domenica 13 marzo 2011

FUKUSHIMA 2.

Come la mia amica Paola anche io, dopo averlo letto , consiglio questo articolo di Claudio Magris tratto dal Corriere. Davvero bellissimo e intenso , pieno di suggerimenti per pensare .

http://www.corriere.it/editoriali/11_marzo_13/magris-urlo-della-natura_674a5918-4d49-11e0-a87d-745e25f97bf2.shtml

Anni fa mi è capitato di fare un lavoro giornalistico per un certo periodo , un anno circa , un pò di più con una successiva collaborazione . Il lavoro di giornalista lo trovavo schizofrenico, ti costringeva a saltare da un argomento, da un fatto all'altro senza approfondire, con la conseguenza di una notevole superficialità . Per entrare in una cosa ci vuole del tempo, esperienza, pensieri . Lì non c'era il tempo , ti affezionavi ad un argomento e ti toccava uscirne per occuparti di qualcos'altro .  I giornalisti di basso livello raccontano malamente , spesso mettendosi al servizio di un padrone o di un potere . Se si deve fare così meglio svolgere un lavoro manuale, fisico, in cui vendi ad un altro la tua forza e il tuo tempo, di meno il tuo cervello.

L'articolo di Magris è una riflessione fatta con tutto se stesso , come le facciamo noi , che non ci paga nessuno, sui nostri blog. Molte cose che scrive le ho pensate già. Per esempio  si parla di uomo e natura come contrapposti, ma l'uomo è un animale , e come tale "naturale" . Poi c'è la convinzione che quella cosa che stiamo vedendo in televisione, quella spaventosa sciagura , non possa mai capitare a noi, su questo non sono tanto d'accordo , è una superficialità facilmente superabile . Ed è un fenomeno che osservò Freud, quando una paziente gli disse " Parlavo con mio marito e si diceva che se uno di noi due muore, io andrò a Parigi . " Non la sfiorava l'idea di poter essere lei a morire per prima.

Vorrei aggiungere qualcosina di mio , sulla tecnologia. La tecnologia è una fantastica utilissima cosa sviluppata dall'uomo nel suo cammino evolutivo, dall'aratro in là . Qualche giorno fa Lara , su Estate incantata , affrontava questo tema .La  tecnologia oggi supera i saperi di ognuno,  non la sappiamo più gestire , chi sa riparare da solo una caldaia ? Diventiamo schiavi di specialisti di cui non sappiamo se siano davvero competenti e non possiamo fare da soli . Nelle missioni in Africa, chi ci va , si accorge di dover portare tenologie semplici, gestibili , che gli africani possano gestire in proprio, con una opportuna e relativamente piccola  preparazione. Così è evidente che si formano comunità autonome e non dipendenti dai loro "salvatori" . Facciamo in modo che si salvino da soli.
Un ragionamento del genere per le energie . Dovremmo pensare a cose semplici , leggere , maneggevoli , i famosi passi lievi sulla terra , necessari ora che siamo diversi miliardi di persone . Il nucleare , sporco, pesante e pericoloso , non va bene. Ce lo dice quello che accade in Giappone , e vediamo come hanno affrontato profondamente e consapevolmente questa cosa , come noi non sapremmo fare .
Certo che c'è un rischio connesso con le attività umane , ma con questo tipo di energia non si corre il rischio del Vaiont , non si uccidono le persone di questa generazione, che è pure gravissimo, si compromette la vita sul pianeta per parecchie generazioni a venire e questo fa la differenza.

8 commenti:

  1. Parlavo oggi con mia figlia, che ha non ancora 13 anni, di questo argomento. Non guardiamo mai la televisione e non parliamo molto delle cose che avvengono nel mondo, ma ciononostante mi sono resa conto che è attenta e consapevole. Sa di non volere il nucleare in nessun modo, perché c'è il problema delle scorie, perché è sciocco investire tanto lì quando c'è una ricerca aperta verso nuove soluzioni sostenibili, leggere, pulite. Con il suo sguardo limpido di bambina ha capito subito come stanno le cose. Non voglio il nucleare soprattutto per lei.

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  2. Ho letto da qualche parte in rete che su Il Giornale (o era Libero?) sotto le immagini catastrofiche del terremoto in Giappone, c'era la scritta "Il terremoto genera PIL" .....
    Ciao cara Vitamina, passa una buona serata!
    Lara

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  3. Cara Lara , sono queste le più oscene oscenità.

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  4. Arrivo qui dal bel blog di Paola e ne trovo uno altrettanto interessante in cui mi sento a casa, in cui percepisco una bella atmosfera garbata di condivisione.
    È triste che il mio primo commento qui sia su un argomento tanto avvilente come il nucleare: è un altro (uno dei tantissimi) motivi di indignazione e anche di vergogna che ho di questi tempi al pensiero di vivere in un paese in cui la classe dirigente non riesce, nemmeno sforzandosi, nemmeno per un minuto, nemmeno per le questioni davvero importanti, a dimenticare se stessa e i propri interessi per adoperarsi a beneficio della collettività che dovrebbe rappresentare. Io non ho figli ma sento lo stesso la responsabilità di appartenere ad una generazione che pare essere inerme di fronte a simili prepotenze, per egoismo, forse, per ignoranza o perché si crede - come si diceva - che tanto queste tragedie capitino sempre altrove, mai qui.
    Vado a leggere l'articolo di Magris che avete segnalato: ho avuto sempre per lui una grandissima passione.
    Saluti!

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  5. Vero, Magris scrive come una donna, ovvero è elastico, sottile, lieve e profondo.

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  6. Sono esattamente della stessa opinione.
    Rispondendo a dei commenti in un mio post contro il nucleare dicevo che la mia opposizione non è per demonizzare ad ogni costo.
    Io sono per lo sviluppo tecnologico, ma sicuramente per qualcosa che non comprometta l'ambiente in cui viviamo.
    Vogliono far credere che l'unica fonte efficace di energia sia quella nucleare, quando invece una centrale produce una minima quantità energetica (in Giappone, che è un territorio non molto vasto, quelle centrali che hanno riescono a coprire solo il 30% di energia prodotta).
    Hanno in questi anni omesso ogni tipo di informazione sulle fonti rinnovabili.
    Beh, cara Vitamina, ti auguro una buona serata, a presto.

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  7. Qualche anno fa conoscemmo un gesuita che sta 6 mesi all'anno in Africa . Ha portato là delle cucine solari , specie di specchi che oncentrano il calore su un punto dove viene posta su un piedistallo una pentola . E' vero che gli specchi li producono i tedeschi , ma è anche vero che le donne di quella missione perdevano mezza giornata per raccogliere legna, scarsa e spesso fresca. Ora sono libere e non danneggiano le poche piante che hanno. Con un'altra mentalità si sarebbe pensato a portargli , che ne so , il metano o il gasolio. Tutta tecnologia, ma che differenza.

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  8. per chi è curioso basta digitare cucina solare .

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