martedì 22 aprile 2014

Uccelli e gatti

Non è per niente facile acchiappare in una foto un rigogolo, uccello grande più o meno come un merlo, ma con il petto giallo.



Quando si dorme sotto il glicine, sul tappeto di foglie asciutte, si va d'accordo. Di solito quello nero, Orazio, insegue la micia.


Qui siamo veramente molto in alto, dove arrivano pochissimi. Un giorno ho detto a Mauro che avrei voluto provare ad essere una poiana per vedere le cose da lassù, sentirmi sostenuta dalle correnti ed essere per un pò un rapace. Lui disse che poi non avrei voluto tornare indietro.

venerdì 18 aprile 2014

Rane, fiori...oops! Il fotografo!

la rana nel latte.... sembra latte, ma non lo è, è brodo primordiale






dovrei pulire questa finestra, ma ora ho troppo da fare


troppo grandi troppo belle troppo di tutto, ma durano solo qualche giorno


chicchissimo!

martedì 15 aprile 2014

GIARDINITE 2

Sto lavorando. E' quel periodo dell'anno che mi dovrei fare in quattro per tutte le cose che c'è da fare: una delle quattro dovrebbe lavorare in casa, per non vivere come barboni, la seconda in pizzeria a lavorare per la pagnotta, la terza a lavorare in giardino, che ce l'hai a fare il giardino se non è in ordine quando è più bello?,  e la quarta nell'oliveto, per avere l'olio a novembre o almeno provarci. Quattro che lavorano in un modo faticoso e pressante. Qui ci siamo io e Mauro, che fa anche altre cose. Ne mancano due e cerchiamo di rimediare all'assenza, col risultato che io qualche volta la sera dormo in piedi.
Per fortuna che il lavoro in pizzeria è ripetitivo e impegna solo in parte il cervello. Si è rotto il filo dell'avviamento del tagliaerba e Mauro ha provato a sostituirlo, poi l'ha portato a accomodare. Sono rimasta senza aggeggio per qualche giorno e già c'era uno sconfortante effetto giungla. Mi ero fatta un regalo, dopo trent'anni in campagna avevo comprato una sega circolare per tagliare la legna, attrezzo molto femminile e amato dalle donne, come è noto...
L'ha montato Mauro con un amico, l'abbiamo provato e funzionava bene. Il giorno dopo non funzionava più. Ahi noi! Tornato dal venditore, lì la sega vigliacchissima funzionava. Ora deve tornare di nuovo qui. Monta e smonta, porta qua e porta là, un sacco di tempo perso. Intanto, siccome quest'anno lavorando tanto siamo avanti con i lavori all'aperto, mi sono messa a ripulire un confine dove non avevamo messo mai le mani. Che soddisfazione vedere crollare a terra montagne di rovi secchi e edera arborea! Ho gli avambracci che sembra mi sia torturata per i graffi, nonostante i guanti, ma il lavoro è stato grandioso. 

E' di questo che volevo parlare oggi, i confini. Il giardino è moltissimo "ordine", nel senso che se guardi un giardino ordinato ne ricavi una sensazione di pace e bellezza. Non troppo ordinato. Troppo ordinato, per me, è effetto lager. E in questo ordine sono importanti i confini, i limiti. Se il prato è tagliato e i limiti rifilati con la vanga, come faccio io, si ha questa bella sensazione, anche quando si permette ad una pianta, o più di una, di varcare il confine e spargersi sull'erba. Significa che c'è un limite, una regola, ma si concede a qualcuno di ignorarla, di andare oltre. La situazione resta sotto controllo e non c'è rivoluzione. Il prato tagliato, anche un similprato come il mio che nessuno ha seminato e arieggiato e ci nasce quello che gli pare, è uno sfondo adatto per far emergere tutto ciò che emerge adesso e cioè veramente quasi tutto, peonie arbustive, peonie erbacee in boccio, ultimi tulipani, i ceanothus che stanno per esplodere le palline blu, il maggiociondolo che stavolta è pieno di fiori e tanto altro. All'ombra una Phuopsis stylosa, regalo di Valeria del Posto delle Margherite, è diventata molto grande e prepara le palline rosa. Non vedo l'ora!

In tutto questo Mauro arriva e dice "Che c'è per pranzo?"
Ma niente, non c'è niente per pranzo. Se tua moglie ha la giardinite a primavera non le interessa di mangiare, e il problema non è solo del marito frustrato, ma anche di lei che ingrassa perché mangia qualunque cosa, non fa più nessuna selezione, il cervello è orientato solo al lavoro in giardino. In questo esatto momento se mi chiedono che vorresti fare direi avere del tempo libero. Per far che ? Per lavorare in giardino. Lavorare di meno per lavorare di più. Da matti, certo. L'ho detto: GIARDINITE. In tutto ciò Mauro sta diventando molto bravo con le foto, non vi pare?


tulipani


il loro riflesso