sabato 26 giugno 2010


26 giugno , compleanno della mia figliola più piccola. Frequenta l'università e va veloce , ieri un altro esame con un ottimo voto. Tempo fa un nostro amico chiedeva di lei ad un professore che lei stima con cui aveva dato un esame e lui ha detto "Mi ricordo, quella ragazza con gli occhi grandi, bella e brava." Ho detto a mio marito che dovevamo segnarlo sul calendario questo commento, che non proviene dalla famiglia , nè da qualcuno che voglia venderci qualcosa . 22 anni: bella e brava. Potevamo immaginarlo , quella notte di 22 anni fa, quando venne al mondo?E così, senza dargli troppa importanza, fissiamo quest'istante , in cui ci arriva un'immagine di nostra figlia , vista da occhi diversi dai nostri. Stanotte, tornando dal lavoro alle 2,30 ho trovato sul tavolo due biglietti, tutti e due , con stili diversi , scritti dalle mie figlie, mi avvisavano che in casa c'era una gattina nuova, regalata alla mia figliola per il suo compleanno . Non avevo la forza di arrabbiarmi e ho incassato la novità. Ho anche pensato che sarà positivo avere una piccola nuova vita fra i piedi mentre una vita si spegne all'ospedale . Il mio suocero si è rotto un femore cadendo in casa ed è ormai da alcune settimane ricoverato . Sta accadendo ormai tutto il peggio, la degenerazione fisica , l'allettamento, il disorientamento provocato dalla lunga degenza in una posizione obbligata, l'impossibilità di operarlo ( idea cui ci eravamo aggrappati come possibile soluzione), tutto conduce alla degenerazione mentale. E' presente solo a sprazzi e allora si dispera, le parti peggiori del suo carattere emergono ... Altre cose in questi giorni mi turbano e mi disturbano parecchio, così il giardino manifesta tutta la sua forza terapeutica , mi basta lavorare fuori anche per poco tempo per recuperare un pò di equilibrio. E' superata la soglia dell'estate , dell'eremurus è rimasto lo stelo rigido alto e sgraziato, altri due fiori di eremurus stenophillus, più bassi, di un bel giallo scuro , stanno per finire la loro corsa. Questo fiore , infatti , forma una pannocchia che inizia a fiorire dal basso , man mano i primi fiori appassiscono e se ne aprono altri fino ad arrivare in cima . Accanto alla vasca avevo piantato anche , per mancanza di altro spazio , due piantine che mi aveva regalato la Cristina, che ha un vivaio qui vicino , di cui sono cliente e amica. Non sapeva bene , forse un ibisco, mi aveva detto, invece sono cresciute due enormi altee, due metri e mezzo ... Bellissime, tutto quello che cresce con questo entusiasmo possiede una certa dose di bellezza , ma stanno soffocando tutto quello che le circonda. Il mio giardino , come quelli degli appassionati , è una nursery, un luogo dove si fanno crescere nuove arrivate in attesa di cercare un posto definitivo, così è spesso un'accozzaglia di piante , questa arriva dalla Claudia, quella dall'Antoinette , quella dalla Cristina ... così ora vicino alle gigantesche altee cercano spazio un ceanothus, dei garofanini, una gypsofila,e molto altro .. certamente troppo altro. E' un modo caotico di fare giardino, non da architetto del paesaggio, ma è il mio modo , che però piano piano si perfeziona, mi pare già tanto vedere i difetti.

domenica 13 giugno 2010

In risposta a Valeria.

Leggevo sul blog di Valeria, la giovane vivaista del "Posto delle margherite" , un pezzo scritto sugli iris, di nuovo loro, anche se dal giardino in questo momento i loro fiori sono già scomparsi, e su come gli ibridatori cerchino di ottenere fiori sempre più grandi e colori più sgargianti . Chi scriveva si chiedeva se tutte queste mostruosità vegetali devono arrivare alla vendita, se alla fine non si offende il buon gusto . Io penso che non sia proprio così . In fondo io dagli iris mi aspetto questo, che mi stupiscano e mi provochino , tanto è vero che , in seguito ai miei acquisti al "Giardino degli iris" , ne era sbocciato uno piuttosto spento, di un colore indefinibile , fra il viola , il malva e il beige. Non mi piaceva e l'ho buttato, ma si sa , i rizomi non muoiono facilmente , avrei dovuto tritarlo con un trituratore, ma non ho questo tipo di attrezzo . Mi sono pentita e quando ho visto rispuntare la prima foglia a spada ,l'ho ripiantato. Ora fiorisce con gli altri, e quando ha tanti fiori presenti insieme non è per niente "sgargiante" , ma elegante in modo sommesso, "sottovoce". E' vero che si vedono iris di ogni colore , sempre escludendo il rosso primario , ma è anche vero che , qui da noi , essi fioriscono al momento del massino splendore del giardino , e spingono forte, sono protagonisti e primedonne , e durano così poco ... Iris , peonie, papaveri... l'effimero che si rimpiange e si aspetta tutto l'anno. Lasciamoli in pace , anche con le loro nuove gale, merletti, barbe all'insù. E apprezziamo i loro ibridatori, che , in piccolo, giocano a fare Dio. Ottenendo spesso colori davvero emozionanti , quest'anno ce n'era uno arancio su cui pareva che avessero steso un velo di bruno. Io , in giardino , mi comporto così: lascio una zona molto colorata vicino alla casa , una zona piccola, per motivi di spazio , dove crescono cose bisognose di maggior calore e che mi rallegrino quando esco e entro . Sono normalmente, purtroppo, una persona piuttosto rigida ,una volta mi definirono Komeinista, una tipo agricoltori custodi e conservazione delle antiche varietà ,ma davanti alla facciata della casa ho una rosa rossa "La Sevillana", il massimo del commerciale , vicino ad una Iceberg e in mezzo c'è una lonicera fragrantissima , molto grande e molto verde, e una stachis lanata grigia . Poi lavanda , melissa, Phlomis Fruticosa, allium Cristophii.. Per capirsi: rosso vivo , bianco puro, grigio , una spruzzata di giallo e molto verde.. Colori forti , che uso qui per avere energia . Man mano che ci si allontana dalla casa lascio che il giardino diventi più naturale , con piante più autosufficenti e meno dipendenti dall'acqua, e colori più tenui, fino a fondersi con il giardino di Dio fuori del cancello.

sabato 12 giugno 2010

San Giovanni.

Diceva mia madre :"Quando sente San Giovanni venire la lavanda o è fiorita o vuol fiorire", chissà da dove veniva questo proverbio, forse dalle zie del Molinnuovo , che coltivavano bordi di lavanda, o spigo, nel piccolo giardino della casa lungo la strada per Sansepolcro. Stiamo attraversando un tempo specialissimo dell'anno , i giorni che si avvicinano al solstizio d'estate .
Come in inverno questo tempo non viene celebrato il giorno stesso, cioè il 21 giugno, ma qualche giorno dopo, il 24. E' una celebrazione antichissima, quella del giorno più lungo dell'anno, solstizio, da sol - sta , il Sole raggiunge il massimo della sua forza irradiata sulla Terra e tutta questa energia anche nella forma spirituale viene accumulata in questi giorni dagli esseri viventi , terra , acqua , piante e animali . Passando accanto alla maggiorana ho sentito che il suo odore si è fatto fortissimo, ho pensato "Certo, arriva San Giovanni!" I profumi e gli oli essenziali nelle piante si formano e si concentrano, è il momento di raccogliere per preparare unguenti, medicine, o far seccare le erbe, questo per molte piante è il "tempo balsamico". Tutto ciò avviene da noi, in questo mese, in questo emisfero, a queste latitudini . La mia amica Antoinette, che viene dalla Costa d'Avorio, ha sperimentato questa cosa vivendo qui come una grande novità, a casa sua è una lunga estate con poche variazioni . In inverno soffre di geloni e sopporta male la nostra lunga stagione fredda, cerca sempre qualche nuova pianta che fiorisca e rallegri i mesi invernali, è felice degli ellebori, degli anemoni, dei numerosi sedum, ma una volta mi ha detto che, nonostante le difficoltà del freddo e della diminuzione della luce diurna, comincia a piacerle il ritmo stagionale, e il rinascere di se stessa e della natura a primavera. Il nostro piccolo pianeta, la preziosa palla blu brulicante di vita, sempre minacciata dalla presenza umana, offre condizioni di vita davvero diverse nelle sue varie zone. Gli uomini antichi, che vivevano una vita meno artificiale, avvertivano con forza , e per questo celebravano , gli eventi naturali . Persistono ancora alcuni riti, o almeno la loro memoria, come la raccolta delle erbe magiche di San Giovanni, o quella della rugiada, ma la celebrazione più grande è quella che la natura fa di se stessa, ad esempio con la comparsa delle lucciole . Le lanternine magiche compaiono proprio in questi giorni e a casa mia, quando torno di notte dal lavoro, mi piace osservarle, alzare gli occhi alle stelle, che qui si vedono bene, mentre ascolto il gracidio delle rane sedute sulle foglie di ninfea e, più lontano nel bosco, il canto degli usignoli, ognuno nel suo territorio.

giovedì 3 giugno 2010

Il giardino di Dio.

In questo periodo dell'anno chi si occupa di un giardino non ha tempo da dedicare ad altre cose, c'è un sacco di lavoro, basta guardarsi intorno, erbacce che crescono velocemente e devono essere tolte, qualcosa da trapiantare, rami o steli troppo alti che vanno sostenuti con tutori ai quali non abbiamo pensato prima, terreno da zappettare delicatamente per non far danno alle radici di chi ci cresce ecc. ecc. ecc. Molto altro "eccetera". Tempo fa , a "Che tempo che fa" (senti bellino!)ci fu un signore che si occupa di giardini . Fazio gentilmente gli chiese cosa è secondo lui il giardinaggio . Rispose che è soprattutto osservazione di ciò che avviene in un terreno. Originale e certamente vero, anche se molto parziale . A me, da una domanda del genere, verrebbe una risposta lunghissima e molto complessa. L'osservazione è essenziale, tutti usano molto tempo nel percorrere ogni giorno il loro spazio coltivato per vedere che succede : vedi malattie che insorgono, vedi insetti che rodono, vedi una pianta che lì proprio non sta bene , ne vedi un'altra che ci è nata da sé, lì dove sta, e cresce a occhiate, ogni volta che la guardi sembra più alta. L'osservazione si fa lentamente, gli esseri umani , in questa fase storica , vivono di corsa , tutti lo dicono , ma chi ha un giardino lo sperimenta perchè vede la differenza; questo lavoro, condotto con le mani e la testa , ha dei tempi naturali necessari . Ti prende e ti costringe al "suo" ritmo, il tempo rallenta, può assomigliare ad una meditazione, non è fatto per chi ha fretta. Poi, quando osservi , ti vengono delle idee. Ti immagini cose che potrai realizzare la prossima stagione, perché questo starebbe bene vicino a questo, e quest'altro è da spostare ... Certamente fare giardino e orto tiene in forma , anche troppo , qui ad Arezzo c'è un proverbio che dice " l'orto vuol l'uomo morto", ma, per equilibrare, nell'introduzione di un libro di agricoltura biodinamica si dice " se vuoi fare felice un uomo per un giorno dagli da mangiare, ma se vuoi farlo felice per tutta la vita insegnagli a coltivare un orto ". E' un tipo di felicità che non tutti condividono, lo capisco, ma è per questo che le cose vanno come vanno. Torniamo all'origine : avendo del tempo in questi giorni si può osservare il Giardino di Dio . Noi qui abbiamo dei campi da tempo abbandonati che stanno diventando bosco, in primavera sono il Giardino di Dio, ci crescono tanti fiori, provo a nominarne alcuni , cerastium , silene , ho trovato perfino un'aristolochia e una specie di lupino selvatico dai fiori azzurri, sono già sfiorite alcune orchidee , sopravvissute alle ricerche dei cinghiali, si sente il profumo dei fiori del ligustro spontaneo che si scioglie nell'aria calda come un balsamo, qua e là diversi tipi di felci rendono elegante il sottobosco. Al sole masse di leguminose (ora papilionacee) meliloto giallo, trifoglio viola, galega rosa chiarissimo, grandi cespugli di roselline selvatiche , a fiori rosa e bianchi e poi tutti i fiori dell'"erba", dalle varie cicorie selvatiche alle numerose graminacee, in particolare da me la bellissima "briza" , indicatrice di ottimo terreno. Aggrappati alle rocce fioriscono due varietà di cisti , uno a fiori rosa e uno a fiori bianchi, macchie colorate di fiori appena stropicciati che si aprono per un solo giorno, passandogli davanti si rimane senza fiato, sorpresi per tanta bellezza nascosta tra il verde . Mi sorprende un pensiero : tanta bellezza per chi ? Nessuno passerà di qua in questi giorni ! Alzeranno gli occhi i cinghiali ? I caprioli e le gazze percepiranno questi colori? Si pensa che sempre la bellezza sia fatta perché l'uomo la veda , ma non è così, il mondo è pieno di significato anche senza di noi. Una passeggiata nel silenzio rumoroso del bosco pieno di vita , fa sentire , nel concerto delle voci viventi, l'eco della voce di Dio, per crede e per chi non crede, o per chi, come me, spera che Dio creda in lui.