domenica 15 aprile 2018

Talpe, funghi quasi magici

 Diario di campagna. Il seguito della storia del pesce Lazzaro è che  non è finita per niente e non si sa ancora se è a lieto fine, come sempre nella vita: la pelle, o meglio le scaglie che erano rimaste esposte all'aria e si erano scurite, si sono ammalate. Hanno sviluppato una specie di muffa grigia molto brutta. Non sappiamo come aiutarlo. Nella foto si vede.



Ma il pesce mangia ed è molto vitale e passando il tempo sembra  che la zona infetta si riduca... informerò su come va a finire. 
In questi giorni ho liberato un passaggio di mattoni che attraversa il prato e collega il piazzalino pavimentato davanti alla casa con le scale esterne, e negli anni si era coperto di terra, uno di quei lavori pesi e scomodi che non faresti mai e invece poi sono belli anche a vedersi. In fondo alla scala avevo creato un fossetto con la palettina, perché di solito ci ristagna l'acqua e accumula materiale che scende con le piogge. L'altra mattina era di nuovo pieno di terra, appena smossa. Ho pensato che Mauro non aveva approvato e ci aveva riportato la terra per rifare il piano. Mi ha detto che non se lo sognava neanche. Sarà scesa con la pioggia, ha detto lui. Tutta questa roba? Ho detto io. Qualche volta succedono cose che non si capiscono. Ho ripreso la paletta e scavato ancora. Dopo pranzo mi ci è cascato l'occhio: era di nuovo pieno di terra. Ho ripreso la paletta e mentre la toglievo c'era qualcuno che la buttava fuori da sotto i mattoni, mi è venuto da ridere: una talpa! Oltretutto si sentiva un pigolio, tipo il rospo in amore, che non ho saputo a chi attribuire, perchè rospi non ne vedevo, ma c'è tanta erba e piante che non si vede granché. La mattina dopo la talpa era arrivata lontano, seguendo il vialetto, e c'era una buca aperta con la terra accumulata intorno, e la Cacciatrice ci metteva il naso dentro...piccole infinitesime storie di campagna, assai più rasserenanti del macrocosmo di Trump e Assad e Putin, che pure resta, rispetto alla storia umana, un microcosmo di miserie e crudeltà. 
Qui lo posso scrivere: una sera Mauro giù a valle ha visto un lupo, incontro magico, ma bisogna stare zitti, perché gli umani sono fatti con la stampo di Trump, per la maggior parte, e riempiranno ancora di più di trappole e veleni. Il lupo, fra gli animali medicina, è considerato il Maestro. Se si incontra c'è qualcosa da imparare...questo per trovare la magia che manca nel quotidiano. Per tornare qui a casa, dove veleni quasi non ci sono, ho trovato questo bel fungo in giardino, che avevo visto solo nei libri: spugnola, nome volgare, altrimenti Morchella. Ne ho trovati due sotto la siepe di lauroceraso che stavo tagliando e uno dove si fa l'orto, lontano. Non li vedi mai e all'improvviso ce ne sono tre. Può darsi che non ne vedrò mai più, dal vivo.


3 commenti:

  1. Ciao Lorenza, sono Barba ovvero, Barbaresi Matteo. Ho scoperto solo questa notte il tuo bellissimo blog... molto interessante! ad ogni lettura scopro cose nuove anche su argomenti che credevo già di conoscere. Vivo in campagna con la mia famiglia ma la vita di ogni giorno a volte mi tiene lontano dalla sua bellezza.
    Tornerò certamente a leggere i tuoi post... a presto!

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    1. Ciao Barba, o Matteo. Io non so granchè, osservo quello che succede qui..e anch'io sto molto lontano, o sono troppo stanca per il lavoro per la pagnotta. A presto

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  2. L'incontro col lupo, il mistero della talpa indispettita (ti ha sgridata ben bene col suo pigolìo) e le apparizioni dei funghi sono quanto di meglio si possa leggere in questo periodo e te ne ringrazio. Vivo fra palazzi e giardini ma sono troppo frequentati per godere delle tue avventure.
    Spero che Loretta passi di qua e s'invogli a raccontarci del suo giungla-giardino.
    Ciao.

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