mercoledì 14 ottobre 2020

Ladro

  Non si dovrebbe scrivere quando si è nervosi, o amareggiati. Ma voglio scrivere, per ricordarla, una cosa successa oggi. Sono andata a pulire col decespugliatore un punto del nostro piccolo podere che sta fra l'oliveto e il nostro bosco.

 Abbiamo qui un recinto, ma il terreno è circa due ettari  e mezzo, tutto terrazzato e non si può recintare tutto. Dei recinti e della loro utilità ho parlato in alcuni post di parecchi anni fa. Questo posto dove ho pulito oggi è fuori dal recinto. E' un campo abbastanza in piano circondato da delle ripe dove due anni fa ho messo a dimora delle piante che avevo e per cui dentro il recinto, cioè in giardino, non trovavo spazio. Piante molto spartane, perché lì è difficile annaffiare, ci ho portato l'acqua con l'annaffiatoio, e è pieno di animali. Sono due alberi di Giuda, delle lonicere, un cotoneaster, un ligustro texano, un piccolo ginkgo, e in alto una yucca. Il ginkgo ho dovuto fasciarlo con una rete, perché i caprioli ci strusciano le corna. Gli alberi di Giuda sono stati un po' sciupati ma ce la fanno. La yucca  è diversa dal solito, me l'avevano venduta col nome di Yucca Santa Rosa, e l'ho preso per buono. Ora invece, a cercarlo, scopro che questo nome non esiste. In ogni modo bella, variegata di bianco e quando fa freddo il bianco arrossisce e diventa rosa. Le yucche sono abbastanza veloci, e mi immaginavo già la bella pianta grande, cresciuta e magari fiorita. In altre zone del podere ne ho alcune già grandi, ma tutte verdi. Stamattina però la yucca non c'era più e al suo posto c'è un buco. Per un attimo ho pensato che potevano averla scalzata i cinghiali, ma era lì da due anni e non l'avevano mai toccata. Così penso che qualcuno che passava si sia fermato a prenderla. Anzi, penso che prima l'abbia vista e poi sia tornato con calma con la vanga. 

Direte voi: che vuoi che sia, è una pianta, poco male! E se fosse un altro momento lo direi anch'io. Ne ho perse tante, nel tempo, anche solo per non averle annaffiate al momento giusto, o per non averle zappate e l'erba le ha sommerse. 

Il punto però non è la pianta, è la mentalità. Se non è chiusa a chiave la roba si intende a disposizione? Secondo me era molto evidente che la yucca era stata piantata, non siamo nel deserto del Nevada o del Neghev, e qui ancora le yucche non nascono da sole. Però non c'era recinto e nessuno che faceva la guardia nelle immediate vicinanze. Così si poteva prendere...

Ho iniziato a piantare lì per fare una specie di giardino ancora più selvaggio in modo che anche chi passa sulla stradina ne possa godere. È un campo che si stava riempiendo di rovi e io cerco di addomesticarlo.  Lasciarlo selvaggio, ma permettergli di fiorire, a primavera soprattutto, e forse colorarsi in autunno, e chi passa magari si sorprende, e se io sono lì chiede una pianta, che regalo sempre molto volentieri, se ce le ho pronte. E' un modo di vedere le cose, un sogno anche questo?

Non so, è un periodaccio, mi sento compressa e mi impongo un'autodisciplina cercando anche di non farmi schiacciare, dal Covid, dalla vita e dalla morte, ma non mi riesce tanto bene. Ho bisogno di nutrire e realizzare, anche, qualche sogno possibile, ma poi basta una bischerata come questa per farmi saltare i nervi. 

7 commenti:

  1. Ci credo che ti saltino i nervi, salterebbero anche a me. Robe da matti.
    sinforosa

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  2. Anche mia madre si arrabbiava quando allungavano le mani oltre la recinzione del giardino per cogliere una delle sue rose. Mio padre cercava di quietarla dicendole che, l'avessero chiesta, lei l'avrebbe data ma questo non bastava certo a sfumare il suo senso di perdita.
    "Se non è chiusa a chiave la roba si intende a disposizione? " Anche se è chiusa a chiave, per chi si sente "furbo".
    Chiunque prenda qualcosa che non gli appartiene è un malfattore e, se ha rubato a cuor leggero, vorrei leggesse, come cura, questo tuo post. Auguro comunque che quella Yucca assuma il colore rosa, che fiorisca e rechi giuste soddisfazioni a tante persone.
    Ciao.

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  3. Certo Sari, fa rabbia. Ma vedila così... forse la pianta andrà a qualcuno che ne aveva più bisogno. Certo, l'ha presa in modo scorretto e truffaldino, ma se ci teneva tanto, forse sarà trattata bene.
    Ogni cosa è come deve essere. Che cosa ti ha insegnato questa lezione?
    Ti abbraccio
    Francesca

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    1. Non so seguirti nel tuo pensiero e neppure so se da ogni fatto si possa ricavarne una lezione ma m'appare chiaro come un bisogno, se non vitale, non possa costituire alcuna giustificazione all'impossessarsi delle cose altrui. Non riesco a capire la logica del ogni cosa è come deve essere, penso piuttosto alla responsabilità personale, ad una moralità che si è perduta e che furbi e ladri andrebbero rieducati al rispetto. Ogni gesto che offende peggiora la società in cui si vive e di questo dovremmo essere ben consapevoli.
      Perdona la foga da vecchia pasionaria, Francesca. Ti abbraccio con affetto.

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  4. Sono d'accordo con Sari. E non per la pianta che il nervoso m'è già passato. Non credo affatto che stia meglio dov'è ora. O forse sì, ma non è questo il punto. Le cose si chiedono, se si accende un desiderio. La Mary, che abita qua vicino, vide il mio pennisetum e me lo chiese. Le dissi che bisognava aspettare l'autunno. Ora ha una bordura molto bella all'ingresso del giardino fatta con le piante che le ho dato io. Quando passo noto l'uso che ne ha fatto e sono contenta. E io e lei siamo un po'più legate attraverso un pennisetum. Ecco, si fa così.

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  5. Certo, anche il vostro punto di vista è giusto e non giustifico il furto, ovviamente. Sto solo pensando all'equilibrio di tutte le cose... la vita della pianta, il luogo in cui sarà stata messa a dimora... e mi auguro che tutto abbia un senso, alla fine! Tutto qui!
    Un abbraccio forte
    Francesca

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