domenica 12 luglio 2015

Sergio e Margherita

Abbiamo un amico, Sergio, che ha la passione dei motori. Come tutte le storie umane ha degli aspetti contraddittori e sono quelli che fanno sorridere. Sergio e sua moglie, la Margherita, dopo sposati hanno aderito, come laici, ad una specie di ordine religioso, non saprei come chiamarlo altrimenti,  e ora vivono nella foresteria di un convento e si occupano dell'accoglienza. Sergio non lo vedo da anni, benché abitino non tanto lontano da qui. La Margherita, l'ultima volta che l'ho vista, mi ha lasciato una magnifica impressione, quelle impressioni di un attimo, quando cogli quasi solo l'essenziale ed è un senso di pienezza, di pace e di maturità che configura una bellezza profonda e conquistata.  Proprio così. 
Sergio aveva la passione dei motori fino da ragazzino e con mio marito, ragazzo anche lui, modificavano i motori dei motorini e delle moto, li "truccavano", ma loro dicevano che li allargavano. Sergio ha un temperamento collerico, di quelli che prendono fuoco in un attimo, ha anche i capelli rossi, e quando non gli riusciva di svitare un bullone o ottenere il risultato che voleva, prendeva a martellate il motore su cui stava lavorando. Questa cosa la faceva anche una delle mie figliole da piccola, quando non le riusciva di far funzionare un giocattolo meccanico, si arrabbiava subito e lo sbatteva forte per terra. Ogni volta che Mauro racconta di Sergio ride e poi piange dal ridere. Dice che era come un piccolo dio Thor arrabbiato. La nonna di Sergio, a sentire tutte quelle botte e quel fragore metallico, arrivava piagnucolando a vedere che succedeva e Sergino la mandava via imprecando. Ora capite che fa ridere uno che, tanti anni fa, mandava via la nonna bestemmiando e ora vive nella foresteria di un convento e in sagrestia tiene la moto, nascosta, si fa per dire, sotto un panno. Ogni tanto fa un giro o un vero viaggio, pare che sia stato a Santiago di Compostela, ma siccome era in moto, ci ha messo pochissimo a fare il tragitto e non si capisce che l'abbia fatto a fare. Una volta Mauro gli ha chiesto che c'entra la moto con la chiesa e con Dio, insomma con la vita che si è scelto, e Sergio ha detto che anche nei motori c'è Dio.
E' così, è una storia che avevo già raccontato tanto tempo fa, ma ora mi torna in mente. Gli uomini sono animali, gli animali sono parte della natura, natura anche loro; questa natura, per chi crede, proviene da Dio, Dio quindi pervade ogni attività umana, anche quelle che sembrano più lontane da Lui, e, per Sergio, Dio è nei motori, nello smontaggio e rimontaggio delle macchine. Nell'attenzione amorosa con cui ci si dispone al lavoro c'è Dio. 
Leggere "lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta".
Per me questo succede col giardino. E anche con altre cose. 

Ciao Sergio e ciao Margherita.

3 commenti:

  1. Ogni attività è regolata da un ordine e in questo si può vedere Dio ma penso che il servizio al convento serva loro soprattutto per staccarsi dalla vita frenetica e vivere maggiormente in pace.
    Che piacere leggerti nuovamente...

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  2. Un Dio delle piccole e delle grandi cose! Come sempre ci fai riflettere!

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  3. Sergio ha ragione, anche nei motori c'è Dio. Dio è ovunque!!!
    Un abbraccio
    Francesca

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