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 Giorni fa leggevo Toni Capuozzo.  Sulla base di dati reali, cioè filmati della città satellite di Bucha certamente datati e fatti subito dopo l'uscita dell'esercito russo, confrontati con quelli diffusi più tardi per testimoniare l'orrore delle torture e del resto, Capuozzo dice che ci sono cose che non tornano. Come mai il sindaco, lo stesso sindaco, prima sembra contento che i russi se ne sono andati, strade pulite, niente cadaveri e dopo, è tutto diverso? Non è complottismo, è farsi delle domande. Dice Capuozzo che è tutto possibile, che le cose siano davvero accadute e anche che invece si sia costruito uno spettacolo, giustificato, in parte falso, per dare una spallata ai governi dell'"Occidente", per farli decidere a intervenire. Ci sta tutto. Ora di Bucha ne hanno parlato centinaia di volte e io ho smesso di sperare di capirci qualcosa. Noi qua, ancora lontani, ci sentiamo provocati almeno a prendere parte, impotenti come siamo. Si accapigliano, sui med

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