martedì 31 gennaio 2012

Viaggio all'est

Ormai che ci sono racconterò ancora un pò di cose su quel viaggio di una settimana, in pulman , Polonia  Ungheria. Auschwitz fu solo una tappa , rimango dell'idea che in un posto così si dovrebbe andare come in pellegrinaggio, in un viaggio interiore, e non un pezzo di un itinerario .
Auschwitz allora veniva conservato dai polacchi così com'era stato, solo tenuto  pulito . In giro per il paese c'erano pochi soldi e poche merci e conservare Auschwitz forse poteva essere un lusso, ma lo facevano, era un atto di Civiltà . Pare che i tedeschi già negassero alcune memorie, e alcuni lager li avessero già fisicamente cancellati . D'altra parte è diverso vivere certe storie da protagonisti o subirle, come è diverso il senso di colpa dalla rivendicazione del dolore .
I forni crematori erano ancora affumicati , si doveva sentire  l'odore, ad avvicinarsi . C'erano queste stanze impossibili , dove ogni oggetto ammucchiato alla rinfusa era appartenuto ad una vita buttata via . Si erano ingegnati gli assassini e pianificando lo sterminio avevano cercato di fare qualcosa con gli oggetti e perfino con i corpi, uccidere tanta gente senza farne niente, di loro e dei loro averi , impossibile!, avevano fatto anche del sapone. Quelli nelle stanze erano i resti inutilizzati.  La banalità del male, appunto. Uscimmo dalla visita ad Auschwitz come se ci avessero preso a schiaffi in faccia, inebetiti, ma poi il resto del viaggio fu di tutt'altro tenore.
Camminammo per Cracovia di giorno e di notte . Di giorno ricordo un negozio di frutta e verdura che aveva in vetrina, come fosse la merce migliore esposta , un gran mucchio di meline rinsecchite, che qui sarebbero state considerate di seconda scelta o destinate agli animali . C'era molta povertà.
 Entrammo nella cattedrale . Giovanni Paolo Secondo era Papa da qualche anno e proveniva da lì, era cresciuto anche fra quelle strade e aveva pregato in quella grande chiesa oscura, poco illuminata, una cattedrale orientale con molte icone . Alle pareti luccicavano moltissimi  ex voto, tappezzavano i muri,  venivano continuamente attaccati per chiedere o ringraziare, cuori gambe e bambini di latta brillante . Tutto mi diede l'idea di un sentimento religioso cupo e pesantissimo, diverso da quell'aria felice, controversa, ma libera che respiravo nelle nostre chiese in quegli anni.
Mi chiesi se quel sacerdote polacco poteva essere un buon Papa per il resto del mondo, oltre che per i suoi conterranei, se non rappresentasse una specie di controriforma, una risposta di chiusura al Concilio Vaticano Secondo.
Per le strade, di notte, giravano ubriachi silenziosi in bicicletta o a piedi , sbandavano o cadevano a terra,  immagine di una solitaria disperazione, bastonati o portati via da solerti e silenziosi poliziotti .Una sera andammo a cena in un locale con spettacolo: la cena era abbondante e per noi molto a buon mercato, il piatto forte erano delle scaloppine ai funghi. Ricordo sempre qualcosa del cibo, perché mi piace molto mangiare .

Lo spettacolo era una ragazza molto bella,  languida  e fredda, che si spogliava , aveva un piccolo costume luccicante . Ero imbarazzata , non avevo mai assistito ad una cosa simile e potendo scegliere non l'avrei fatto neanche quella sera . C'era un brusio diverso dal chiasso assordante dei nostri locali . Ad un certo punto, durante lo spogliarello, qualcuno mosse bruscamente tavoli e sedie e si capì che era in corso una rissa, silenziosa anche quella , a parte il rumore degli oggetti spostati con violenza. Fu subito sedata . Ci rimase l'impressione di un popolo molto compresso, violento e triste , che poteva esplodere da un momento all'altro. L'Ungheria, al confronto, fu banale e da cartolina , ricordo quasi niente , una sfilata del Primo Maggio, celebrativa, piena di gente , ma per me insignificante . Una cena , con un piatto di goulash e  due persone che suonavano il violino fra i tavoli , una musica da zingari meravigliosa. E la visione di Budapest lungo il Danubio .

sabato 28 gennaio 2012

Viaggio ad Auschwitz.

Tanti anni fa, forse il 1978 , a primavera, ci fu occasione di fare un viaggio di una settimana in Polonia e Ungheria,  di sette giorni, organizzato dall'allora Partito Comunista di Arezzo . Costava pochissimo, i miei genitori me lo pagarono, stavo ancora in casa con loro . Partimmo in un grosso autobus, eravamo un gruppone composito e molto assortito, dalle varie sezioni del partito erano arrivate persone di tutte le estrazioni sociali e alcuni simpatizzanti e aggregati . Io non ero comunista, facevo parte dei simpatizzanti  . Mi erano estranee certe forme dei rapporti umani, certi linguaggi che loro usavano fra di sè , e mi guardavano un pò storta , diffidenti, come sono  quelli che appartengono ad un gruppo più o meno chiuso con gli esterni . Fui assimilata velocemente. Nell'autobus circolavano storielle vere da morir dal ridere, come quella di uno che era andato col Partito in Russia, il viaggio della vita per un comunista i quei tempi, un pellegrinaggio. C'erano andati in aereo e quando l'apparecchio si era alzato da terra c'erano stati parecchi sobbalzi per i vuoti d'aria . Quest'uomo, che veniva dalla campagna della Val di Chiana , aveva esclamato " Dio bono, che via ghiavottolosa!" Intendendo che ci doveva essere di molta ghiaia in terra per far saltare così l'aereo, peccato che erano già per aria.
Viaggiammo in quell'autobus per una notte e un giorno intero, arrivammo la notte del giorno dopo, avevo preso la forma del seggiolino e non riuscivo quasi a camminare dritta . Ad aspettarci c'era una cena tardiva composta da un quarto di pollo (la coscia) che non si capiva come era stato cotto, se arrosto o lesso, freddo ma buono, del pane nero, ma proprio nero, di segale con  molti semi di lino e sesamo, e un dolce con una crema di burro. Un mangiare estraneo e frugale, per me interessante. Andammo a dormire in camerate con letti a castello di metallo e le coperte infilate in dei sacchi con un buco in mezzo,  un copripiumone molto semplice e spartano. I bagni , a parte il gabinetto, erano collettivi, ci si lavava davanti a tutti, separati i maschi dalle femmine. Quando arrivammo  fu chiesto di formare dei gruppi, con chi volevamo andare a dormire ? C'erano due ragazzi che si erano sposati da pochissimo, si chiamavano Ciofini e Padelli , la ragazza alzò la mano e gridò "Io col Ciofini ! Voglio andare a letto col Ciofini!" che era il suo marito.  Il Ciofini sorrideva felice e imbarazzato .Mi fece ridere tanto anche lei. Li ho rivisti:  il matrimonio ha funzionato bene, sono sempre sposati.

Eravamo a Cracovia. Di quel viaggio mi rimasero alcune cose , ma oggi, per brevità, che devo andare al lavoro, vorrei citarne due . La prima erano dei banchini al mercato poverissimo che si svolgeva la mattina nella piazza immensa della città, una delle più grandi del mondo, dicevano. Erano banchi che vendevano mazzolini di fiori incartati in carta marrone del tipo di quella usata dai macellai . I mazzolini erano incantevoli, composti di anemoni , trollius (come dei grossi botton d'oro ) bulbose, tutti fiori nei toni del giallo, tenue e acceso, e del bordeau . La cosa più bella vista a Cracovia in quei giorni che precedevano il Primo maggio .

La seconda cosa che mi è rimasta è la visita ad Auschwitz. Parlarne non è facile . Ad Auschwitz dovrebbero andarci tutti, almeno uno per famiglia, per raccontarlo . Il luogo è brutto e il cielo quel giorno era grigio, come dovrebbe essere sempre il cielo in un posto così . Penso che il cielo ad Auschwitz non dovrebbe essere azzurro, mai. La guida era un omone con un basco in testa, che parlava bene italiano. Una guida per l'inferno, per vederlo dopo che i diavoli erano andati via, c'era rimasto il fantasma . Ad Auschwitz ci sono delle stanze divise in due da grande vetri o separazioni d'altro genere, da una parte passano i visitatori, dall'altra ci sono delle cose in gran quantità, separate per generi . Una stanza contiene occhiali , un'altra stampelle e sussidi per camminare di vario tipo, un'altra scarpe .
Ho sentito l'intervista ad un ragazzo che aveva visitato il luogo in questi giorni e gli erano rimaste in mente le scarpe . Tante scarpe, per tanta gente che era morta lì . A me mi fecero impressione i capelli , una stanza piena di capelli . In realtà era tutto molto impressionante , e ti trovavi a piangere lacrime di pena infinita. Era scioccante ciò che sapevo già, che le persone venivano considerate numeri o oggetti, separate da tutto ciò che persone le rendeva, perfino i capelli . Tutto veniva ammucchiato e catalogato, senza più considerare il pianto e il dolore di chi aveva posseduto e usato quelle cose, tutto finiva in freddi registri e anonimi magazzini. Era scioccante anche la guida , che si era assunta il compito ingrato di passare molte volte al giorno, per quanti giorni al mese, per quanti giorni in un anno ? a ricordare numeri e dati ad un pubblico agghiacciato, senza commenti; tutto si commentava da solo .
L'uomo col basco lo ricorderò finché campo, lui e la sua opera di pietà così pesante , che lo portava in contatto col fantasma del demone orrendo che assedia il cuore degli uomini , perché non si dimentichi mai .

sabato 14 gennaio 2012

Nebbie dell'anima.

Queste foto le ha fatte Mauro il mese scorso, ma è ora che rappresentano il mio stato d'animo


Nebbia e nonostante questo, colori intensi .



















Chi legge qui da me sa che parlo spesso delle mie inquietudini. Ne ho tante, una carrettata. Di solito però con il bel tempo si attenuano abbastanza e lavorando in giardino le dimentico tutte per un pò. Mi chiedo se  raggiungerò mai la pace. Dicono che si deve trovarla dentro di sè, anch'io lo dico e so che è così, ma fra il dire e il fare...  Anni fa mi accorsi che avevo tutte queste inquietudini e non le vedevo mai bene, mi attraversavano lo sguardo, come un topo in  cucina, correndo ratte ai margini, clandestine dell'anima. Si poteva far finta di niente, ma i topi si riproducono, meglio scovarli ed eliminarli. Ho detto: venite fuori, vediamoci in faccia, non posso aver paura di voi . Credevo di sconfiggerle, ma mi ritrovo soprattutto al risveglio, la mattina, ad avercele  tutte lì presenti, tutti gli atti che non avrei dovuto compiere, gli errori, i fallimenti e la prospettiva del futuro. Devo alzarmi perché mi spingono fuori dal letto. Se poi penso ad alcune situazioni davvero pesanti, dove ci sono problemi gravi di salute, come capita ad alcuni blogger e non blogger che conosco, mi sento ancora peggio perché vedo che dovrei accontentarmi.  In tutto ciò, in cui non voglio oggi addentrarmi neanche un pò, ci sono dei momenti belli in modo specialissimo. Siamo andate io e la mia amica Paola , che è una blogger anche lei e nel suo blog traduce poesie o pubblica i suoi limerick, a trovare la Grazia, blogger anche lei . E' stata una giornata fantastica. Semplice e fantastica. A giorni di distanza il ricordo mi riscalda . Loro due sono esperte di arte e io me la sono goduta mentre parlavano con competenza e familiarità davanti agli affreschi di un museo bolognese , mi divertivo proprio . Abbiamo mangiato insieme e chiacchierato di cose di donne dell'età nostra come se ci conoscessimo da sempre, il che  è vero con la Paola , ma con la Grazia no, ma era lo stesso . Questa giornata bellissima mi è servita per affrontare delle difficoltà di questi giorni, grazie!

domenica 8 gennaio 2012

Evasori.

 Avevo sentito distrattamente alla televisione che Cicchitto e Bondi , o Boldi , avevano fatto una difesa animosa e stupidissima degli evasori di Cortina d'Ampezzo, perla delle Dolomiti . Boldi ? mi sono detta, ho sentito male, che c'entra Boldi con i commenti politici? Di sicuro era Bondi, che spara spesso cavolate.
Mi sbagliavo .
Era proprio Boldi , quello che "io non uso la pentola a pressione perché non si controlla la cottura", lui, che ha fatto ridere anche me, di rado, e poi per niente quando ha iniziato a fare film pieni di volgarità , sesso spicciolo e una comicità non demenziale ma proprio cretina. Non posso dire se mi faceva ridere perché proprio non lo seguivo più.
Lui che ha fatto i soldi , e tanti, con le tivù di Silvio ora ci vuole fare lezioni? Ma lasciaci perdere!

Ricordate quando la martire Sandra Mondaini faceva, con Iva Zanicchi , la campagna elettorale per Silvio?
Io sì, mi ricordo, e ricordo quanto mi facevano rabbia, mischiando piani e rapporti, come se il cane alla catena facesse il tifo per il padrone sennò lui stesso, il cane, non avrebbe avuto più ossi da rodere.
 Feu feu.
 Ahinoi.

Moltissimi anni fa la mia prima bambina andava alla scuola materna statale. Un'esperienza bella per me e per lei, ricordo ancora tutte le maestre. Pagavamo una retta in base al reddito. Io ancora non lavoravo, o lavoravo saltuariamente,  mio marito lavorava in ferrovia. Molti bambini venivano a scuola in auto di lusso, Jeep, Mercedes, Audi . Le mamme indossavano costose pellicce e erano ricoperte di gioielli costosi, più che altro catene grosse e lucenti e anelli, erano "incatenate", in fondo Arezzo è la città dell'oro!
Tutto normale.
 Il secondo anno il bollettino di pagamento cambiò. Era diventato uguale per tutti .
Chiesi perché e mi dissero che la maggior parte delle famiglie, anche quelli che venivano ricoperti d'oro e  pellicce, dichiaravano redditi da fame. Pagavano quote più basse della nostra o non pagavano niente.
Noi, io, mio marito e la mia bambina, pagavamo tutti i giorni il pranzo al bambino/a di quelle famiglie "povere". Che di solito facevano la settimana bianca a Cortina o giù di lì, per rimanere in tema.  Così in Comune avevano deciso di usare un criterio diverso per far pagare la retta, meno giusto in teoria, ma più giusto in pratica. Eravamo amareggiati, ma sembrava normale. Abbiamo sopportato cose di questo genere per troppi anni. Ora è arrivato il momento di farla finita. Speriamo di non mollare su questa cosa, di continuare a parlarne, di tenerci l'attenzione.
 Mio marito ha detto una cosa santa : Monti ci ha chiesto un sacrificio per tenere in piedi l'Italia , l'ha chiesto a noi perché siamo qui in vista, tutti conoscono i nostri redditi che sono certi e da essi si può prendere con sicurezza, ma  mio marito dice che non ha più voglia di pagare per mantenere gli stipendi dei parlamentari, i loro lussi e i lussi degli evasori e passarci anche per fesso. Non ha voglia di tenere in piedi l'Italia fatta così.  Perché a noi neanche ci vedono, ci succhiano il sangue , come avere una flebo attaccata ad un braccio ed essere munti in modo continuato, ma è naturale per questa gente, non siamo stati bravi come loro, loro i vincenti e noi i perdenti . E' l'ora o no di farla finita?

Oggi , mentre facevo le faccende di casa e cominciavo a smontare le decorazioni del Natale, ho continuato a pensare e mi arrabbiavo sempre di più . Pensate un pò anche voi: questi ricchi evasori forse non verrebbero a casa nostra neanche invitati, perché le nostre case non sono "abbastanza" per loro, abbastanza grandi, abbastanza belle, abbastanza ricche , abbastanza calde , abbastanza ben arredate .Il pranzo che gli offriremmo non sarebbe per loro abbastanza buono. Però se paghiamo il pranzo della scuola  ai loro bambini gli piace. Se andassimo a mangiare a casa loro o a prendere, anche in prestito, qualche cosa di loro proprietà che non abbiamo e ci serve, oppure andassimo a fare il bagno, armati di salvagente e olio solare, nella loro piscina, ci caccerebbero fuori, ma i nostri soldi li prendono volentieri,  e si fanno pagare da noi la pensione e la sanità. Pensateci , pensiamoci. Così ci arrabbiamo tutti per bene e non glielo permettiamo più. Ci vorrà un sacco per smontare il sistema, ma se  rimaniamo arrabbiati abbastanza a lungo forse ci si riesce.

venerdì 6 gennaio 2012

6 Gennaio : la vasca dei pesci surgelati e la pietra magica





















Penso che questa Vitamina dovrà prendere delle vitamine per tirarsi su, le feste sono state per lei un periodo pesante pieno di pensieri e malesseri fisici . Oggi propongo una serie di foto di pesci rossi surgelati . Non sono davvero surgelati, sono vivi e si muovono sotto uno strato di ghiaccio che si era formato qualche notte fa. Com'è interessante il ghiaccio! Riflette la luce come l'acqua, solo che è molto corrugato e pieno di bolle d'aria, proprio come certi vetri. E' proprio un pezzo di vetro d'acqua, che se lo prendi in mano comincia a sciogliersi.
 Ahimè, arriva un ricordo ... quando eravamo proprio piccolini mio padre fece il progetto per lo stadio di Empoli. Un giorno la mamma partì con lui per quella città, dove  andava a seguire i lavori.  La mamma ci andò perché qualcuno del Comune l'avrebbe accompagnata alle vetrerie, le famose vetrerie di Empoli, che producevano molti oggetti in vetro verde, il classico verde bottiglia. 
La mamma era una accumulatrice di oggetti. Tornò a casa con due scatoloni pieni di cartocci, aprì e cominciò a scartare. Uno ad uno uscirono fuori bicchieri, bottiglie, vasi da fiori, di varie forme, ma tutti in questo vetro verde. Mi piaceva moltissimo seguire questo scartocciamento. Aveva  portato anche uno scarto di fusione, un pezzo di vetro in colori misti variopinto, con molto vetro rosso e opaco che si mescolava con altri colori e vetro trasparente, pieno di bolle d'aria. Mi affascinava il fatto che l'aria rimasta lì intrappolata non poteva uscire ed in effetti  ancora oggi è la stessa di 50 anni fa. La mamma  disse a me e al mio fratellino che si trattava di una pietra magica, che, avvicinata all'orecchio, le raccontava come ci eravamo comportati nella sua assenza. Io ero più grande e lo presi come un gioco, il mio fratellino si preoccupò molto. Da allora in poi quando tornava a casa e noi eravamo rimasti con la donna di servizio,  che era come un'altra mamma, chiedeva alla pietra magica se eravamo stati buoni ...la avvicinava all'orecchio con il viso severo e mio fratello tremava. Da ieri la pietra magica è in casa mia.

martedì 3 gennaio 2012

Un regalo di Natale 2, ovvero: di una cassetta della posta , della capacità di reagire agli eventi e del regalo inatteso e graditissimo di un'amica lontana . Come titolerebbe Duck.

La Luna , tanto per gradire . Guarda come si vede col teleobbiettivo .


Fino al 27 dicembre scorso avevamo una cassetta della posta appesa  alla rete di recinzione, rossa e un pò sciupata dalla pioggia e dal sole, che sembrava una cassetta della posta normale, ma era senza chiave. Il postino non lo sapeva e continuava ad infilarci dentro la posta. Per ritirarla bisognava "inguastire" .
Inguastire è un verbo toscano che non si usa più, ma esprime . Si dice " questa carne è dura inguastita" , o anche "non mi fare inguastire". Qualcosa o qualcuno che da uno stato di normalità diventa guasto, cambia e si irrita e non è più buono. Infatti per tirare fuori Gardenia dalla cassetta della posta mi ingegnavo molto, poi mi arrabbiavo, perché ci restava sempre incastrata dentro.
Sono undici anni che abbiamo perso la chiave. Undici anni, il che dice qualcosa sulla capacità di reazione alle avversità di questo nucleo familiare. Le mie figliole sono irritatissime da queste cose.

-Bisogna cambiarla quella cassetta della posta.
-Sì, ma sei sicura di aver controllato bene tutte le chiavi per vedere se la sua c'è ancora da qualche parte?
-Ora ci riguardo. Non c'è.
-Si comprerà, ma ora no che questo mese ci sono troppe spese .




E via così per undici anni.

 L'ultima volta che dovevo togliere Gardenia dalla cassetta della posta ho fatto una cosa da matti, si fa per dire : presa da una rabbia fredda e cieca ho preso le pinze per estrarre la rivista, ma siccome come al solito non mi riusciva ho tagliato il filo di lega che la teneva attaccata alle rete e l'ho portata in casa. Con una gran rabbia e poi un notevole senso di liberazione.
 Questo prima di Natale.
 Il 27 siamo stati costretti a comprarne una nuova e anche lì abbiamo discusso, perché io volevo prenderne una all'americana, che si apre facilmente e ci sta tanta roba dentro, anche pacchetti . Una cassetta all'americana sta come una gru su una gamba sola e bisogna fissarla bene. Credo che sia io che mio marito ci fossimo fatti ognuno la sua previsione su come sarebbe stato difficile sistemarla e come sarebbe caduta subito. Invece alla fine è stabile e anche bellina. Ma il postino non la voleva inaugurare, non ci portava più niente. Mio marito ha detto che se avere una cassetta nuova voleva dire non aver più bollette ne comprava anche un'altra.

Fino al 2 gennaio quando è arrivato un pacchettino per me. Ma chi sarà che mi manda un pacchetto?
Ho aperto con curiosità e trepidazione . LORETTA!




La Loretta del Roseto in Via Cerreto mi ha mandato, con l'aiuto della mia figliola , non sto a spiegare ,un regalo multiplo composto da : elegante borsa da spesa , vari pacchettini di semi, due bigliettini fra auguri e affettuosità varie e un libretto  con molti disegni che ha per tema la felicità di cui si è prontamente appropriata la mia figlia più piccola con l'intenzione di riprodurre le illustrazioni . Me lo renderà presto. Per dire che è piaciuto anche al resto della famiglia.
Quest'anno il più bel regalo di Natale, oltre che l'unico. Abbiamo avuto una spesa grossa imprevista a dicembre e sono saltati tutti i regali. Si sopravvive bene, ve l'assicuro .
Questa qui è la cassetta nuova .




Cara Loretta , che dire ? Intanto grazie , mi ha fatto un piacere che ti immagini benissimo e mi ha anche commossa . Ricambierei volentieri ospitandoti , ho posto per tre persone e puoi venire quando ti pare , con un breve preavviso .D'altra parte te l'avevo già detto. Mi vedo già la cucina piena di donne emiliano romagnole che ridono con me e l'Antoinette e forse con quella che non vuole essere nominata...
Mi pare inutile sottolineare che con questo blog ho conosciuto molte persone che di solito si dice che sono speciali, ma mi fa piacere pensare che siano normali esseri umani, mi da speranza che la normalità sia così. Gente che ha voglia di mettersi in gioco , vivere , condividere e cambiare le cose in meglio . Evviva!