venerdì 30 ottobre 2015

Progetti d'autunno: mancanza, desiderio, limite









Frutti e fiori: non è questo l'autunno?
Se potessi concordare col Principale un modello di autunno da ripetere nei prossimi anni per la nostra zona ( solo per la nostra, escludendo tutte le varie alluvioni che, negli stessi giorni, hanno devastato tante parti d'Italia) questo ultimo che stiamo vivendo  sarebbe desiderabile. Acqua in misura giusta, temperature accettabili, va bene anche un pochino più fresco, già dalla fine di agosto ho di nuovo un pratino verde e avrei tanti fiori in più se avessi potuto dedicarmi alla semina. Tante piantine sono nate da sole, verbena bonariensis, gaillardia, teucrium hircanum, campanule ... e dovrò trovare per loro dei posti adatti. Espandere il giardino. Colori, i colori sono cibo per l'anima, e fra poco ci sarà molto grigio, così  ora bisogna fare il pieno, per affrontare l'inverno. Tutto questo ha contribuito a tenermi il morale un pò sopra il limite di guardia. Sono stata malata qualche giorno. Ma naturalmente sono andata lo stesso a lavorare, non spiego perché. Poi è venuta la mia amica Antoinette a trovarmi. Le sue visite mi fanno bene, perché siamo in sintonia; se è critica, lo è in modo incoraggiante e in generale condividiamo lo stesso modo di pensare riguardo al giardino. Ogni volta osserva che tutto è cresciuto, si è allargato, è maturato. Lo vedo anch'io, ma attraverso i suoi occhi sembra più vero. Il giardino, ad un certo punto, sembra che diventi un essere vivente autonomo, che comincia ad esprimere una propria "volontà": va per di qua e non per di là dove vorrei io,  fa vedere dove sbaglio, ma dove faccio bene il risultato sorprende. 

Un paio di sabati fa ho seguito una lezione ...antropologica? filosofica? tutt'e e due? Comunque molto appassionata, tenuta da Padre Alfredo Feretti, sull'uomo. 

L'uomo è mancanza. Chi non ha sperimentato il vuoto interiore che chiede di essere riempito? Un buco, sembra di avere dentro un buco senza fondo, non sempre doloroso, ma avido di contenuti, poi dipende dalle persone, c'è chi lo riempie cucendo cuscini a forma di cuore, c'è chi va a volare col deltaplano. 

L'uomo è desiderio. Il desiderio viene dopo la mancanza, appena cominci a riempire il tuo spazio vuoto cominci a desiderare. Io di solito dico che siamo sognatori pieni di progetti, fino alla fine; se uno smette di sognare, e quindi di desiderare, significa che è seriamente depresso, oppure certo di morire fra breve. 

La sensazione del buco incolmabile dentro di sé, e il desiderio  fanno soffrire, per questo il buddismo dice di lasciare i desideri. Ma non c'è dubbio, il desiderio fa parte di noi, è la spinta che ci anima. Mancanza, desiderio, e limite. Anche il limite ha un grande significato da esplorare, per cercare il proprio, superandolo continuamente, anche di un solo millimetro, ma anche per conoscerlo, per non imbarcarsi in imprese oltre i nostri limiti che ci fanno disperdere le forze oppure ci fanno perdere letteralmente, come quando Ulisse ripartì da Itaca per trovare il confine del mondo e andare oltre. Non tornò più a casa. 
L'autunno per me è la stagione dei desideri, riguardo al giardino. Mi nascono in testa tanti progetti, alcuni li realizzerò, forse, altri resteranno come polverosi strati di sogni inutili, che ritroverò negli anni prossimi e mi stupirò del lavorio che ho dedicato a quell'idea abbandonata.






giovedì 29 ottobre 2015

Stapelia e suggestioni di inizio autunno









 Nella prime due foto si vede il fiore di una stapelia. La prima è mia, la seconda foto l'ho trovata in rete, bellina, vero? Non resisto, quando trovo una pianta molto stramba la devo comprare, e questa è proprio stramba, con quel fiore con la ciambella che sembra di plastica. La prima stapelia che ho avuto me la regalò la Concetta, una mia amica molto cara che portava dalla Sicilia, alla fine dell'estate, piante grasse di ogni genere. Erano tanti anni fa, più di trenta. Una volta fiorita il fiore era bello e strano, sembrava una stella tagliata da un sarto in una pelle di rospo, e puzzava. Puzzava di marcio e venivano perfino le mosche. Trovai le prime informazioni: le stapelie infatti vengono impollinate non dalle gentili e pulitissime api, ma dagli insetti necrofagi, o necrofili, insomma quelli a cui piacciono cacche e cadaveri. 
Ricordo il mio babbo che rideva, stupito dalla bellezza del fiore e divertito, quando gli raccontavo il modo di vivere opportunista e per niente leggiadro  della bella stapelia. Doveva ricordargli certi suoi conoscenti, gente che, pur di arricchirsi. metteva le mani nelle cose più schifose. (Mi viene in mente quel giro di mazzette che venivano chiamate antinfiammatori... parlavano di medicine, invece erano soldi e, sotto un certo aspetto, merda. )  Tornando alle stapelie la loro strategia è di far affidamento sull'impollinatore che sarà certamente presente al momento della fioritura e chi più affidabile delle mosche?  Le mosche ci sono sempre, dappertutto, il loro incarico è di smontare la sostanza vivente appena l'anima parte o il progetto vitale è concluso. Come si fa ad attirare le mosche? Si prende l'aspetto di qualcosa che si sta decomponendo e si puzza.
Lo scorso anno ho avuto una stapelia che aveva il fiore marrone scuro e odore di olio rancido. Trés chic. Ma l'ho persa. Si perdono in inverno, con grande facilità, avrebbero bisogno di un posto luminoso, asciutto ma non secco, moderate annaffiature, molta attenzione, luce, per svernare. Da me spesso qualcosa va storto e le perdo. 

lunedì 12 ottobre 2015

Libellula mimetica.

Non si chiama libellula mimetica, ma lo è! Dovunque si posi si confonde nello sfondo e non si vede più. Per tutto il periodo caldissimo sulla vasca dei pesci non c'erano più libellule, solo vespe e calabroni che venivano a bere. Ora sono tornate, quella rossa e questa che è molto grande, almeno dieci centimetri, e curiosa.  Ci segue come un animale da compagnia, o forse come un poliziotto di pattuglia, e viene  a vedere che si fa in casa. Da bambina avrei avuto paura o ribrezzo di questi animali, ora perfino mi attirano!
Vengono perché c'è la vasca che si vede nelle foto, con la superficie dell'acqua ormai quasi coperta dalle foglie delle ninfee.  Prendono subito possesso dello spazio e si vede che si sentono padroni, volano in perlustrazione e combattono con altri individui della stessa specie che provano a insediarsi nello stesso posto. Poi volano intorno a vedere che si fa. E' proprio bello averle qui. Nell'ultima foto vedete lo stagno com'era all'inizio: come può evolvere un giardino.

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giovedì 1 ottobre 2015


L'estate è appena conclusa, e la mia presenza in giardino è stata limitata, a causa del caldo e della presenza massiccia di zanzare di ogni tipo e dimensione, che non si riesce a tenere lontane neanche con gli spray repellenti. Lavorare diventa davvero difficile, fra il caldo, i pizzichi e il prurito. Quindi non so come sia potuto succedere, ma ora il mio giardinino è veramente molto bello. Ci ho lavorato solo un pò, non tanto come sarebbe stato necessario, ma ci sono state alcune piogge al momento giusto e ora ripaga con un aspetto  verde e pieno. E' il momento dei settembrini, che sono presenti in molte sfumature dal rosa al viola, sfumature che si sono create a partire da tre colori iniziali. Nelle foto non si possono vedere bene, ma si vede quest'effetto di ordine e ripetizione delle forme che è molto grazioso.