martedì 14 maggio 2013

Compleanno

Uno di questi giorni era il mio compleanno. Ho acceso il PC e c'era, nella scritta Google, una gran quantità di dolci e torte con candeline. Mi son chiesta cosa volesse dire. Ho passato il mouse ed era un buon compleanno! Bellino! Il primo augurio a notte tarda appena tornata dal lavoro. Poi la Loretta mi ha dedicato un post con delle iris meravigliose e Sari mi ha fatto gli auguri e le mie figlie mi hanno regalato una collana etnica e la Giusi mi ha regalato le poesie di Wislawa Szimborska. Tempo fa le avevo detto che avevo letto delle poesie di questa signora polacca e lei aveva detto "Che?" quando avevo pronunciato il nome. Sconosciuta per lei come per me fino a quando Duck l'anno scorso non aveva postato una sua poesia. Ricordo che scrissi nel commento "ma come cavolo si legge questo nome pieno di consonanti?" E ora amore fulminante. Qui di seguito  una sua composizione intitolata appunto compleanno. Esprime uno stupore che spesso prende anche me davanti alla vita. Avrete provato anche voi questa sensazione/pensiero, a me capita  di più di notte, quando vedo il grande lampione Luna acceso sopra la mia testa lontanissimo nel cielo e d'improvviso, togliendo di mezzo simboli, luoghi comuni, fiabe di bambina, mi stupisco di essere in un mondo fatto così, una palla di roccia con una pelliccia di verde e una pelle d'acqua, e un'altra palla di roccia appesa in cielo e tutto mi sembra nuovo e appena fatto e le parole insufficienti a dare nomi e a chiedersi perché tutto proprio così.

Tanto mondo a un tratto da tutto il mondo:
morene, murene e marosi e mimose,
e il fuoco e il fuco e il falco e il frutto -
come e dove potrò mettere il tutto?
Queste foglie e scaglie, questi merli e tarli,
lamponi e scorpioni - dove sistemarli?
Lapilli, mirtilli, berilli e zampilli -
grazie, ma ce n'è fin sopra i capelli.
Dove andranno questo tripudio e trifoglio,
tremore e cespuglio e turgore e scompiglio?
Dove porti un ghiro e nascondi l'oro,
che fare sul serio dell'uro e del toro?
Già il biossido è cosa ben preziosa e cara,
aggiungi la piovra, e in più la zanzara!
Immagino il prezzo, benchè esagerato -
grazie, io davvero non l'ho meritato.
Non è troppo per me il sole, l'aurora?
Che cosa può farne l'umana creatura?
Sono qui un istante, un solo minuto:
non saprò del dopo, non l'avrò vissuto.
Come distinguere il tutto dal vuoto?
Dirò addio alle viole nel viaggio affrettato.
Pur la più piccola - è una spesa folle:
fatica di stelo, e il petalo, e il pistillo,
una volta, a caso, in questa immensità,
sprezzante e precisa, fiera fragilità.

2 commenti:

  1. Buon compleanno, anche se in ritardo e grazie del regalo che ci fai pubblicando questa bellissima poesia.

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  2. mi piace moltissimo qui, si respira genuinità! Ti seguo. Ti aspetto da me.

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