giovedì 7 gennaio 2016

Inoltrarsi nel 2016: lo so, Gianni, che non si può evitare, che non possiamo scegliere se farlo o non farlo e neanche fermarsi a guardare e a riflettere: andate avanti voi, io vengo fra pochino... Mi piaceva l'immagine, di tutti noi che ci teniamo in contatto e ci inoltriamo in un mare che conosciamo solo bracciata dopo bracciata, un'acqua che diventa familiare solo mentre la percorriamo e facilmente può diventare tempesta e sommergerci per sempre. Questo anno nuovo comincia mica tanto bene: stanotte non riuscivo a addormentarmi,  il coreano matto che fa scoppiare atomiche causando terremoti, ma gli americani dicono che non è vero, e come fanno a saperlo. Mille uomini, nordafricani o no, importa poco, che molestano derubano e stuprano donne in piazza per l'ultimo dell'anno a Colonia, chissà perché, trovo questa notizia orribile. USA: una fuoruscita di gas metano da un serbatoio di stoccaggio che da novembre scorso emette tonnellate di questa roba: ma non avevamo fatto un accordo sul clima?
La mia figlia grande riparte per studiare: sarà lontanissima, non la vedremo per mesi, se non nello schermo del computer. L'ho sempre incoraggiata io ad andarsene, ma non ho mai detto che non mi avrebbe fatto male. E tutto il resto. Cercherò di tenere in vista un ricordo del Natale: un talismano per l'anno nuovo.

3 commenti:

  1. Anche io ho un figlio lontano e poi tutti ricominciano e se ne vanno!L'unico che torna sempre è il nipotino!Bella l'idea di tenersi un ricordo del natale:io so già quale!
    Grazie!

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  2. Tutti i pensieri che non ti fanno dormire.
    Ed una figlia che parte.
    Un mondo super affollato di persone e sofferenza.
    E tu che devi ancora fare i turni in pizzeria.
    E le piante che vorrebbero ancora di più le tue cure.
    Forse bisogna nascondere i brutti pensieri e sorridere a quel po' di fortuna di avere un tetto sulla testa e stare bene in salute....
    Qual è il senso della vita?
    Ci penserò domani... si diceva nel film "via col vento".
    E Buon anno anche ai proprietari di ristoranti!

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  3. dovrei essere abituata alle figlie che partono...Giulia è andata via che aveva 19 anni, per fare l'università a Bologna...ora ne ha quasi 33...ha vissuto un po' ovunque, ora è in Friuli con una compagno e due bambini..
    ora è qua a Genova, un po' a casa di mamma.....e mi accorgo che, se il cervello è abituata a tutto ciò(...dopo di lei se n'è andata pure sua sorella, sempre per l'università...sempre per la voglia di libertà ed indipendenza), la mia PANCIA ancora sta male e mi viene voglia di dirle " copriti, non prendere freddo..."
    ...come mi dicono i miei figli....." ci avete insegnato per tutta la vita l'importanza delle nostre scelte e dell'autonomia..." tutto vero. ma come spiegare loro che poi, emotivamente, è difficile e duro e che vorrei sempre le loro manine tra le mie?
    un abbraccio
    Emanuela

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