martedì 18 maggio 2010

Cavalcare l'onda e poi trovarsi fradici e spettinati con tutto da rimettere a posto

Cavalcare l'onda è , in giardino e nell'orto, alle nostre latitudini, usare la primavera per far crescere delle piante, perché sono belle o per mangiarle. Alla fine sono poche le cose, infatti, che influenzano la crescita: calore, cioè temperatura, umidità e terreno. Sembra niente, ma, come la vita dell'uomo sella Terra, le cose sono possibili entro una griglia precisa ( ora scrivo una parola molto fashion) entro un "range" che è quello, ci si sposta di poco e tutto diventa difficile. La primavera è il periodo in cui la temperatura si rialza dopo l'inverno, di solito piove (poco, molto, moltissimo)e tutto cresce veloce e bene, a casa mia c'è un pò l'effetto giungla, che meraviglia!
Ciuffi di peonie che stanno per esplodere, aquilegie gialle/rosse che, ordinate, osservano da un angolo ombroso in gran numero, dietro si sporgono le foglie della brunnera macrofilla che sono diventate larghe come piattini da dessert, benché a forma di cuore, l'anemone japonica Honorine Jobert dice, ci sono anche io , ma non ora! E l'aconito si allunga ...Questo solo in un piccolo spazio. Tutto ciò che appena un mese fa appariva ben distanziato ora si affanna per salire sopra il proprio vicino e ricevere una maggiore razione di luce e aria, perché acqua, è davvero troppa.
Si ha davvero la sensazione di essere bravi giardinieri, ma non è così. In uno spazio che prima sembrava grande e aperto stanno soffocando due piccole campanule che mi ha dato Antoinette,
devo salvarle! Le phalaris arundinacea picta si stanno espandendo a grande velocità, bellissimi i loro ciuffi di erba a righe verticali, verde e bianco, ma stanno montando sopra le rose !
E invece la rosa "Papi Delbard" comprata tre anni fa dalla signora Cavina al vivaio delle ortensie (Paoli Borgioli) di Firenze sta coprendo lo spazio dove ributtava un callistemon, bruciato dal freddo di quest'inverno. Non si controlla più niente. Previsione: fra due settimane, poniamo, arriverà un caldo esagerato, tutto fiorirà velocissimo e i colori sbiadiranno presto, i "ciuffi" si spampaneranno lasciando il centro nudo, le rose appariranno già disfatte, tutto da ritosare e zappettare e rimettere in forma in attesa che le annuali, soprattutto cosmee, riempiano i buchi che inevitabilmente si sono formati. Fare un giardino primaverile è normale, banale, intelligente , "sostenibile", perché si usano le energie a disposizione quando sono abbondanti e gratis. Quando l'onda energetica della primavera è finita però si dovrebbe chiudere per un pò il sipario sul giardino, perché se ne esce frastornati, abbandonati sulla spiaggia immaginaria e un pò ammaccati. Un giardino non è bello tutto l'anno e non fiorisce tutto l'anno. A volte viene qualcuno che dic , a fine giugno "Ma che ti lamenti ! E' bellissimo!" Solo che lui non c'era un mese fa, quando tutto era perfetto e sembrava fondersi in modo armonico. Si rinuncia con difficoltà a tutta quella Bellezza. Quando comincia a incrinarsi e diminuire ci si sente subito orfani. Io non amo affatto, per capirsi, la bellezza decadente e disfatta, i fiori mi piacciono in boccio e appena aperti. E' un modo di vedere le cose. Se si aggiunge poi che dal nostro piccolo spazio si vede un bellissimo panorama di boschi e colline di olivi, tanto che qualche volta il giardino è solo una cornice ad altra Bellezza, si capisce che siamo abituati male, malissimo...Ora una comunicazione di "servizio" per Valeria Parea , titolare del vivaio "Il postodelle margherite " di Lucca (www.ilpostodellemargherite.com), giovane, gentile e anche bella, coltiva piante perenni interessanti , di quelle che si trovano nelle riviste e mai in vendita, cercatela alle mostre : la Macleaya cordata è uscita fuori , ma è diventata piccola ..chissà?

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