martedì 15 aprile 2014

GIARDINITE 2

Sto lavorando. E' quel periodo dell'anno che mi dovrei fare in quattro per tutte le cose che c'è da fare: una delle quattro dovrebbe lavorare in casa, per non vivere come barboni, la seconda in pizzeria a lavorare per la pagnotta, la terza a lavorare in giardino, che ce l'hai a fare il giardino se non è in ordine quando è più bello?,  e la quarta nell'oliveto, per avere l'olio a novembre o almeno provarci. Quattro che lavorano in un modo faticoso e pressante. Qui ci siamo io e Mauro, che fa anche altre cose. Ne mancano due e cerchiamo di rimediare all'assenza, col risultato che io qualche volta la sera dormo in piedi.
Per fortuna che il lavoro in pizzeria è ripetitivo e impegna solo in parte il cervello. Si è rotto il filo dell'avviamento del tagliaerba e Mauro ha provato a sostituirlo, poi l'ha portato a accomodare. Sono rimasta senza aggeggio per qualche giorno e già c'era uno sconfortante effetto giungla. Mi ero fatta un regalo, dopo trent'anni in campagna avevo comprato una sega circolare per tagliare la legna, attrezzo molto femminile e amato dalle donne, come è noto...
L'ha montato Mauro con un amico, l'abbiamo provato e funzionava bene. Il giorno dopo non funzionava più. Ahi noi! Tornato dal venditore, lì la sega vigliacchissima funzionava. Ora deve tornare di nuovo qui. Monta e smonta, porta qua e porta là, un sacco di tempo perso. Intanto, siccome quest'anno lavorando tanto siamo avanti con i lavori all'aperto, mi sono messa a ripulire un confine dove non avevamo messo mai le mani. Che soddisfazione vedere crollare a terra montagne di rovi secchi e edera arborea! Ho gli avambracci che sembra mi sia torturata per i graffi, nonostante i guanti, ma il lavoro è stato grandioso. 

E' di questo che volevo parlare oggi, i confini. Il giardino è moltissimo "ordine", nel senso che se guardi un giardino ordinato ne ricavi una sensazione di pace e bellezza. Non troppo ordinato. Troppo ordinato, per me, è effetto lager. E in questo ordine sono importanti i confini, i limiti. Se il prato è tagliato e i limiti rifilati con la vanga, come faccio io, si ha questa bella sensazione, anche quando si permette ad una pianta, o più di una, di varcare il confine e spargersi sull'erba. Significa che c'è un limite, una regola, ma si concede a qualcuno di ignorarla, di andare oltre. La situazione resta sotto controllo e non c'è rivoluzione. Il prato tagliato, anche un similprato come il mio che nessuno ha seminato e arieggiato e ci nasce quello che gli pare, è uno sfondo adatto per far emergere tutto ciò che emerge adesso e cioè veramente quasi tutto, peonie arbustive, peonie erbacee in boccio, ultimi tulipani, i ceanothus che stanno per esplodere le palline blu, il maggiociondolo che stavolta è pieno di fiori e tanto altro. All'ombra una Phuopsis stylosa, regalo di Valeria del Posto delle Margherite, è diventata molto grande e prepara le palline rosa. Non vedo l'ora!

In tutto questo Mauro arriva e dice "Che c'è per pranzo?"
Ma niente, non c'è niente per pranzo. Se tua moglie ha la giardinite a primavera non le interessa di mangiare, e il problema non è solo del marito frustrato, ma anche di lei che ingrassa perché mangia qualunque cosa, non fa più nessuna selezione, il cervello è orientato solo al lavoro in giardino. In questo esatto momento se mi chiedono che vorresti fare direi avere del tempo libero. Per far che ? Per lavorare in giardino. Lavorare di meno per lavorare di più. Da matti, certo. L'ho detto: GIARDINITE. In tutto ciò Mauro sta diventando molto bravo con le foto, non vi pare?


tulipani


il loro riflesso

7 commenti:

  1. ahahah bellissimo! Eccerto! Se fai la giardiniera mica puoi anche essere cuoca... Come ti capisco, io ho solo un terrazzo ma pienissimo di piante e ogni tanto penso a quelle persone (tante) che nel weekend ciondolano annoiate per le vie perchè non avrebbero nient'altro da fare. Io sento sempre che il weekend mi sta stretto non riesco mai a fare tutto quello che vorrei e la casa rimane sempre indietro :-)))
    La notizia buona è che per la giardinite non c'è cura, ma non si muore anzi si campa di più.
    Un abbraccio! Flota

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    1. Veramente io sarei proprio una cuoca, almeno nel contratto c'è scritto così, in questa fase della vita, e per esperienze passate, non per quella attuale, sono anche capace di cucinare benino, ma ora non m'importa niente. certi giorni sono anche talmente stanca che andrei in poltrona invece che cucinare. Ma non si può. Bisogna mangiare e io starei a guardare la ninfea che si apre , ad annusare le peonie , a vedere gli iris che schiudono il boccio e immaginare di che colore sarà...

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  2. È sicuro: giardinite acuta. La bella notizia è che NON si guarisce!

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  3. Hai esordito dicendo: sto lavorando. Mi sono messa a ridere perchè, da quando ti conosco, non ho visto altro che fermento in te e se lavorare è voce del verbo vivere, tu sei ben viva. Cerca di riposare, però.
    Mauro è bravo, sì, e anche a lui va il mio grazie. I tulipani riflessi sono una bella idea... fascinosa.
    Siete un bel tandem.
    Ciao!

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  4. Io in questi giorni ho l'Ortite. E anche io avrei bisogno di almeno un paio di cloni!!!
    Un abbraccio
    Francesca

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  5. non ho sentito parlare di "ORCHITE",son maschietto,Mauro,buona Pasqua

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  6. Brava a descrivere, brava a parlare di te!

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