giovedì 31 ottobre 2013

Ender's game

"Il gioco di Ender" è un romanzo di fantascienza scritto all'inizio degli anni ottanta da Orson Scott Card, americano, mormone. Tutte e due le cose non sono indifferenti, né essere americano né essere mormone. Se andate a vedere su Wikipedia ci trovate lui, con una bella faccia tonda e positiva, e il riassunto della storia. Le sue storie sono sempre molto complicate, a volte anche contorte, ma hanno spunti geniali. Mauro portò a casa questo libro i primi anni che eravamo sposati, aveva vinto un premio Nebula per la fantascienza, lui si ricorda che lo demmo da leggere anche al mio babbo perché ci era piaciuto molto a tutti e due. Evidentemente è amato anche dalla  mia figliola grande, che se lo teneva in camera nella sua libreria. L'avevo riletto di recente, non proprio tutto, alcune parti.. Ora scopro che parecchie scuole nel mondo lo usano come testo di lettura obbligatorio e anche l'Università dei Marines  di Quantico, in Virginia, lo utilizza come testo base per studiare la psicologia della leadership. Orson Scott Card sarà contento per l'aspetto economico, ma non tanto per l'uso che ne fanno i militari, anche se forse poi, per come va  a  finire, possono trarne un insegnamento ...Ieri sera siamo andati a vedere al cinema il film tratto dal libro.  Ho sempre il timore di trovare una trasposizione inefficace e stravolta del testo, ma questa volta non è così, la sola cosa cambiata, che mi stonava, è il nome degli alieni, presenti nel film da subito, nel libro li chiama, nella versione italiana, gli Scorpioni, nel film i Formic. Per il resto la storia del piccolo Ender Wiggin è molto ben rappresentata e tiene l'attenzione desta, come il libro, dall'inizio alla fine. Ovviamente alcune cose sono per forza contratte e ridotte sennò il film durerebbe sei ore. Bello e per chi ha letto "Il gioco di Ender" per niente deludente. Se vi capita andate a vederlo, anche se siete di quelli, come me, che preferiscono i film italiani o europei . Orson Scott Card è un tipo originale, di lui abbiamo letto altri libri, oltre alla trilogia di Ender anche "Il profeta dalla pelle rossa" (interessante!) e soprattutto, io , "Abissi". La storia di questo libro è curiosa. Prima di essere un romanzo è stato un film, è nato come film. Il regista è James Cameron, e questo film su Wikipedia è considerato la sua opera migliore, che significa migliore di Terminator e di Titanic , ma anche di Avatar, e qui non sono d'accordo. Anche "Abyss" è da vedere, Cameron l'ha scritto poi ha chiamato Orson Scott Card, gliel'ha fatto vedere e gli ha detto se gli riusciva di scriverci un libro. Un libro tirato fuori da un film, il contrario di quello che succede di solito. Secondo me l'ha fatto benissimo. Dopo aver visto il film trovai il libro in una bancarella di libri usati davanti alla stazione di Arezzo. Avevo bisogno di un aiuto, di un posto dove fissare la mente per un difficilissimo viaggio in treno e lo comprai . Lo lessi quasi per intero nei viaggi di andata e ritorno e siccome è un libro pieno di speranza e di meraviglie, mi fece  un'ottimo servizio e una gran compagnia. Quindi oggi due libri e due film.

martedì 29 ottobre 2013

ragnatele



















Ragnatele. Non solo ora che siamo vicini alla notte di Ognissanti , ma per tutta l'estate uscendo di casa, sono rimasta impigliata  in ragnatele tese dappertutto. Tante ragnatele cioè  tanti ragni costruttori, cosa voglia dire non so, forse che c'è abbondanza di prede, e se diminuiscono le api magari c'è qualcuno che le sostituisce  e occupa subito la nicchia ecologica senza lasciare spazio vuoto... Le ragnatele sono fatte di un materiale studiato da gruppi di scienziati, se lo avessimo a disposizione o ne conoscessimo i segreti potremmo costruire case antisismiche senza metallo, o abitazioni sospese nell'aria. Bello! Intanto io spero che i ragni sappiano occuparsi con efficienza delle zanzare, che a oggi 29 ottobre sono presenti e moleste quasi come d'estate. I fili trasparenti e invisibili sono tesi in ogni passaggio, a volte sono lunghissimi e solitari, non si sa come abbia fatto il ragno, forse come Tarzan, si è lanciato nel vuoto e flup!, ha lasciato dietro si sé la sua liana autoprodotta. Le ragnatele sono comunque oggetti affascinanti e Mauro è andato in caccia, in una di queste mattine umide di rugiada che le rende visibili.

Siamo dalle parti di Ognissanti e si può parlare di cose schifose, come per esempio la cacca della Holly. C'era qualcosa di molto chiaro nella sua cacca, uno di questi giorni, e capita che le cacche siano come calcinate, dipende da cosa mangia il cane. Infatti aveva preso dal sacco della spazzatura un contenitore di polistirolo di quelli in cui viene confezionata la carne al supermercato, che si zuppa di succhi, l'aveva mangiato e poi rifatto. Quando si dice la catena alimentare: ecco un esempio lampante, pezzetti di polistirolo digerito. Ora devo mettere i guanti e andare a togliere pezzettino per pezzettino. Saremo mai capaci di occuparci dei nostri rifiuti? Per ora non mi pare. E con ciò si arriva all'isola di plastica nell'oceano di cui parlava la Paola in un commento. Ma oggi non mi riesce di entrare nell'argomento. Troppo angoscioso.

venerdì 25 ottobre 2013

Operazione pesci rossi

Blub. In questi ultimi giorni siamo stati abbastanza sott'acqua, soprattutto lunedì scorso. Abbiamo passato la mattinata a fare i lavori di casa, ma soprattutto a guardare dalle finestre se i fossi riuscivano a recepire tutta l'acqua che cadeva dal cielo, mentre tuonava e lampeggiava senza smettere un attimo. Poi la televisione ha parlato della bomba d'acqua che si è abbattuta sulla Toscana. Siamo sopravvissuti e il temporale non ci ha portato via la casa. Per questa  volta è andata. Il giorno dopo mi ha telefonato l'Antoinette: "Come va? Siete affogati?"  "No, siamo ancora vivi. E da te?"
"Da me sono usciti i pesci dal laghetto. " Sono rimasta sorpresa, i miei pesci non se ne vanno in giro quando piove tanto, almeno i pesci rossi; quelli neri piccoli, le gambusie, non saprei, sono talmente tanti che non posso contarli e se li perdo non me ne accorgo. Intorno alla vasca dell'Antoinette c'è un fossetto che ha scavato lei, per far sgrondare l'acqua quando piove, Passato il temporale è andata a vedere e ha trovato i pesci nel fossetto pieno d'acqua, che ancora scorreva forte. I pesci nuotavano controcorrente per non essere trascinati via, vispi come non mai. Lei allora si è sentita in dovere di salvarli, si è messa gli stivali, è entrata nel fosso per recuperare i pesciolini, ma subito ha intorbidato l'acqua alzando l'argilla del fondo.
"Non vedevo più niente! I pesci rossi li ho recuperati, ma quelli piccini, mi è dispiaciuto tanto, non li vedevo più!"
Abbiamo detto un'orazione funebre per i pesci esploratori finiti nel prato, poi abbiamo riso a pensare a quelli che nuotavano controcorrente. Ora tutto è MOLTO bagnato. Le piante di pomodori sono in piedi , ormai annerite e coperte di pomodori verdi e rossi che portiamo in casa un pò per volta. Dappertutto ci sono ragnatele che intrappolano gocce d'acqua , insetti di grandi dimensioni, mantidi sorprese dal temporale, cavallette, coccinelle in gran numero posate sulle zanzariere, moscerini che si alzano malefici dall'uva marcita... eh sì, Halloween è alle porte.

giovedì 17 ottobre 2013

Cronaca di un pomeriggio perfetto.

Cronaca di un pomeriggio perfetto (vero!). Mercoledì 16 ottobre alle 17 c'era la presentazione del mio libro in Biblioteca in città. La biblioteca in cui tutti noi aretini siamo andati a studiare, in un antico palazzo con la facciata coperta di stemmi di pietra delle famiglie nobili. Ero molto intimorita, era proprio come rendere conto del proprio lavoro alla città madre.  Una mamma severa, che esibisce intorno al grande portone i segni del proprio potere. Verso le 15  mi sono vestita, per benino, perché pare che di solito io sia un pò sciatta (è la giardinite che fa diventare un pochino sciatti, perché ci interessa solo del giardino), mi sono fatta un righino nero sugli occhi, mi sono messa perfino un pò di profumo e una collanina d'ambra. Perché d'ambra? Ma perché l'ambra è una resina, non una pietra, e mi rassicura molto avere addosso cose vegetali, anche se sono state vegetali e vive  mille o più anni fa. E poi stava benissimo col viola copiativo della camicia. Prima di uscire ho raccomandato a Mauro di portare parecchie copie del libro, quando veniva, e di metterle nella borsa che mi ha regalato la Loretta del Roseto, che portava bene di sicuro. Meglio di così non si poteva fare, obbiettivamente. Sono passata a prendere la Letizia, che doveva leggere i brani che avevamo scelto. Senza dirsi niente la Letizia, che ha un occhio speciale per i colori, aveva messo una camicetta viola e una giacca bellina viola più scuro e verde oliva, un accostamento proprio bello e intonato con me. Evidentemente eravamo già in sintonia perfetta. Siamo andate in Biblioteca. Abbiamo sistemato un rotolo di tela tessuta a mano della dote della mia nonna, tutto srotolato,  sul tavolo, e un vaso con i fiori del giardino (dettagli per la Loretta). La Letizia ha detto che quelle dalie bordeau esprimevano bene l'intensità e i turbamenti del libro.  E' arrivata l'Alice, che è stata relatrice della tesi della mia figliola più piccola e che avrebbe parlato per dire qualcosa sul libro e ci siamo messe a controllare i brani scelti.  Scusate, io uso l'articolo davanti ai nomi femminili, come si fa qui da noi, e non posso farne a meno. Togliere l'articolo sarebbe più formale e neutro, ma eravamo ad Arezzo e qui si dice così.  Dopo poco sono arrivate la Patrizia,  la Carla, la mia cugina di Firenze con la Federica, la Lucia e un'altra signora che non conoscevo, e poi la Candida, una nostra compagna di scuola , e poi la zia Mirella, la mia cugina Teresa e suo marito, e l'Adriana e la Maria Luisa ... E' arrivata la Rossana e mi si è aperto il cuore , presentavo tutti a tutti e tutti chiacchieravano, sembrava di essere in un salotto, abbracci e baci , e la sala in quattro e quattrotto era piena! C'era un sacco di gente! Mauro è arrivato un pò tardi e io ho detto alla Carla di far valere la sua autorità di consigliere della Biblioteca e finalmente tutto è iniziato. E'stato bellissimo. Guardavo davanti e vedevo solo volti di amici. C'erano le mie figlie, lì davanti e non dico che effetto fa. Poi sono arrivati la Mirella e Italo che vengono da lontano e proprio non pensavo che venissero, è stato un regalo. Devo  ringraziare Claudio Repek, amico e giornalista che ha fatto circolare ovunque la notizia, e Roberto Francini, altro amico giornalista, per il passaggio a Teletruria, e di nuovo tutte le persone che sono venute, e soprattutto la Carla (Carla Nassini, insegnante e compagna di scuola del liceo che non rivedevo da tanti anni) che ha presentato il libro, che evidentemente le è piaciuto, in modo intenso, profondo e affettuoso, collegandolo al suo lavoro storico sulle donne sopravvissute alle stragi nazifasciste della seconda guerra mondiale. Una presentazione bellissima. E poi l'Alice, (dottoressa Alice Gonzi) che anche lei ha detto delle cose  per me commoventi, perché il lavoro che abbiamo fatto con la Paola è stato valorizzato e compreso... l'ho detto che ero commossa ! E intanto la sala piena di amici e parenti stava in silenzio, e attenta e sembrava che si fosse creata, per il tempo che è durata la presentazione, un'anima collettiva e tutti sorridevano! Sapete che io sono una pessimista rompipalle, se lo dico io che è stata una serata meravigliosa è così per davvero. Alla fine ho detto qualcosa io sul libro, ma soprattutto ho nominato alcune donne che stanno producendo cose belle e interessanti, libri e altro e le posso citare anche qui: la Paola e la Carla che erano sedute accanto a me, l'Alice, la Maxi che è un'artista dei fiori, l'Adriana che fa calligrafia cinese, la Cristina Bigazzi che ha scritto un libro su un infanticidio avvenuto ad Arezzo nel 1924, la Letizia che fa teatro ... E' stata una formidabile condivisione e una cosa molto bella, alla fine qualcuna aveva i lacrimoni, la Paola che vive a Milano aveva dovuto prendere un permesso a scuola, ma  ha detto che non se la sarebbe persa per niente al mondo. Sono arrivate le sette e mezzo senza che ce ne accorgessimo e ci hanno dovuto spingere fuori dalla sala! Oggi giornata normale,  siamo ricaduti nelle cose prosaiche di tutti i giorni, ma forse è meglio così, perché anche le emozioni positive scuotono parecchio. Ho fatto fatica ad addormentarmi! Ogni tanto però ci vuole una cosa così.




lunedì 14 ottobre 2013

Il funerale di Priebke

Ascoltando la radio stamani  i sono resa conto di non essere affatto originale, perché anch'io, in questi giorni, ho pensato a questa faccenda del funerale di Priebke, come fare, dove seppellirlo eccetera. Cosa avrebbe voluto LUI. Il suo avvocato dice che è stato costretto a vivere in Italia negli ultimi anni , che lui non ci voleva stare. Non si ricorda questo qui, che pure è un avvocato, di chi è questo tale Priebke? Non si ricorda che  fu il boia delle Fosse Ardeatine?  Che c'è stato un processo e lui è stato condannato? Che nonostante questo non si è mai pentito? Che il reato commesso fa vergogna all'Umanità intera? E allora!
Stamani a Melog ( Gianluca Nicoletti, Radio 24) parecchie persone dicevano la loro su questo argomento. Condividevo alcune soluzioni, si vede che siamo in tanti a pensarla allo stesso modo. Ho sentito che nessuno lo vuole, non lo vuole neanche il sindaco di Pomezia, dove c'è un cimitero di guerra, che sarebbe il luogo più normale dove metterlo. Ha detto, questo sindaco, che quelli come Priebke vanno dimenticati. Quando si parla di cose come queste le persone aprono la bocca e danno fiato, senza tanto pensare. Io sono convinta che invece bisogna pensare e motivare bene e soprattutto non dimenticare mai..
Per me, per me che non conto niente e non ho potere di decidere ci sono due possibilità:
1) bruciare il corpo e gettare le ceneri in una discarica di rifiuti tossici e nocivi comunicando l'avvenuta operazione solo a cose fatte. Questo implica che si considera ciò che resta dell'individuo come un rifiuto tossico e si tratta come tale, senza dargli ulteriore importanza. Con ciò si toglie importanza e modo di mettersi in mostra ai neonazisti che lo vedono , ahinoi!, come un eroe e aspettano l'occasione per farsi vedere. 
2) bruciare il corpo ( il fuoco purifica) e mettere le ceneri in un contenitore di piombo, perché il piombo è in grado di contenere perfino le radiazioni ionizzanti emesse dalle sostanze radioattive, e questo ha un valore simbolico. Poi, senza un funerale, con un discorso che non è un funerale, affidare tutto ad un museo all'incontrario, a futura memoria. Un museo bianco, perché il bianco respinge e il nero attira e qui si deve conservare, ma non attirare energie e attenzione.

Dimenticare Priebke e quelli come lui è pericolosissimo, cito me stessa in una cosa non pubblicata che avevo scritto per il mio libro, che è questa: quando si rammenta il passato e non ci si fanno i conti, cioè non si  "metabolizza" e non si capisce bene cosa è successo, il passato diventa comunque un terreno per crescere, la nostra radice. Succede allora come quando si usano i rifiuti tossici per pavimentare strade, cortili, scuole(!) , luoghi pubblici, considerandoli "inerti". Ma non sono inerti per niente, continuano a esalare tossicità e diventano campi del male. Male psichico. Per questo ricordare è essenziale, anche perché cose del genere delle stragi naziste continuano a succedere e nessuno può pensare che dimenticando un vecchio crudele certe cose non accadranno più. Il male è all'opera tutti i giorni ed è dentro l'uomo, che può opporgli solo la propria consapevolezza e guardarlo in faccia.  C'è chi ha detto che si deve mandare il corpo in Germania, dalla Merkel, che se la veda lei. Questo mi sembra comprensibile per chi visse quel periodo, ma estremamente sgradevole adesso, se penso agli amici tedeschi che ho, che ancora si sentono colpevoli per quell'ormai antico crimine. Il male non ha carta d'identità e passaporto e ciò che fece Priebke allora lo condivisero molti italiani di varie parti politiche. Il vecchio Priebke, mai pentito, arrivato a cent'anni, mi ricorda una poesia di Kunert , una delle poche che ricordo a memoria. Questa:

Chi non ode tutto ciò che accade,
non vede tutto ciò che tutto intorno a lui si fa,
non dice tutto ciò che sa,
costui solo diventa vecchissimo. 
Certo questo comportamento ha un presupposto indispensabile:
essere di pietra fino in fondo al cuore.

giovedì 10 ottobre 2013

Libellule di ottobre

Siamo già quasi a metà ottobre e non me ne sono accorta. Sulla vasca in giardino ogni giorno c'è una libellula, ora ce n'è una con l'addome allungato a strisce di colori fra il verde l'azzurro e il turchese, molto grande. Gira sull'acqua e perlustra i dintorni, quando arrivo io mi viene intorno, mi mette in guardia,  venendomi molto vicina, poi mi segue nell'orto, come una bestiola domestica, e quando rientro viene al finestrone di cucina. Per quel che ne sappiamo potrebbe essere sempre la stessa, ma a volte ci accorgiamo che è più grande o più piccola di quella del giorno prima. Mi minaccia, mi devo comportare bene nel suo regno, ma lei non sa che sono io l'artefice del piccolo stagno pieno di vita su cui vola ronzando, e che se fosse venuta qualche anno fa avrebbe trovato una discarica di sassi e niente di interessante... Lo stagno ora è molto bello, ho tolto manciate di erbe ossigenanti e i pesci mi vengono incontro nell'acqua chiara perché sanno che porto il cibo. Ho tolto anche una pontederia diventata enorme e l'ho messa in un catino da muratore: le radici avevano formato una matassa molto grossa di un viola cangiante! In una vasca piccola come la mia ogni tanto si deve togliere qualcosa per evitare che diventi solo una palude. Dopo le piogge abbondanti il giardino è gonfio d'acqua, finalmente, e le forze sembrano tornate al loro posto: è l'inizio dell'autunno da tutti i punti di vista, le foglie non sono ancora colorate, ci sono molti fiori e frutti maturi e una grande dolcezza nell'aria. Ho raccolto una quantità esagerata d'uva dalla pergola davanti alla cucina e ci ho fatto tante bottiglie di succo. La mia figliola dice che è pieno di antiossidanti: lo so anch'io, ho avuto un negozio di alimenti bio, sono informata, ma sentirlo dire da lei mi fa piacere, mi sembra una notizia nuova!



il mio cactus ciccione
Lama fulmine (nome della gattina)
savia elegans o rutilans, insomma quella che sa di ananas
natura molto morta, quasi marcia, di Caravaggio/Mauro Giovacchini
I melograni hanno fatto tante melagrane, belle e buone, ma non so che farci, questa è una stagione che si dovrebbe stare sempre a fare: fare marmellate di fichi, fare succhi, fare da mangiare cose buone con le ultime verdure estive... ma io ho solo voglia di stare al'aperto a godermi tutto prima che faccia freddo,




ora che le zanzare sono meno moleste. Solo un pò meno. Maledette.  

martedì 8 ottobre 2013

Annuncio e ceramiche

Il 16 ottobre prossimo, di mercoledì ovviamente, che è il mio giorno libero, in Biblioteca ad Arezzo, in via dei Pileati, alle 17 ci sarà la presentazione del mio libro. So che ultimamente uso il blog quasi solo per questo tipo di annunci, abbiate pazienza, ma certamente per me presentare il mio libro alla mia città, alle persone che conosco e mi conoscono, è impegnativo . In quest'occasione spero di conoscere Imma , se le riuscirà di essere presente. Vi invito tutti: presenterà il libro una mia compagna di scuola, Carla Nassini, che a sua volta ha scritto un bellissimo saggio sulle donne nelle stragi nazifasciste della seconda guerra mondiale, con un'attenzione particolare ai fatti avvenuti dalle nostre parti.Si intitola "tra donne sole, la ricostruzione del paese da parte delle donne dopo il secondo conflitto mondiale". Per dire come è bello me lo sono letto tutto d'un fiato nel viaggio a Firenze in treno, ieri.


il banco di Pascale


Umi Amanuma, ceramista giapponese che vive a Firenze

 Ho chiesto alla Letizia Nocentini, amica mia da tanti anni e moglie di un amico scomparso da tempo, Enzo, di leggere alcune parti del mio libro. Quel giorno sarà come se fossero presenti Enzo, Luca Caleri, che se n'è andato un anno fa, e Carlo Pini, che ci ha lasciato il febbraio scorso. 
Ripeterò quest'annuncio, romperò un po le scatole.
Intanto, come dicevo, sono andata a Firenze per la
Christiane Perrochon
 Fierucola dei ceramisti. Ci sono andata da sola, in corsa, per stare lì un paio d'ore, perché amo molto le ceramiche e per questa manifestazione vengono scelti a partecipare ceramisti molto bravi da tutta Europa. La fiera non è grande, occupa tutta Piazza della Santissima Annunziata, e visto che non ho fatto foto metto qua dei link con le opere di Paola Staccioli, artista della ceramica di Scandicci, e anche dell'associazione Cobalto di Fiesole, dove c'è una mostra permanente di alcune ceramiste sperimentatrici bravissime. 
Paola Staccioli è una delle mie preferite, i suoi uccellini con riflessi d'oro, le foglioline dipinte che sembrano appena cadute in autunno e ancora fresche. Andando alla Fierucola ho iniziato ad apprezzare la ceramica, che già mi piaceva, come forma d'arte/sperimentazione: molti anni fa ho avuto la fortuna di conoscere un'artista che vive da queste parti e ormai è affermatissima, Christiane Perrochon, i cui lavori compaiono in riviste d'arredamento di tutto il mondo. Di lei comprai, trent'anni fa, un piccolo vaso da fiori in gres verde. Non so spiegare cosa renda perfetto quel vasino e come si accordi con esattezza con il colore di qualunque fiore. Ma è così. Inoltre il gres è opaco e liscio al tatto, molto più caldo della porcellana. I lavori della signora Perrochon sono ormai  inaccessibili per i prezzi, ma quelli della Fierucola, altrettanto belli ( penso alle cose colorate di Pascale Jabain, per esempio) si possono ancora comprare. 
Qui vedete quanti colori e forme semplici e quasi primitive, realizzate con uno spessore di argilla molto sottile....

Un altro che mi piace molto è Giorgio Ricciardi di Città di Castello.
Le ceramiche, o porcellane, o grès , secondo il tipo di terra usata che richiede temperature diverse per la cottura, si prestano con gli smalti a tantissime combinazioni. Le immagini dicono qualcosa del colore, ma bisogna averle fra le mani, toccarle, per emozionarsi. E allora per l'urgenza di poter "avere" per sé quel particolare punto di marrone cacao si compra magari una tazzina molto piccola.. come ho fatto io. 


Pascale Jabain