martedì 1 marzo 2016

Una clivia, profumi e rospi innamorati

Uno di questi giorni asciutti, in una pausa della pioggia, ho lavorato all'aperto. Mauro e la Holly erano a fare un giro, io ero sola in giardino. C'è una quantità di lavoro esagerata e cerco di affrettarmi. Lavoravo in silenzio e a un certo punto ho sentito un rumore di foglie e rami smossi: che succede? Ho chiamato il gatto, pensavo fosse uno dei gatti, ma non mi ha risposto. Di solito rispondono. Sono andata vedere, perché il rumore continuava. C'è della roba ammucchiata accanto al cancello dei campi e in mezzo, al riparo, tre rospi erano ammucchiati anche loro. Una grossa rospa con sul dorso un rospetto più piccolo, ben attaccato, che mentre si accoppiava, perché presumo facessero questo, emetteva un suono gentile molto adatto all'occasione. "Così anche i rospi hanno una voce" ho pensato. Imparo sempre qualcosa di nuovo. Un altro rospetto si stava allontanando. E' primavera, non c'è che dire. Qualche giorno fa mia figlia, che non veniva da un pò, ha osservato che qui era già evidente la nuova stagione, c'erano già dei fiori. Fiori ce n'erano, ma tipicamente invernali; ellebori e lonicera, in piena fioritura. Ma ora anche il mandorlo amaro è fiorito, in rosa, e i narcisi e i giacinti, e le violette mammole. La clematis Armandii, che Dio ce la conservi, apre anche lei i suoi numerosissimi bocci, drappeggiata sulla rete di recinzione. Che meraviglia! Il mandorlo è cresciuto, ha cambiato forma. Stamani sono andata da un'amica: domani è il suo compleanno, e le ho portato in regalo l'ultimo libro di Pia Pera, "Al giardino ancora non l'ho detto". Intanto io leggo "L'orto di un perdigiorno" e mi sembra, come con altre persone, di aver trovato un'altra sorella, certi pensieri scritti li ho avuti anch'io, negli anni, uguali uguali. 
In giardino, dalla mia amica, un profumo forte di miele, che faceva  sciogliere e scaldare il cuore: un susino bordeau, il prunus cerasifera Pissardii. Una nuvola di fiorellini e profumo.
Qualche anno fa la Loretta del Roseto in via Cerreto mi portò una clivia, che anche quest'anno è fiorita al riparo in casa, davanti al finestrone di cucina. Un fiore bello, arancio, pieno e fitto e anche profumato, e già mi rammaricavo perché cominciava appena ad appassire. Stamani la sorpresa: accanto a quello ce n'è un altro che comincia ad uscire dal rifugio delle foglie. Quando ti regalano una pianta succede così, che ogni volta che la guardi pensi alla persona che te l'ha donata: Grazie Loretta!

4 commenti:

  1. Questo post è una pulita ventata di primavera, respirata dalla prima all'ultima riga.
    Naturalmente sono andata a vedere cos'è la Clematis Armandii e sì, è proprio una bella pianta e credo debba dare tante soddisfazioni. Se mai avrò un giardino...
    Ciao.

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  2. Il regalo di una pianta è per me il più bello.
    Il giorno del nostro matrimonio...per un compleanno...per un anniversario...per una nascita o per una morte.
    Amo regalare piante.
    Amo quando mi regalano piante.
    Ciao
    A.A.

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  3. Ciao Lorenza mi fa piacere che la tua clivia sia fiorita.
    E' sempre un piacere leggerti. A presto.

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  4. Oh che meraviglia il giardino in questa stagione.... ogni giorno un progresso. Che bel post e che dire io sono praticamente innamorata di Pia Pera, fedele lettrice dei suoi libri ma anche dei suoi interventi su Gardenia : una Donna splendida!!!! Sto diffondendo il suo ultimo libro ovunque :D

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