sabato 30 giugno 2012

Buddleia Weyeriana e i suoi visitatori

Buddleia Weyeriana




Buddleia Wyeriana e Macroglossa stellatarum





L'altra sera credo di essermi sentita male per il caldo. Cioè: sono sicura di esser stata male , non sono sicura che il caldo fosse la causa, ma è molto probabile . La sera precedente tornando dal lavoro avevo lasciato la macchina in un parcheggio al sole, perché la mattina sarebbero venuti Italo e l'elettricista a montare la pompa per il pozzo nuovo, così nel nostro piazzale non ci sarebbe stato posto per il loro furgone se ci fosse stata anche la mia auto. Nel pomeriggio presto ho dovuto andare in città e  prendere la macchina che avevo lasciato al sole . Ho pensato: ce la faccio, mi sta a pensiero ma ce la faccio . Il termometro in macchina segnava 41° . Come entrare in un forno acceso, ma quando ho messo la cintura di sicurezza il metallo in mano scottava . "41° col cavolo." ho pensato.  Sono partita e dopo poco ho acceso l'aria condizionata , ma avevo già incamerato tanto calore e ho cominciato a sudare, poi arrivata in città ho fatto, alle 16 circa , un tragitto a piedi cercando ogni ombrina ( tratto di strada in ombra, non pesce) possibile, e sono entrata in un ufficio con l'aria condizionata. Lì ho cominciato di nuovo a emettere liquido . Poi ancora alla macchina e al lavoro. La cucina è calda, non c'è niente da fare . Più tardi mi è venuto mal di testa e quando a mezzanotte sono uscita mi è venuta anche la nausea . Il ritorno in auto è stato difficile, con i finestrini aperti mi si freddava il sudore addosso ma non smettevo lo stesso di sudare e di aver voglia di vomitare. Penso sempre che mi venga un colpo quando succede così, ho la pressione alta e mi viene da pensare ad un ictus o ad un aneurisma, che pure è una cosa che è capitata, in famiglia. Mi capita di pensare alla morte per strada, di notte , e poi penso che forse non sto abbastanza male, ma effettivamente stavo perdendo la lucidità e facevo fatica a tenere gli occhi aperti sulla strada. A casa ho salutato la Holly , mi sono lavata lo strettissimo indispensabile poi sono filata a letto dove il dolore di testa e la nausea si sono attenuati e la stanchezza mi ha fatto presto addormentare . La mattina dopo andava meglio, il mio corpo era come lieto e grato di star bene di nuovo  . Ma per la prima volta nella vita ho capito che non si deve scherzare con questo caldo, non prenderlo sotto gamba.



Abbiamo l'acqua . Italo , che è l'idraulico e il babbo del ragazzo di una delle nostre figlie nonché un amico, ha osservato , guardandola uscire dal rubinetto "Che ricchezza!" Riguardo a quest'acqua ho molti pensieri. Uno riguarda il prezzo altissimo che stiamo pagando , un altro è "Quanto durerà ? Dieci anni , trent'anni , cinquant'anni?" Chiaro che nessuno me lo può dire. Con la mia consueta visione pessimista del futuro mi vien da pensare che non pioverà più e anche questa vena si seccherà. Poi c'è quell'altra voce interiore che dice "Non essere sciocca. Non ti riesce per una volta di essere felice ? No? Bè , dovresti provarci ."  In ogni modo ho annaffiato. Il giardino sta come uno che ha preso una sbronza e si sta rimettendo. Prima tutto quel turgore e abbondanza e ora caldo e secco . Succede tutti gli anni, è il momento di mettere il paraoccchi e tirare dritto , eliminando , quando ho tempo e forza , la vegetazione secca, rimettendola in forma di pacciamatura ai piedi delle piante superstiti . Nell'ultima parte del terreno recintato, in basso , abbiamo ricavato un piccolo orto, molto più grande degli altri anni . Abbiamo piantato pomodori, peperoni, melanzane, zucchine, zucche, la trombetta di Albenga, insalata, bietole, basilico rosso, genovese e greco... dimentico qualcosa? L'orto sta bene , i pomodori sembrano gradire questo caldo esagerato , c'è tanta erba da zappare, e c'è bisogno del lavoro della Lori. La Lori sarei io nella mia identità di lavoratrice manuale . Nessuno mi ha chiamato Lori in famiglia e fra gli amici, mia madre aveva orrore per i diminutivi, li odiava e del nome che mi aveva messo temeva questa possibilità che diventasse Lori . Ci è diventato solo nei tanti posti di lavoro. I colleghi, pensando di essere confidenziali e affettuosi, mi chiamano Lori. Non mi piace, ma non mi ribello e penso che la Lori sia quella che fa le fatiche, quella che zappa le erbacce estive prima che diventino alberelli . Mi sto dilungando troppo e non racconto niente di essenziale, la prossima volta invece parlerò di un libro ( Farm city, l'educazione di una contadina urbana, qualcuno l'ha letto?) e parlerò della Giusi . Ho qualche difficoltà con li computer, ma le foto di Mauro sono ancora bellissime. mi emoziona pensare che, se uno cerca le immagini di Buddleia Weyeriana  verranno fuori anche queste immagini e forse le vedrà qualcuno che sta dalla parte opposta del pianeta... C'è qualcuno che è capace di dare un nome alle farfalle ? Non fatemi impegnare in questo , datemi i nomi e li inserirò nelle foto, grazie .

mercoledì 20 giugno 2012

la febbre e la puttana

Oggi è il mio pomeriggio di riposo e fuori fa ancora troppo caldo per tutti i lavori che mi aspettano, ho il tempo per raccontare una piccola storia raccolta in questi giorni . Mi è capitato di conoscere un giovane del sud, provincia di Napoli, che vive ad Arezzo con la moglie e due bambini piccoli. Sul suo stesso pianerottolo abita una signora calabrese, sola, venuta qua per lavoro . La moglie di Pino, chiamiamolo così, che si chiama Carmelina, ha fatto amicizia con questa coinquilina, che è una donna gentile. Tutto è iniziato una sera che Carmelina aveva finito il latte e lo chiese a lei, per il biberon del piccolino prima di dormire. Una volta il latte , una volta lo zucchero, un'altra volta fu Carmelina a preparare la pastiera e a darne una grossa fetta alla vicina. Carmelina vede la vicina che sta sempre in casa, o al massimo  va alla posta per mandare soldi ai figlioli che sono rimasti in Calabria, e una volta le dice che forse sarebbe meglio che tornasse laggiù anche lei, visto che qui di lavoro non ne trova ed ha comunque la spesa dell'affitto. La vicina mette annunci su Internet per trovare lavoro e paga per questo fino a 50 euro per volta. Carmelina, che è brava con il computer, si offre per aiutarla lei, gratuitamente, perché la vicina è sempre tanto gentile, come una nonna con i bambini, come un'altra mamma per loro, e quando vanno a trovare i genitori al sud guarda la casa e annaffia le piante. Pino l'apprezza molto, la trova proprio una donna perbene. Quando Carmelina mette gli annunci per lei e si accorge che un lavoro ce l'ha eccome, molto discretamente, tanto che non se ne sono mai accorti, fa la prostituta in casa. Pino lì per lì si arrabbia, ma la moglie gli fa notare che è sempre la stessa donna gentile, cosa cambia per loro se fa "il mestiere"?
 Io, quando vengo a sapere questa storia , rimango stupita , è una storia umana, di tempi di crisi , una storia che può capitare a chiunque ed ha dei lati sorprendenti. Chiedo a Pino di continuare il racconto, mi ha catturato! 
"Ora- mi dice lui- succede che questa donna ha superato i cinquant'anni e gli annunci su Internet  non mostrano la foto, così quando arrivano i clienti pensano di trovare una ragazza che almeno sia giovane, e vedendola non hanno il coraggio di rifiutare di entrare, ma la seconda volta non tornano. Allora lei, che si trova ad avere sempre meno" lavoro", si è messa ad organizzare le colleghe più giovani. Ora ha anche una brasiliana ." 
" Ma allora fa la pappona!" esclamo io. Questo è il primo capitolo .
Qualche giorno fa Pino non si è presentato al lavoro, pare che il bambino piccolo si sentisse molto male, aveva avuto la febbre alta e con la febbre sono arrivate le convulsioni, tutta la famiglia era in ospedale. Quando l'ho rivisto ha raccontato la sua storia. Il piccolino aveva la febbre che saliva velocemente, in poco tempo era arrivata a 41. La mamma aveva cercato di abbassare la temperatura ed era arrivata anche la vicina, che aveva messo una pezza fredda sulla fronte e bagnato i polsi e i piedini, ma la febbre, nonostante la Tachipirina, non scendeva. Il bimbo si lamentava tanto e la mamma lo teneva in braccio, finché ha perso conoscenza, ha rovesciato gli occhi e la lingua rientrata nella gola ha rischiato di soffocarlo. Carmelina gridava e piangeva, ma la vicina, rapida, ha capito cosa stava succedendo, ha messo il bimbo a capo in giù e ha afferrato la lingua, permettendogli di respirare. Insomma: gli ha salvato la vita .
 "Non mi importa niente di che mestiere fa, ha detto Pino, se non c'era lei il mio figliolo era morto ."
In ospedale gli hanno spiegato che quando la febbre sale troppo velocemente il cervello non riesce più a gestire lo stress e va in blocco ..più o meno. Il medico gli ha detto "Ringrazi quella signora!"
Questa storia somiglia a quelle di Eduardo De Filippo, di Almodovar o di Pennac.   Che titolo si da a questo post? Non saprei, magari: la febbre e la puttana .

martedì 19 giugno 2012

vita segreta delle libellule

Ciao Iulia,  ciao Adriano che vieni così spesso a trovarmi , con la Loretta ormai ci si sente per telefono , manca solo di vedersi di persona.. E' arrivata una Salamandra Mannara con tante informazioni utili, ora non posso, ma presto andrò a guardare tutti i vari link che mi hai fornito. Visto che salamandra è femminile pensavo fossi una " ragazza", invece sei un uomo! Ti racconto qualcosa sulla vasca . La chiamo vasca, è una buca piccola (un pò più di due metri di diametro)scavata da me nel corso di un paio d'anni (così tanto? Sì se scavi e fai tante altre cose)  c'è voluta  costanza e pazienza ,(pazienza, la prima virtù del giardiniere), d'altra parte la costanza è la pazienza messa in pratica, la pazienza che non si scoraggia, che non smette di sognare e lavora per realizzare.












Fu così: vidi una vasca scavata a mano dalla Margherita, mamma di una compagna di scuola  di mia figlia e capii che era POSSIBILE: possibile fare da soli senza scavatore, possibile realizzare un risultato piacevole, molto più che piacevole, e questo di cominciare a crederci fu il primo passo . L'ho realizzata da sola, con una collaborazione piccolissima di Mauro, non è perfetta , il bordo da una parte è più alto e non è neanche finita. Manca qualcosa in un punto, ma io spesso faccio cose che rimangono non finite, dovrei indagare perché, forse mi piace avere sempre un progetto in sospeso, che rimane aperto. L'avevo fatta soprattutto per avere le piante acquatiche e ripariali, dopo un pò che fai il giardino comincia a mancarti qualcosa e poi scopri, vedendo altri giardini, che è l'acqua e le sue piante. L'avevo fatta anche per vedere il cielo riflesso sulla superficie, lo spettacolo del cielo è sempre  grandioso e in questo modo raddoppia, ma il terzo giorno che avevo messo poca acqua sul fondo sono arrivate le libellule, quelle grosse dalla pancia azzurra (libellula depressa dice il nostro amico Michel ). Le rane sono arrivate con le uova attaccate alle radici delle piante , i primi pesci anche loro sono arrivati così (effetto acqua magica , si diceva noi) alcuni li ho comprati ma poi si sono moderatamente moltiplicati . Il serpente l'ho visto da poco ma mi piacerebbe che non ci fosse . Non credevo, con una piccola buca che potrei chiamare stagno o "laghetto", ma mi pare una parola tanto leziosa e falsa , per questo che ho fatto , non credevo , dicevo, di creare un ecosistema che cambia e si modifica di continuo e ospita e attira così tante creature . Sono un giardiniere e non una biologa , ma ovviamente la vita animale sui fiori e sull'acqua è interessantissima , si starebbe ore a guardare , ad avere tempo . Ma io ho ritrovato da gennaio un lavoro (miracolo! a 57 anni anni compiuti da poco) e devo farci entrare tutto in questo scampolino di vita ed energie . Mio marito quando è libero sta lì a fare il guardone, nel senso che guarda molto attraverso la macchina fotografica e  vede anche accoppiamenti e vita sessuale degli insetti, parecchi dall'inizio dell'anno, cose da guardoni, ma interessanti, nel senso che per me il sesso è cosa privatissima ed coinvolgente al massimo e non mi piacerebbe che mi guardassero mentre lo faccio.  E' affascinante pensare che si accoppiano,  per esempio le cetonie e altri coleotteri, sul letto profumato formato dai pelini arancio della barba degli iris , oppure sul pelo dell'acqua (le libellule) sorvolando leggere i fiori di ninfea e l'acqua verdastra .E' un pò diverso da fare l'amore su un letto in una stanza chiusa, non trovate anche voi? Dentro un iris la luce è del colore del fiore, per non parlare del profumo inebriante che senza dubbio sentono anche gli insetti, probabilmente molto più forte di noi... Una meraviglia.  Sicuramente l'amore è "più amore" fatto così.  E' emozionante guardare il mondo in quest'ottica, Ciao Salamandro , torna presto .
Le foto sono di fine maggio, ora è tutto aumentato di volume.

domenica 17 giugno 2012

Un giardino "scappato di mano"

Eremurus Stenophillus e Verbena Bonariensis



Le libellule turchesi che si accoppiano in volo, vi riesce a voi?





Le libellule sono indifferenti all'acqua paludosa e alle minacciose (per me ) alghe rossiccie.



Da che si capisce che è iniziata l'estate? Dal caldo, senz'altro. Ma se uno il caldo non lo sentisse? Se non sudasse neanche un pò e fosse indifferente alla temperatura ? Se non sentisse i rivoli di sudore lungo la schiena e sulla pancia , o anzi, se si sentisse fresco come una rosa di maggio?

Vedrebbe ai bordi delle strade masse di fiori viola , gialli , rosa chiarissimo , rosa acceso : sono le appartenenti alla famiglia delle ex leguminose , ora papilionacee, che formano questa chiazze freschissime di fiori buonissimi come fieno per gli animali e qualche volta come medicine per gli umani . La galega , lo dice il nome , è l'erba del latte, che si da alle mamme che allattano per aumentare la "produzione" . Per fare un esempio. Compaiono le cantauree, polverosi fiordalisi rosa , fiorisce l'iperico magico, i cardi dei lanaioli si alzano rapidi e diventano spinosi  e bellissimi monumenti vegetali .  La primavera che, all'inizio era secca, ci ha portato pioggia abbondante e qui da me  ha fatto sì che il giardino mi "scappasse di mano" . La mia amica che non ama essere nominata nel blog dice di essersi quasi impaurita. Ha fatto un viaggio per andare a trovare la sua mamma e al ritorno ha trovato tutti i camminamenti ristretti per le piante che si ingrossate moltissimo , molto più degli altri anni, e hanno invaso e chiuso tutti gli spazi . Un'esplosione di vita incontrollabile che l'ha impaurita, lei che vuole conservare il controllo . Io passo in mezzo a muraglie vegetali ed effimere, altee, soprattutto loro , alte parecchio più di due metri , cresciute in breve tempo e tutte fiorite. Quando sono in vena di stupidaggini penso che le altee si chiamino così perché sono alte, molto alte.   Ci sono quantità esagerate di speronelle azzurre , alcune cangianti come le genziane di alta montagna , dal blu al viola, altre rosa pallido , altre, più rare , bianche . Le nigelle sono diventate tutte capsule striate di nero , gli emerocallis , in questo casino, cercano la via per aprire i loro fiori al sole, gli eremurus stenophillus, che hanno accanto una di queste altee abusive più alta di loro, fioriscono facendo finta di niente ma si vede bene che sono infastiditi, vorrebbero che per un pò la scena fosse solo per loro, che sinceramente se la meritano. Quanto dura a fiorire l'Eremurus Stenophillus? Ve lo dico io: pocus , troppus pocus!! Ma il giardiniere , quando lo vede fiorito, lo introietta , lo possiede , cerca di trattenerne la bellezza , di portarsela con se fino alla porta dell'estate futura, quando fiorirà di nuovo .

L'alstromeria ha formato un bouquet esagerato , soffocato in parte dalla menta di Gastone , la piperita invasiva e rompiscatole . Parlerò di Gastone una delle prossime volte, ma per farlo devo essere molto più concentrata. C'è un passaggio per scendere alla vasca dei pesci rossi bordato di lavanda. Ora è " invaso" di lavanda e non si passa più, oppure si passa , ma sembra di aver fatto la doccia nell'acqua di colonia, perché  bisogna passare a forza fra due siepi di lavanda fiorita ormai unite che oppongono una feroce resistenza . Che vi devo dire? Un pò non ho avuto tempo per intervenire, un pò mi dispiace farlo , ora che c'è tutta questa abbondanza mi duole tagliare e limitare , che esploda, almeno il giardino, finché può!  Il caldo fra breve avrà fatto le sue vittime e dovrò ripulire, se ce la farò. Perché intanto c'è stato da fare per il pozzo nuovo , scavare e mettere tubi e gettare cemento, e ancora non possiamo usare l'acqua, manca la pompa ....ma oggi preferisco non parlarne.





Avrete notato che io sono una libellula di un'altra specie, più fine, quasi invisibile-



Nominerò ancora la Gipsofila vicino alla vasca , le dalie bordeau , le numerose piante di partenio (margheritine bianche a centro giallo con forte odore medicinale) che sono diventate siepi . Parecchio di ciò che fiorisce è annuale o biennale, nato da sé e cresciuto solo grazie alle forze dell'acqua e del Sole, grazie!!!
Grazie pioggia , grazie Sole per quest'abbondanza, per tutta questa bellezza!!
Le sporonelle, per dire la sensazione della Gratuità , arrivarono con la Maxi qualche anno fa . La Maxi era venuta a pranzo da noi , non viene mai a mani vuote , e quella volta fra le altre cose aveva portato un cartoccio di carta di giornale con delle piantine seminate nella sua serra . Non le ho perse più fino ad ora, anzi quest'anno le ho viste fiorite fuori del cancello , sul greppo di Enrico .

Anche oggi, come ogni anno, dico  che il prossimo anno cercherò di limitare per lasciare posto alle perenni , quasi soffocate adesso , che ritroveranno spazio solo quando avrò tolto le annuali ormai secche , proverò a farlo , lo giuro . Ma ora è molto bello, caotico, abbondante , esagerato, carnevalesco, perché ci sono troppi fiori e troppi colori che non vanno sempre bene insieme . E' il giardino di una bambina che comincia a disegnare e usa tutti colori della scatola di pastelli . La disciplina è rinviata ad altri momenti o limitata all'ambito del lavoro, domestico e dipendente, che ne richiede parecchia. Una parola sulla buddleia Weyeriana "spighe di palline di fiorellini gialli" : enorme . Ho piantato una talea due anni fa e mi ritrovo un cespuglio che spara rami da tutte le parti alto due metri e mezzo e largo non so ... Le spighe di palline gialle sono finalmente belle, perché le buddleie non sono mediterranee, che significa essere parche , poco esigenti, raffinate come monaci colti, sono "americane", sciatte e voraci , belle solo se supernutrite e super annaffiate ...è difficile resistere e non procurarsele.
In tutto questo abbiamo realizzato anche un pezzo di orto nuovo , dove ho scoperto che si era insediata un erbaccia davvero cattiva che ho cercato subito di eliminare , ma dovrò tenere alta la guardia perché potrebbe ricomparire. E' una graminacea della pianura e dei fossi che avevo colto io , io la colpevole , per godermela in un vaso in casa, poi , quando era diventata gialla , invece di bruciarla o buttarla nella spazzatura da portare al bidone, l'ho messa nel secchio del composto e così l'ho propagata . Scema che non sono altro . Non ho parole per la mia scemaggine . Ho trovato nella terra dei rizomi tipo la gramigna ma dieci volte più grossi . Spero di averli eliminati tutti . O quasi.

La vasca . E' insidiata ai bordi da erbe di ogni tipo , dentro c'è ancora un serpolino, ma non si vede più niente, l'acqua è diventata "zuppa di piselli" e sembra più la palude della donna della birra delle fiabe di Andersen che un gioioso laghetto, i pesci ci saranno ancora? Penso di sì, me lo chiedo tutti gli anni , ma poi col calare delle temperature li rivedo tutti e anche i loro figlioli . Sopra la superficie le libellule continuano le loro danze amorose e i voli di guerra , a loro piace l'acqua tiepida e verdastra e l'affiorare delle masse di erbe ossigenanti . Mio marito guardone fotografa come un matto , deve dire che vorrei mostrare tutte le foto, quasi nessuna è da scartare . A tutti voi che leggete un abbraccio in corsa, vi penso e vi leggo, anche se sembra di  no.

venerdì 8 giugno 2012

Esseri volanti



Una volta sapevo come si chiama quest'esserino frenetico che Mauro è riuscito a fissare in immagini bellissime.





Qui si vede l'occhio! Davvero a volte la macchina fotografica ci fa vedere cose che con i soli occhi ci sfuggono.


E tu chi sei ? Un bombo o un elicotterino?



Perdonate la mancanza di testo, arriverà un momento che i pensieri accumulati esploderanno, per ora formano un magma nella testa che è troppo caotico per uscire fuori in parole. La mia figlia piccola , quando io e il suo babbo parlavamo a tavola si infastidiva , un pò perché erano sempre discussioni animate , un pò perché voleva dire qualcosa anche lei . Esclamava "Mamma ! Non parlare il babbo!" (Ancora non sapeva parlare bene)
"Va bene , allora dimmi che c'è , sentiamo !"
Lei si fermava e non riusciva a spiccicare altre parole . E' rimasto nella storia quel "Non pallare i' babbo!"
Ora io faccio lo stesso , ma se vi racconto cosa è successo mi capite , forse ... Sono venuti a fare il pozzo nuovo . Qualcuno che ci è passato capirà . Per ora non dico altro , troppo magma che si agita, fino dentro la pancia .

mercoledì 6 giugno 2012

Le nigelle e il calabrone


Mi ci rotolo qua dentro!


Quando si dice impollinare con un certo impegno.

Testa gialla.

Con tutto questo polline mi verrà da starnutire...



Qui dentro ancora non ci ho frugato bene....


Ora  però me me vado!

venerdì 1 giugno 2012

L'erba cipollina e la farfalla
















Mo marito dice che posso usare le sue foto se dichiaro la fonte : le fa lui queste foto bellissime, ha un'animo d'artista . Suggerisco di usarle come sfondo per il desktop , è molto bello accendere il pc e trovarsi in questa situazione, con una farfalla posata su un fiorellino di erba cipollina. Metto qui una serie di immagini, perché una sola è insignificante, mentre tante sono come un documentario e comunque un'immersione nella porzione di mondo dorato della farfalla .
 Non so voi , io sono talmente affaticata che il cervello rifiuta di pensare . Tutti i miei bei pensieri che collegano l'intimo e l'esterno, le riflessioni che qualche volta non sembrano neanche mie , ma attinte da qualcosa di più grande e quasi universale mi hanno per il momento abbandonato. Ciò che accade resta al di là del mio giudizio e delle mia capacità di elaborazione, come si fa a commentare il terremoto ? E' successo anche qui di sentirlo , una volta anche poco tempo fa , in un appartamento al sesto piano che oscillava tutto lentamente, facendo venire il mal di mare, e una volta parecchi anni fa , ci fu una scossa sola , debole ma molto vicina , sotto il monte di Lignano, che significa alle porte della casa in cui vivevamo allora. Il rumore, nel pieno della notte, fu talmente forte che pensai  che fosse caduto l'armadio in camera delle bambine, chissà perché.
Mauro si alzò un attimo prima, lui è sensitivo come la nostra figliola più piccola , e si sveglia sempre in anticipo.
Le torri in mattoni che si sgretolano, le chiese che crollano sono il segno dell'eccezionalità dell'evento, erano lì da secoli, fatte di un materiale sensibile alle scosse. Ora cadono e ricostruirle credo che sia impossibile. Sarebbe bello sostituirle con opere di architettura nuove e di qualità, chissà se ci saranno architetti e ingegneri disposti a lavorare a basso costo per ridare ai paesi edifici e monumenti nuovi ma bellissimi?
Con il blog ho conosciuto delle persone, non tantissime , ma piuttosto bene , attraverso quello che scrivono. Il terremoto si personalizza , non resta una cosa lontana, capitata a degli sconosciuti. Sono vicino a Soffio e alla Civetta Canterina , a Giorgio , alla Loretta che è in zona, ma più lontano ....