lunedì 6 marzo 2017

Un mandorlo fiorito, cianuro di potassio, la chimica in versi

Il mandorlo è fiorito e non me ne sono accorta. Avevo visto che si preparava nonostante il freddo, le gemme gonfiavano e diventavano verdi, ma gli ultimi passaggi li ho persi, e pensare che solo ieri sono andata a mettere la cenere nel compost. Si vede che tenevo gli occhi a terra. Mauro stamani ha aperto la finestra e ha esclamato: "Come è bello quel color rosa del mandorlo!"
 L'aria è molto grigia e piove, fine fine, ma il mandorlo è fiorito di rosa. I mandorli, diceva la mia mamma, si riconoscono perché fanno fiori bianchi: i peschi, rosa. Questa la differenza. Secondo lei!
Questo mandorlo, invece, fa fiori rosa, e mandorle che restano vestite anche quando cadono a terra mature, con semi spesso amari e molto profumati. Le mandorle amare, diceva mia madre, attenzione!, che contengono cianuro, non tanto, un pochino. Senti l'odore forte? Questo è l'odore del cianuro di potassio, un veleno terribile, lo dicono sempre nei libri gialli: si sente odore, nel bicchiere avvelenato, di mandorle amare! La mia mamma era molto fantasiosa e sapeva un sacco di cose. Aveva studiato chimica a scuola, non si sapeva esattamente quale scuola, certe cose, lei che pure era una grande narratrice, era bravissima a non dirle o a non fartele capire. Diceva che aveva studiato la chimica in versi, e di questa declamava un pezzetto sul cloro, che ricordo a memoria:

"Verde giallognolo, di odor non grato,
è un gas venefico che ci vien dato
quando il clorodrico viene alle prese
con il biossido di manganese"

Declamava con voce chiara, e io me ne ricordo come di una poesia. Esiste davvero, questa chimica in versi, di un signore che si chiamava Alberto Cavaliere, che studiò chimica senza trasporto, ma poi le dedicò un poema scientifico che credo si dovrebbe studiare anche ora e renderebbe le cose più assimilabili a certi studenti resistenti. Ecco la dedica all'inizio del poema:

All'Ingegner Pomilio,
che avendomi nel suo stabilimento
per fabbricar la soda col mio ausilio
per poco non andava a fallimento,
Alberto Cavaliere dedicò

Ogni tanto, ogni giorno, penso ai miei, ma non vado al cimitero. Quando ci sono andata mi sono sentita un'idiota, non li penso di più ad andar lì e non mi piace portare fiori ad appassire. La mia è una memoria viva, talvolta polemica e dolorosa, ma quasi una presenza. Quando lavoro in giardino penso che alla mamma e al babbo sarebbe piaciuto vedere cosa ho fatto. Lei direbbe: te l'avevo detto di non mettere questo gigante nel mezzo, toglie la visuale!
Lui direbbe: che t'importa della visuale, se ti sposti di un metro vedi tutto lo stesso, e questo gigante è meraviglioso. Opinioni molto diverse.

Mi piacerebbe fargli vedere la clematis Armandii. Chiederò a Mauro di fare qualche foto, fra poco sarà tutta in fiore. E' enorme e sta un pò impiccata sulla rete che da sulla stradina. Non so come riesce a continuare a crescere, ogni tanto le do un pochino di concime, ma la terra in cui vive è una striscia sottile nella zona d'ingresso dove mettiamo le auto. E' una delle mie creature preferite, colsi un pezzetto da un ramo che ciondolava da un muro, in pieno centro ad Arezzo, lo portai con me dove lavoravo, e lo misi in un bicchier d'acqua, la sera lo portai a casa e di nuovo nell'acqua, solo il giorno dopo lo cacciai in un vasetto con la terra. Incredibile a dirsi la talea funzionò e siamo ancora insieme dopo 13  anni.
All'altra rete, quella che divide dall'oliveto, l'anno scorso ho messo delle piccole forsizie che mi dato la mia amica Maxi, fra pochino fioriscono anche loro. Devo ricordarmi che fra un paio d'anni anche loro saranno triplicate!

L'acqua della vasca già da un mese si muove, nel senso che sembra ci sia dentro un'unica cosa molto grossa, invece sono soprattutto rospi e rane innamorati. Perdono la testa! Si vedono la rospa e il rospetto (il maschio è più piccolo) avvinghiati, appena nascosti sotto un ciuffo di salvia, e il maschio emette suoni gentili che non ti aspetteresti da una bestiola piuttosto bruttoccia. E' un triste amplesso disperato, già sotto il cielo freddo di febbraio, fra creature infreddolite e grigiastre. Di pesci ne sono rimasti 8 su tredici. Cinque li ha mangiati l'airone.
Speriamo si facciano furbi.


sabato 4 marzo 2017

Dimensioni, potature, Lonicera Fragrantissima, Scapoli, riacutizzarsi della giardinite

E' stato, qui da noi, un inverno vero, freddo, ma abbastanza asciutto, non come nelle zone del terremoto dove sono caduti metri di neve. Una persona che conoscevo diceva  in casi di questo genere, "Botte agli zoppi", intendendo che il terremoto non bastava.
Un vero inverno con temperature basse e piante che non so se sono sopravvissute. Alcune succulente (succulente: una volta si diceva grasse) sono morte. Diverse notti di seguito con parecchi gradi sotto zero hanno fatto il danno. Un'amica mi aveva regalato un'alocasia, o forse colocasia,  piante con le foglione, che avevo diviso e avevo fatto due bei vasi: ora sono lessate dal freddo e non so se ributteranno dalla radici, se non si sono lessate anche quelle. 
Il giardino è andato per conto suo, e ho perso quel pò di controllo che avevo. Alcune piante hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli, inadatte ai piccoli campi terrazzati. Mi sembra adesso di coltivare alcuni giganti e che sia sparito il disegno che avevo tentato di creare. Il Phormium è diventato gigantesco, più alto di me e l'avevo messo proprio nel mezzo, in un punto riparato, perché altrove non cresceva. Ora cresce! Il mirto è diventato un boschetto, più volte potato ricaccia più grande di prima. La buddleia weyeriana è un albero. Anche la buddleia bianca che profuma di vaniglia è ormai un albero quasi minaccioso e non un grazioso arbusto. I ceanothus sono esagerati. Ricordarsi sempre, cara Vitamina, (sono io),  che le piante non sono di plastica: crescono, e non si mai quanto, precisamente, e occorre lasciare uno spazio adeguato, intorno, a disposizione, per non essere costretti a potare e striminzire. A me le piante piacciono libere, che si esprimano. Sono pochissime quelle che restano belle anche sotto potature continue e drastiche, e anzi, lavande e santoline ne hanno proprio bisogno per non presentarsi sciatte e disordinate. Le tengo potate a palla o semisfera, le santoline come mucchietti che si intersecano. Anche la ballota sopporta e forse gradisce la potatura, che è piuttosto, per lei, una pulitura. E perfino il teucrium fruticans. Ma forsizie, kolkwitzie, philadelfi, lillà e tantissimi altri arbusti se li poti tanto e/o al momento sbagliato non solo comprometti le fioriture, ma togli ogni grazia.

Una volta, in un giardino di rose visitato da migliaia di persone, ho visto una kolkwitzia potata e legata a un palo. Era proprio brutta, poverina. Che pianta è questa? Chiese una visitatrice. La persona che faceva da guida non lo sapeva. Era irriconoscibile. La kolkwitzia  a primavera inoltrata si carica di fiorellini rosa con la gola gialla, come piccole digitali, così tanti da farle arcuare i rami per il peso. 
In quel periodo (breve) è bellissima, ma per avere quella bellezza bsogna potarla esclusivamente dopo la fioritura, e non molto, solo togliere il vecchio e il secco. Per il resto bisogna lasciarla in pace. Quella del roseto era stata massacrata e perfino legata quasi come un salame a un palo. E' vero che è un roseto, e le protagoniste sono le rose, ma un pò di garbo con le altre piante non guasta, sennò non sembra un giardino, ma un catalogo.

Le piante di lonicera fragrantissima, qui da me, sono due, adesso, e la figlia sta diventando grande quasi come la madre. Sono la gioia dell'inverno, col loro profumo e i loro fittissimi fiorellini color crema. La lonicera fragrantissima la prima volta che la vedi pensi che non sa di niente e non la compri. Bisogna che qualcuno, come il giovane moschettiere della Botanica La Romola, te la imponga quasi, dicendoti che è facile, che profuma, che resiste a tutte le temperature, che in un giardino non può mancare... La comprai non tanto convinta. La prima volta che fiorisce, a sentire quel buon profumo di pulito, fai un sorrisino, senti ma buono, pensi,  anche se quei fiorellini color crema, presi uno per uno, non sanno di granché; ma tutti insieme... son graziosi, poi in inverno, durante tutto l'inverno, perché veramente fiorisce da novembre fino a primavera e poi fa delle graziose bacche a forma di cuore (veramente a forma di cuore!), insomma in inverno non c'è quasi altro, ci sono bacche, e ellebori, e il calicanto, è vero, ma per il resto è inverno, freddo e spoglio. E c'è questa piantina senza foglie, tutta coperta di fiorellini color crema, profumatissimi, anche di notte quando rientro dal lavoro, anche sotto la neve, fiori che sembrano manine che si aprono. Piano piano ti innamori. Pensi con dolore alla primavera quando ci saranno tutte le altre ma lei non sarà più fiorita. La Lonicera Fragrantissima mi suggerisce sempre paragoni umani e letterari. Pensate a un romanzo dell'800, in cui un uomo sposa una donna in un matrimonio combinato, senza amarla, e poi scopre tutte le sue doti e le sue virtù, e se ne innamora. Finisce per trovarla bellissima.  Pensate a Jane Eyre, ecco. Non bella, ma da amare. 

Basta. Dico che solo che un vecchio post sulla Lonicera Fragrantissima, questo, nella modestia di questo blog, è uno dei più visitati.

Per il resto in giardino: tutto si muove, punte rossastre di peonie erbacee emergono dalla terra e diventano foglie, narcisi in boccio cominciano ad aprirsi, ciuffetti di scille e tulipani aspettano di emettere fiori, giacinti inselvatichiti fioriscono in rosa e blu, foglioline a forma di punta di freccia delle fritillarie meleagris spuntano fra le foglie secche del nocciòlo,  qualche croco sopravvissuto qua e là, foglie di iris che si allungano, violette mammole col loro profumo di marcio e paradiso, un cotogno del Giappone davvero molto disordinato apre fiori rosso fuoco...

Ho dei bulbi che trovai qui quando ci venimmo ad abitare, diciassette anni fa, quasi. (Oddio! Il tempo passa così rapido! E io prima di diventare davvero vecchia ho ancora tanto da fare in giardino!) Il primo inverno vennero su questi bei ciuffoni verdi di foglie tipo quelle dei giacinti e pensai che non fiorivano perché i bulbi si erano infittiti. Che fiori faranno? Ero proprio curiosa. Li trapiantai in giro, sciocca! Non hanno mai fiorito, ma si moltiplicano per via agamica, si dice. Fanno altri bulbi. Io li chiamo gli scapoli. Ora si direbbe i single, ma a me piace parlare italiano. Sono degli scapoli in buona salute, che non hanno bisogno di fiorire, cioè di amare e innamorarsi, che non fanno altro che foglie verdi succose e fresche, belline a modo loro, e poi spariscono sotto terra  e lì stanno per tutto il resto dell'anno. Maschi che non hanno bisogno di donne per riprodursi, che fanno una vita di gruppo da scapoli, e non hanno bisogno di fare neanche un fiore. Puah! Non so minimamente che roba siano. Solo che non riesco a eliminarli, mi riesce solo di diffonderli senza accorgermene. Ogni tanto ne butto un ciuffone fuori delle rete ai cinghiali, ghiotti di bulbi, ma mi pare che neanche loro li apprezzino.

Per finire: ho avuto un inverno abbastanza moscio e triste. Ora mi sta passando: sospetto che (in parte) sia questa forma grave e cronica di giardinite. Mi accorgo che ce l'ho in certe occasioni, tipo ieri, che sono andata alla Coop di Monte San Savino a fare un pò di spesa: lì di solito non hanno piante, o se ce l'hanno non meritano uno sguardo, invece ieri, proprio all'ingresso, c'era uno scaffale pieno.. mi hanno colpito le viti, e ho preso una piantina di uva sultanina. Quattro  euro e novanta, per non dire cinque. Non ho resistito, ho sentito quel piacevole fremito alla base della colonna vertebrale... accanto c'erano le peonie arbustive ad un prezzo basso, come resistere anche a quelle?, ne ho presa una bianca, ne avevo una bianca in un altro giardino, chissà se c'è ancora, come sarà bella, poi c'era una clematis montana, ho avuto anche quella in quell'altro posto, a fiori rosa, sempre a un buon prezzo, e una piccola magnolia, a quattro euro e cinquanta... mai provato a coltivare magnolie, questa costava davvero poco e posso provare... alla cassa mi sono accorta che il prezzo totale non era per niente indifferente. Ah, la giardinite! Meglio quella che fumare, certo.