richiama tutti ad unirsi per salvare lui e il suo patrimonio . Ormai neanche governa più, a lui e a Tremonti hanno dovuto scrivere i due governatori della Banca Centrale Europea, quello uscente, Trichet,  e quello entrante, Mario Draghi, per dirgli cosa fare e quando farlo .

Cosa aspettiamo a scendere in piazza non lo so, se ne devono andare, qual è il loro ruolo non si capisce più, non ho bisogno di sentir parlare di commissariamento dell'Italia perché è molto chiaro che un governo che ha bisogno di ordini non vale assolutamente niente. Se c'era bisogno di dirlo. Manca la dignità di andarsene.  Avete sentito l'ultima stupidaggine : volevano andarsene in pellegrinaggio in Terrasanta , a spese nostre , chiaro . Un pò li capisco, se non chiedono un miracolo non sanno come risolvere, soprattutto non volendo rinunciare a nessuno dei loro assurdi privilegi.

Due figure completamente diverse , Obama e Silvio , ma anche lo staff di Obama e quello di Silvio sono completamente diversi . Ora Obama tenterà di far cacciare i soldi a quelli che ce l'hanno, speriamo che non lo facciano fuori. Silvio e i suoi invece si sono organizzati per farci morire sotto i ponti , a noi monoreddito, ceto medio, e poveri italiani. Vediamo fin dove si sopporta.

Alla fine però questa storia porta per me dei messaggi nuovi: dobbiamo svoltare definitivamente con la collusione fra crimine organizzato e politica, non ci sono più risorse per tollerare una cosa del genere, continuare così sarebbe una regressione e un abbandono della civiltà. Secondo: siamo tutti legati , non solo dall'euro, ma da questo mercato globale, e le sorti di tutti devono essere gestite con criteri etici, mettendo al centro le persone e  l'ambiente naturale, sennò davvero è l'estinzione. Come diceva Anna Maria Barbera: sono stata spiegata? Non so nemmeno io bene cosa ho scritto, volevo condividerlo con voi che leggete e dire che faccio il giardino, imbianco la casa, ma anche, seguo le notizie e penso .

venerdì 5 agosto 2011

ORDINE E RIPETIZIONE.

Basilico rosso , bello e gustoso.
Cosa rende bello un giardino? Per molto tempo non me lo sono chiesto, mi bastava accumulare fioriture, quanto più esuberanti e rigogliose possibile. Poi mi son resa conto, moltissimo tempo fa, che se non era in ordine non sembrava bello neanche se era pieno zeppo di fiori. Ho capito che l'ORDINE è necessario alla bellezza. Qualche volta una piccola siepe, un cespuglio fiorito e un prato tosato fanno giardino, è l'ordine che fa la differenza. Pochissimi elementi  ben curati. Pensiamo ai giardini giapponesi. Lì il controllo è elevato all'ennesima potenza. Ma è bello anche il controllo contrapposto alla libertà, così piace a me, un prato, misto, naturale, non perfetto, tagliato, e intorno piante che crescono in forme libere. Credo che questa dell'ordine  sia un'esigenza antica degli uomini, forse la pulizia dello spazio esterno era sinonimo di sicurezza, in un prato tosato si vedono bene eventuali cose pericolose, animali e oggetti che siano. Poi un prato abbastanza liscio è il contrario del caos, è una cosa che fa bene alla mente, che da senso di pace. Senza eccedere. Forse fa quest'effetto a me perchè sono abbastanza caotica. Naturalmente al posto di un prato funziona ugualmente bene un'area cosparsa di ghiaia fine,  oppure un sentierino in pietra o legno, il segno dell'intervento ordinatore. Altrettanto bello è vedere piante potate in forme precise, palle e nuvole che siano, la ricerca e l'esaltazione della forma.  Naturalmente un ordine che è solo ordine, tentativo di ingabbiare la natura, produce l'effetto contrario. Nonostante siano rinomati e importantissimi, trovo noiosissimi i giardini tipo Versailles. Li vedo e li visito come alcune opere d'arte ( Il Barocco in pittura) che non mi fanno impazzire, ma è doveroso conoscere.

Ordine e rigore :siamo in  Giappone.
Altra cosa che produce bellezza è la RIPETIZIONE. Pensateci un attimo: un solo fiore è bellissimo a vedersi, ma è solo. Quando sulle piante cominciano ad essere presenti diversi fiori si crea un eco di bellezza, un ripetersi che fa piacere. Quando poi una pianta bella è presente in diversi punti del giardino che si possono cogliere tutti insieme con lo sguardo si produce lo stesso effetto. Credo che sia una faccenda che ha a che fare con la teoria matematica dei frattali, ma non volendo spararle troppo grosse mi fermo qui.
I paesaggisti mi pare che facciano questo, scelgono alcune piante, simili come esigenze, che vivano bene nello stesso posto, e giocano con quelle in uno stesso spazio, per esempio un giardino a stanze, in cui in ogni "stanza" si ripete la presenza di alcune specie alternate fra di loro.  Questo permette di apprezzare le varietà senza annoiarsi. Di solito, per motivi di pecunia, io compro una sola pianta di una specie interessante, tanto poi, se funziona, la riproduco da me. Ecco, poi dovrei metterne alcune vicine, separate, ma che creino quest'effetto "eco" .  E' una cosa che fanno i paesaggisti, che sarebbe bene fare anche noi comuni mortali, che non facciamo perchè siamo appassionati collezionisti curiosi, ci riempiamo di piante nuove di continuo e di solito non abbiamo abbastanza spazio per contenere tutta la nostra esuberanza.

Chissà se sarebbe d'accordo con me Antonio Perazzi ? Sull'ultimo numero di Gardenia leggo la sua " bustina di paesaggio" del mese di agosto: Bruno, il suo bambino, è raccontato come abitante del giardino di Piuca, nel Chianti, ed ormai esperto paesaggista . Bruno ha una teoria che associa i colori alle stagioni del giardino, l'estate è gialla. Gialla come la paglia, gialla come la vegetazione secca, il giardino di Piuca, pur avendo vasche antiche per l'irrigazione e un pozzo ricco di acqua, non ha impianto d'irrigazione per scelta. Proprio vero, chi ha il coltello non ha il manico e viceversa. Oh, io non credo che Perazzi non annaffi per niente, di sicuro assiste le piante in vaso e tutte le delicate .
Pallona di basilico greco dal giardino di Vitamina.
Queste foto del Generalife sono prese da Google.
"Ho trovato più affascinante comporre un giardino basato sulla capacità di adattamento delle piante piuttosto che sull'ostentazione di una artificialità estranea al buonsenso del paesaggio" questo dice Perazzi . C'è molto da dire su questo. Io annaffio in estate, non annaffio il prato, ma vivo qui e un giardino morto e stremato mi deprime moltissimo.  Così in questa zona piccola intorno alla casa annaffio, faccio anche un piccolo giardino di fiori estivi, per allegria, la presenza di questi colori e di questa vita estiva aiuta a sopportare che arrivi una stagione meno faticosa, l'inizio dell'autunno.  E' vero, qui da noi, i giardini completamente verdi e freschissimi in estate, oltre a richiedere quantità enormi di acqua ed energia per mantenerli così, sono completamente estranei al resto del mondo intorno a loro. In estate tutto ha sete, gli animali e i boschi e tu crei una zona annaffiata, chiusa, inaccessibile, cosparsa di veleni. Non ha senso. Lo fanno moltissimi ricchi, ma è una cosa, come dire, amorale. Credo che il giardino bagnato, in estate, possa avere senso se consente almeno ad una parte della fauna selvatica di sopravvivere meglio e di bere. Non posso invitare il cinghiale, ma posso lasciare che vengano insetti e rane, per esempio.  Sotto i ciuffi ombrosi di alcuni arbusti, sotto le grandi foglie/fabbriche solari delle zucche troviamo rospi acquattati al fresco e siamo lieti che siano venuti a vivere qui, che abbiano trovato un posto buono per la stagione, mangiano insetti nocivi e anche zanzare.

Ci sono anche esempi storici e artistici di questo modo artificiale  di concepire il giardino, basta pensare al Generalife a Granada, che ho visto da giovane ed ho amato subito, vera oasi di frescura e bellezza in un paesaggio arido. Il Gennat Al Arif ,( traduzione (mi pare) giardino estivo o giardino sopraelevato), non a caso è l'espressione della potenza economica e del potere dei reggenti arabi della città di Granada, che fecero portare l'acqua fin dalla sierra Nevada, lontana parecchi chilometri, per realizzare questo luogo incantevole. Tuttavia, anche nel Generalife sono espressi rispetto e sacralità dell'acqua, che scorre contenuta in canaline all'altezza delle mani dei visitatori, che possono rinfrescarsi immergendole, oppure viene contenuta in lunghe vasche che riflettono il cielo e lasciata zampillare in fontane canterine. Una meraviglia da super ricchi!

lunedì 1 agosto 2011

Contro il giardino: Antonio Perazzi e Pia Pera.

Al mare ho comprato un libro che si intitola "Contro il giardino". C'erano talmente tanti libri  in vendita che mi sono orientata su una cosa  familiare, fra tante sconosciute. Familiare come tema, il giardino, e  familiare perchè Antonio Perazzi, che l'ha scritto insieme a Pia Pera, ho avuto occasione di conoscerlo . Lì per lì non ci ho fatto caso, ma "Pera -Perazzi" ... curioso , no? Vediamo 'ste due pere che hanno tirato fuori .Un perone o una bi-pera.

Antonio Perazzi l'ho conosciuto in una giornata di festa al vivaio di Firenze "Mondo rose", ormai molto noto. I titolari del vivaio sono due giovani , Arnaud Duquennois e Cecilia, la moglie, che hanno cominciato riproducendo le varietà di rose del Roseto di Cavriglia. Il loro vivaio è per una parte giardino dimostrativo e visitarlo fra fine aprile e metà giugno fa venir voglia di creare un roseto. Quel giorno di vivaio aperto con tante iniziative diverse,  c'era anche  Antonio Perazzi  che faceva una piccola conferenza  sul giardino . Se ne ricavava l'impressione di un tipo un pò egocentrico, narcisista, arrivato, che vuol per forza dare una visione alternativa delle cose, e poi, da molti messaggi del corpo, dal non detto, si ricavava  un'impressione contraria, di una persona  molto sensibile e interessata al parere degli altri su se stesso e sul proprio lavoro, parere che spesso doveva averlo ferito e da cui un pò si difendeva. Tutto questo si capiva da certe occhiate traverse che lanciava al pubblico in ascolto, da cui cercava di trarre domande e spunti, pubblico che taceva imbarazzato. E anche da molti sorrisi  spontanei e un pò timidi. Io che di solito faccio molti interventi quella volta tacqui, perché non volevo finire per monopolizzare il discorso, come spesso mi capita. Sono una chiacchierona.  Ma si doveva vedere che mi venivano un sacco di cose alle labbra e le trattenevo lì, così ci fu uno scambio di sorrisi evocatori e nient'altro. Spero che si presenti un'altra occasione per parlare con Antonio Perazzi, perché intanto questo libro "Contro il giardino", mi ha confermato queste sensazioni, che sia una persona semplice e originale, creativa e disposta allo scambio autentico.Il suo sito, di cui ho messo il link, è molto interessante, fa venir voglia anche quello, come il giardino di Mondo rose, di mettersi al lavoro. L'altra persona, Pia Pera, scrive una rubrica su una delle pagine finali di Gardenia. Potete vedere il  sito Orti di Pace per farvi un'idea. Devo dire che io tutto quello che vive lei ora l'ho vissuto tanti anni fa e adesso lo trovo scontato, non banale, ma scontato, perché ormai fa parte della mia vita.

" Contro il giardino" è un'epistolario, uno scambio di lettere, vero, finto, probabilmente e-mail , non lo so perché non leggo mai le premesse, ma mi butto nel libro e lo consumo senza spiegazioni, quelle le leggo dopo se mi è piaciuto. Lettere piacevolissime che raccontano la realtà del giardino e di come sia, per loro come per me, un punto privilegiato di osservazione della realtà, una finestra speciale, una lente d'ingrandimento ...Le lettere, pur parlando anche di personaggi famosissimi e dei loro giardini, che le due pere hanno avuto modo di incontrare, beati loro, sono scritte con immediatezza e semplicità e permettono, come i libri di Pizzetti, di entrare un pò nella testa di chi scrive. Consiglio il libro a Duck, le piacerà senz'altro. Un paio di queste lettere mi sono rimaste in particolar modo impresse, quella dove Perazzi parla di Sir Peter Smithers, personaggio famosissimo nell'ambiente dei giardinieri, noto per molte cose fra cui la sua collezione di magnolie, di cui lui parla con sincerità, dicendo di averlo trovato, in un incontro, molto competitivo, e che questo non gli era piaciuto. Evviva la sincerità ! Mi piace molto quando qualcuno, come questo anziano giardiniere, ormai per età e per notorietà  sulla via della santificazione, viene presentato come semplicemente umano. Un'altra storia carina è quella dello stagno di Perazzi, anche quella umanissima, sul tentativo di realizzare uno stagno sotto la cupola di un salice, nell'ormai per me famoso giardino di Piuca, nel Chianti, che seguo con un certo affetto. E' il giardino di Perazzi, frequentato dai figlioli, dalla compagna, dai cani. Leggete, sorprendetevi e ritrovate voi stessi nei molti tentativi a vuoto delle vostre (nostre) vite. E poi Pia Pera e i suoi rapporti con i vicini, con i collaboratori rumeni, con la propria visione del Giardino che viene continuamente modificata dalla realtà. Insomma, un libro che vale la pena di leggere più di altri consigliati e pubblicizzati, io ancora non l'ho finito, ma lo consiglio lo stesso, vi sembrerà di aver fatto amicizia con le due pere.