venerdì 21 agosto 2015

Incontro notturno, violento e molto ravvicinato con un cinghiale


La notte scorsa ho investito un cinghiale. Penserete che sia successo qua in campagna, per una di queste strade secondarie con i campi o il bosco intorno. No. 
Uscivo tardi dalla pizzeria, era quasi l'una e percorrevo un viale di città dove di sabato c'è il mercato della frutta e dei fiori. Io non corro mai e forse potevo andare ad una velocità di sessanta chilometri l'ora, più o meno. Non l'ho visto arrivare, mi sono resa conto che NON SI VEDONO e te li trovi fra le ruote. C'è stato un urto forte e la sensazione di trascinare e far rotolare qualcosa o qualcuno... neanche il tempo di aver paura che ho visto un animale rotolare davvero dall'altra parte del viale, chiaro alla luce dei fari. Per prima cosa mi è venuto in mente il mio caro cane Chicco, morto nel 2010, e non poteva essere lui; poi il cane della signora con cui lavoro che, uscendo dalla pizzeria, lo porta proprio a quell'ora a fare la pipì. "Ho investito il cane della Giusi!" Poi la mia mente ha finalmente smesso di interpretare e ho visto che era un grosso cinghiale che avevo urtato con violenza e  fatto rotolare lontano. Ero ferma e non potevo neanche scendere dalla macchina e andare a vedere come stava, magari mi mordeva.  Intanto quello si è rialzato, non so con quanto dolore addosso, ed è sparito nel buio oltre il fascio di luce dei lampioni. Non so dire com'ero, non tanto spaventata, è stata una cosa di pochi attimi, anche se lì per lì sembrava un tempo sospeso e lunghissimo, ma impressionata sì, parecchio. Ho cercato di ripartire e non mi entrava la marcia. Poi sono partita e solo dopo un pò mi è venuto da piangere, per quella bestiona travolta e non so quanto danneggiata. E' vero, ce ne sono troppi, vengono fino in città e qualcun altro direbbe "Bene! Lo dovevi ammazzare!" Conosco gente che fa questo genere di discorsi. Ma una creatura è una creatura e mi sono sentita molto male per questo incidente. Molti anni fa, questa cosa l'ho già scritta, dissi in un incontro pubblico che si doveva ribaltare  il concetto di parco naturale, o area protetta: si dovevano chiudere gli uomini, che producono tanti danni, nelle loro aree protette, che sono le città, e lasciare il resto alle altre creature. 
Per questo Enrico Valentini mi disse che ero una verde komeinista.
Mi viene ancora un sorriso e un pensiero affettuoso per Enrico.
Ecco che ci siamo arrivati : abbiamo la fauna selvatica fino in città con tutte le conseguenze del caso. E fra poco Mauro andrà a vedere se non si è danneggiata l'auto.

2 commenti:

  1. Due anni fa ero in campagna, dopo cena si stava a chiacchierare in veranda. Sentiamo uno sfrascare, dopo due minuti vediamo un grosso cinghiale che stava fermo a guardarci. Sarà stato a dieci metri da noi. Le voci, le luci non lo avevano spaventato: era curioso. Ci osservava, ci ascoltava. Credo che un paio di giorni dopo sia finito sotto le schioppettate del nostro vicino, passeggiava anche nei paraggi di casa loro. Quel bestione dotato di una caratteristica che tendiamo a ritenere esclusiva di noi umani, la curiosità, mi è rimasto in mente, anzi posso ben dire che non me lo scorderò mai. Ciononostante, i cinghiali secondo me vanno decimati. Sono per la riapertura a oltranza della caccia.

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  2. A oltranza no... cara Paola. Mio suocero fa parte di una squadra di caccia al cinghiale in Liguria e mi dice sempre che ce ne sono davvero tanti. Si riproducono molto velocemente, è vero, e provocano anche molti danni. A volte attaccano l'uomo, ma solo per difesa, soprattutto dei cuccioli... A oltranza, mai!!! Ma certo una regolamentazione che aiuti a contenerne il numero non sarebbe del tutto da condannare.
    Speriamo che il cinghiale investito adesso stia bene!!!
    Un abbraccio
    Francesca

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