giovedì 4 gennaio 2018

il gelsomino di San Silvestro



Qualcuno chiama "umido" i rifiuti di cucina. Umido mi sembra un brutto nome che sa già di putredine.  Io lo chiamo organico, mi piace di più e proprio ieri sono stata a vuotare il secchio dell'organico sul cumulo del composto. In estate ho fatto il composto per la prima volta fuori del cancello, nel primo presello, o terrazza, dell'oliveto. E' già un gran cumulo, e credo che la zona più vecchia sia quasi pronta da spargere sotto gli olivi.  Nella parte non fermentata si vede che ci hanno frugato i cinghiali. Gli altri anni mettevo anche la cenere nel composto, in inverno ne produciamo parecchia, ma ho deciso di smettere. La cenere è una sostanza fortemente alcalina, buona per le piante da frutto e da fiore, non contiene più il carbonio del legno, che bruciando se ne va in CO2, ma restano molti sali minerali, calcio, magnesio, sodio e soprattutto potassio. Ne porto un pò ad ogni olivo, lo aiuterà a fiorire bene e produrre frutti, se la stagione sarà gentile. In tempi non lontani usavano la cenere per fare il bucato come principio attivo lavante, perchè scioglie i grassi. La mia mamma ricordava lenzuola bianchissime lavate e strizzate da due parti da donne forti e sciorinate al sole, un'illustrazione dei nostri libri di scuola delle elementari, ormai completamente obsoleta, dopo l'avvento delle lavatrici.
Uso il composto tale e quale per invasare le piante, a primavera, ma per qualche motivo non funziona bene, alcune piante manifestano la clorosi, cioè l'ingiallimento delle foglie, che è il segno dell'incapacità di assorbire il ferro dal terreno, e come succede negli umani con la carenza di ferro, che trasporta ossigeno nei tessuti, anche le piante crescono meno e male. Penso che possa essere colpa della cenere, che forse è troppa, quindi niente cenere nel composto, e vediamo come va. In questa terrazza dell'oliveto dove c'è il composto ho fatto un prolungamento del giardino, con un paio di alberi da frutto, un melino e un piccolo caco, e un pò di piante resistenti, perchè lì innaffiamo di rado e in estate è un forno. Ci hanno messo un pò per adattarsi, perché il terreno è pieno di gramigna e di molte altre erbe difficili da estirpare. Per prime misi le phlomis e le santoline, che sono fortissime e sopportano l'aridità e ce l'hanno fatta. Un teucrium fruticans, delle salvie comuni da cucina e un rosmarino. Misi anche garofanini e altre piantine che sono sparite presto, le condizioni erano troppo dure per loro. Infine misi il centranthus (la falsa valeriana) e due piantine di gelsomino di San Giuseppe che hanno faticato a partire. Il gelsomino di San Giuseppe si chiama in realtà Jasminum nudiflorum, perchè perde le foglie e fiorisce a marzo, quando ancora è inverno, sui rami nudi. Ieri però mi sono accorta che è già tutto fiorito. Altro che San Giuseppe, quest'anno è il gelsomino di San Silvestro!
Ho visto su FB che tante persone hanno avuto fioriture fuori tempo quest'anno, a causa dell'estate rovente che ha fatto pensare alle piante che sarebbero morte. Le piante fanno così: dopo i grandi calori e i grandi freddi fanno frutti per assicurare la sopravvivenza della specie, così come gli uomini fanno più figli durante e dopo le guerre.
Il mio gelsomino di San Silvestro non è ancora molto grande, quando lo diventerà sarà una vera cascata di fiorellini gialli, come l'avevo in un altro giardino quasi trent'anni fa. Questa pianta viene a sua volta dal giardino della Maxi, in Casentino. Con alcune amiche facevamo molti scambi, tempo fa.
Vale la pena avere un Jasminum nudiflorum in giardino, è una delle piante ad antesi invernale. Antesi è una parola difficile che usano i botanici per dire fioritura, viene dal greco, anthos significa appunto fiore. 
La fioritura nel colmo dell'inverno è per poche piante qui da noi, che osano sfidare il freddo. Chi mi segue sa che fioriscono ora certe lonicere arbustive, gli ellebori, il gelsomino di San Giuseppe, il chimonanthus praecox o calicanto d'inverno, il viburnum bodnatense, il viburnum tinus, il corbezzolo...qualcuno ha altri suggerimenti? Anche il rosmarino fiorisce nella stagione fredda, in autunno avanzato e oltre. Fa piacere vedere qualche fiore in giro e soprattutto sentire profumi. Ora è il tempo di odori stagnanti e pesanti, di marcio, di fumo, di funghi, e qualche profumo vero, come anche quello dei fiori di nespolo del Giappone, sembra pulire l'aria. Ma anche senza fiori basta un raggio di sole per perdersi nelle gocce d'acqua posate sulle foglie delle rose.




la lonicera in fiore



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