mercoledì 23 febbraio 2011

PER TUTTI I MARIO DEL MONDO.

  Ciao Mario . Che posso dirti ? Non ho capito tutto bene , una cosa è certa: sei nei guai . Li fronteggi con grande generosità , senza tirarti indietro neanche un pochino, ma mi pare che sia tutto oltre le tue sole forze .

Una mia amica ha avuto questo regalo dalla vita : la sua mamma si è ammalata di morbo di Parkinson da giovane, intorno ai 50 anni . Lei era cresciuta con l'idea che i problemi della famiglia sono della famiglia, e che è vergogna chiedere aiuto . La famiglia si riduceva a lei  e alla sua mamma , nonostante che lei fosse sposata e convivente, oltre che col marito, anche con la suocera. La quale suocera mai si è degnata di offrire il proprio aiuto . Quando la incontravo, dopo il matrimonio , mi facevo i fatti suoi chiedendo se per caso non arrivava un bambino . Ma lei diceva che un bambino proprio non se lo poteva permettere , con una malata grave in casa . La vita ad un certo punto ha preso il sopravvento e il bambino è arrivato da sol , si è imposto . La nonna col Parkinson era sempre meno gestibile e  la mia amica si è rivolta ad una struttura pubblica . Da sola non era più in grado di prendersene cura, ma soffriva per questo, le sembrava di abbandonare la barca che affonda , di lasciare la mamma a se stessa . La sua mamma è morta un giorno quando lei non c'era . La mia amica ha vissuto questa morte malissimo . Ha sviluppato un senso di colpa enorme che poi è diventato rabbia ,  risentimento verso la suocera , continui rimproveri nei confronti del marito.  Quando ho capito un pò di cose , ho provato ad aiutarla a perdonarsi di non essere lì , il giorno che la sua mamma è morta . Perdonarsi anche di aver voluto vivere, aver permesso alla vita di scorrere, e aver consentito alla nascita di suo figlio . Di tutto questo si sentiva colpevole. Veramente , le dissi,  hai fatto una cosa eroica , hai tentato da sola di affrontare una malattia così grave , senza aiuti . Ti sei ammalata un pò anche te , le dissi , e ora devi essere gentile con te stessa , devi recuperare  e cercare di essere felice. Te lo sei meritato. Ora scopro che il Comune di Arezzo ha creato un servizio per i familiari degli ammalati di queste lunghe malattie , per aiutarli  non solo ad organizzarsi materialmente, ma a" pensare" se stessi  e la famiglia dentro queste devastanti situazioni.

Il mio medico di famiglia, quando in estate gli chiedevo consigli su come organizzarsi col mio suocero definiva la mia e sua generazione come Mariolino di Orizzonti Padani : una generazione cuscinetto . Con altre parole , ma quello era il senso. Da una parte gli anziani, che poveracci finora ce l'hanno fatta da soli, e non hanno fatto poco, considerando che sono arrivati a più di ottant'anni praticamente autonomi , e dall'altra le figlie che sono maggiorenni e studiano , fanno lavoretti per brevi periodi e per le quali il futuro è veramente incerto . Noi in mezzo,  in una situazione che va organizzata .. Mario, mi fai paura quando dici che nella nostra storia  non siamo noi la generazione cuscinetto, forse lo saranno le mie figlie. Un regalo così non glielo vorrei mai fare.

L'estate scorsa siamo passati , come famiglia, attraverso questo lungo periodo "premorte" del mio suocero. Riassumo per chi legge : si è rotto un femore a giugno , poi sembrava che lo operassero , ma c'è stato il divieto del cardiologo , intanto  ha quasi  smesso del tutto di mangiare e dopo quattro mesi è morto . Mio marito è figlio unico . La mia suocera, dopo un periodo iniziale di presenza assidua, di giorno, mentre per le notti si pagavano delle signore , è crollata .Questo ridotto in  pillole, si può immaginare cosa c'è stato dentro , questi 4 mesi. Per esempio l'accusa da parte di alcuni parenti di non esser stati sempre lì al  servizio dei miei suoceri , prima dell'incidente . Ma ce la facevano bene da soli , si rispondeva. Non è vero , lo facevano credere per non disturbare . E via di seguito fra botte e risposte che rivelavano due opposte visioni della vita .Mio marito, oltre al dolore e alla difficoltà oggettiva della situazione, si vedeva accusato di non essere un bravo figlio . Che Dio li perdoni.  E' stato un periodo difficile, al momento scrissi dei post , ma mi rendo conto di fronte all'esperienza di Mario che non è stato niente .  Io l'ho vissuto, come ho detto tante volte , come un debito da pagare , che non avevo pagato ad una persona e allora l'ho fatto con un'altra . Un debito fondamentale, una specie di sacro dovere che deve essere svolto bene e con adesione, una cosa che lega le generazioni ed è stata importante, sono convinta, anche per le mie figli , che ci hanno aiutato e ricorderanno. L'ho vissuto come una nuora, e questo fa la differenza . In effetti ogni piccolo dettaglio in queste cose fa differenza. A me mi ha permesso dopo un iniziale forte coinvolgimento, di prendere una distanza e razionalizzare . Di capire che non si poteva morire tutti, ma avevamo il dovere di continuare a vivere , anche di divertirci e scherzare . In questo la presenza dei figli è tanto utile, i vecchi fanno il peso morto , tirano indietro , i giovani , senza alcuna fatica, per natura , ti tirano in avanti .

L'ISTAT ha le sue statistiche , la sociologia le sue analisi. Ragionare sulle cose fa sempre bene, ma è vero, Mario, o Mariolino , dentro le storie ci siamo noi ed è tutta un'altra faccenda. Vorrei essere lì a darti una mano, intanto ti abbraccio con affetto anche se non ti ho mai visto, non so che faccia hai, ma mi sembra di conoscerti da cent'anni , con i tuoi racconti mi hai fatto un gran regalo.

15 commenti:

  1. Non so cosa sia successo a Mariolino, è un po' che non leggo il suo blog.
    In compenso, capisco perfettamente quello che scrivi tu, cara Lorenza.
    Lo capisco, perché, credi siano esperienze piuttosto diffuse. Genitori e suoceri che invecchiano, parenti ...quasi preferisco non ricordare...
    Bellissimo e commovente queste tue parole:
    "In questo la presenza dei figli è tanto utile, i vecchi fanno il peso morto , tirano indietro , i giovani , senza alcuna fatica, per natura , ti tirano in avanti" .
    E, grazie al cielo, è proprio così.
    Ti abbraccio,
    Lara

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  2. Lara se ti ricapita di tornare qui basta andare ai commenti di Mariolino ai post sul sanbudello e all'ultimo"Super mariolino "; mi ha fatto piangere.

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  3. La vostra non è una generazione cuscinetto. E' una generazione che ha preso delle scelte. Scelte che ricadono, talvolta, a peso morto su chi sta venendo dopo di voi. Talvolta i giovani non trovano lavoro perché prima di loro ci sono le generazioni precedenti. Gli "anziani" precedenti.

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  4. Qui da noi la solidarietà sociale per certe situazioni è davvero scarsa, e questo è dovuto forse in primo luogo proprio alla struttura dell'Italia così fortemente fondata sulla famiglia. Nei paesi nordici, in cui si è meno dipendenti dalla struttura familiare, le cose vanno meglio un po' per tutti. Ricordo per esempio di qualcuno che raccontava (una persona che abitava in Olanda) che lì c'è l'abitudine che, una volta anziani, ci si trasferisca in strutture molto bene organizzate in cui si ha allo stesso tempo una assistenza accurata e l'indipendenza piacevole di un'abitazione personalizzata. Si comincia a scegliersi la collocazione per tempo, quando si è ancora abbastanza giovani da poterne fare un posto accogliente e sentito come "proprio"; si vive in compagnia, anziché essere sepolti in fondo a un appartamento troppo grande e ormai inutile. I figli vanno a visitare i grenitori ma non devono sentirsi schiacciati sotto il peso insostenibile dell'accudimento costante. insomma, stando in Europa sarà bene che teniamo gli occhi aperti, forse c'è qualcosa da imparare.

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  5. Ciao Paola, oensavo proprio a questo , anche la mammma della Claudia , in Svizzera , ha scelto una cosa del genere . Invece io penso che da più vecchi sarebbe bello poter abitare vicino o insieme, nello stesso immobile, con degli amici , per aiutarsi e condividere problemi e soluzioni , chissà se riusciremo a superare gli ostacoli , mentali e logistici , chissà se vorremo farlo...

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  6. Magari vengo a stare da te, Vitamina Magnum... a veder crescere i fiori e godere il panorama. Sperando di riuscire a fare le scale...

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  7. Ognuno di noi inquadra le cose a seconda degli occhiali (della propria esperienza) che porta. Quando è arrivata qui la persona che è assunta come assistente famigliare, gli ho detto: "con ogni probabilità tu vedrai morire mio padre". Ho avuto un sacco di tempo per parlargli che vederlo morire, vedere o non vedere l'attimo che morirà mi lascia assolutamente indifferente (credo adesso, poi cambierò idea, credo, ma adesso non importa). Mio padre per cure mediche ritardate o sbagliate ha già rischiato di morire tre volte tra il 2008 e metà del 2009, che ormai tutto quello che dovevo vedere ho visto.
    Parentesi: il reumatologo che lo seguiva agli inizi e mi faceva notare che ormai aveva una certa età è morto lo scorso anno per infarto (48 anni) e il cardiologo che lo ha visto per primo al prontosoccorso nel 2008, è morto contro un guardrail in moto lo scorso anno (34 anni di ragazzone quasi due metri di statura, il ritratto della salute, che mi aveva detto "suo padre ha il cuore della sua stessa età e non si è mai riposato").
    Da che la ragazza (badante) abita qui lei è invecchiata un po' e loro (mio padre e mia madre) sono ringiovaniti un po'. Tutti ci nutriamo di carne e di sangue fresco. I nonni dei loro figli e i loro figli dei loro nipoti.
    L'anno 2000 per me non è stato solo il cambio del millennio ma l'inizio di una vita diversa.
    Il primo Gennaio festa, il due Gennaio ricovero d'urgenza. Dopo 10 anni mi ritengo un miracolato. Penso ai miei colleghi che si sono dovuti sorbire le rogne e le bizze di capi e clienti. Penso alle invenzioni e alle soluzioni adottate che poi saranno diventate motivo di litigi, ingiustizie e magari anche germogli di azioni legali. Penso alle ingiustizie di un'azienda che dava come tutte (e come tutte le società organizzate compresi i partiti) solo a chi faceva sesso con il capo (un capo a sua volta cortigiano di un altro vecchio capo morto o caduto in disgrazia). Far sesso non vuol dire darsi con il corpo, alle volte è più stressante darsi con la mente.
    Quando sono in un casino, uso dire "calma, non seguitemi, adesso ho un casino solo, più gente ho con me e più casini avrò da risolvere, faccio da solo".
    Sono strutturato a fare da solo, da sempre. per mancanza di risorse di qualsiasi genere.
    Ho smontato e rimontato una cler lunga 4 metri e nemmeno percepisco quanto peso possa avere quel rotolo di lamiera di ferro ma impossibile da sostenere anche per tre uomini. Ci ho messo molto più del dovuto ma è scesa e salita al punto che per me è facile capire come si siano potute costruire le piramidi (da piccolo ho giocato anch'io con l'altalena e tutto serve) Mi viene in mente mia madre, in ospedale operata all'anca. Mia moglie(con problemi) in casa assieme a mio padre autonomo ma incapace senza una moglie a gestirsi. Io con tre problemi che mi vado a fare una appendicite da stress e mangiare rabbioso per tenere tutte e tre le cose assieme, con la piantana della flebo (due bocce con tubo) a 12 ore dall'operazione che vado in neurochirurgia ad elemosinare dei medicinali (che senza ricetta non ti fanno nemmeno vedere) per mia moglie e poi vado ad incazzarmi con il primario di ortopedia perchè mia madre perde troppo sangue dalla femorale e questi benedetti nemmeno gli mettono le sbarre al letto e questa mi si alza da sola in una pozza di sangue.

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  8. Parenti?
    Odio mio zio (il più piccolo dei fratelli di mio padre e anche l'unico rimastogli) e qualche giorno devo chiedergli se gode a chiedermi se le cose vanno male.
    Mia cugina (figlia di una sorella morta di mio padre) non farebbe nulla per me (è pratica di yoga, fiori di Bach, riflessoterapia e club Mediterranè) se non crearmi casini appena possibile e se percepisce che qualcosa va storto viene subito ad informarsi altrimenti sta in un'ansia insopportabile per il suo equilibrio interiore. Gli stamperei volentireri il mio 43 (intendo di piede) a carrarmato sulle sue chiappe sicuramente trattare a camomilla. Quando suo padre è stato male gli ha venduto subito la casa e l'ha infilato raccomandato in ospizio qui al paese. Non ho avuto il coraggio di andarlo a trovare tanto mi diceva che piangeva e non si rassegnava a capire di essere vecchio (ho già visto mia nonna piangere e mi è bastato).
    Nel 2009 ho inchiodato al muro una dottoressa e una caposala, che avevano un'arroganza disumana e mi diceva che mio padre diminuiva di peso perchè non mangiava (ma io ero li tutti i mezzogiorni e tutte le sere e sapevo cosa e quanto mangiava). Due giorni dopo le analisi del sangue che avrebbero dovuto fargli ogni due mesi ma che nessuno aveva fatto dissero che il corderone aveva alterato la tiroide, sospesero il primo e rimediarono in tempo. Una volta mio padre entrò in ospedale ma non volle essere curato. Scrissero su tutte le carte che rifiutava le cure, che voleva morire, predisposero la documentazione per un'assistenza domiciliare infermieristica per gli ultimi giorni di vita. Io sono un venditore e non potevo perdermi la miglior vendita di tutta la mia vita. Io gioco con la vita e la morte, non me ne rendo nemmeno conto ma si meravigliarono di vederlo uscire con me a piedi quando mi dissero che sarebbe venuta l'ambulanza a prenderlo. Con dei soli ansiolitici e antispasmici aveva superato la crisi cardiaca.
    Quando succede un guaio dico non agitiamoci, risparmiamoci adesso non è ancora il momento di dare tutto. Quando è ora mi spendo oltre le riserve.
    Non me ne frega nulla se e perchè mio padre o altri o io moriremo. Non ci posso far nulla ma di certo potrò sempre dire di non aver vinto ma di aver partecipato.
    A un medico che mi diceva (quasi a minacciarmi di incuria verso il proprio genitore) "Io devo pensare al bene del paziente", io rispondevo "che differenza c'è tra uno che muore perchè si rompe la testa a casa o muore di inedia nel letto di un ospizio". Dopo sei mesi più o meno, quel medico era contro il muro perchè lui endocrinologo pensava solo al suo gel e non si era accorto pur visitandolo più volte che mio padre aveva la tiroide ingrassata.
    A turno sono tutti contro di me, delle volte mi dispiace delle volte me ne frego e passo oltre, convinto che io sono io e rispondo a me stesso nel bene e nel male e non cerco scuse, mai e comunque.
    Adesso ti lascio oggi si fa cotechino e purè alla faccia di quelli che dicono che gli anziani devono mangiare leggero.
    Non venire ad aiutarmi, ho bisogno di tutto, meno che di yoga e fiori di Bach che massimo potrei usare nella minestra di verdure con molte zucchine che sono drenanti dopo un pasto ricco di grassi.
    Non rileggo, ho finito il mio tempo libero.

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  9. Dimenticavo, un altro mio zio è morto un anno fa in ospizio, quando andavo in ospedale a trovarlo e mi chiedeva di mio padre, da tempo in ospedale mi faceva notare che lui stava meglio e che era solo un pò stanco.
    Ognuno muore con le persone che si sgeglie vicine.
    Dei cinque nipoti io ero l'unico che lo voleva a casa con una badante, gli altri erano interessati alla casa e ai suoi soldi. Vietate le spese inutili. Non avevo tempo di mettermi a discutere e lui era fisso con le scelte di due suoi nipoti e di suo fratello prediletto. Gli ho sempre dato del somaro e quando vado al cimitero continuo a dirglielo e quello ha avuto anche il coraggio di lasciarmi dei soldi. Pazzesco!!!
    P.S.
    Adesso che vedono mio padre campare, mia cugina mi dice che si pente di aver mollato suo padre in ospizio (mia moglie che non va al risparmio e da che è stata provata meno ancora, gli ha risposto "bastava tenerlo a casa") e un'altra (cugina) che così (come con mio papà) con lo zio morto non si sarebbe potuto fare (ha sempre le mani a scoiattolo, raccoglie anche le ghiande).
    Io non posso avere rimorsi qualsiasi discorso mi facciano perchè davanti a me rispondo prima io, e del resto me ne frego e io so che ho dato, sempre.

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  10. so che "sgeglie" si scrive in modo diverso ma mi ci è caduto l'occhio adesso, tu pensa al succo non al colore della buccia

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  11. Ciao Mariolino , volevo chiederti che fiori di Bach usi per resistere , come diavolo si fanno questi cosi... :) ecco , è la prima volta ! Puoi scrivere anche scheglkie leggo molto volentieri lo stesso.

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  12. Scusa Mario, è che sono una maestrina mancata, discretamente rompipalle, mi viene da correggere i congiuntivi , i verbi , i nomi scritti male, drammatico se pensi che è quasi tutta l'utilità del liceo.Molte cose che racconti le ho sperimantate, quando si va in ospedale mi predispongo a non arrabbiarmi , do per scontato il delirio di onnipotenza di alcuni medici e la gentile dedizione di altri , questa volta medici e infermieri . Però ringrazio che non siamo n una regione dove ti mettono in un corridoio e ti dimenticano.Penso che alla fine esserci o non esserci , alla morte di una persona , non sia così importante , è una faccenda molto personale e penso sia un'illusione poter accompagnare qualcuno alla porta . Forse è importante accompagnarlo vicino ed essere in pace , noi che restiamo .Finchè non ci toccherà personalmente.Quanto agli pseudo alternativi che si verniciano con terapie new age ne conosco tanti , ho avuto un negozio di alimenti biologici, ti puoi immaginare . Però qualcosa funziona .

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  13. Occhi della notte.
    CONCORDO 100%

    Lara
    non mi è successo niente di particolare ultimamente o nulla di particolarmente ingestibile. Cioè un problema c'è stato, la ragazza che lavora qui ha avuto un lutto in famiglia, aveva paura a chiedermi se poteva stare qualche giorno a casa perchè sua mamma andava a dare l'ultimo saluto a suo padre. L'ho spedita in Marocco da sua nonna, (lei è l'ultima ad aver lasciato il suo paese, era via da un anno ormai) dovrebbe tornare dopo quasi un mese con sua madre Domenica.
    Per il resto quasi tutto nella norma.
    Quando parto di qui finalmente potrò tornare ai soli casini di la.

    Lorenza
    so che i fiori di Bach esistono perchè ne fa largo uso la cugina di mia moglie che con la scusa di essere depressa ha sempre bisogno di tutti. Da lei ho salvato mia moglie.
    In casa non abbiamo fiori, anche se sul balcone un po' ne teniamo. Non abbiamo tempo per curarli.
    Oggi è il mio giorno di libertà, faccio la lavatrice, pulisco il garage e poi finalmente vado al supermercato.
    Un caffè al supermercato è impagabile, anche quando lo fanno schifoso.

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  14. oggi non ne azzecco una, scusa Occhi DI notte.

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  15. Occhi di notte , ho pensato a cosa dirti , ma francamente io , se ho scelto qualcosa , ho scelto di tirarmi in disparte e ho accettato lavori molto umili. Non so bene cosa vuoi dire , so che è una società piena di contraddizioni, quasi paradossi fra condizioni sociali di persone coetanee , fra persone di età diverse , ma rischiamo di farci la guerra fra poveri .. Capiterà di riparlarne.

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