martedì 7 febbraio 2012

I pettirossi , Adriana Zarri e la neve .









Per la neve, per tre notti ho dormito a casa della mia suocera. La sera entro al lavoro intorno alle cinque con la proprietaria, che ha le gomme da neve, e fra mezzanotte e l'una usciamo. Le strade in città erano quasi subito abbastanza pulite, ma nel paesino in cui abitiamo c'è ancora molta neve e ghiaccio.
 Una notte ho preso coraggio per tornare a casa, ma non avevo nulla per togliere lo strato di neve ghiacciata e dura di almeno cinque /sette cm sul parabrezza, così ho rinunciato. L'ho fatto la mattina dopo, di liberare il vetro, solo con mezzi meccanici, un coltello e un falcetto per l'insalata di campo. Capisco che è strano, ma non c'era altro a disposizione. Pare che ai distributori di benzina vendano degli spray che dissipano istantaneamente qualunque strato di ghiaccio ... L'idea non mi piace per niente, chissà che c'è dentro a queste bombolette. Ma si sa che appena c'è una situazione scomoda, il rispetto per l'ambiente va a farsi benedire e si è disposti, per non turbare il normale andamento della vita, ad inquinare ed usare veleni, con l'alibi del ghiaccio e del freddo.  Salverò il pianeta domani, ora è troppo scomodo.
Sono tornata a casa la mattina sul tardi.
Qui continua ad esserci tutta la neve del primo giorno, ed è ancora bianchissima, soffice  e bella. Come mi mancava casa mia, i suoi spazi dove si pensa bene, i suoi colori, la stufa accesa. Mio marito, poveraccio, in questi giorni è stato solo a casa con la febbre alta.
In pizzeria, dopo un paio di serate abbastanza vuote, c'è stata tanta gente.
Ho cominciato, Duck, a leggere "Un eremo non è un guscio di lumaca ", di Adriana Zarri, come mi ci ritrovo!






Davanti al finestrone di cucina da quando c'è la neve vengono i pettirossi, soprattutto loro insieme a qualche altro uccellino di più difficile identificazione, devono esserci dei passerotti, ma la scena è dei pettirossi. Mauro, dietro ai vetri, ha fatto qualche bella foto. I gatti, vedendo gli ospiti pennuti zampettare graziosi fuori dalla finestra, subito vogliono uscire. Ma non glielo permetto. L'inverno profondo, come ora, fa diventare la vita piccola piccola, fatta solo di legna da portar dentro, cenere da portar fuori, gatti sulle sedie e sulle poltrone, il cane che dorme in casa e di notte si raccoglie il tappeto intorno e fa il nido. Pulizie, cibo da cucinare, niente acqua calda perché un tubicino è ghiacciato e speriamo non si sia spaccato. Per ora niente lavatrice, non voglio mettere in casa anche i panni ad asciugare, che poi l'umidità se ne va negli angoli lontani, diventa condensa e poi muffa. Questa vita, a parte il lavoro nelle ore serali, è un pò come un eremo e non mi dispiace affatto. Adriana Zarri  lo cercò, l'eremo, e lo scelse. Io credo di averlo vissuto da tanti anni in modo meno consapevole, la solitudine a volte mi pesa e mi spaventa, spesso mi ci sento come un pesce nell'acqua, ma continuo a desiderare la compagnia degli umani, però con regole che piacciono a me, di ascolto, di attenzione, di spazi di silenzio . A proposito di rapporti di amicizia, con il ghiaccio la mia amica Antoinette è caduta e si è rotta un osso della mano, l'hanno ingessata .



 Dice Adriana Zarri:


A questo mondo disumano, fatto di direttive e di  risultati tangibili, distribuiamo sorrisi, fiori, baci, gatti, musica, sogni, preghiere, gratuità. Questo è il maggiore affronto, la controcultura più profonda.


Riguardo alla preghiera:


Non cambiate le carte in tavola con discorsi tipo "chi lavora prega". Chi lavora lavora, anche se la preghiera, essendo uno stato più che un'occupazione, si può depositare sul lavoro e far corpo con esso.






Riguardo al silenzio :                                                         
Neanche la musica lo rompe: lo rivela; perché il silenzio è come il bianco: non è un'assenza di colore: è la somma di tutti i colori, riassunti e unificati, quasi messi a tacere nella candidezza. Così il silenzio contiene ogni possibile parola.




Gli animali di casa e intorno a casa :


I profeti parlano dell'escatologia in termini di amicizia degli animali fra loro e fra gli animali e l'uomo. Ed ecco Selù (la gatta) che si fa anch'essa un piccolo simbolo, un piccolo segno, un piccolo anticipo di quel mondo futuro e già iniziato.

Credo che tutti quelli che vivono con bestiole domestiche e selvatiche  sentono il legame dell'anima con loro così forte che li porta a dire cose come quelle qui sopra di Adriana .


giovedì 2 febbraio 2012

Bollettino della neve .















Aggiornamento sulla neve : è alta, molto alta. Poco fa ho sentito miagolare forte, un richiamo non proprio disperato, ma quasi . Sono uscita in pigiama e giacca a vento, affondando oltre il ginocchio e la neve è entrata dentro gli stivali di gomma. La Holly non cammina,  salta soltanto, perché la neve le arriva oltre il petto. Siamo arrivate alla rete, io e lei, Roger era al di là e non riusciva a trovare nessuno dei varchi da cui di solito passa. Roger è un gatto nero, fratello di Orazio. Roger è nervoso e ha un miagolio forte e sonoro, Orazio è placido e miagola come un gattino. Sono i primi gatti maschi che facciamo sterilizzare, per non perderli. Soffrii troppo quando morì il gatto Sandro, che era eccezionalmente dotato per i rapporti con gli umani, e volevo far di tutto per non perdere altri animali. Sulla sterilizzazione dei gatti ci sarebbe molto da dire, ma per questi due ormai è fatta. Sono diventati due gattoni, dopo il fattaccio del taglio dei cosiddetti . Tutti e due, se sono felici , mentre li accarezziamo sbavano goccioloni di saliva limpida. Per fortuna è limpida! Comunque sono riuscita a liberare dalla neve la rete in basso, in un punto che lui mi ha indicato tentando di infilarci il muso, ed è passato. Era da ieri che non tornava in casa, ed eravamo preoccupati. L'ho preso in collo, ora è difficile anche per loro passare, affondano, non hanno le racchette alle zampe! Mi chiedo come faranno tutti gli animali dei boschi. I gatti sono in casa tutti e cinque. Ogni tanto li facciamo uscire. La loro convivenza è difficile, mai avuti dei gatti che leticano così ! Soprattutto l'ultima, la Pipa codastorta, che è un mezzo gatto come dimensioni pur essendo adulta, non va d'accordo con nessuno, moderatamente solo con Orazio, mentre con la Gwendy è una guerra continua, la Guendalina le da la caccia . Questa cosa, che vengano in casa a leticare, mi da ai nervi .

mercoledì 1 febbraio 2012

Esagerati, per un pò di neve !



Avevano annunciato la neve da alcuni giorni e io, ieri pomeriggio, ero preoccupata soprattutto di non arrivare al lavoro in tempo, e poi, una volta finito il lavoro, di non riuscire a tornare a casa in macchina. Così sono partita  appena ho visto scendere i primi fiocchi , piccoli e radi , e alle 16 ero già in città. Poi ho chiesto a mia figlia di accompagnarmi al lavoro e tenersi la macchina e a mezzanotte la mia nuova datrice di lavoro mi ha accompagnato dalla mia suocera, dove stanno da un pò le mie figliole. A mezzanotte e un quarto ho suonato il campanello, a terra c'era poca neve , ma già si respirava meglio , l'aria era più pulita. La mia suocera è venuta alla porta in camicia da notte, le mie figliole mi hanno "fatto posto" , una mi ha ceduto il letto per dormire  sul divano , la mia suocera ha trovato delle coperte e un lenzuolo, e abbiamo rifatto il letto. Ero stanca morta . La nonna era sorridente e eccitata, le piace quando arriva gente, anche così tardi nella notte, le ho detto che la sua è una casa accogliente e la mia figlia più piccola ha esclamato " Nonna , qui è sempre rumba!"
Siamo state  un pò sedute a chiacchierare, e intanto passava nella strada lo spazzaneve, la mia figlia più piccola saltava su per vederlo dalla finestra e ci siamo ricordate di quando da piccola gridava per essere sollevata e vedere il camion della spazzatura, che le piaceva tanto . Ci ha spiegato che le piaceva soprattutto il fatto che sollevasse i bidoni e scaraventasse il contenuto nella propria pancia , la affascinava la confusione e lo sbatacchiamento, così come le pare interessante, adesso, il camion dell'autospurgo, con quei grossi tubi che ingoiano i liquidi , sì , ha detto la sua sorella, ma dal puzzo non ci si sta vicino.


Siamo andate a dormire e mia figlia  più piccola mi ha raccontato un pò di cose successe in questi giorni, ma dovevo stare attenta a come mi muovevo sul letto, le reti sono vecchie e morbide e io rischiavo di cadere di sotto ogni volta che mi giravo, mentre il mio letto di casa è rigido e affidabile. Mi aveva detto di chiudere bene la porta che la nonna russa forte, sennò non si dorme. Mi svegliavo ogni tanto e sentivo un ronfare profondo . La mattina presto il signore del piano di sopra parlava con la moglie a voce altissima , immaginate che i puntini siano molte parole che non capivo :" ......84 anni!....rincoglionito, ma io non sono mica..... " Ha berciato parecchio, con esclamazioni e qualche parolaccia, almeno fino alle otto . Mi sono alzata e la mia figlia grande era già al computer, sta lavorando per un'imprenditrice orafa che le fa scrivere e mail in inglese o fare delle telefonate nella stessa lingua. Pagata poco e impegnata per molto tempo : è un lavoro che le è capitato per caso , ma ha a che fare perfino con l'intermediario di una principessa araba che compra ad Arezzo molte catene d'oro, e questo dev'essere per forza divertente . Fuori, per le strade di città,  era già tutto bianco.Tanto c'ero ho spazzato la camera delle ragazze, rifatto i letti e mi sono occupata di alcune cose sospese.  Ha chiamato mio marito e ha detto che non mi azzardassi a tornare a casa, ci sono 40 cm di neve, ha detto, ma io non resistevo, volevo tornare a casa mia, il pensiero di dormire di nuovo nel letto ondeggiante e la sveglia del piano di sopra non mi attiravano affatto, e poi  oggi è il giorno di riposo settimanale . Così mi sono messa in viaggio, a piedi, perché con la macchina non era proprio il caso . Sono andata alla stazione a prendere il trenino per la Val di Chiana, ormai era già mezzogiorno, e di solito i treni per gli studenti sono garantiti.






Sono passata a salutare la Marcella , un'amica rumena  che è venuta per lavorare d'inverno ad Arezzo in un hotel , lasciando ancora una volta a casa la famiglia, il marito e la figlia. Il trenino è arrivato in orario, ma è partito dopo mezz'ora . Pian piano, scivolando sui  binari coperti di neve, siamo arrivati alla mia fermata . Scendendo sono rimasta sorpresa, sono affondata nella neve soffice fin quasi al ginocchi . Dire 40 cm di neve e doverci camminare in mezzo sono cose diverse. La strada era abbastanza libera e mi sono messa a marciare di buon passo, sotto il cielo grigio . Dal nord arrivavano folate di vento gelido che sollevava l'ultima neve fine, in una tormenta insolita per questi posti . Sembrava di essere nella tundra siberiana. Le mani, che reggevano a turno l'ombrello, hanno cominciato a dolermi. Ho accelerato il passo per non sentire freddo. Sul manto bianco al lato della strada il vento aveva formato i disegni che si vedono sulle dune  dei deserti o sulle spiagge. Poi è uscito il sole e tutto è diventato più bello. Passavano delle auto, ma non si è fermato un cane per offrirmi un passaggio. Sono arrivata casa alle tre e mezzo. Non riuscivo neanche ad aprire il cancello per la neve accumulata .Ora vediamo se gli olivi sopravvivono e quanto ci vorrà per tornare alla normalità.