giovedì 19 aprile 2012

Chiacchiere.

Alla laurea delle mie figliole ero tanto contenta, ma non commossa , insomma non mi veniva da piangere , semmai da ridere per la contentezza . Da certi punti di vista , dato il mio cammino scolastico mai concluso, avrei dovuto sentirmi più coinvolta , invece le ho vissute, queste lauree, come una cosa loro, delle ragazze , e il mio ruolo mi era molto chiaro , preparare il pranzo, essere vicina nei limiti del possibile, perchè tutte e due hanno somatizzato, come si usa dire , una col suo classico mal di pancia che anticipa le prestazioni e quell'altra con sinusite e mal di gola . Mal di gola con le placche! Una tragedia di mal di gola, che però era passata la sera prima della laurea , come a dire che ormai si era quasi arrivati e si poteva smettere di farsi del male.
 Nella mia testa c'è una parte razionale e pessimista che, mentre batto le mani felice alla proclamazione del voto,  dice: Non è mica finita! Devono ancora prendere la seconda , di laurea, e poi chi sa come andrà ... Ma  la ascolto solo fino ad un certo punto e quando lei insinua che loro due saranno nella percentuale di quelli che il lavoro non lo trovano , che è l'oscura minaccia che ci portiamo dentro io e mio marito, cioè che tutto per noi sia particolarmente difficile , allora la faccio tacere e un'altra parte di me ride e dice che ce la faranno , perché sono in gamba come e più di molti altri e anche senza accosti, che quelli non ce li abbiamo mai avuti , sennò obbiettivamente le cose anche ora sarebbero diverse , le mie figlie saranno benedette dalla vita, perché prima di tutto sono benedette da me. Ora vedi che mi commuovo. Grazie , Paola e Grazia , per la partecipazione affettuosa .

E a Mariolino che dire ? Non so se sia ancora vivo quello che disse "Anche questa è fatta" , dopo aver ammazzato il babbo . C'è un limite, nel darsi,  da non superare per la nostra incolumità . Se ti succhiano proprio tutte le forze dopo non sei più buono a niente e non puoi più lavorare neanche per loro , gli anziani, intendo dire, o comunque quelli che hanno bisogno di te  . La mia suocera come tutti i vecchi è molto concentrata sulla propria salute e quasi ogni volta che mi vede mi chiede se " deve passare una visita" . L'ultima volta le ho detto che forse ora è bene che la passi io, una visita , prima che sia tardi .
Una volta ho lavorato in un posto dove mi hanno messo in cucina da sola a far tutto . Io volevo fornire una prestazione del massimo livello , per le mie capacità,  e predisposi un menù fatto tutto in casa , tutti i sughi , i primi fatti a mano , i dolci, niente comprato pronto, d'altra parte avevo imparato a far così nel primo ristorante e volevo mantenere quella qualità , per me stessa prima di tutto . Ma loro pretesero sia il lavoro senza riposo settimanale, sia che lavassi anche i piatti e pulissi la cucina, senza rendersi conto che tutto questo lavoro , che d'altra parte apprezzavano , era troppo . Dopo due mesi di corsa col ristorante spesso aperto anche a pranzo , ero uno straccio . La proprietaria mi disse " Te hai fatto come la scopa nova (parlava  chianino) che appena comprata scopa bene , ma quando è vecchia non è più bona a niente ." A parte l'allusione involontaria al sesso , forse non così involontaria , di nuovo mi resi conto che non avevo conservato gli spazi di ricarica personale, quelli che sono solo per te , dove fai quel che ti pare e ti senti un pò libero. Mi sentii male e me ne andai. E' stata quella volta che ho cominciato a prendere la pillola per la pressione . Comunque penso che se contatti un'Università potrebbero usare la tua famiglia come laboratorio di studio per la società futura, cioè domani, dove i vecchi saranno un peso insopportabile e ce ne saranno troppi e verrà voglia di sopprimerli , chissà che non comincino a farlo proprio con noi e non facciano delle leggi per agevolare, in nome sempre  dell'economia.

6 commenti:

  1. Posso solo ringraziarti per le riflessioni che ci lasci. Sono vere e proprie lezioni di vita.
    Una conferma a quanto è in me, magari a volte in forma ancora nebulosa.
    Ciao Vitamina, complimenti e congratulazioni alle tue figlie!
    A te, un abbraccio.
    Lara

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  2. Nitido affresco di tante problematiche della società contemporanea!

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  3. Ciao Lorenza. Complimenti alla tua figliola! E complimenti anche a te. Come sempre!
    Un abbraccio
    Cinzia

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  4. Ci sono passata ... lauree e mal di pancia con labbra viola delle mie figlie ... e anche "questa è fatta" l'ho detto anch'io ma senza ammazzar nessuno. Congratulazioni e complimenti alle tue figlie e a te.
    Un caloroso abbraccio, Serena

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  5. N° 1
    Essere bravi o dare il massimo difficilmente porta riconoscimenti. Chi fa il lavoro non ha le competenze di chi lo commissiona e viceversa, quindi uno non potrà mai valutare appieno l'operato e la resa dell'altro, se l'altro non glielo spiega bene e in modo convincente. Vale per te, per le tue figliole e per tutto il mondo. Occorre vendersi bene più di quanto si sa fare o di quel che materialmente si cede. Non che io sia così a tutti i costi, è solo frutto di mia esperienza in aziende private, dove i peggiori fanno carriera, rivelandosi alla fine effettivamente migliori.
    Se sei brava a cucinare apri una trattoria o un Bed & Breakfast e se qualcuno ti dice qualcosa per una mosca nel brodo digli che è un galletto, specialità della zona. Assumi un buon gestore del tua attività, che faccia marketing e lascia perdere di andare a lavorare sconfortata alle dipendenze di altri.
    I sistemi commerciali più evoluti funzionano così ... stai attenta però, perchè l'assunto potrebbe non capire che lavori bene in cucina e potrebbe darti un incarico di ripiego tipo "presidente con mansione di lavapiatti", Steve Jobs finì fuori dalla Apple per lo stesso motivo.

    N°2
    Credo che quanto paventato da Tony Blair sugli anziani (lui si definiva un socialista) si attuerà automaticamente per mancanza di soldi.
    I vecchi non verranno uccisi ma lasciati dichiaratamente morire. Respinti dagli ospedali se non in grado di pagare. Il lavoro sporco lo faranno come nella savana licaoni, iene e avvoltoi emigrati qui da stati poveri. Finiranno i vecchi a sprangate per pochi euro.
    Ho già comprato delle lamiere ondulate per farmi la capanna e aggregarmi a qualche favelas in costruzione a ridosso delle ferrovie in area demaniale post industriale, se arriva la polizia arrotolo la casa dico che sono un rom e mi sposto.

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  6. Essere bravi e dare il massimo significa attirarsi invidie, sgambetti e gelosie di vario genere. Ogni tanto qualcuno ti dirà anche "Bravo/a!" ma solo sei e rimarrai perché ricordi agli altri che loro non fanno o non danno il massimo. NOn ti si perdonerà mai. Il "fare" significa che è possibile agire. In una società in cui è più comodo stare bivaccati nel mediocre, nel sussistenzialismo e nel vittimismo, di certo la vita non è facile per chi, come e te e come altri, si rimboccano le maniche e stanno anche cedere il posto.

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