domenica 21 novembre 2010

Adriana Zarri ci lascia.

In questi giorni è morta Adriana Zarri , un'anziana signora, teologa e scrittrice , che aveva vissuto dal 1975 in una forma di romitaggio volontario, una figura al margine della Chiesa ufficiale, interessante e tormentata, che Michele Santoro aveva chiamato a partecipare ad un ciclo delle sue trasmissioni.  Io l'avevo conosciuta così. Mi piaceva molto, era nella linea di Don Milani, del parroco dell'Isolotto a Firenze, di altri preti che negli anni intorno al '68 avevano testimoniato un Vangelo non "conforme", ma vivo e incarnato. Anni fa comparve su Gardenia un servizio sulla sua casa di Strambino, vicino a Torino, l'ultima in cui ha vissuto, semplice e bella, dove  c'era un'immensa rosa banksiae e un bel pò di gatti.

Sapete, vado a fare ginnastica, ma è riduttivo chiamarla così, diciamo yoga, due volte alla settimana e per me funziona benissimo. Ci insegna Daniela, che saluto. In questi corsi ho ovviamente compagnia, signore della mia età e oltre con cui capita di parlare di tante cose. Per molte di loro il '68 è stato la rovina del tempo presente. Si ricordano solo del 6 politico e della droga. Io che da giovane ero tanto polemica mi mordo la lingua e fra un pò la ingoio. Mi chiedo se eravamo in mondi diversi quando c'era Don Milani, il maestro Mario Lodi, l'Isolotto, fratel Carlo Carretto a Spello, la chiesa di Taizè che tirava giù il muro di fondo e attaccava una tenda da circo per accogliere tutti i ragazzi che arrivavano, e frère Roger che ascoltava tutti con vero interesse. E queste sono solo alcune cose che nel mio piccolissimo ho sperimentato, ma il mondo era un crogiolo di esperienze, non come la omogeneizzazione di ora, veline e velone , chirurgia plastica e vacanze miliardarie, e ignoranza. Meglio l'eremo. 

Cara signora Zarri , che Dio ce ne mandi altre come lei, che possiamo vederle e riconoscerle. Gente così ci fa alzare in piedi, scuoterci dal torpore e riprendere il cammino con più fiducia.

3 commenti:

  1. Tutto, condivido tutto.
    Quanto è bello poterlo sentire verso qualcosa, qualcuno.

    Sari

    RispondiElimina
  2. Seguivo Adriana Zarri alla televisione . Non sapevo che fosse morta; Hai ragione : avercene di gente cosi' ed è , comunque, un privilegio che per un po' l'abbiamlo avuta

    RispondiElimina
  3. Mi è così piaciuto il tuo comento a "Benigni docet" che mi ritrovo qui a guardare i tuoi post passati.
    Di Adriana Zarri, m' ero quasi scordata, me l' hai ricordata tu.
    La guardavo, a volte, nelle trasmissioni di Santoro, credo di averne letto alcuni articoli sui giornali. La apprezzavo per il rigore e la limpidezza di ciò che sosteneva.
    A guardarsi intorno a volte è naturale pensare come fece lei: "meglio l' eremo".

    P.S. Ti segnalo (ma forse la conosci già) una intervista in due parti ad Adriana Zarri, fatta da Gabriella Caramore e trasmessa su Radio3 in "Uomini e Profeti".
    Un saluto.

    Acquachiara

    http://www.radio.rai.it/radio3/uomini_profeti/view.cfm?Q_EV_ID=46237

    http://www.radio.rai.it/radio3/uomini_profeti/view.cfm?Q_EV_ID=46592

    RispondiElimina