sabato 1 febbraio 2014


Ho preso quest'immagine dal sito web della Libreria Fogola di Pisa, suggeritomi dalla Paola Magi. Ci sono moltissime immagini belle, che piaceranno molto alla Loretta o alla Sari. Ci sono anche le foto dell'Arno che ha raggiunto la massima portata...
La lettura!
Che bellezza! Mentre leggi molte altre cose ti germogliano nella testa, scritte da altri e pensate da te, perfino antichi rotoli e taccuini di appunti, tutte legate da un unico filo di pensieri. 
Piove da voi? Sento un coro di voci che diventa un grido
" Ma sì!! Che dici, pioverà? Piove in tutta Italia! Che domanda stupida!"
Quando piove viene voglia di leggere, in effetti. La mia figlia maggiore, quando andava alla scuola elementare, disse che da grande voleva vivere in Svezia. Svezia?, le dicemmo noi: e perché? 
Perché le giornate, per una parte dell'anno, durano poco, fa molto freddo e si può stare molto tempo in poltrona a leggere. 
Questa ragazza presa nella lettura mi ricorda lei, la mia figliola. Ultimamente ha compiuto 29 anni, qualche mese fa. Ha detto con la voce incrinata che ormai andava per i trenta. No, è diverso 30 da 29. Ho detto io. Ma è così che si vive l'ultimo anno di ogni decade, forse anche il nono anno di vita è compreso, si vive come se dovesse durare poco, come una brevissima parentesi prima del decennio successivo. Come per me ora che inizierà il 59esimo... un inciampo e poi si cade nel decennio successivo. Eppure non è così, io nel mio ventinovesimo anno per esempio ho avuto lei, la mia figlia maggiore, ed è stata una cosa meravigliosa. Non un anno di passaggio, dove sembra che non succeda niente, ma un Anno cruciale e bellissimo. Già, ma vaglielo a spiegare.

5 commenti:

  1. È alle soglie di un passaggio.... ed è vero che arrivare ai trent'anni è diverso che arrivare ai venti. Ora senti che devi cominciare a fare sul serio... che dovresti aver realizzato già qualcosa, non sei più una ragazza, sei una donna, insomma è diverso. La capisco. Anche se io a 29 anni avevo una figlia di nove... e altre due che seguivano a ruota...

    Buona domenica
    Cinzia

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    1. Anch'io la capisco, a maggior ragione ora che si avvicina alla fine degli studi ... vorrei toglierle tutte le ansie e farle vedere se non rosa, almeno color malva..

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  2. Anch'io, a trent'anni, avevo tre figli e per questo non ho risentito alcun passaggio di decennio. Mi sono "svegliata" a quaranta e il giorno del mio compleanno è stato come se mi avessero scippato, a mia insaputa, vent'anni di vita Subito è ricominciata la corsa che anestetizza il tempo e mi sono nuovamente ridestata a sessanta. Che gioia! I figli erano tutti accasati e, per la prima volta in vita mia, libera del mio tempo. Tutto. Leggo di notte, a pranzo fra un morso e l'altro al panino (so che non si fa, lo so) ed ho smesso di usare l'orologio che staziona in un cassetto.
    L'immagine che posti, Lorenza, è del genere che preferisco e se non fossero coperte dal copy le userei per le mie piccole cose grafiche.
    Ciao!

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    1. Sai Sari, questa faccenda che hai vissuto come in una felice apnea, svegliandoti ogni tanto a fare i conti col tempo che passa ma poi rituffandoti nella vita l'ho un pò vissuta anch'io. Certi periodi mi pareva di non aver fatto niente e invece avevo fatto moltissimo, certo non cose troppo vistose, ma di sostanza . Credo che dovremmo incontrarci, come dice la Loretta.

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  3. Gente nominata.....eccola, cioè eccomi.
    Non mi viene in mente nulla da dire sugli anni che passano, se non che ...passano.
    Quanto a leggere, ora che sono colpita da raffreddorone con occhi lacrimosi, non riesco
    proprio a farlo e allora ho dovuto riaccendere la tv. Triste.Ciao

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