Quanto al primo punto è come dover passare da un collo di imbuto, che è l'immagine che sempre mi viene davanti alle difficoltà : se vuoi arrivare a quella cosa, o devi per forza arrivarci , non puoi far altro che passar di lì, ma sai bene che il collo dell'imbuto è stretto e scomodo e ti strapazza parecchio. Si dovrebbe poter spegnere il cervello e basta .
Per il secondo punto, la nuova comunità umana , credo si tratti di una mia ipersensibilità , che continuo ad ignorare e che invece dovrei considerare attentamente . Quando si comincia un lavoro nuovo e si entra in contatto con persone sconosciute, i primi giorni sono pieni di informazioni che solo in minima parte arrivano attraverso le parole: è quasi tutto linguaggio del corpo e linguaggio dell'anima , da imparare ad interpretare . Arrivano correnti di emozioni inimmaginate, molti dolori vecchi e stratificati che sono diventati perfino posizioni e posture , sono rischiosi i primi giorni , perché si può entrare nell'ambiente nuovo senza capire, con gesti inappropriati . Non solo, queste correnti di emozioni mi invadono e mi turbano e c'è poco da fare . Sento arrivare tante cose diverse, l'amarezza e la sicurezza acquisita da una donna che ha imparato a fondarsi solo in se stessa e si trova sola , con i figli entrambi lontani e il marito ora assente . Sento la piccola vita di un ragazzo che fa il cameriere come secondo mestiere e lavora molte ore al giorno, molto più del normale, per dare una vita migliore ai bambini piccoli e alla moglie. Sento la durezza di un'altra donna che è tornata a fare la cameriera perché la fabbrica ha chiuso e di giorno fa anche lei un altro lavoro... tutti duri , tutti che difenderebbero col coltello in mano quello che hanno e tutti teneri dentro, vulnerabili.
Comunque mi sto adattando , di nuovo, per l'ennesima volta e tento di abbandonarmi all'onda della vita, senza smettere di desiderare qualcosa di meglio. Dicono che si deve smettere anche di desiderare , ma a questo no, non posso rinunciare.
Oggi una poesia di Emily Dickinson , che mi piace molto.
Ci sono cose che volano
uccelli ore calabroni
ma di loro non m'importa.
Ci sono cose che restano
il dolore, le colline, l' eternità.
Neanche di loro m'interessa.
Ci sono cose che , riposando, rinascono.
Posso spiegarmi il cielo?
Immobile, dentro le cose, il mistero.
Trovare il tempo , in sé , per riposare , senza essere inseguiti da se stessi e dal giudice severo che ci abita , per rinascere .
Intanto la mia figlia più piccola ha dato in questi giorni tre esami all'Università e ad uno ha preso trenta . Ora vola verso la laurea , almeno sembra che voli. La mano di Dio sul suo capo.
In giardino il piccolo sterpo di calicanto, che in estate sopravvive con tanta fatica è pieno di fiori profumati ed è in fiore anche l'elleboro bianco.
Mi sembra di sentire la vita agra di quel maremmano di Bianciardi. sensibili, ipersensibili disturbati, o la carla che ha scuola rompeva sempre le balle perchè "Signora maestra mi guardano, mi guardano con un occhio chiuso e uno aperto, quando mi guardano muovono le mani e se vuol dire qualcosa non lo dicono ma mi ascoltano anche se non parlo mi spiano".
RispondiEliminami viene alla mente altra gente ... che ... se stai a guardare tutti quelli che hanno da dire e ad ascoltare tutti quelli che così com'è ti porta via la vista non vivi più.
E' più facile fare senza saper niente che sapere qualcosa e aver paura di averlo dimenticarlo.
Disturbati, ipersensibili, si catturano tante cose , ma non si vive sempre benissimo.
RispondiEliminaForse ci aspettiamo troppo da noi ...
EliminaUno che legge la biografia di Steve Jobs la vede facile, ma quello è morto di tumore al pancreas l'organo che, secondo me, all'interno di un tino che fermenta, e quello che raccoglie la maggior parte dell'aceto che ne avanza.
RispondiEliminaSe c'è ansia e stress, secondo me, il pancreas se ne riempie.
Il padre naturale di Steve (Abdulfattah Jandali) vive tuttora (credo) in Nevada e fa il direttore d'albergo. E' un siriano stanco della Siria dove era di famiglia benestante. Parte e va in America senza un soldo.
Jandali fa un figlio con Joanne Carole Schieble (la madre naturale di Steve) e poi lo molla in mano a un guardiacosta americano e a sua moglie.
I due (Abdulfattah & Carole) due anni dopo hanno una seconda figlia che però si tengono (Mona Jandali, che però poi preferisce tenersi il nome del nuovo marito di sua madre, e si fa chiamare Mona Simpson) questa mi pare scriva romanzi e nessuno dei tre è morto o ha tumori ereditari.
La maggior parte della gente casualmente sta nella bottiglia, o nella botte, o nel cono dell'imbuto, ma generalmente passa la maggior parte della vita ad attraversare il collo della bottiglia.
dimenticavo ... stavo dando un'occhiata a Wired di Gennaio. L'innovazione passa attraverso continui tentativi che vengono provati nel mondo e che sono naturalmente dei fallimenti. Le scoperte avvengono quasi sempre per caso. Sono capaci tutti di fare le ali di un uccello e firmarsi Leonardo, il problema e inventare la fibra di carbonio per essere leggeri altrimenti tutto resta sempre sulla carta. Non ho idea di quanti tentativi abbia fatto Edison per fare una lampadina che funzionasse e adesso tutti a dire che è antiecologica. Hai presente l'aspirapolvere senza sacchetto? Quello ciclonico o circa? Quello di Sir Dyson? E' frutto di 5.126 tentativi andati a male. Che testa dura questo inglese.
RispondiEliminaMai smettere di desiderare e mai smettere di guardare all'esterno, di considerare i sentimenti degli altri.Ti leggo anche altrove e mi commuovo. Devo dire che hai il potere di emozionare e di condividere... e non è poco. Le tue pizze prima o poi le verrò ad assaggiare. Contaci!
RispondiEliminaQuesta capacità di incantare Vitamina l'ha presa dalla sua mamma. Che Dio la benedica per questo, dovunque adesso si trovi.
EliminaLorenza che bello sentirti di nuovo fiduciosa!! Pronta a cogliere ogni sfumatura della vita. E che grande sensibilità!!! Lorenza possiedi doni preziosi.
RispondiEliminaLa tua metafora dell'imbuto mi ha fatto venire in mente il momento del parto. Quando un bambino viene strizzato dalle contrazioni e poi attraversa lo stretto canale vaginale per arrivare alla luce... eppure anche questo ha un senso e oggi si sa che quel percorso è importante, per il funzionamento degli organi e per la struttura della persona...
Un abbraccio Lorenza cara
Cinzia
Bella poesia e complimenti per gli esami della tua piccolina :)
RispondiEliminaQuando mio marito perse il lavoro, io entrai in cassa integrazione. Sembravamo due appestati, amici che scappavano, parenti che si nascondevano. Ho avuto solo due persone che ci hanno aiutato, mio fratello e mia madre. E nel frattempo ho imparato a fare le punture, cambiare i pannoloni, mettere/levare/lavare le padelle. Ero esausta ma nello stesso tempo tranquilla. Era un lavoro come un altro, che i familiari non riuscivano a fare. Non avevo contributi, dovevo portarmi da mangiare. Altro che badante ... Una situazione che è durata un bel po', fino a che non sono tornata al mio lavoro. Con attacchi di panico e tanti sensi di colpa per i miei. E tanta rabbia. Con i miei che volevano fare di più ma non potevano. Ci sono voluti anni prima che tornassi "normale". Pochi giorni fa, mi ha chiamato un familiare di un mio assistito, mi ha proposto di "badare" la suocera. Ho risposto, no grazie. Ho da fare. Lavori domanda lei? No pitturo. Fai l'imbianchina? No, rispondo ridendo immaginandomi sulla scala in preda alle mie ripetute vertigini. Sono pittore. E non vendo i miei quadri. Li pitturo e me li godo. Questo d'ora in avanti è il mio lavoro. Ha riattaccato senza salutare.
RispondiEliminaNon so perchè ho scritto tutto ciò. So soltanto che ognuno di noi, nella difficoltà, vede nell'altro il nemico, ci vuole tempo per capire che siamo tutti nella stessa barca. E poi diventa più facile. Un abbraccio carissima. Goditi gli esami della figlia. E il tuo giardino.
Cara Vitamina, non avevo dubbi che ce l'avresti fatta e ne sono felice.
RispondiEliminaSicuramente l'inizio non è facile. Ma ora ti sei accorta ancora di più di quanto vali e di quanta umanità fragile sotto una scorza dura ci sia in giro. (anche se, di sicuro, quest'ultima cosa, la sapevi eccome)
Complimenti di cuore anche a tua figlia!
Ciao, ti abbraccio forte,
Lara
No, Arcangela, non ho più nemici nemmeno io, una sola a volte, me stessa , rigida e ipersensibile. E' vero, nessun lavoro fa vergogna, fa più vergogna rifiutare un lavoro . Ma è bello godersi la vita come sai fare tu ora.Cinzia : l'idea dell'imbuto mi venne quando stavo per partorire la seconda volta , e non pensavo alla mia seconda bambina, ma a me , perchè sapevo di che si trattava . Bello pensare che al bambino che nasce serve anche quella strapazzata .
RispondiEliminaGrazia : non faccio pizze , poi ti racconto .Ma se vuoi assaggiare la pizza o qualunque altra cosa la mangiamo a casa.
Mario: che bellezza quando torni fra noi!
Ciao Max!
che bello quando torni fra noi ...
RispondiEliminama NOI ... chi siamo?
Siamo un po' di gente, caro Mario:-)
Eliminao forse pensi che Vitamina usi il plurale maiestatis? :-D
L'ipersensibilità a volte è un dono, a volte un dolore sordo e continuo che dà tregua solo occasionalmente.
RispondiEliminami rendo conto che ci sono dei NOI che aspettano fermi e ci sono dei noi che viaggiano ... io devo essere uno di questi ultimi.
RispondiEliminaMario , è insiemistica, Noi = l'insieme di quelli che postano roba con regolarità, insieme variabile ma piuttosto consistente di numero, nonostante rotture di computer, rotture di palle, defezioni temporanee o definitive ...a proposito :che fine avrà fatto il nostro comune amico emigrato in Brasile?
RispondiEliminaSono felice che sei tornata a scrivere. Bisogna chiedere al "giudice severo che ci abita" di mollare la presa e di lasciarci essere "fragili" senza aver più paura della fragilità e della sensibilità che è comunque sempre un dono
RispondiEliminaUn abbraccio
Mi sembra che questa tua novità di vita in fondo ti dia energie nuove.
RispondiEliminaQuanto sono vere le tue parole. Mi ci rivedo molto. Grazie.
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