sabato 26 marzo 2011

I NOMI DEI FIORI.

Ci sono due categorie di nomi dei fiori, e delle piante in generale.

I NOMI COMUNI O POPOLARI, tipo latte di gallina, occhi della madonna, scarpetta della madonna , nontiscordardimé, viola mammola, rosolaccio, fanciullacce, attaccaveste, crespignolo, raponzolo ecc.
La Madonna, pora donna, è nominatissima, soprattutto nelle regioni d'Italia molto pretaiole .
Ogni piantina richiama un attributo o un organo del corpo della mamma di Gesù, solo che in certi posti si chiama occhi della Madonna un fiore, in certi posti un altro.Per cui il nome popolare non da nessuna sicurezza di corrispondere proprio a quella piantina lì. Quando poi si parla di insalate di campo il caos è generale :
"Ma che dici, quella che ha quelle foglioline lunghine, fatte così...
Ma no quella che somiglia a quell'altra .."
Qualunque piantina somiglia a qualcun' altra e di questo passo non ci si capisce niente .
L'unico sistema è di affidarsi ai nomi botanici, ma per le insalate di campo è difficile , si trovano pochi testi e le illustrazioni, se non sono foto fatte bene , non permettono l'identificazione. Se poi sono disegni non se ne parla . Io per le insalate mi baso sull'esperienza,e mangio alcune cose di cui non so il nome.


Una delle "mie " cicorie) , in realta credo si chiami Crepis .

Raponzolo (Campanula rapunculus), si mangiano le foglie e la radice.
Fiori di silene vulgaris o "minutina"
Favagello ,  o  ranunculus ficaria.
Sono commestibili molte di quelle che chiamo, riassumendole in un'unica castegoria, cicorie selvatiche, che si mangiano da giovani, perché dopo diventano troppo amare. Alcune hanno fiori gialli, una fiori azzurri. Tutte sono buonissime lessate e saltate con l'olio e l'aglio. Sono commestibili i giovani papaveri (papaver rhoeas detto anche rosolaccio), i raponzoli ( Campanula rapunculus), alcune silene ( Minutina), i crespignoli (sonchus oleraceus), che pungono ma hanno un sapore delicato, le gallinelle (varietà di valeriana), i favagelli  (ranunculus ficaria) , le carote selvatiche(daucus carota), la ginestrella (?), la sanguisorba ( poterium sanguisorba), i vari timi selvatici, il finocchio selvatico  e molto altro. Senza contare  gli arcinoti tarassaco (pisciacane, dente di leone), bardana e ortica . In realtà sono molte  le erbe che raccolte da giovani, prima della fioritura, si possono mangiare, mentre in seguito  alcune diventano un pò tossiche.

LA CATEGORIA DEI NOMI BOTANICI .

Oltre alle erbe da mangiare ci sono le piante da giardino. Conoscerne i nomi botanici è quasi indispensabile  . I nomi botanici sono una convenzione universalmente riconosciuta, almeno nel mondo occidentale. C'è un libro, "La confraternita dei giardinieri", che racconta anche di Linneo, che per primo cercò di ordinare le piante e i loro nomi.  Un Anemone Nemorosa è tale in Italia come in Inghilterra, come in America. Io  ho imparato molti nomi botanici leggendo riviste di giardinaggio e libri, per circa, ormai, trent'anni.  E' successo subito, all'inizio, e ha stupito anche me, il fatto che ricordavo facilmente nomi complicati, tipo "Romneya Coulteri " oppure "Phaseolus caracalla" oppure "Echinops ritro", e li associavo con l'aspetto della pianta, cosa che non ho mai fatto con gli uccelli o gli insetti, eppure sono ospiti del giardino anche loro. Ho immagazzinato un numero imprecisato, ma molto grande, di nomi  di piante e di conoscenze sulle piante. Ora comincio ad aver difficoltà a tirar fuori i nomi, ma per tanto tempo è stato veramente sorprendente, uscivano come tappi di champagne dalla mia testa . Una foto un nome, un'immagine un nome. Non sono una botanica, non so la differenza fra famiglie, specie, generi e neanche mi importa tanto. Sono una persona intelligente e mi accorgo, dall'osservazione dei caratteri, se due piante sono parenti. So i nomi di alcune famiglie, tipo le solanacee, le papaveracee, le composite, le cariofillacee, le rosacee, ma a volte questi botanici sadici cambiano il nome di una famiglia, per esempio le leguminose sono diventate recentemente papilionacee, e questo è veramente crudele. Oggi ho scoperto che le cimicifuga sono diventate Actaea. Ahimé.  Le lavatera sono tornate ad essere malve, e tutto lo sforzo di alcuni per imparare il loro nome è stato inutile. Per me, lo ripeto, non è stato uno sforzo, come per certi autistici che fanno calcoli complicati a mente.

All'inizio, per dire l'ingenuità , avevo la sensazione che se le era stato dato un nome la pianta fosse una varietà importante da giardino . A Milano, al Centro Botanico,  nell'83 , vidi delle bustine di semi di "papaver rhoeas", ne comprai una nella convinzione che si trattasse di quei papaveri giganti che si vedono nei giardini di montagna, che poi ho scoperto che sono perenni,  invece si trattava del comune papavero, o rosolaccio, che strappavo come erbacce. Al Centro Botanico erano già in crisi di astinenza da piante spontanee, e ne vendevano i semi come rarità botaniche, molto raffinate, ma noi, grazie a Dio, in Toscana ne avevamo in abbondanza.

I nomi botanici sono molto utili alle mostre di giardinaggio, dove si comprano piantine di perenni che non sempre sono fiorite e riconoscibili. Se sai il nome, e conosci la pianta, sai cosa compri, o sai se ti interessa  averla. Così capita di veder passare uno felicissimo che ha appena comprato un vasino con due o tre foglioline anonime, ma lui sa cosa verrà fuori. Oggi, a Verdemura, è passata una signora con in mano un vasetto con un bastone che pareva infilato lì, senza neanche le foglie. Era una piantina di Plumeria, o Frangipane, una delle tropicali più fascinose, irriconoscibile. Anche io ho comprato un rizoma dal brutto colore, a forma di banana , che diventerà, spero, una pianta di loto.
Così vanno le cose.
Se uno ha una passione accade questo ed altro, una passione e non un hobby, una cosa che da più gusto alla vita . Un nostro amico, Sergino, è diventato molto religioso, seriamente religioso, da  adulto, ma aveva fino da giovane la passione dei motori, che montava e smontava a colpi anche di martello, con mio marito, quando erano ragazzi. Con la maturità vive con la famiglia in un convento a Sansepolcro, ma ha messo la moto in sacrestia  e continua a lucidarla, ogni tanto ci fa un giro. I suoi vecchi amici ridono della moto parcheggiata in sacrestia. Mauro gli ha chiesto come si accorda la moto con la religione e lui ha detto che anche nei motori c'è Dio. Ora se Dio è nei motori , sarà a maggior ragione nelle piante, che vengono dal suo atto creativo in linea quasi diretta! O no?

9 commenti:

  1. Che festa, tutti questi tappi di champagne che saltano uno dopo l'altro, come fuochi d'artificio!
    Buona domenica Vitamina.

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  2. Borges forse avrebbe detto che i nomi delle piante non sono che uno degli infiniti nomi di Dio. O forse non lo avrebbe detto Borges ma lo dico io imitandolo indegnamente.Il tuo post mi ha aperto un mondo.Io che non conosco i nomi nemmeno in italiano faccio qui con i nomi francesi una confusione tremenda e acquisto semi solo per le foto sulle bustine , quasi sempre irriconoscibili. Generalmente non spunta mai nulla e io rimango con la curiosità.
    Buona domenica
    g

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  3. Con le bustine , Grazia , ho anch'io poca fortuna .Ti suggerisco alcuni nomi di piante con semi che nascono facilmente : cosmos bipinnatus, nasturtium , Thumbergia alata, delphinium annuale ,nigella damascena, ipomea quamoclit. Prova questi e poi mi racconti.

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  4. Lo sai che mi sono fiorite le violette che ho portato l'estate scorsa da Civitella?

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  5. Come invidio la tua capacità di ricordare i nomi delle piante e dei fiori e soprattutto la tua capacità di associarli a quella corolla, a quelle foglie, a quel colore.
    Io, che sono sempre stata cittadina, ricordo ancora certe belle passeggiate da bambina con mia madre, che invece - pur avendo vissuto quasi tutta la sua vita in città - è e rimane un'abitante delle campagne e conosce ogni cespuglio, ogni pianta infestante, ogni fiorellino: ovviamente solo i nomi "volgari", e non quelli scientifici, alcuni molto suggestivi e divertenti e curiosi.
    Ho letto con grande interesse anche il post sulla mostra mercato di Lucca: io solo ora comincio un po' ad avvicinarmi al mondo delle piante, ho sempre pensato di non avere il pollice verde, ma forse è solo questione di attenzione e di pazienza, credo di aver capito.
    Saluti di buon lunedì!

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  6. Io sono nata cittadina, ma al mondo delle piante mi ci sono avvicinata già da bambina grazie alla passione per queste di mia madre, che riempiva i balconi di vasi e ne conosceva i nomi volgari: nastrini, belle di notte...i nomi scientifici li ho imparati solo da qualche anno, per una mia curiosità, a volte anche morbosa.
    Quando si ha una passione è difficile porsi dei limiti, in genere questi ti vengono posti da chi ti sta vicino e non la condivide.
    Un carissimo saluto.

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  7. E' vero ,Delia , che bisogna porsi dei limiti. Io non ho mai fumato e non mi sono avvicinata alle dorghe, perchè mi sarei rovinata prima di un'altra persona, le cose mi prendono totalmente . Finchè è il giardino , va ancora bene , ma qualche volta, anni fa , si mangiava più tardi delle nove di sera, perchè non mi riusciva rientrare in casa!

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  8. Il fatto di ricordare tutti i nomi botanici di ogni pianta presente in giardino, stupisce sempre le amiche o i parenti che vengono a farmi visita.
    Mi chiedono: ma come fai a ricordarli tutti e poi in latino?!! Allora io rispondo: tu ricordi i nomi dei tuoi figli? Ecco, io ogni pianta, ogni fiore, ogni cespuglio, nato da seme o da talea o semplicemente scelto con tanta cura, è come se fossero i miei piccolini.
    Condivido con Vitamina i continui ritardi nei pasti principali, perchè in giardino perdo letteralmente la nozione del tempo!
    Un abbraccio e felice primavera!

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