martedì 30 settembre 2014

chiacchiere


L'ultimo post di foto di Mauro, quello sui cervi del bosco di Paneveggio, ha avuto un gran successo, naturalmente considerando la media delle visite a questo blog. La cosa mi infastidisce un pò, che si vada a vedere delle foto piuttosto che leggere degli scritti, ma lo so che è normale! Più facile e immediato vedere che leggere. 
Come va? Dice Sari che ogni tanto si affaccia a controllare come sto.
Cara Sari, durante gli ultimi mesi ho toccato con mano cosa significa il verbo invecchiare. Sono caduta un paio di volte, una volta al lavoro e un'altra durante una passeggiata. Due scivolate simmetriche, una di qua una di là. Mi sono tenuta con le braccia e mi sono rialzata subito, ma poi, nel corso dei giorni, hanno cominciato a farmi male sia il collo che le braccia. La notte è un'avventura girarsi nel letto. Una vecchia. Aggiungiamoci altri due o tre disturbi cronici o quasi e il quadro è completo. Fermarsi non è utile, se ci si ferma ci si immobilizza. Tutta colpa delle scarpe. Comprai queste scarpe in un negozio qua vicino e andai al lavoro con le scarpe nuove. La Giusi notò le scarpe e mi chiese quanto le avevo pagate. 49 euro, mi pareva tanto, ma speravo che durassero più delle ultime, che le avevo pagate poco e dopo tre mesi erano aperte come pesci con la bocca spalancata, con la suola scollata. La Giusi mi chiese se potevo domandare il prezzo delle New Balance della sua misura. E che sono le New Balance? Chiesi io. Il nostro cameriere napoletano mi guardò come se fossi completamente matta. "Che so' le New Balance? Ma sei scema? So' le scarpe che hai appena comprato, che hai ai piedi!"



Che ne so io che si chiamano New Balance! Che me ne importa come si chiamano, l'importante è camminarci bene, che mi durino abbastanza e anche non scivolare...











Io, per me, sono dell'idea che non dovrei essere io a pagare per avere addosso nomi o sigle, ma gli altri a pagare me per portarmi sui vestiti o sulle scarpe il nome di qualcun altro. Ogni tanto, spesso, in pizzeria facciamo queste scenette da teatro, involontariamente comiche.
 Un altro collega di pizzeria relativamente nuovo ha visitato il blog e ha detto che di tutto parla meno che di fiori e giardini. Ahimé!
Eppure posso assicurare che il giardino quest'anno è proprio bello. 
Non ho potuto fare grossi lavori ma ho tenuto in ordine. Ora, con tutta l'acqua dell'estate, fioriscono i settembrini e gli anemoni del Giappone, i solanum e le salvie microphilla, e ancora le gaillardie...Per ora non posso fare che questo, mettere qualche foto di un giardino che sopravvive nonostante tutto.

4 commenti:

  1. Tu, come tutte le persone che ti somigliano, sommerai anni ma non invecchierai. Per come la penso, non sono da considerare preoccupanti le cadute ma la demoralizzazione che le accompagna, da quelle sì che occorre guardarsi.
    Capita a tutti di cadere... pensa ai giovani che si fanno molto male ma sanno ridere dei gessi, delle stampelle e anche dell'accaduto perchè sono certi (certi!) che tutto passerà per non accadere mai più. Noi invece pensiamo a "stare attenti, più attenti" (come fossimo sventate) caricandoci di un'ansia che peggiora le cose.
    Beh, una cosa che funziona egregiamente l'hai e sono i riflessi... che prontezza hai avuto nel trovare un appiglio.

    Di' al tuo collega che in giardino sbocciano gli argomenti migliori. :)))

    Mauro, che foto!

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  2. Non ti preoccupare: si cade a rutte le età. Alla nostra, forse, un po' di più. Ma perché abbiamo la testa piena di idee, di progetti, di sogni e di ricordi, forse, ancora di più che da giovani.
    Buona giornata e buon giardinaggio e complimenti a Mauro per le foto!

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  3. Come si fa a non guardare queste foto! Sono splendide! E' guardando queste foto che io mi immagino il tuo giardino, e mentre tu parli di "scarpe" io vedo il tuo laghetto, con i rossi dei pesci,
    i gialli degli helianthus (?), tutte le tonalità dei rosa-lilla degli aster, l'aria dell'autunno che avanza
    con la sua aria trasparente e malinconica, le giornate che si accorciano e....gli anni che passano.
    I tuoi racconti comprendono anche il tuo giardino, anche se tu non ne parli, perchè, a parer mio, fa parte di te, come la pizzeria, le amiche, i viaggi, la famiglia ecc. .e tutto si intravede nelle tue parole. Ciao ciao

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    1. Sì, sì, è come dici Loretta... hai "fotografato" anche il mio sentire.

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