domenica 23 ottobre 2011

In viaggio con l'Arcangelo .

I monti del Casentino visti dal monastero di Camaldoli.
Avevo scritto alcuni giorni fa di aver ricevuto in dono il libro "In viaggio con l'Arcangelo" di Grazia Francescato.  Per scriverne devo prima raccontare quello che so di Grazia Francescato. Potete andare a vedervi su Wikipedia la sua vita piena di cose interessanti, io la incontrai tanti anni fa , quando ero iscritta ai Verdi e avevo il negozio di alimenti biologici in città. Un amico che era  consigliere regionale per i Verdi, mi chiese se me la sentivo di preparare alcune cose per una cena dove sarebbero stati presenti molte persone, circa 40, che venivano da un convegno su "Natura e spiritualità" che si era appena concluso a Camaldoli, un convento nel mezzo delle foreste del Casentino . Dissi di sì, ma era la prima volta che cucinavo per tanta gente, a parte le feste di compleanno per le bambine  in casa e se ci ripenso mi vergogno. Comunque mentre mi arrabattavo nella cucina di casa sua, perché  era lui che ospitava il gruppo, entrò in cucina un gruppetto di persone sorridenti, fra cui  Grazia Francescato, ma io non ci feci caso, ero talmente presa dal cercare di cavarne le gambe che non  prestai attenzione. Mio marito Mauro era con me, ed era al solito vigile e attento. Grazia entrò in cucina ed avvertii una presenza leggera e gentile, il padrone di casa le chiese se le andava di assaggiare la tagliata di chianina, lei disse " Certo, perchè vedi,  sono vegetariana, ma non praticante." Questa battuta dice già alcune cose . Il giorno dopo Mauro disse che in quella donna c'era una grande  forza interiore e una luce, come un daimon a guidarla.

Il tracciato di una strada romana nel bosco di Camaldoli .
Dopo forse un paio d'anni  lo stesso amico mi sollecitò a partecipare all'assemblea costituente dei Verdi a Chianciano . Ci andammo in parecchi , era inverno e si svolgeva sotto un tendone , alla fine mi ritrovai seduta in mezzo a molti sconosciuti ad ascoltare le varie relazioni, finchè fu il turno di Grazia Francescato . Chissà se nella Rete si potrà trovare ancora quel discorso ? Ad un certo punto raccontò di quando era stata a Seattle per il WTO , la prima volta che si tennero delle manifestazioni contro la globalizzazione . Era mattina e si trovava nella camera dell'hotel dove aveva trascorso la notte  quando sentì provenire dalla strada molto rumore . Si affacciò alla finestra, sotto c'era un corteo di manifestanti e la Polizia che non voleva farli passare . All'improvviso, a lei che guardava dall'alto , apparvero nel corteo delle farfalle che aprivano grandi ali colorate, erano delle persone che si erano vestite da farfalle e sembrava volassero nel corteo, poi di colpo una balena azzurra si gonfiò ingombrando la strada e rendendo difficile il lavoro dei poliziotti. Le immagini descritte erano forti ed immediate e mi vennero le lacrime agli occhi. Sembrava che le bestie del cielo e della terra si fossero veramente manifestate per essere solidali con gli uomini di buona volontà. Con immagini poetiche stava parlando della lotta per la salvezza della Terra . Poi passò ad una scuola dei dintorni di Napoli, che aveva visitato quando era presidente del WWF . Le piaceva andare di persona a parlare con i bambini , a raccontare del pericolo di estinzione degli animali e di degrado del mondo naturale come lo conosciamo.

Un bambino alzò la mano :
"Ma allora , se spariscono tutte le balene , non possiamo più raccontare la storia di Pinocchio?"
Quel bambino, disse Grazia, ha colto meglio di molti studiosi un fatto fondamentale, che gli animali abitano la Terra, ma anche il nostro inconscio, le fiabe e i miti degli uomini: se li perdiamo, perdiamo parti della nostra Anima.
Questi due i passi del discorso che porto ancora con me . Forse qualcuno li ha già letti in un vecchio post.  Basta dire che alla fine piangevo per l'emozione e pensavo che con una così potevo andare dovunque mi chiedesse, che mi fidavo di lei . Un'impressione di questo tipo l'ho avuta altre volte e posso citare chi me l'ha lasciata : Fratel Carlo Carretto, Frère Roger Schutz della comunità di Taizé, Pietro Ingrao, Papa Giovanni XXIII, Sandro Pertini  e altri. Tutti in modo diverso. Lei è una delle poche donne. Questo per dire chi è.

Ho desiderato molto leggere il suo libro sull'incontro con l'Arcangelo Michele. E' un libro che parla di come si possono leggere nella propria vita i segni che  permettono di  usarla al meglio e non sbagliare a viverla e  in questo momento per me è il seguito di quello che penso ed ho scritto della vita di Steve Jobs , (come seguire la propria stella ), si lega a Padre Luciano Cupia , conosciuto qualche giorno fa, e a molti pensieri che mi agitano di recente. Quindi è particolarmente benvenuto e adatto . A proposito di questo riporto una poesia pubblicata  da Errebi :



Solo per oggi, e domani ancora...
Alzati presto. Fai un sorriso
Lascia andare i sensi di colpa,non guardarti indietro.
Fai un piano, credi in te stesso.
Goditi ciò che sei. Accetta la tua umanità.
Chiedi aiuto, e accetta ciò che gli altri hanno da darti.
Ringrazia.
Cambia, senza indugio e con coraggio.
Accetta ciò che non può cambiare. Sii paziente
Mantieni le promesse, quelle del tuo cuore.
Non indugiare sul passato.
Vivi con amore ogni momento. Costruisci un domani migliore.
Apri il tuo cuore, esplora la tua anima.
Ricorda, i miracoli accadono.
Sorridi
Stephen Littleword

Non che sia facile comportarsi in questo modo, ma sarebbe bello ricordarselo quando ci si sveglia. .

 Nel Viaggio con l'Arcangelo Grazia parla di una cosa che nel corso della mia vita è accaduta a me e a tantissime altre persone , soprattutto donne . Non trovando più le risposte nella religione che ci era stata consegnata , nel mio caso non dai miei genitori, che non erano credenti , ma dalla tradizione , io e tante altre donne abbiamo "dato un'occhiata " in molte e varie discipline, strade spirituali , tecniche di meditazione , rilassamento e guarigione. Alcune ci si son buttate a pesce , convinte ogni volta di aver trovato il Verbo Divino, e hanno fatto tante esperienze , spesso superficiali , altre si sono legate da subito ad un'altra Chiesa , diversa ma altrettanto chiusa e dogmatica di quella che avevano lasciato. Si vede che non aspiravano ad una reale libertà ma solo a controllare e contenere le proprie paure. Penso a molti macrobiotici, o a certi vegetariani fanatici che mi capitavano in negozio.
A me spesso succedeva di affacciarmi  su un nuovo panorama e poi vedere i segnali della dipendenza , dell'abbandono della razionalità ..mi ritiravo subito. A scuola avevo studiato un pò di filosofia, ma anche l'insegnante di matematica, la temuta signorina Locchi , ci aveva insegnato a usare il cervello, ad attivarlo, con la sua massima indimenticabile "In matematica ( ma anche nella vita, aggiungo io ) quello che è inutile è dannoso". Le sue dimostrazioni dei teoremi erano asciutte e fulminanti, senza vie tortuose. Anche il mio babbo era così quando mi aiutava nei compiti di matematica, usava la ragione come un rasoio . Quando hai imparato ad usare lo strumento in questo modo è difficile cadere in situazioni pericolose, anche se in certi momenti sei debole. Nelle nuove esperienze che mi succedeva di fare ero sempre un pò rigida , non mi lasciavo andare, ma ognuno ha la sua storia. La rigidità era  un pregio negli ambienti religiosi, era incoraggiata e considerata segno di virtù, ma purtroppo non è così.

Spesso, andando al corso di Reiki o partecipando ad una cosa del genere ,  mi vedevo dal di fuori e temevo di apparire come una patetica donnetta seguace della New Age , eppure lo spirito che animava la ricerca era autentico e sincero . Ora scopro che anche Grazia Francescato e tante altre  hanno vissuto queste cose identiche , e anche questi dubbi .


Nel corso del pranzo di laurea la mia figliola più piccola ad un certo punto , non so come ci è arrivata  , ha detto che le compagne di Università a volte nominano il Reiki , i Ching , la meditazione , e altre cose del genere . "Io dico sempre che lo so , lo conosco , mi chiedono come mai , come faccio a conoscere queste cose e io dico che è la mia mamma che ha fatto Reiki , che conosce l'I ching, che ha fatto il seminario sulle costellazioni familiari, che ha fatto un viaggio sciamanico (ho scoperto che si chiama così l'esperienza di trovare il proprio animale medicina ) !"
Mi sono quasi risentita , ho tentato di giustificarmi ,  mi pareva di passare un'altra volta per la svaporata New Age , ma mia figlia evidentemente la considerava in qualche modo una cosa positiva .Poi ho letto " In viaggio con l'Arcangelo" e ho visto che Grazia Francescato parla con affetto , umorismo , autoironia  e grande serietà di tutto questo. La chiama con le parole di un indio conosciuto lungo il corso del fiume Xingù in Sud America . Assediato dai fotografi e frastornato di domande le disse "Questa che voi cercate  non è conoscenza, la conoscenza è una via con un cuore ." Noi donne , saranno gli ormoni , che ne so, abbiamo questo modo emotivo e affettivo di conoscere il mondo , ci facciamo coinvolgere .


 La nostra è spesso una via con un cuore.
La conoscenza di cui abbiamo fame e desiderio è quella che ci fa esplorare più a fondo noi stesse , che sia il corpo, come quando si fa yoga , o la mente o il cuore . Abbiamo un pò di timore  di conoscerci perché qualche volta troviamo dentro di noi cose che ci sconcertano e ci fanno paura , ma alla fine pensiamo sempre che sia meglio affrontarle . Grazia Francescato in questo libro parla di tutto questo , citando tutto il patrimonio culturale , ormai vastissimo, che abbiamo a disposizione . Per esempio Jung, e la sua biografia "Ricordi, sogni, riflessioni"  dove lui dice che l'anima è la più genuina realtà, ed è per sua natura religiosa, produce immagini di contenuto religioso e una propria mitologia archetipale che serve a dare senso alla vita . Come dubitarne quando ti arrivano in dono certi sogni ?


Nel libro si parla anche del potere curativo della Terra e dei luoghi , tutti abbiamo l'esperienza del senso di sacralità che ispirano immediatamente certi posti in cui il genius loci è molto forte e presente, qui da noi ce ne sono tanti, tutti quelli che scelse San Francesco, che era sensibilissimo a questo potere della Terra, e scovava sempre posti con una forza particolare, La Verna, Le Celle , Monte Casale, per dirne solo alcuni . Ma quasi tutti i conventi sono costruiti in luoghi di questo tipo. Abbiamo fame di bellezza e di sacralità dei luoghi, anche se poi quando ci andiamo siamo capaci di insozzarli e lasciare tracce pesanti della nostra presenza.


La faggeta di Camaldoli.
Ma non ho ancora parlato dell'Arcangelo Michele . E' bello seguire Grazia Francescato lungo il cammino indicato da tanti segni minuscoli e macroscopici della presenza dell'Angelo, un santino trovato in un cassetto, un sogno, una voce che la sveglia nella notte. Matta ? Forse, tanto quanto Mosè e altri chiamati . Sono stata nella Chiesa tanti anni, i cattolici hanno il primato della religione e sanno come fare, insegnano .

A noi, ragazzi di allora, insegnarono che Carlo Carretto era un nuovo mistico, dovevamo leggere i suoi libri . E' sempre bene per la Chiesa del potere che qua e là spuntino dei mistici, danno un senso di autenticità ad un'istituzione che mira soprattutto al potere, sono un bel vestito da mostrare. Sono anche molto pericolosi perché incontrollabili, attraverso di loro parla lo Spirito e lo Spirito col potere, col denaro, con una  tranquilla e ordinata  gestione delle cose ha poca affinità .


Così ricordo bene che in occasione del referendum sul divorzio, o sull'aborto, il polverone alzato fu lo stesso, un quotidiano pubblicò una lettera di Carretto che diceva che aveva pregato e vegliato una notte intera e alla fine aveva concluso che Dio non vuole che i cattolici impongano a tutti la loro regola, ma che devono essere come il sale della Terra , dare l'esempio con le loro vite , e non obbligare gli altri a fare come loro . Lasciare , per quanto con dolore, che gli altri sbaglino, seguano la propria via . Il discorso era ovviamente più complesso , riguardava la libertà interiore , il peso delle scelte , l'affidarsi a Dio dei cattolici, quando si vorrebbe imporre la propria scelta e religione solo per insicurezza , per mancanza di Fede.  Quella mattina preti e vescovi che l'avevano cautamente esaltato come un nuovo mistico lo definirono improvvisamente un pazzo visionario a cui aveva dato di volta il cervello .

Grazia Francescato sta , in questo libro , sempre fra quella che chiama la "vox loica", la voce della razionalità fredda , e quella dello Spirito , che vola e sogna , e cerca di mediare e offrire , alla fine, una chiave interpretativa alle proprie esperienze . Siccome il suo cammino con l'Arcangelo non è ancora finito ha già pronto un secondo libro, che uscirà in quest'autunno . Si leggerà anche quello . Intanto in questo, da leggere e rileggere , trovo me stessa raccontata senza vergogna , me stessa e tante altre donne. Trovo una legittimazione alla mia strada, che da un certo punto in poi non è più passata dai luoghi canonici, ma è stata piuttosto solitaria, condivisa da altri viandanti, con due strumenti nella borsa da viaggio , il sogno e la ragione .
Le foto le ha fatte Mauro un mese fa durante una camminata rigeneratrice nel bosco di Camaldoli.




venerdì 21 ottobre 2011

Pranzo di laurea .

Ieri mattina presto si è laureata mia figlia , la più grande, e questa cosa , dal giorno prima , ha richiesto molte delle mie  mie energie . Non che ci fosse tanto da lavorare , il grosso del lavoro l'ha fatto lei , con una tesi sul telerilevamento ( in cui non abbiamo capito niente , ma va bene così) .  Ciò che conta è che ha raggiunto un traguardo e con soddisfazione, perché ha preso un magnifico voto. Abbiamo scelto di non andare al ristorante, ma mangiare in casa insieme alla nonna e ad alcuni amici .  Così oggi  racconterò di quello che ho preparato per pranzo , perché voglio lasciare che il resto si assesti e si condensi , prima di commentarlo .Sono un pò arrugginita, come cuoca professionista, ma ho cercato di organizzare un pranzo di festa, considerando il fatto che la mattina non sarei stata presente in casa fino a tardi, quindi dovevo scegliere di preparare cose che fossero pronte dal giorno prima oppure da fare proprio all'ultimo momento. Di solito non parlo di cucina, ma questa volta festeggio la mia brava figliola. 
Intanto il menù :


Quiche di sedano rapa accompagnata .
Ravioli alle pere .
Filetto di manzo al pepe verde .
Insalata .
Pan di Spagna alla crema.




Un'immagine del solanum Rantonettii , una delle poche piante in fiore adesso.
Immagine della vasca  a fine estate.



 .
 C'è sempre il rischio che l'antipasto risulti troppo saporito e troppo carico, togliendo l'appetito per ciò che viene dopo, quindi ne ho preparato uno piccolo con tre cose , una bella fetta grande di prosciutto nostrale  di Ciggiano, una fettina di pecorino definito "stracchinato" da chi me l'ha venduto, comunque freschissimo, prodotto in Val di Chiana , alle Chianacce, e una fetta di una quiche che ho preparato io .  Lo posso chiamare:  quiche di sedano rapa accompagnata .Quando cucino per queste occasioni potrei comprare delle cose pronte, tipo le paste di base, ma preferisco far tutto da sola. C'è più soddisfazione e la certezza degli ingredienti .  Pasta per la quiche : 200 gr di farina bianca, 80 gr di burro, un uovo , un pizzico di sale , acqua quanto serve per impastare. lasciar riposare. Fare a pezzi grandi un sedano rapa e lessarlo al dente . Sbucciare e tritare grossolanamente. Mescolare con 150 gr di ricotta di pecora , un uovo mescolato con poca panna , sale quanto serve e un pizzico di pepe . Stendere la pasta fine e foderare una tortiera rivestita di carta da forno , riempire col ripieno di sedano rapa e ricotta , cuocere in forno a 200° per il tempo che ci vuole a gonfiare e colorire il ripieno . Io l'ho preparata il giorno prima e poi l'ho riscaldata prima di servirla. Il pecorino freschissimo , ancora molle , può essere condito con poco olio mescolato a basilico tritato. Si compone tutto con garbo su un piatto piccolo o grande, tutto vicino, da l'idea di unità e abbondanza , anche se le cose sono poche, mentre le cose solitarie e isolate su un piatto grande danno idea di povertà . Provare per credere .E l'antipasto è pronto.

Per i ravioli  preparare la pasta con 100 gr di semola di grano duro, 200 gr di farina , un pizzico di sale , un filo d'olio , tre uova e pochissima acqua se serve a impastare . Si fa riposare . Con queste dosi vengono circa 6/7 ravioli a testa per 6 persone .
Si prendono due pere , ovviamente il sapore cambierà un pò a seconda del tipo di pera usata , ma sarà buono lo stesso , si sbucciano e si fanno a pezzettini , si mettono in padella con poco olio ,  tipo un cucchiaio , un pò di sale e un rametto intero di rosmarino, che poi si toglierà . Saltare le pere a fuoco vivo e farle asciugare e insaporire bene. Far raffreddare un pò e mescolare con 200 gr di ricotta di pecora , 50 gr di pecorino buono e stagionato e 50 gr di parmigiano , tutto grattato . Stendere la pasta e fare i ravioli . Io per questo uso una macchinetta . Una volta fatti vanno stesi su un canovaccio infarinato con la semola , se li usate il giorno dopo, per evitare che si appiccichino e non si stacchino più, congelateli . I ravioli si condiranno saltandoli un attimo in padella, dopo averli lessati!, con poco olio , aghi di rosmarino e fettine di lardo profumato . Il lardo deve fondere e non friggere , sennò si sciupa il gusto del piatto . Su ogni porzione una fettina di lardo che diventerà subito trasparente per il calore . Guarnire con una punta di rosmarino . E anche il primo è andato .

Il secondo . Di solito non  uso il filetto , ma era la laurea della mia figliola... Quindi prendere un trancio di filetto secondo il numero degli invitati considerando un etto e mezzo a testa . Tagliare una fetta alta a persona e se non si è sicuri pesarla o misurarla con le dita , un dito maschile di spessore , ma non di un omino ! Di un omone. Infarinare le fette , metterle in una padella ben calda con un pò d'olio , non deve friggere, ma neanche deve essere scarso , serve per il sughino . Far colorire le fette da entrambe le parti , salare e sfumare con del vino bianco , aggiungere un cucchiaio o cucchiaino,   secondo le porzioni, di pepe verde in salamoia e un pò di panna , poca , non si deve vedere e non deve fare la pappa . Lasciar addensare un attimo e servire subito . La carne all'interno rimarrà almeno rosa . Io dovevo fare in fretta , ma è buono far tostare delle piccole fette di pane e servire il filetto sul pane tostato e coperto dalla propria salsa . Per mancanza di tempo come contorno ho preparato una normalissima insalata di lattuga .
E anche il secondo è andato . Ora resta il dolce .

 Preparate il Pan di Spagna : qui ci vuole l'aiuto di una macchina , che sia una frusta elettrica o meglio una Kitchen Aid .  Montate 4 uova intere con 160 gr di zucchero ( normale , bianco ) e l'aroma che volete , vaniglia o buccia di limone grattata , io preferisco il limone. Il conquibus è montare benissimo le uova, cosa che richiede alcuni minuti . Aggiungete con molto garbo , usando una spatola e mescolando dal sotto in su , 160 gr di farina 00 setacciata . Verrà un composto molto gonfio e voluminoso , da non mescolare tanto sennò si smonta. Via subito in forno a 160° in una forma imburrata e infarinata o rivestita con carta da forno. 20 /25 minuti ed è pronto appena è  asciutto, controllare  infilando uno stecchino . Sformare e mettere a testa in giù , quando è freddo tagliare in due parti orizzontali . Fare una crema pasticcera , cioè montare  4 tuorli , 4 cucchiai colmi di zucchero , e tre cucchiai di farina . Deve diventare tutto chiaro e gonfio . Intanto scaldare il latte , almeno 500 ml, scusate ma ho fatto a occhio , con la buccia di limone , aggiungere il latte al composto di uova e far cuocere a fuoco basso finchè non si addensa mescolando sempre con una frusta . Appena addensata togliere dal fuoco e far raffreddare in un recipiente pieno di acqua fredda. Mescolare con 200 ml di panna montata . Bagnare lo strato inferiore di Pan di Spagna con liquore ,io ho usato il mio liquore di prugnolo  mescolato ad acqua fatta bollire con zucchero , spalmare con uno strato alto di crema . Mettere sopra l'altro strato di  Pan di Spagna , bagnarlo come l'altro, spargere altra crema e decorare . Io ho usato ribes rosso e fettine di carambola o babaco, che hanno la forma di una stella . Giro giro fare dei pirulini di panna , ma farli all'ultimo , perchè non si sgonfino in frigo . Buona festa a tutti .

Qualcuno dirà che non abbiamo mangiato niente . Dipende dalle abitudini , dalla salute ( se si vuole conservare o no ) e da una certa sobrietà generale di costumi . Io odio quando mi costringono a ingozzarmi come un'oca da ingrasso , perché poi mi sento male. Inoltre a metà di certi pranzi o cene non riesco più a gustare il sapore delle pietanze , perché ho già mangiato troppo .Mi piace mangiare poche cose ben fatte .

Quindi : perché imparare a cucinare ? Per avere in mano uno strumento che si può usare al bisogno con cui ci si può nutrire normalmente in modo equilibrato e sobrio , ma anche , all'occorrenza , preparare veri e propri pranzi di festa spendendo il giusto e gustando cose molto buone  . Lo sapevano fare le nostre antenate, perché noi no?  Per cui metterò questo post insieme a quelli di "vivere con cento cose " .

domenica 16 ottobre 2011

Roma 15 ottobre 2011.

Fra i vari blog che mi capita di incontrare c' è questo Cloridrato di Sviluppina , nome molto Hop!, che vorrei essermi inventata io. Non ho trovato il sistema di seguirlo , pazienza , ma intanto riporto questo post sui fatti di ieri a Roma.


Potevamo avere un eroe e invece non abbiamo un cazzo.

Il tentativo di farsi ammazzare dagli sbirri per via che noi che non siamo mai andati ad una manifestazione violenta tipo un derby o una bazza anti-globalizzazione non possiamo capire le dinamiche che s’instaurano quando la rabbia dei pochi prevale sull’eccetera dei tutti quanti gli altri moltissimi che invece sono grati alle forze dell’ordine a causa del fatto innegabile che il legittimo diritto di far sentire la propria sacrosanta salvo poi fatti tipo le irruzioni alla Diaz che tuttavia sono episodi isolati e di certo non rappresentativi del più o meno siamo tutti d’accordo –ma io, scusate, proprio non ci arrivo.

Questo dice Cloridrato di Sviluppina, pare che sia una medicina in polvere, che fa bene al cervello.
Io invece, nonostante non ci fossi a Roma, mi pare di arrivarci abbastanza .  Abbiamo ormai abbastanza esempi precedenti . Mi pare che  bisogna chiedersi : a chi giova tutto ciò ? Non al movimento, che si vede ridotto ad una manica di violenti . Al solito Berlusconi ha gridato alla violenza, chissà quanto ha speso pover'uomo, già gli era costata la fiducia, i picchiatori costano poco, ma sono tanti, c'è il caso che tutti insieme , non valgano il prezzo di uno dei suoi nuovi ministri.
Riusciranno ad arrestarne uno che sia uno di questi black blok o si impegneranno , come le altre volte ,a scegliere accuratamente gli scout?

Anche su "Asserzione empatica" trovate cose interessanti, belle foto sui violenti per le strade di Roma.

sabato 15 ottobre 2011

Ottobre : terra come cenere , sogni di stagione, un pero fiorito .

Sono abbonata alla rivista di giardinaggio Gardenia e questo mese è arrivata il 13. Tardino!
Devo dire che in questo momento tutto quello che riguarda il giardino mi fa rabbia a priori, perfino Antonio Perazzi, che di solito trovo sincero, diretto e originale. Perazzi  tiene una rubrica su Gardenia, e questo mese dice che, dopo l'estate che tutti sappiamo, ormai, com'è andata, ora l'autunno da lui è tutto un'umidore e uno stillare acqua.

Vorrei gridargli:  MANCO PER NIENTE !
Ma capisco che, se nel Chianti, a Piuca, dove si trova il suo giardino,  è venuto anche un solo acquazzone fatto bene, probabilmente è davvero come dice lui. In effetti in autunno basta poco per farti sentire in stagione, basta che piova abbondantemente una volta sola e tutto torna normale. Le giornate sono più corte, c'è meno insolazione, le notti sono fresche, l'acqua, se arriva, si conserva a lungo nella terra. Erbina tenera spunta dal terreno, piccoli funghi e odore di muschio... che bellezza!  Ma qui non è ancora successo.

Invece è successa una cosa che è capitata in questi anni un'altra volta e mi mise in allarme. E' fiorito il pero. Non a primavera, quello è normale. Ora, in ottobre. Aveva fatto le solite perine, erano maturate poco fa, cioè fra luglio e agosto, Mauro lo innaffiava sempre un pò, perché sta  in cima ad un greppo asciutto e bisogna aiutarlo noi. Questo pero, al termine di queste estati esagerate, fa ancora uno sforzo  estremo e fiorisce.
 Perché ?
Perché pensa di stare per morire, si rende conto che le condizioni climatiche hanno superato i limiti, il range entro il quale la vita è possibile, e fa l'ultimo tentativo estremo per riprodursi, lasciare traccia di sé.  Vive una situazione di morte temporanea, un'estate che mima l'inverno, l'assenza di vita  e dopo si trova stimolato a fiorire. L'altra volta fiorì così bene, in questo stesso periodo, che pensai che a primavera non avrebbe fatto niente, che si fosse giocato le gemme a fiore dell'anno successivo, invece anche ad aprile si ricoprì di fiori. Quest'anno poveraccio fiorisce, ma stento e brullo, attingendo a quel pochino di umidità che non so come riesce a trovare nella terra secca.
  Poi si dice che non c'è cambiamento del clima, sono sensazioni, proiezioni,  ma quali sensazioni negative, guardate il mio pero!

Dicevo tempo fa:" Tranquilli , è proprio una catastrofe."


Però però però ... siamo equilibrati e diciamo che, per esempio, incerta e poco energica , è fiorita la "schizolistis coccinea ", un'iridacea da terreno umido che sta, per l'appunto, sulla sponda della vasca dei pesci rossi. Bellina!
 Poi nell'aria si sente un odore buonissimo, a ondate, è l'eleagno sempreverde, che anche lui fiorisce ora, al tempo giusto, con fiorellini piccoli ma carichi di profumo.
C'è un'altra cosa che dice quanto è secco: di solito di questi tempi le foglie delle zucche, ma anche delle viti e di altre piante sono coperte di una patina biancastra e polverosa, è un fungo comunemente detto oidio o "malbianco" , che ha bisogno di umidità. Quest'anno non ce n'è traccia.
Fra le insalate che ho piantato, che annaffio, rispuntano piantine di cosmea, nigella, e anche di anchusa azurea, insieme a comune erba verde, fili d'erba di prato . In questa situazione non faccio foto, sarebbe come farvi vedere un malato che forse si sta riprendendo, ma non è sicuro, non credo che vi piacerebbe. Ho perso perfino il desiderio di comprare piante e bulbi, fatto grave .

Ringrazio tutti per i commenti al post precedente. Comunico vita ma sono in contatto intimo con la morte , anche con i sogni.  Visto che mancano le immagini, metterò un sogno che ho fatto in questi giorni, bello e strano. I sogni sono il linguaggio dell'anima, quando sogno mi pare che la mia anima mi parli, con parole non tutte comprensibili, ma preferisco quando mi parla a quando tace.

Nel sogno avevo una bambina sui 4 o 5 anni, bionda   e delicata, io e mio marito la portavamo a cena a casa di amici. C'erano altri bambini e fra questi c'era una bambina che vedevo solo io, perché era un fantasma. Questa bambina fantasma faceva dei brutti scherzi rabbiosi ai vivi, e io la brontolavo, ma mi faceva paura. Aveva la capacità di cambiare la propria testa, una volta una testa di bambola antica, una volta una testa di bambina vera, con gli occhi tristi, una volta un grosso tappo di una bottiglia di whisky, senza occhi senza bocca, solo un tappo. La carezzavo e le dicevo che si doveva far qualcosa per questa testa, darle una forma definitiva e comprensibile. La mia bambina intanto dormiva in una camera della casa, andavo a prenderla perché era ora di tornare a casa. La trovavo sprofondata fra i cuscini, col viso ingiallito, e le occhiaie livide, riuscivo a malapena a svegliarla. Sembrava malata e stanchissima.  La prendevo in braccio e mi accorgevo che anche lei vedeva la bambina fantasma. Allora capivo e dicevo a mio marito: "Ma da quanto tempo mi prendo cura di questa bambina morta?"  Lui mi sorrideva e capivo che non me l'aveva mai detto per non ferirmi, perché dovevo essere io  a prenderne coscienza . Diceva : "Da quando è morta, da quando sono morti lei e suo fratello, da tanto tempo ."

Non so mica se faccio bene a mettere  nel post questo sogno  .... Mi dice alcune cose, ma molte ancora restano nascoste .
Mi è sembrato un sogno bello e poetico, ma già parecchio in sintonia con Halloween .

giovedì 13 ottobre 2011

LA VITA RICOMINCIA OGNI GIORNO.

 Io e la mia amica R. , che fa il medico nel servizio pubblico , avevamo sentito parlare di un corso per "consulente familiare" . Ci siamo iscritte e ieri siamo andate insieme a sentire di che si tratta, prima di confermare definitivamente . E' un viaggetto in un'altra città ,  un impegno che si protrarrà fino alla prossima estate, oltre che una spesa non indifferente, non proprio uno scherzo . Bisogna pensarci bene.

 Ho parlato già delle mie amiche, siamo un gruppetto di ex compagne di scuola che si rivedono ancora , o forse "sempre" è più adatto . Perché la parolina "ancora", in questo caso,  ha un che di strascicato , signore in età avanzata che continuano a vedersi, ma lo fanno per abitudine, stancamente , rimembrando tempi passati,  ma per noi non è così , ci vediamo sempre, con una certa volontà ( di superare pigrizia e ostacoli vari ) e un notevole piacere . Siamo amiche e Vogliamo (!)  continuare ad esserlo. La R. è una signora seria con una punta di leggerezza , necessaria, questa leggerezza, ad una che viene da una famiglia grande e impegnativa e che poi nella sua famiglia  ha voluto 4 figli, di cui una ancora piccola , che sospetto sia il suo "motore" principale, nel senso che i bambini danno una spinta e una voglia di vivere molto forti . Dopo aver vissuto in famiglia portando avanti i suoi compiti con un amore e una dedizione totali, ora la mia amica sente di ricominciare a vivere, di riacquistare importanza come persona, in una specie di seconda nascita .

Le è venuta voglia di specializzarsi in psichiatria, e di frequentare questo corso per consulente familiare, che da l'occasione di guardarsi bene dentro e approfondire certi aspetti della propria vita.

Ieri siamo andate insieme, io e la R. , a Siena . Abbiamo sbagliato strada due volte , per colpa mia che sono un pessimo navigatore, e ad un certo punto abbiamo imbroccato la via del mare, che, dato lo splendore della giornata , aveva il potere di una calamita . Siamo tornate indietro veloci e alla fine siamo arrivate perfino in anticipo . Questo corso si tiene nei locali del Vescovado . Erano presenti le due persone che per prime, in Italia , hanno messo su i consultori familiari cattolici, quelli della Chiesa, per dirla breve, cioè una  signora di cui non mi si è fissato in testa il nome e padre Luciano Cupia. Poteva essere, dalle premesse, una noia tremenda . La signora l'età non ce l'ha detta, ma comunque intorno ai settant'anni, padre Luciano 84.

Sapete quando le persone anziane sembrano più giovani dei ragazzi e  fanno venir voglia di vivere? Sorprendente soprattutto quest'uomo molto anziano, che sta diventando cieco, che ha tenuto un lungo discorso con molte pause ben calibrate, nel perfetto silenzio del pubblico, un silenzio dovuto all'attenzione catturata dal primo istante e mai più lasciata andare .
Ogni parola evocava un'immagine : l'infanzia nei monti del Piemonte ai confini con la Svizzera, la morte precoce dei genitori, l'affidamento ad uno zio prete, teologo colto che aveva rapporti stretti con gli scrittori francesi più famosi dell'epoca di cui ha citato Bernanos, Claudel  ed altri a me ignoti, la zia che lo ha allevato con amore ed è vissuta fino ad età avanzatissima, sostituendo la mamma... Per me le vite sono sempre piene di fascino. Ma anche il modo di raccontarle. Con la calma di chi da il giusto valore al tempo ci ha raccontato molte cose , dei Papi che ha conosciuto, del suo lavoro nella Chiesa e delle sue opinioni originali che devono avergli reso la vita piuttosto vivace e non facile, di quando portò in Italia l'analisi transazionale, dei suoi colloqui col Cardinale Martini , di come, al posto di certi cardinali in Vaticano, avrebbe visto meglio la presenza di una donna, ( una donna cardinale , roba da matti , detto da un prete), di come un consulente familiare sia un esperto di Relazioni e cioè di Amore, di come debba accogliere e mai giudicare , lasciare che nella persona maturino le condizioni per liberarsi...
 L'ascoltavo e mi sentivo felice  .
Si parlava di Steve Jobs: eccone un altro, meno famoso, ma altrettanto visionario. Quanti ce n'è in giro di questi Steve Jobs ?  Tantissimi, che lavorano senza essere famosi , ma seguono una stella, una via interiore , per il bene comune.

In macchina, tornando a casa , io e  la R. abbiamo chiacchierato, scambiandoci le impressioni ed altro . Lei diceva di come si sia recentemente liberata di una visione pesante e cupa della religione, opprimente e non liberante. Lei viene da una famiglia tradizionalmente religiosa .
Per me , i miei mi fecero battezzare e fare Comunione e Cresima solo perché non mi sentissi diversa, perché non fossi discriminata , ma non erano credenti e non frequentavano la chiesa, anzi la criticavano aspramente . Fui io che, per essere "più uguale " alle altre bambine,  per omologazione, ma anche perché qualcosa mi attraeva molto, cominciai ad andare in Chiesa .
Pensate : furono i primi no alla mia mamma, che non era mica tanto d'accordo!
C'era qualcosa che avvertivo come fondante e importantissimo per me, nell'andare in Chiesa , e qualcos'altro che sentivo ipocrita e palesemente falso .
Da grande capii che tenevo tutto in compartimenti stagni, l'andare in chiesa, cantare le brutte canzoni della Messa, accettare per buoni i divieti , per esempio quelli riguardo al sesso , tutto questo stava in un cassetto , per conto suo .
Fuori di lì c'era il mondo, c'era l'arte, la musica, la natura, la scienza, il sesso  che mi facevano ribollire  di domande e di fremiti e non sottostavano a nessuna piccola legge. Eppure capivo che nella religione le leggi importanti sono poche e la più importante è l'Amore . Dall'Amore nascono, in qualche modo, tutte quelle cose che con la Chiesa non vanno d'accordo: la musica Rock , i dipinti di Caravaggio e Mirò, le scoperte scientifiche, il far l'amore  ... Segui l'Amore, guarda dove ti porta.

Parlavamo di questo, in macchina, delle nostre storie, tanto diverse e nonostante questo siamo amiche, e mi vien da piangere a pensarci . Lei,  che ha vissuto i divieti riguardo al sesso senza capirli, senza poter aderire intimamente in alcun modo alla regolina che negava e basta , e ha sofferto per questo, sentendosi sciocca e divisa,  ora dice ai suoi figlioli che l'importante è amare e il sesso si può fare, si deve fare, è un modo per conoscere l'altra persona. Semmai ora si trova, con i figlioli maschi,  di fronte al problema opposto, perché il mondo è davvero tanto mutato .Ma non è questo l'argomento del post.
Abbiamo  finito per parlare della psichiatria e delle malattie psichiatriche "organiche", curate con i farmaci . Qui posso dire io qualcosa . Quando stetti male , a 26 anni, ebbi degli attacchi di panico che chiamavo crisi d'angoscia , perché ancora non c'erano parole per dire queste cose. Ora di queste parole se ne fa un abuso . Potevo essere curata con i farmaci, in fondo si dice che depressione e panico siano chimica del corpo e con la chimica si possono guarire . Ma io la vissi in un altro modo . Per me fu un'occasione.

Il mio corpo prima e il mio cervello poi, anima compresa o quel che è, urlavano che non andava bene così , dovevo cambiare qualcosa del mio modo di vivere . Se qualcuno mi avesse dato una pasticca non avrei sentito quell'urlo , benché molto forte . Ora vedo come sarei  diventata : una vecchia ragazza non sposata , senza figli, che non guida, che forse ha un  triste lavoro di qualche tipo, ma ha una vita vuota e prende psicofarmaci da un tempo così lontano che non se lo ricorda più.
Soffrii parecchio, ma fu l'inizio di un viaggio di crescita che dura ancora . Il disagio fisico e psichico che vissi, e ho vissuto, meno intenso, anche in seguito, è segno di domande interiori che si affacciano con fatica e dolore alla superficie della coscienza. Quindi io credo fermamente che a volte assumere  farmaci limiti la libertà, perché affrontare i propri disagi è anche una storia di libertà.
Chiaro che provoco, adesso , non dico che  nessuno debba prendere psicofarmaci, questa è la mia esperienza, che è andata bene per me,  non la voglio assegnare ad altri .

L'ho scritto altre volte, ma voglio ricordare anche ora quella mattina che mi svegliai , come sempre , in preda alla tristezza profondissima e vedevo il giorno davanti a me come una fatica insostenibile. Erano alcuni mesi che stavo male .
Mi venne in soccorso un pensiero, banale in sé. Diceva così : ogni giorno hai , in percentuale, 50 motivi per ammazzarti e 50 motivi per essere felicissima. Puoi scegliere . Questo pensiero brillava , era vivo e come fatto di qualcosa di solido e materiale. Mi aggrappai ad esso con una felicità che non provavo da tanto . Fu il primo gradino . Se avessi preso la pasticca o le gocce di psicofarmaco non avrei visto lo splendore di quel pensiero che mi illumina anche ora . La vita ricomincia tutti i giorni .

mercoledì 12 ottobre 2011

Un autunno impossibile .

Qualche settimana fa Pia ( Goodvalley) diceva che siamo indietro di una luna, quindi ora saremmo nella luna di settembre. Poco importa, giornate bellissime, un tentativo di piovere fallito miseramente, ancora gran  secco e ora, anche freddo e poi di nuovo molto caldo, almeno di giorno. Di notte siamo già andati  intorno ai 6°. Le previsioni del tempo dicono che ottobre sarà ancora caldo (proprio come un settembre tardivo ) e solo verso la fine arriveranno le prime precipitazioni autunnali, qui da noi, in Toscana. Dalla metà dell'estate in poi il giardino è asciutto, non si può quasi più chiamarlo giardino, in realtà. L'acqua è mancata anche nel pozzo che serve per innaffiare, come ho già detto, per fortuna un pochina c'è. Si sopravvive. Gli anemoni del Giappone tentano di fiorire, mezzi bruciati dal sole estivo, le parti vive sono piene di bocci, ma non riescono ad aprirsi perché manca la giusta umidità. Ho provato una gran rabbia per questa situazione, tanto più che andando a vedere i giardini delle mie amiche, che si trovano in posizioni più ombrose e in pianura,  ho trovato fiorite piante che io avevo dato a loro, e da me sono mezze morte. Mi ritrovo a diventare perfino meschina.  Ora mi sono arresa, quest'anno è andata così, e forse l'anno prossimo andrà meglio .
 Ma c'è da dire che quasi ogni anno si presentano difficoltà grandi che impediscono al giardino di presentarsi, non dico al meglio, ma perlomeno decentemente.
C'è da dire anche che in molti posti ci sono inondazioni, alluvioni, danni per siccità all'agricoltura e famiglie che si trovano in difficoltà serissime, quindi è bene prendere le misure giuste e lamentarsi poco.

 Mi torna in mente un autunno di qualche anno fa, avevo piantato i primi di luglio delle cosmee che avevano fiorito benissimo proprio in autunno, arrivavo a casa dal lavoro e trovavo cesti enormi di fiori profumati, ( della cosmea profuma tutta la pianta , anche le foglie ) che si mescolavano con altri fiori di stagione, dalie, ceratostigma, salvie  e il grande solanum  carico di fiori viola. Era una meraviglia che ci accompagnò fin dopo i Santi, quando una notte la temperatura andò sotto zero, le piante la mattina erano cotte dal freddo e  lo spettacolo fu interrotto bruscamente. Ma era durato tantissimo! Ogni giorno di quell'autunno ringraziavo per la bellezza che ci circondava, come un'altra lunga e lentissima primavera.

 Ora  il solanum è fiorito, per essere sinceri, ed è molto bello, ci sono cespuglietti stenti di ceratostigma, le salvie microphilla sono piene di fiorellini rossi . Incredibile come l'erba sia tornata "moderatamente " verde solo con la rugiada della notte. Per il resto cerco di tenere in ordine, perché l'ordine è già bello di per se e se manca l'acqua e quindi  manca la sensazione di vitalità e felicità del giardino, bisogna almeno che ci sia ordine... Così ho potato le lavende e le santoline in forma e ho cominciato a togliere le parti secche dei bossi, seccati in parte anche loro. Ho un cespuglio di cassia che sopportava l'estate e fioriva in questi giorni, è bruciato per tre quarti, sta rimettendo le foglioline nuove, che perderà prestissimo e apre qualche fiore giallo qua e là.

La parola autunno , dicevo lo scorso anno , in tedesco si traduce con Herbst . Herbst è l'autunno tedesco e deriva da una radice aspirata sanscrita da cui in latino discende il verbo carpo: prendere o raccogliere. L'autunno è la stagione del raccolto. Ma questa volta è proprio il raccolto, qui da me, a mancare . Quasi tutto l'orto si è perso, solo in tre piante di zucchina appaiono sparuti frutti . Avevo piantato almeno sette zucche, e ho raccolto solo tre zucche gialle. Però, devo riconoscerlo, proprio belle, di quelle zucche grigie, a forma di turbante, bitorzolute. Ma insomma tre frutti in sette piante non è un successo ! Le zucchine di Albenga le abbiamo mangiate un paio di volte sole. I fichi sono stati pochi e di sapore mediocre. C'è stata, per non sembrare che mi lamenti soltanto, dell'ottima uva. I pomodori mezzi morti danno qualche frutto tardivo ora. Una stagione del raccolto molto ridotta, non c'è neanche l'insalata di campo, finché non piove...

La Toscana , e la zona di Arezzo, fu descritta una volta dall'architetto Crespi , che tiene una rubrica su Gardenia. Gli scrivono delle persone presentando il loro terreno, in che regione, a che altitudine si trova, cosa ha intorno, il paesaggio che lo circonda e Crespi fa per loro un progetto di giardino, secondo le loro necessità. Una volta scrisse una persona da Arezzo, lui disse che il clima non era facile , estati torride e siccitose, in cui si svilupperebbero bene piante da climi caldi, seguite da inverni duri, che ammazzano tutto ciò che è delicato .
Non si possono coltivare bene piante da terreni acidi , ma neanche tanto quelli da terreni alcalini . Perfino le lavande a volte mi sono morte.
Siamo in mezzo allo stivale ed è strano, ma qui piove meno che nel meridione, che nell'immaginario è arido. La pioggia ci scansa , feu feu! ( Ve lo ricordate che feu feu vuol dire ahimè in graco antico ?)

In questi giorni l'Antoinette rideva sentendomi dire che alla fine ordinerò un camion di ghiaia e farò un giardino zen, passando a fare le righe precise col rastrello, come i giapponesi, e se ci cresce un erbina, l'ammazzo subito !!
Comunque è  un'autunno straniante, che spiazza , e ce ne accorgiamo solo noi che si sta in campagna, perché chi abita in città figuriamoci se ci fa caso, anzi, sento dire che è una meraviglia, con queste belle giornate! E' vero, le giornate sono bellissime e i tramonti spettacolari .

Si porrà per noi il problema di che fare col pozzo : lasciare le cose come sono o andare a rubare l'acqua alle terra più in basso? E quanto costerà intervenire per fare più profondo il pozzo?  Intanto quest' autunno non avremo olio, perché gli olivi non hanno fiorito , a primavera , a causa dell'inverno scorso che è stato molto freddo e troppo piovoso. Non dovrei dirle queste cose, perché lo so che qualcuno si ritroverà depresso, ma forse è giusto che si faccia una cronaca reale della vita in campagna, vista da chi, oltre tutto , non ci deve  vivere col lavoro dei campi, perché per fortuna ha altre entrate .

Stamani è arrivato un pacchetto per me , dentro c'era il libro di Grazia Francescato, "In viaggio con l'arcangelo ". Che bella sorpresa! Ma chi me l'ha mandato? Non l'avevo chiesto, avevo solo scritto nel post su San Michele che mi sarebbe piaciuto leggerlo! E dovrò pagarlo? Questo è un mistero degno dei post della Grazia !! (Senza dedica ) . Una cosa un pochino magica . L'ho aperto e il libro comincia in realtà a pagina 17, con un introduzione di Guido Ceronetti, che ho avuto il piacere di conoscere come cliente del mio negozio, tanti anni fa . Il 17 ha un significato speciale per me. Si vedrà cosa ne esce  fuori !! Lo leggerò e vi racconterò com'è. Bellissimo, ne sono certa.

martedì 11 ottobre 2011

Spennare galline.

Difficile immaginare cosa mi è capitato di fare ieri dopo almeno 15 anni dall'ultima volta: ho passato almeno un'ora a spennare e sbuzzare due galline. Uso la parola della nostra campagna, "sbuzzare", rende l'idea, anche se al tempo della mia infanzia si diceva "scorporare". Siamo in un mondo davvero matto. I miei vicini di casa allevano galline e polli, i polli per mangiarli, le galline per le uova. Una volta all'anno "rinnovano" le galline più vecchie, che non fanno più tante uova, mangiano e basta, dicono loro.
Così ne eliminano un paio sostituendole con pollastre  giovani. I polli li mangiano cucinati nei vari modi in cui si cucina il pollo, le galline sono dure, la carne è di una bestiola invecchiata, di solito, infatti,  ci si fa il brodo. Ma in casa loro il brodo non lo mangia nessuno, né loro, che hanno i calcoli alla cistifellea, né i loro figlioli. Nessuno vuol mangiare la carne un pò durina della gallina.  Hanno chiesto a me se mi interessavano le galline. Ho detto di sì, meglio queste galline allevate per benino, che quelle del supermercato.  La Giuliana me le ha ammazzate, cosa che non so fare, anche se credo che, continuando a consumare carne, dovrei prendermi la responsabilità di imparare, prima o poi. Non che non ci abbia provato, solo che una volta, tanti anni fa, per paura di sbagliare, io e Mauro sbucciammo appena il collo del pollo, la volta dopo, più determinati, gli staccammo la testa. Per l'impressione lo lasciammo andare e il pollo se ne andò via senza testa.  Ancora mi vengono i brividi.
 In campagna  la faccenda di ammazzare gli animali da cortile di solito la fanno le donne, chissà perché. La Giuliana  lo sa fare per bene e non le fa soffrire. Poi c'è stato da spennarle. Ho fatto scaldare una pentola grossa d'acqua e quando bolliva, l'ho messa in un secchio e ci ho immerso le galline per pochissimo tempo. Così si spennano subito. Quando faccio queste cose mi torna in mente la Lisina, una signora che viveva nella nostra stessa casa, quando io ero piccolina. Non si usava, allora, l'acqua bollente. Ho un'immagine di lei che spenna un pollo con un catino davanti e uno di fianco, in uno cadevano le penne, nell'altro, pieno d'acqua, immergeva i gomiti. Le galline hanno addosso almeno un paio di tipi di pidocchi pollini, piccolissimi, che dall'animale risalgono su chi lo spenna.  Immergendo i gomiti nell'acqua impediva ai pidocchi di salire. Per lo stesso motivo teneva in testa un fazzoletto legato, perché i pidocchi se li ritrovava in capo e prudevano da impazzire. Altri tempi. Ora utilizziamo la grande novità tecnologica che è l'acqua bollente. Ho svolto l'incombenza con un certo ribrezzo per l'odore e per la faccenda in sé, però mi ha aiutato il ricordo vivo di quando, piccolina, vedevo sbuzzare il pollo nella  cucina di casa: perfino le budella venivano recuperate e cucinate, in certe case. Ho riconosciuto e tirato fuori i vari organi della gallina, che aveva dentro anche un bello strato di grasso giallo vivo. Anche quello l'ho tolto. Ho bruciacchiato le zampe e tolto tutta la prima pelle, per poterle mettere nel brodo. Da piccola mangiavo tutto, zampe, coradella, collo, che si cucinava ripieno ed era buonissimo.  Ogni tanto lo cucino ancora. Il rispetto per l'animale è anche questo, usare tutto e non buttar via niente.
Il problema è che non sono più abituata. Ora può darsi che queste galline non riuscirò a mangiarle, dopo tutto questo. Mangio polli anonimi e non riesco a mangiare una gallina che ho pulito io. Un mondo matto, come dicevo all'inizio .

venerdì 7 ottobre 2011

Chi si contenta gode.

In questa fine di estate ho imbiancato il soggiorno. Casa nostra è obbiettivamente una casa bella. Vecchia, sembra dal disegno che sia stata costruita nell'800, ristrutturata da una signora americana che ha fatto alcune scelte davvero discutibili, come quella di piazzare una grande vasca sotto la finestra del bagno, col risultato che per aprirla bisogna entrare nella vasca, e mia figlia cadde e si fece male ad un ginocchio, la prima volta che lo fece. Prima o poi capiterà anche a me. S.P.Q.R. (Senatus Populusque Romanus, stava scritto in molti posti nella Roma antica ) Sono Pazzi Questi Romani, leggeva Asterix , per me Sono Pazzi Questi Americani, cioè S.P.Q.A.
Ma lasciamo stare la vasca da bagno.
Queste sono case che si possono trattare come un museo, conservandole com'erano e allora per noi ora sono invivibili, oppure si ristrutturano per abitarci e stare comodi e caldi, il che non è difficile perché le pareti sono spesse e trattengono il calore, mentre la comodità complessiva è più difficile da ottenere, ma è compensata dal vivere in un'ambiente che ha un forte sapore di "Passato", con le travi e le piane nel soffitto, con molti elementi di pietra e mattoni vecchi, con dimensioni e spazi gradevoli e a misura di essere umano. Questa signora americana, però, ha voluto strafare e ha introdotto alcuni elementi di fantasia , come due archi in mattoni che a vederli risultano "impossibili", per la forma degli archi e per la dimensione e il colore dei mattoni.  Anche una paretina di mattoncini più piccoli, carina, ma che non ci dice proprio niente. Pazienza. La casa aveva complessivamente un prezzo possibile per noi, quando la comprammo ed è questo che conta. Quando venimmo qui avevamo tanti mobili accumulati negli anni , alcuni di un modesto valore, altri di pregio solo affettivo , molti non li avevamo mai usati , ma nella casa precedente stavano in cantina, che qui non c'è. Il risultato è stato che ci siamo riempiti la casa per non buttar via quasi niente. Praticamente la casa aveva finito col sembrarmi un negozio dell'usato. Ora però si è liberato un locale e abbiamo potuto metter lì quello che  non ci serviva, perché di questi tempi buttar via o svendere mi sembra proprio sciocco, quando magari queste cose potranno servire alle mie figlie fra poco. L'imbiancatura del soggiorno è stata l'occasione per "togliere". Ho tolto tanta roba, ho verificato  cose che mi si sono chiarite in questi ultimi tempi , chiacchierando con voi intorno a "Vivere con cento cose ". Ecco perché volevo scrivere sull'imbiancatura del soggiorno, perché credo che quello che mi è accaduto di pensare e poi realizzare abbia una valore assoluto, utile a tutti. E cioè:

A)  la casa non è un magazzino da riempire di roba. Questo concetto ci viene dal passato remoto, quando nelle case di roba ce n'era relativamente poca e si conservava tutta , attribuendole comunque un valore. Ora siamo pieni di oggetti , molti spazzatura dall'inizio, molti lo diventano dopo un pò , o per lo meno non ci sono più utili . Via , via , sgombrare !
Anche i libri , sì , ho abbattuto l'antico pregiudizio , in casa ho molta carta spazzatura , che non val la pena di rileggere e poi raccatta tanta di quella polvere che non è sano viverci . Ridurre anche quella se possibile, o confinarla dove fa poco danno alle vie respiratorie, o pulirla molto spesso .

B)  a volte nella casa ci sono spazi morti , che non si riesce ad usare, questo succede qui perché la signora americana ha creato un '"open space " moderno in una vecchia casa , senza considerare che alla fine c'erano poche pareti dove appoggiare dei mobili .
 Poi c'è il camino, scenografico , ma scomodissimo e condizionante. Che sporca anche parecchio , anche se ci abbiamo messo una stufa per praticità. Questi spazi morti vanno individuati e riconosciuti, non è difficile, perché sono fastidiosi a guardarli e  a starci in mezzo,  in cui ristagnano perfino i pensieri, dove le forze non circolano a dovere ( non voglio fare la New Age, ma insomma ..) Posso dire per esperienza di questi giorni che liberando questi spazi si sta parecchio ma parecchio meglio. Sembra che l'aria sia tornata a circolare e vien voglia di starci dentro.

D) I colori sono importanti . Non mi piace il giallo e quando arrivammo qui abbiamo trovato un giallone sulle pareti che doveva esser sembrato molto stile Vecchia Toscana. Lo coprimmo subito . Col bianco da una parte e col rosa da un'altra. Ora però ho unificato lo spazio col colore. Ho ripreso il giallo, l'ho diluito tanto , e così diluito non è opprimente e fa allegria,  ho fatto una striscia bianca in alto, perchè tutti i colori, anche in giardino, sono esaltati e vivificati dal bianco .

Ho attaccato dei quadrettini che avevo pronti da anni, ma, ahimè, non sono neanche stavolta riuscita a metterli perfettamente equidistanti l'uno dall'altro ....  Fanno un pochino di mal di mare a guardarli. La mia amica Concetta avrà da ridire. Bellini lo stesso. Ho comprato delle fodere da poltrone in offerta al supermercato (benedetta la Coop!)  tutte e due bianco crema, per le due vecchie poltrone che abbiamo, di cui una  era allo studio del mio babbo.   Togliendo tanta roba ora lo spazio sembra più grande e mi piace molto. Vorrei fare delle foto, ma negli interni non sono brava. Comunque la ricetta è stata : ridurre, semplificare, unificare, riutilizzare . Una cosa l'ho comprata , una piccola scaffalatura metallica per tutti gli aggeggi della televisione e dello stereo di Mauro . Non so perché non ho un buon rapporto con i soprammobili, ma sono riuscita a mettere in mostra degli oggetti di ceramica, che mi piacciono e a cui sono affezionata .

 Ho la sensazione di aver fatto dei passi avanti di qualche importanza con questa risistemazione, come se avessi rimesso a posto delle cose nella mia testa .

 Ho anche capito la ricetta dell'IKEA , non è importante alla fine quello che metti in casa, ma come lo metti. Per cui puoi avere anche roba sciupacchiata e vecchiotta, ma ben messa, fa chic ugualmente, come avrebbe detto la mia zia Anna .

Avrete notato che non ho più nominato il giardino. Non l'ho fatto perché mi fa male. Praticamente in due mesi sono scesi dal cielo forse tredici centimetri d'acqua una volta sola . Con le temperature che ogni giorno, fino a ieri, hanno superato i trenta gradi . la terra è ancora secca fino in profondità. Gli anemoni del Giappone hanno 4 fiori di numero, eppure sono una gran massa di piante , in gran parte bruciacchiate nonostante fossero in ombra. I settembrini , che ho in colori bellissimi, sono fioriti stitici qua e là, privando il mondo e le api dello spettacolo della miriade di margherite colorate aperte tutte insieme, la cimicifuga è morta. Tanto per dire. L'unica cosa bellina è che nella vasca, sotto le ossigenanti e le foglie ingiallite di ninfea, ora vedo almeno sei pesciolini rossi nuovi nati. La vita, nonostante i cambiamenti climatici, continua. E alla fine c'è quel vecchio proverbio, "chi si contenta gode" .

domenica 2 ottobre 2011

San Michele.

La Pentecoste.


Ormai molti anni fa , nel 2001, mi capitò di venire in possesso di un meraviglioso calendario , realizzato  dalla ditta Weleda , che produce cosmetici e prodotti per l'igiene e la cura del corpo nel rispetto dei principi della biodinamica e dell'Antroposofia. Il calendario era un dono o un gadget per l'anno 2001 , in realtà bisognava pagarlo , quelle cose che fanno tedeschi e svizzeri,  mai completamente gratis.


Questo dipinto rappresenta la Pasqua.


Le illustrazioni del calendario sono state realizzate da un artista che si chiama Hinrich Schuler , nato nel 1964 a Wittmund, sul mare del Nord , e gli originali sono dipinti piuttosto grandi ( 120 x 130 com ) che rappresentano i mesi e le festività più importanti . Li potete vedere nelle immagini che ho trovato nella rete. A me piacciono un sacco , così ho appeso il calendario in cucina , che poi è la stanza in cui passo la maggior parte del tempo quando sono in casa , e questo causa dei contrattempi , perchè ogni tanto gli ospiti che vengono da noi vanno a vedere sul calendario che giorno è o che giorno sarà domani o dopodomani e si infrenano regolarmente, perchè si tratta del calendario di dieci anni fa . Quando glielo dico mi guardano senza capire , mentre spiego che è come un quadro o un'opera d'arte , solo che non è di quest'anno e non bisogna usarlo come calendario, ma come cosa bella da guardare  . C'è sempre un altro calendario aggiornato appeso un pò più in là.  Detto questo sul calendario c'è una pagina dedicata a Michele Arcangelo e questo mi suscita dei pensieri , quest'anno in particolare . La festa di San Michele cade il 29 settembre , poco dopo l'equinozio d'autunno . Per l'antroposofia l'estate è il tempo dell'espiro della Terra, quando le forze spirituali si liberano e l'abbandonano , ma alla fine dell'estate  tornano ad abitarla . San Michele è posto all'inizio della stagione in cui l'oscurità aumenta e diventa minacciosa, fino a  Natale, quando le giornate tornano ad allungarsi . Insieme all'illustrazione sul calendario c'è una specie di piccola poesia che dice così:

L'angelo meraviglioso rivela ai suoi
nello spazio splendente dei pensieri
il mondo portato dalla luce
e protegge con la spada di fuoco
in un ampio spazio di fiamme purpuree
la verità della parola
nei periodi di oscurità animica .

Anni fa Grazia Francescato scrisse un libro , "In viaggio con l'arcangelo " che non sono riuscita a leggere perchè non l'ho mai trovato , magari lo troverò tramite Internet, dove raccontava come nella sua vita si fosse manifestata la presenza dell'arcangelo Michele e l'avesse guidata . Una cosa affascinante e sinceramente invidiabile, per chi , come  me , ogni tanto perde la bussola .


Michele è un nome ebraico , significa "chi  è come Dio ?" . San Michele viene raffigurato come un guerriero che combatte e vince un drago o un serpente , che raffigura il Diavolo, o il male o le forze dell'oscurità .

 "Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli...(Apocalisse)



Questo fa sempre parte del calendario ed è il mese di agosto.

Tutte queste suggestioni per dire che questi sono i giorni dell'Arcangelo , che forse saperlo, sapere che qualcuno l'ha messo a guardia dell' autunno che viene ci può servire . 
 Intanto qui da me la terra è ancora asciutta come un legno da fuoco ,  "un cendaraio " , dicevano i contadini, alludendo alla consistenza uguale a quella della cenere. 
Ho fatto un pochino di orto invernale, ma solo perché avevo il bisogno interiore di farlo, di affermare che siamo in questa stagione, anche se non sembra per niente,  in realtà credo che produrrà ben poco , di solito l'orto per l'inverno si comincia a farlo ad agosto , ma era davvero troppo caldo , e tutti i cavoli , per esempio , vegetano bene solo con il fresco . Il rischio è che fra pochissimo faccia tanto freddo da impedire alle piante di crescere bene , così a primavera mi ritroverò a strappare piantine che non hanno quasi vegetato. Sinceramente mi sono così demoralizzata in settembre, fra il caldo ancora opprimente e le zanzare, che non ho fatto le cose al tempo giusto.


 Un paio di giorni fa ho trovato delle grosse mantidi in mezzo alle piante , una verde me la sono trovata in testa , non se ne voleva andare , e ho capito che era lei solo quando sono riuscita a scacciarla . Ho capito anche quanto sono diversa da quella ragazza che trenta anni fa cominciò a piantare il primo giardino , che sarebbe schizzata in aria se si fosse trovata un grosso insetto fra i capelli. Ormai non mi fanno più impressione.  Un'altra mantide l'ho trovata sui settembrini , era la prima volta che ne vedevo una che si mangiava un' ape , l'aveva catturata e la teneva ferma con le zampe davanti . Le mantidi di solito le trovo in luglio e agosto , grosse e combattive , quest'anno sono in ritardo anche loro.  Le giornate di settembre sono state splendenti e meravigliose, ma vuote, la terra secca , le piante assetate , mi davano un forte senso di irrealtà . Impossibile e inutile lavorare nella terra finché è in queste condizioni , così ho fatto altre cose, ho messo a posto la legna , operazione che di solito da la sensazione dell'autunno imminente e pareva fuori tempo anche lei, e ho ridipinto e risistemato il soggiorno , cosa di cui parlerò più avanti.  Intanto vi lascio questa fila di opere da ammirare , che penso sia bello vedere dal "vero" perché acquistano profondità , e somigliano a certe foto di oggetti dello spazio cosmico prese dal telescopio Hubble.


Ottobre.