venerdì 20 dicembre 2013

Apparizioni in regalo

Vitamina era molto stanca. Per qualche giorno aveva avuto due lavori da fare, uno la mattina fino alle due e mezzo e l'altro la sera dalle sei a mezzanotte. Ce la stava facendo, ma non le rimaneva molto tempo per pensare. Aveva quest'abitudine di pensare che non sapeva quanto fosse buona, solo che ormai le era indispensabile, pensare nel silenzio della sua testa, rimuginare, lasciare che i pensieri stessero lì, poi si collegassero, trovassero nuove linee e prospettive. Così le venivano le idee. Sempre più rare, cercava di mettere un freno alle idee, cercava di bloccarle sul nascere,  le idee fanno sognare, chiedono di essere realizzate, ma troppo spesso aveva dovuto rinunciare, o aveva trovato ostacoli insormontabili, o aveva perso il desiderio di farlo davanti alle barriere dei "NO", o  mentre affrontava pratiche burocratiche e stupidaggini del genere che esaurivano le sue energie prima di aver combinato alcunché di buono.. Le energie spumeggiano, frizzano, ma in certi uffici c'è gente che fa l'effetto opposto, li guardi, e parli con loro, e vedi l'elenco di fogli che ti mettono in mano pieni di adempimenti inutili e le energie spariscano, si sgonfiano. Lo sguardo di un impiegato comunale saturo di noia può uccidere la speranza. Meglio non farsi venire idee, non sperare, che soffrire perché non puoi realizzare niente. Questo lo diceva lei e non sempre ne era convinta, e neppure è necessario condividerlo. 
Tornava a casa nel colmo della notte, come tutte le sere, salvo una alla settimana e c'era molta nebbia. C'era nebbia ovunque in Italia, in quei giorni. Nebbia e freddo. Una delle ultime notti la nebbia era solo intorno, ma non sopra la testa: lassù il cielo splendeva di luci, con le costellazioni invernali ben visibili e Giove davanti a Castore e Polluce che rubava il palcoscenico notturno a Orione e alla luminosa Sirio, lì accanto. Ma tutti sanno che quando appare Giove gli altri vengono eclissati, non a caso è il re degli dei greci. Quella notte lì la nebbia era dappertutto, intorno, davanti, sopra e quasi sembrava che fosse anche sotto l'auto.  Se non fosse stato per le asperità della strada sembrava di camminare su un materasso di vapore ghiacciato. Vitamina procedeva lentamente, stanca e amareggiata da molte cose, ma ci metteva tutta la sua attenzione, ci mancava solo che finisse con l'auto in un fosso. Con tutta quella nebbia riconosceva male la strada, le parve ad un certo punto, di non essere più sulla via di casa, ma in un'altra sconosciuta. Le venne un brivido per la schiena ... davanti a lei, molto vicino, una sagoma fine ed elegante si delineò, come disegnata nella nebbia appena più solida: un capriolo. Rallentò e si fermò a guardare. L'animale, senza nessuna paura, si era fermato alla luce dei fari e aveva rivolto la testa indietro, con un balzo il suo compagno, dal buio del campo l'aveva raggiunto e ora stavano spiccando un salto insieme verso destra. Sparirono in un attimo, ma ci fu il tempo per lei di guardarli incantata. Le vennero due lacrime di emozione. Grazie, pensò, grazie, chiunque tu sia che mi mandi questa visione. Visione? No, i caprioli erano molto reali, e molto presenti nel territorio, ed era alta la probabilità di incontrarli a quell'ora della notte. Grazie lo stesso, Dio, per avermi scaldato il cuore con la vista delle tue creature, grazie. Continuò a dire grazie fino oltre il cancello di casa.

Questo raccontino vero di Natale è per le mie amiche di blog, Grazia, Sari, Cinzia, Ommarì, Gio, Adriano Maini che non compare da tanto tempo,Alberto Cane, Loretta, ovvio, ma con lei ci sentiamo,  Julia Lampone, e tutti gli altri. Buon Natale, buon anno nuovo...

10 commenti:

  1. Il sentirci è un regalo in più, ma questo racconto-reale è pieno di bellezza e speranza
    e non potevo passare senza fermarmi un pò cercando di prendere su per me una
    briciola di questa magica nebbiosa atmosfera.
    Buon Natale anche a tutti i tuoi lettori/sostenitori.
    Ciao

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  2. Così come la bellezza è negli occhi di chi guarda, da questo racconto emerge chiaramente che la capacità di chi sa emozionarsi è nella generosità e nell'intelligenza del suo cuore.
    Cara Vitamina, il mio augurio a te per il 2014 è che tu possa lasciare uno dei due lavori, quello che ti piace meno.... ma so già che mi dirai che ognuno dei due ha degli aspetti positivi....
    Grazie a te, per I doni che ci fai nel corso dell'anno, che trovi il tempo nel poco tempo che hai, per pensare anche a noi.
    Un abbraccio
    Cinzia

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  3. Carissima, con questo racconto ci hai fatto un regalo bellissimo. Succede, alle volte, che basti un momento a illuminarci la giornata. Oggi il mio momento è stato il tuo racconto;
    Un abbraccio fortissimo

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  4. Buon natale anche a te Vitamina. Spero proprio che sia per tutti noi "blogsensibili" un natale d' incanto, come quello che attraversa il tuo racconto.

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Non torno mai a mani vuote da casa tua, Lorenza. Oggi questo bel racconto m'insegna a trovare la magia nelle cose solite e a dare voce a quel bisogno di sentirci grati che scalda e rincuora.
    Ti ho detto ancora che il titolo del tuo blog ti somiglia... oggi sei una libellula.
    Buon Natale e tanti auguri per tutto quel che ti serve per essere felice.

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  7. Ciao
    narratrice di bellissimi racconti.
    Nonché lavoratrice instancabile.
    Ti abbraccio forte.
    Saluti anche all'eccellente fotografo in pensione ed alle tue figliole.
    Da pensionato il Mauro che fa? Si annoia il tuo ferroviere? Spero di no!
    Io di certo non mi annoierei mai.
    Io la Fornero la infornerei. Ma sono cose che non si dicono perché è Natale.
    Ciao cara.
    Buon Natale.

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  8. Buon Natale, cara Vitamina. La magia dei tuoi racconti è sempre la stessa, come quando eri una ragazzina e mi incantavo ad ascoltarti.

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  9. Buon Natale a te Vitamina della mia mente un po' confusa! Ti auguro la serenità che desideri e la auguro pure a me! Vorrei leggerti ogni giorno perché i tuoi racconti o considerazioni mi aprono delle finestre accostate oppure mi entrano nel cuore e mi fanno riflettere. Grazie di avermi dato l'opportunità di comunicare... Imma

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